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A settembre gli USA contro la Colombia di Jaimes Rodriguez
Scritto il 2014-07-31 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Sarà contro la Colombia il primo match casalingo degli USA post Mondiali. Il match amichevole con la Nazionale sudamericana si giocherà il prossimo martedì 9 settembre all'Alamodome di San Antonio. Pochi giorni prima, il 3 settembre a Praga, il gruppo guidato dal CT Jurgen Klinsmann se la vedrà con la Repubblica Ceca, mentre la Colombia affronterà il Brasile il 5 a Miami.

Per USA e Colombia, entrambe reduci da un ottimo Mondiale in Brasile il mese scorso, sarà il 16° scontro, con i sudamericani in netto vantaggio (9-3-4). L'ultimo match tra le due Nazionali si è giocato al PPL Park, vicino Philadelphia, nell'ottobre 2010 (0-0 il risultato finale).

Stavolta si giocherà nell'iconico Alamodome, stadio da 65.000 posti oggi usato primariamente per eventi non sportivi (il prossimo sarà il Texas Trophy Hunters Association), anche se in passato ha ospitato match di NCAA college football e basket, high school football, Major League Baseball e i San Antonio Spurs della NBA. A causa degli effetti dell'uragano Katrina ospitò brevemente anche le partite casalinghe dei New Orleans Saints della NFL. Lo scorso gennaio più di 54.000 persone hanno assistito ad un'amichevole che ha visto il messico battere 4-0 la Corea del Sud.

L'interrogativo riguarda il campo sintetico. In genere gli USA scelgono sempre stadi con campi in erba, e sarebbe la prima volta sul sintetico dalla Gold Cup dello scorso anno, dal match contro il Belize giocato al Providence Park di Portland. Rimane aperta la possibilità che possa essere steso un campo in erba provvisorio, come già visto al Cowboys Stadium di Dallas lo scorso aprile e al CenturyLink Field di Seattle nel giugno 2013.

Il match sarà anche una prova per il pubblico di San Antonio di mettere in mostra la propria passione per il calcio. La città infatti mira all'ingresso in Major League Soccer, e i dirigenti MLS hanno confermato le trattative per una possibile expansion entro il 2020. Il club locale, i San Antonio Scorpions, attualmente militano nella NASL, e giocano al Toyota Stadium, impianto di proprietà da 8.000 posti espandibili a 18.000. Il match del prossimo 9 settembre sarà in data FIFA, quindi il pubblico texano potrà probabilmente assistere alle gesta della nuova stella del Real Madrid, James Rodriguez

Per gli USA dopo la Colombia gli impegni successivi già confermati saranno contro l'Ecuador il 14 ottobre (sede da definire) e l'11 novembre a Dublino contro l'Irlanda.

Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

Calcio - Socceritalia

È l’una di notte (ora italiana). Gli Stati Uniti escono da questi Mondiali. C’è pochissimo tempo per scrivere qualcosa. Inutile provare a scendere negli spogliatoi. Lo sguardo scorre d’istinto sui ranghi dei loro tifosi. Le ragazze in lacrime con i bikini a stelle e strisce, quelli con la maschera di Topolino che non ride più e quelli con il cappello storto del vecchio zio Sam, che ha preso un paio di brutte sberle. Le facce dei tifosi quando perdono sono sempre uguali: ma queste, forse, queste facce di tifosi yankee fanno più tenerezza del solito perché capisci che per la prima volta, per la prima davvero, hanno compreso quanto crudele e spietato può essere il calcio. È uno sport che non sapevano esistesse, ci sono finiti dentro con entusiasmo. Quando, venti anni fa, i Mondiali si tennero negli States, la gente andava allo stadio senza conoscere la  differenza tra un calcio d’angolo e un calcio di rigore. In tribuna con le maglie di Michael Jordan e i cappellini dei New York Yankees. Adesso sono qui tutti orgogliosi con le magliette di Bradley e Dempsey, che chiamano sotto le tribune, e si sono arrabbiati perché l’ultimo tempo supplementare poteva avere qualche minuto di recupero più: così contestano l’arbitro, lo fischiano, ma per buona parte della partita hanno intuito che il loro portiere, Tim Howard, si è sentito come il generale Custer a Little Big Horn. Oltre all’entusiasmo, cominciano a metterci un po’ di competenza. I tesserati sono 4 milioni e 100: la seconda forza al mondo dopo la Germania (6,5). Ormai ci sono rettangoli con le porte nel Queens e nell’ultimo paesino del Texas. Due anni fa, un sondaggio del sociologo Rich Luker stabilì che, negli Stati Uniti, nella fascia d’età tra i 12 e i 24 anni, il soccer è lo sport più  popolare dopo il football (americano). Usa-Portogallo, l’altro giorno, alla tv, meglio di una finale Nba: vista da 24 ,7 milioni di americani. Tra loro, anche il Presidente Barack Obama, padre di due ragazze che il soccer lo giocano al liceo, rapido a  infilarsi dentro al sogno collettivo. Si fa riprendere mentre guarda Usa-Germania a bordo dell'Air Force One, in volo verso il Minnesota. Poi, finita la partita, detta un comunicato che, ovviamente, fa il giro del pianeta: «Questo Mondiale possiamo vincerlo noi». Poi magari gli tocca incassare il tweet del collega belga Elio Di Rupo, che all’amico Barack riserva un «I told you so», te l’avevo detto, che riporta sulla terra Obama e il suo Air Force One. Magari quella del presidente statunitense sarà stata anche un botta d’entusiasmo. Ma anche la consapevolezza che questo nuovo sport è l’unico ad essere giocato in ogni continente. Ovvio che gli Stati Uniti debbano esserci. E non per partecipare. Però per vincere, nel calcio, i soldi e l’entusiasmo non bastano. Serve anche esperienza e talento ed è forse questa, stanotte, la più grande lezione per i tifosi americani: il calcio è come il basket, come il baseball, come l’hockey. Sì, serve tempo. Serviranno ancora molti anni per riuscire ad andare avanti in un torneo mondiale. È proprio una notte  tenera. Viene da citare Francis Scott Fitzgerald. Finire con una citazione, di solito, è una pessima soluzione. Ma per una volta forse ci sta. Fonte: Frabrizio Roncone - Corriere della Sera

Calcio - Socceritalia

Errori sotto porta, brividi. Che fatica battere gli Usa per il Belgio. Gli States mandano a vuoto gli assalti di Hazard &C. e al 90’ sprecano un gol. Ai supplementari decidono De Bruyne e Lukaku.  Che partita! E che peccato per gli USA. Il Belgio domina, sbatte sullo strepitoso Tim Howard (almeno sei-sette parate super e e 16 totali, nuovo record dei Mondiali, quello precedente resisteva dal 1966), centra una traversa con Origi ma deve attendere l'arrivo dei supplementari, con l'ingresso di Romelo Lukaku (un gol e un quasi assist per De Bruyne) per piegare la resistenza degli Stati Uniti che, nonostante la chiara inferiorita' tecnica, escono dal Mondiale a testa altissima con un finale tutto orgoglio e la rete di Green che rende infernali gli ultimi minuti per i Diavoli Rossi. Sara' quindi il Belgio, quattro vittorie su quattro, a sfidare l'Argentina sabato a Brasilia in una partita dall'altissimo tasso tecnico. HIGHLIGHTS: Belgio vs. USA 2-1 Se il buongiorno si vede dal mattino, si capisce subito che per Howard sara' una partita luminosa: pronti-via e grande parata del numero 1 americano su Origi, preferito inizialmente dal CT Marc Wilmots a Lukaku, sull'imbeccata di De Bruyne. Jurgen Klinsmann sa che a livello tecnico la sua squadra non puo' competere con i Diavoli Rossi e schiera una formazione piu' accorta, un 4-1-4-1 con Cameron davanti alla difesa e Clint Dempsey unica punta. Proprio il capitano e' il primo a impegnare Courtois al 12'. Ma e' il Belgio - dopo l'invasione di campo con protagonista l'italiano Mario Ferri che espone una maglia con la scritta "Ciro vive" - a menare le danze: contropiede clamoroso ed errore di De Bruyne, che spreca davanti ad Howard. Sfonda ancora il Belgio sulla destra, da Eden Hazard a Vertonghen che la mette in mezzo per Origi, decisivo DaMarcus Beasley. Si fa male Fabian Johnson (coscia), al suo posto DeAndre Yedlin, che sistema il buco sulla fascia americana renendodis anche pericoloso con bei cross. Al rientro, Belgio in avanti con ancora maggiore convinzione: Origi lavora bene per De Bruyne, colpo di testa di Mertens e Howard attento in angolo. Sempre Belgio: Vertonghen mette in mezzo un pallone al bacio, in ritardo Hazard, Origi non ci arriva e sfuma ancora un'azione per i Diavoli Rossi che all'11' centrano anche una traversa, con Origi di testa. E' assedio Belgio: Vertonghen, tra i migliori, ci prova due volte, senza particolare fortuna.Belgio travolgente: Origi fa fuori mezza difesa, cross in mezzo per Mertens che, prima di lasciare il campo a Mirallas, di tacco sfiora il gran gol. Una chance anche per Witsel: destro secco, fuori di poco. Sempre e solo Belgio, ma Howard mura ancora Origi e, soprattutto Mirallas, gli Usa se la cavano. Howard e' insuperabile anche quando ci provano ancora Hazard e il solito Origi, poi dall'altra parte e' clamoroso l'errore del MLS MVP 2012 Chris Wondolowski sottoporta che avrebbe mandato gli Usa in Paradiso. Insomma, servono i supplementari e Wilmots si gioca subito la carta Lukaku: mossa decisiva, il nuovo attaccante del Wolfsburg al primo pallone gestito vola via sulla fascia lasciando sul posto Matt Besler e serve De Bruyne, controllo su Gonzalez e diagonale sul quale nemmeno SuperHoward riesce a fare nulla. Lukaku prova a mettersi in proprio, ma Howard non ci sta e tiene in vita le speranze dell'America. Che, con orgoglio, si getta in avanti con Beasley: salva Van Buyten. Poi Mirallas e Howard dice no, quindi Lukaku chiude i giochi: sinistro chirurgico sull'assist di De Bruyne e il Belgio vola. Anche se in apertura di secondo tempo supplementare il giovanissimo centrocampista offensivo del Bayern Monaco Julian Green, appena entrato, brucia Toby Alderweireld sull'assist di Bradley e, soprattutto Courtois, riaprendo i giochi. Jones mette i brividi al Belgio poco dopo con una girata fuori di nulla. Quindi e' mostruoso Lukaku a far fuori Omar Gonzalez e Besley, c'e' pero' sempre il muro Howard. Partita splendida, anche Courtois diventa decisivo evitando il 2-2 uscendo a corpo morto su Dempsey ed e' la parata che mette la parola fine a una partita spettacolare e combattuta. La spunta, con merito, il Belgio, ma gli Usa hanno dimostrato tanto cuore e orgoglio, ed escono a testa alta dal Mondiale, a conferma della grande crescita del calcio statunitense. I commenti. Klinsmann: Abbiamo dato tutto, ma voglio una squadra più aggressiva "Per il mio cuore, per favore non fatemi più vivere partite come questa. Ora il Belgio può festeggiare". Così Marc Wilmots ha commentato la vittoria del Belgiosugli Stati Uniti dopo i tempi supplementari negli ottavi di finale della Coppa del Mondo. "Stasera abbiamo visto un Belgio con mentalità offensiva. Abbiamo effettuato 27 tiri in porta, il primo dopo solo due minuti e non abbiamo smesso di attaccare per i restanti 118 minuti", ha aggiunto. Poi il ct belga ha speso parole d'elogio per gli avversari: "Voglio congratularmi con Jurgen Klinsmann e la squadra degli Usa, soprattutto Tim Howard ha giocato una partita fantastica. Era in uno stato di grazia, ma alla fine penso che abbiamo meritato di vincere". “Penso che abbiamo dato tutto ai nostri tifosi, al pubblico", ha spiegato Klinsmann. “La partita è stata un vero thriller. Abbiamo avuto chance nel finale, e anche di infilarla prima. E' stata una partita giocata agli estremi. I giocatori hanno dato tutto, e hanno reso il loro paese orgoglioso. Quello che spero è che la squadra prenda l'esperienza dei Mondiali e capisca cosa voglia dire questo livello, l'intensità, la velocità, la richiesta... Non è solo allenarsi e giocare un match nel weekend. E' questione di stile di vita. E da parte nostra c'è ancora troppa deferenza. Perché non giocare vis a vis? E' qualcosa che dovremo affrontare. Non so quanti anni ci vorranno. Ho dovuto urlare come un pazzo per farli salire. E' qualcosa che deve entrare loro in testa. Anche contro squadre con più talento devono giocare più alti". Alla richiesta se resterà sulla panchina USA sino al 2018: "Penso di sì", convinto. Il contratto lo ha già firmato. ________________________________________________ Campionati del Mondo - Ottavi di finale Belgio vs. USA 2-1 dts (0-0) Marcatori: BEL - De Bruyne 3' pts BEL - Lukaku 15' pts USA - Green 2' sts BELGIO (4-3-3): Courtois 7.5; Alderweireld 6, Van Buyten 7, Kompany 6, Vertonghen 6.5; Witsel 6.5, Fellaini 6, De Bruyne 7.5; Mertens 6 (15'st Mirallas 5), Origi 7 (1'pts Lukaku 8), Hazard 6.5 (6'sts Chadli sv) In panchina: Mignolet, Bossut, Vermaelen, Lombaerts, Dembele, Januzaj, Ciman Allenatore: Wilmots 7.5 STATI UNITI (4-1-4-1): Howard 9; Johnson 5.5 (32'pt Yedlin 6.5), Besler 5.5, Gonzalez 6, Beasley 6.5; Cameron 5.5; Zusi 5 (27'st Wondolowski 5), Jones 6, Bradley 6.5, Bedoya 5.5 (17'pts Green 6.5); Dempsey 5.5 In panchina: Guzan, Rimando, Brooks, Johannsson, Diskerud, Davis, Beckerman, Altidore, Chandler. Allenatore: Klinsmann 6 ARBITRO: Haimoudi (Algeria) 6.5 NOTE: serata gradevole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Cameron, Kompany. Angoli: 19-4 per il Belgio Recupero: 3'; 3'; 2'; 1'.

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