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Klinsmann: Nessun rapporto col Galatasaray
Scritto il 2014-06-28 da Arnaldo Selmosson su Nazionale USA
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Jurgen Klinsmann chiude in maniera risoluta all'idea che possa essere interessato ad assumere l'incarico di allenatore del Galatasaray, dopo che un portavoce della società turca aveva dichiarato che il CT della Nazionale USA è in testa alla lista dei giallorossi per sostituire Roberto Mancini insieme all'ex Manchester United David Moyes e al CT della Germania Jogi Löw .

Klinsmann è sotto contratto con la US Soccer Federation sino al 2018, e alla Turchia non ci pensa per niente, tanto più dopo essersi qualificato agli ottavi. “La risposta è semplice", dice Klinsmann. "No”.

Non andiamo di corsa, aspettiamo la fine dei Mondiali”, ha spiegato un portavoce del Gala alla ESPN. “I primi due target sono Löw e Klinsmann”.

Il presidente della USSF Sunil Gulati ha spiegato ai media mercoledì che il contratto di Klinsmann non è condizionato ai risultati dei Mondiali, e che si aspetta che il CT rimanga sino al torneo del 2018. Klinsmann ha infatti firmato un rinnovo di quattro stagioni lo scorso anno.

Ciò che ci ha convinto di  non è una partita o un risultato, altrimenti avremmo preso la decisione a dicembre. Ma è riguardo quello che vediamo, la direzione presa dal programma, il messaggio che sta dando dalla base alla punta del sistema", ha spiegato Gulati. “Siamo contenti di come vanno le cose. Abbiamo deciso che, nonostante il rischio del gruppo Mondiale, fossimo preparati a prendere quell'impegno".

Secondo i media Klinsmann è stato cercato da vari club da quando è CT, ultimo nel 2013 il Tottenham Hotspur, dove da giocatore è passato due volte negli anni '90. “Non ho nemmeno preso in considerazione il Tottenham”, disse  Klinsmann a gennaio. “Sono sempre felice di quando c'è interesse, vedere che la persone accettano quello che fai. Ma ho un impegno con la Federazione, ed è un programma di lungo perioodo. Voglio afr bene in Brasile. Abbiamo fatto bene in questi due anni, ma dobbiamo provare chi siamo ai Mondiali, il più grande torneo del mondo nel paese più calcistico del mondo".

È l’una di notte (ora italiana). Gli Stati Uniti escono da questi Mondiali. C’è pochissimo tempo per scrivere qualcosa. Inutile provare a scendere negli spogliatoi. Lo sguardo scorre d’istinto sui ranghi dei loro tifosi. Le ragazze in lacrime con i bikini a stelle e strisce, quelli con la maschera di Topolino che non ride più e quelli con il cappello storto del vecchio zio Sam, che ha preso un paio di brutte sberle. Le facce dei tifosi quando perdono sono sempre uguali: ma queste, forse, queste facce di tifosi yankee fanno più tenerezza del solito perché capisci che per la prima volta, per la prima davvero, hanno compreso quanto crudele e spietato può essere il calcio. È uno sport che non sapevano esistesse, ci sono finiti dentro con entusiasmo. Quando, venti anni fa, i Mondiali si tennero negli States, la gente andava allo stadio senza conoscere la  differenza tra un calcio d’angolo e un calcio di rigore. In tribuna con le maglie di Michael Jordan e i cappellini dei New York Yankees. Adesso sono qui tutti orgogliosi con le magliette di Bradley e Dempsey, che chiamano sotto le tribune, e si sono arrabbiati perché l’ultimo tempo supplementare poteva avere qualche minuto di recupero più: così contestano l’arbitro, lo fischiano, ma per buona parte della partita hanno intuito che il loro portiere, Tim Howard, si è sentito come il generale Custer a Little Big Horn. Oltre all’entusiasmo, cominciano a metterci un po’ di competenza. I tesserati sono 4 milioni e 100: la seconda forza al mondo dopo la Germania (6,5). Ormai ci sono rettangoli con le porte nel Queens e nell’ultimo paesino del Texas. Due anni fa, un sondaggio del sociologo Rich Luker stabilì che, negli Stati Uniti, nella fascia d’età tra i 12 e i 24 anni, il soccer è lo sport più  popolare dopo il football (americano). Usa-Portogallo, l’altro giorno, alla tv, meglio di una finale Nba: vista da 24 ,7 milioni di americani. Tra loro, anche il Presidente Barack Obama, padre di due ragazze che il soccer lo giocano al liceo, rapido a  infilarsi dentro al sogno collettivo. Si fa riprendere mentre guarda Usa-Germania a bordo dell'Air Force One, in volo verso il Minnesota. Poi, finita la partita, detta un comunicato che, ovviamente, fa il giro del pianeta: «Questo Mondiale possiamo vincerlo noi». Poi magari gli tocca incassare il tweet del collega belga Elio Di Rupo, che all’amico Barack riserva un «I told you so», te l’avevo detto, che riporta sulla terra Obama e il suo Air Force One. Magari quella del presidente statunitense sarà stata anche un botta d’entusiasmo. Ma anche la consapevolezza che questo nuovo sport è l’unico ad essere giocato in ogni continente. Ovvio che gli Stati Uniti debbano esserci. E non per partecipare. Però per vincere, nel calcio, i soldi e l’entusiasmo non bastano. Serve anche esperienza e talento ed è forse questa, stanotte, la più grande lezione per i tifosi americani: il calcio è come il basket, come il baseball, come l’hockey. Sì, serve tempo. Serviranno ancora molti anni per riuscire ad andare avanti in un torneo mondiale. È proprio una notte  tenera. Viene da citare Francis Scott Fitzgerald. Finire con una citazione, di solito, è una pessima soluzione. Ma per una volta forse ci sta. Fonte: Frabrizio Roncone - Corriere della Sera

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Errori sotto porta, brividi. Che fatica battere gli Usa per il Belgio. Gli States mandano a vuoto gli assalti di Hazard &C. e al 90’ sprecano un gol. Ai supplementari decidono De Bruyne e Lukaku.  Che partita! E che peccato per gli USA. Il Belgio domina, sbatte sullo strepitoso Tim Howard (almeno sei-sette parate super e e 16 totali, nuovo record dei Mondiali, quello precedente resisteva dal 1966), centra una traversa con Origi ma deve attendere l'arrivo dei supplementari, con l'ingresso di Romelo Lukaku (un gol e un quasi assist per De Bruyne) per piegare la resistenza degli Stati Uniti che, nonostante la chiara inferiorita' tecnica, escono dal Mondiale a testa altissima con un finale tutto orgoglio e la rete di Green che rende infernali gli ultimi minuti per i Diavoli Rossi. Sara' quindi il Belgio, quattro vittorie su quattro, a sfidare l'Argentina sabato a Brasilia in una partita dall'altissimo tasso tecnico. HIGHLIGHTS: Belgio vs. USA 2-1 Se il buongiorno si vede dal mattino, si capisce subito che per Howard sara' una partita luminosa: pronti-via e grande parata del numero 1 americano su Origi, preferito inizialmente dal CT Marc Wilmots a Lukaku, sull'imbeccata di De Bruyne. Jurgen Klinsmann sa che a livello tecnico la sua squadra non puo' competere con i Diavoli Rossi e schiera una formazione piu' accorta, un 4-1-4-1 con Cameron davanti alla difesa e Clint Dempsey unica punta. Proprio il capitano e' il primo a impegnare Courtois al 12'. Ma e' il Belgio - dopo l'invasione di campo con protagonista l'italiano Mario Ferri che espone una maglia con la scritta "Ciro vive" - a menare le danze: contropiede clamoroso ed errore di De Bruyne, che spreca davanti ad Howard. Sfonda ancora il Belgio sulla destra, da Eden Hazard a Vertonghen che la mette in mezzo per Origi, decisivo DaMarcus Beasley. Si fa male Fabian Johnson (coscia), al suo posto DeAndre Yedlin, che sistema il buco sulla fascia americana renendodis anche pericoloso con bei cross. Al rientro, Belgio in avanti con ancora maggiore convinzione: Origi lavora bene per De Bruyne, colpo di testa di Mertens e Howard attento in angolo. Sempre Belgio: Vertonghen mette in mezzo un pallone al bacio, in ritardo Hazard, Origi non ci arriva e sfuma ancora un'azione per i Diavoli Rossi che all'11' centrano anche una traversa, con Origi di testa. E' assedio Belgio: Vertonghen, tra i migliori, ci prova due volte, senza particolare fortuna.Belgio travolgente: Origi fa fuori mezza difesa, cross in mezzo per Mertens che, prima di lasciare il campo a Mirallas, di tacco sfiora il gran gol. Una chance anche per Witsel: destro secco, fuori di poco. Sempre e solo Belgio, ma Howard mura ancora Origi e, soprattutto Mirallas, gli Usa se la cavano. Howard e' insuperabile anche quando ci provano ancora Hazard e il solito Origi, poi dall'altra parte e' clamoroso l'errore del MLS MVP 2012 Chris Wondolowski sottoporta che avrebbe mandato gli Usa in Paradiso. Insomma, servono i supplementari e Wilmots si gioca subito la carta Lukaku: mossa decisiva, il nuovo attaccante del Wolfsburg al primo pallone gestito vola via sulla fascia lasciando sul posto Matt Besler e serve De Bruyne, controllo su Gonzalez e diagonale sul quale nemmeno SuperHoward riesce a fare nulla. Lukaku prova a mettersi in proprio, ma Howard non ci sta e tiene in vita le speranze dell'America. Che, con orgoglio, si getta in avanti con Beasley: salva Van Buyten. Poi Mirallas e Howard dice no, quindi Lukaku chiude i giochi: sinistro chirurgico sull'assist di De Bruyne e il Belgio vola. Anche se in apertura di secondo tempo supplementare il giovanissimo centrocampista offensivo del Bayern Monaco Julian Green, appena entrato, brucia Toby Alderweireld sull'assist di Bradley e, soprattutto Courtois, riaprendo i giochi. Jones mette i brividi al Belgio poco dopo con una girata fuori di nulla. Quindi e' mostruoso Lukaku a far fuori Omar Gonzalez e Besley, c'e' pero' sempre il muro Howard. Partita splendida, anche Courtois diventa decisivo evitando il 2-2 uscendo a corpo morto su Dempsey ed e' la parata che mette la parola fine a una partita spettacolare e combattuta. La spunta, con merito, il Belgio, ma gli Usa hanno dimostrato tanto cuore e orgoglio, ed escono a testa alta dal Mondiale, a conferma della grande crescita del calcio statunitense. I commenti. Klinsmann: Abbiamo dato tutto, ma voglio una squadra più aggressiva "Per il mio cuore, per favore non fatemi più vivere partite come questa. Ora il Belgio può festeggiare". Così Marc Wilmots ha commentato la vittoria del Belgiosugli Stati Uniti dopo i tempi supplementari negli ottavi di finale della Coppa del Mondo. "Stasera abbiamo visto un Belgio con mentalità offensiva. Abbiamo effettuato 27 tiri in porta, il primo dopo solo due minuti e non abbiamo smesso di attaccare per i restanti 118 minuti", ha aggiunto. Poi il ct belga ha speso parole d'elogio per gli avversari: "Voglio congratularmi con Jurgen Klinsmann e la squadra degli Usa, soprattutto Tim Howard ha giocato una partita fantastica. Era in uno stato di grazia, ma alla fine penso che abbiamo meritato di vincere". “Penso che abbiamo dato tutto ai nostri tifosi, al pubblico", ha spiegato Klinsmann. “La partita è stata un vero thriller. Abbiamo avuto chance nel finale, e anche di infilarla prima. E' stata una partita giocata agli estremi. I giocatori hanno dato tutto, e hanno reso il loro paese orgoglioso. Quello che spero è che la squadra prenda l'esperienza dei Mondiali e capisca cosa voglia dire questo livello, l'intensità, la velocità, la richiesta... Non è solo allenarsi e giocare un match nel weekend. E' questione di stile di vita. E da parte nostra c'è ancora troppa deferenza. Perché non giocare vis a vis? E' qualcosa che dovremo affrontare. Non so quanti anni ci vorranno. Ho dovuto urlare come un pazzo per farli salire. E' qualcosa che deve entrare loro in testa. Anche contro squadre con più talento devono giocare più alti". Alla richiesta se resterà sulla panchina USA sino al 2018: "Penso di sì", convinto. Il contratto lo ha già firmato. ________________________________________________ Campionati del Mondo - Ottavi di finale Belgio vs. USA 2-1 dts (0-0) Marcatori: BEL - De Bruyne 3' pts BEL - Lukaku 15' pts USA - Green 2' sts BELGIO (4-3-3): Courtois 7.5; Alderweireld 6, Van Buyten 7, Kompany 6, Vertonghen 6.5; Witsel 6.5, Fellaini 6, De Bruyne 7.5; Mertens 6 (15'st Mirallas 5), Origi 7 (1'pts Lukaku 8), Hazard 6.5 (6'sts Chadli sv) In panchina: Mignolet, Bossut, Vermaelen, Lombaerts, Dembele, Januzaj, Ciman Allenatore: Wilmots 7.5 STATI UNITI (4-1-4-1): Howard 9; Johnson 5.5 (32'pt Yedlin 6.5), Besler 5.5, Gonzalez 6, Beasley 6.5; Cameron 5.5; Zusi 5 (27'st Wondolowski 5), Jones 6, Bradley 6.5, Bedoya 5.5 (17'pts Green 6.5); Dempsey 5.5 In panchina: Guzan, Rimando, Brooks, Johannsson, Diskerud, Davis, Beckerman, Altidore, Chandler. Allenatore: Klinsmann 6 ARBITRO: Haimoudi (Algeria) 6.5 NOTE: serata gradevole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Cameron, Kompany. Angoli: 19-4 per il Belgio Recupero: 3'; 3'; 2'; 1'.

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Tra i giovani solo il football è più popolare, e in televisione i risultati della nazionale hanno più audience delle finali Nba La settimana scorsa, Tim Lenahan, coach a Evanston, sobborgo di Chicago, denunciava al Chicago Tribune l’ennesimo sintomo di questa epidemica «Soccer Fever»: «Quando dieci anni fa dicevo ai ragazzi di venire al campo con la maglia dei loro beniamini, si presentavano con quelle di Michael Jordan, Jim McMahon (stella del football, n.d.r.) e Sammy Sosa (asso del baseball, n.d.r.). Oggi arrivano con quelle di Neymar, Messi e Dempsey». L’autore dell’articolo, l’editorialista Phil Hersh, ci spiega: «Questa Nazionale è forse la più multirazziale della nostra storia: lo specchio di che cos’è il nostro Paese». In crescita Ora anche gli scettici stanno ammettendo di essersi sbagliati e si accodano ai sostenitori di chi crede che nell’arco di un paio di generazioni il pallone più popolare sarà quello calciato con i piedi. Impensabile solo una decina d’anni fa. Nel 2012 un sondaggio di Rich Luker, famoso sociologo, ha stabilito che nella fascia d’età compresa fra i 12 e i 24 anni il soccer è il secondo sport più popolare dietro al football (quello americano). Forse molti ragazzini, soprattutto afro-americani, danno ancora la precedenza al sogno di essere il prossimo LeBron James o Russell Wilson, ma le cose lentamente stanno cambiando. L’organizzazione del calcio giovanile sta diventando capillare. C’è la caccia al Messi stelle e strisce, convinti che in un bacino così vasto prima o poi salterà fuori. Intanto ci si accontenta di Clint Dempsey, Michael Bradley e Tim Howard che stanno facendo crescere la Nazionale. Marisabel Munoz, vice-presidente comunicazione della Mls, dice che la Lega pro del soccer cinque anni fa ha imposto alle 19 franchigie di creare un settore giovanile: «Almeno tre team: gli under 14, 16 e 18. Funziona, perché nell’arco di questi pochi anni un centinaio di giocatori provenienti da questo serbatoio ha firmato un contratto con le prime squadre. E uno di loro, DeAndre Yedlin, un ‘93, è parte dei 23 in Brasile e ha fatto pure qualche minuto». Nelle scuole Il Mondiale è un lunghissimo e prezioso spot pubblicitario, come ammette Sunil Gulati, presidente della U.S. Soccer Federation: «Questa esposizione mediatica ci farà inevitabilmente incrementare il numero di appassionati e di ragazzi che vorranno giocare a calcio». Il football rischia di perdere adepti, da quando ricerche scientifiche hanno stabilito che può provocare danni neurologici irreversibili e il presidente Barack Obama ha sentenziato: «Se avessi un figlio maschio, glielo proibirei: troppo violento». Il soccer ora gioca d’anticipo. Per arrivare al top degli sport tradizionalmente americani bisogna seguire l’iter scolastico. Chi eccelle al liceo, accede alle migliori università per sperare poi nella chiamata di Nfl e Nba (il baseball ha una trafila un po’ diversa). Nel calcio, se vai al college con una borsa di studio da un po’ di anni sei ormai considerato uno scarto. Più audience della Nba Adesso, c’è una struttura molto europea. Esistono 108 club giovanili d’elite (inclusi team Mls) che si scontrano a livello regionale e nazionale. Spiega Elizabeth Sanchez, portavoce della federcalcio Usa: «I nostri allenatori visionano i ragazzini, suggeriscono ai loro tecnici su cosa lavorare e un paio di mesi dopo ne controllano i progressi». Dempsey ce l’ha fatta così, grazie alla sua «soccer mom» che lo accompagnava agli allenamenti guidando per 4 ore all’andata e 4 al ritorno. E’ grazie anche ai ragazzi di Klinsmann se Usa-Portogallo ha fatto boom: 24,7 milioni di persone davanti ai teleschermi, un record. Ma il dato più significativo è che ha battuto l’audience delle recenti Finali Nba di basket e delle World Series del baseball 2013. Sì, il soccer sta diventando un virus contagioso: guai a chi trova il vaccino. GLI ALTRI 9 MONDIALI Prima di Brasile 2014 gli Usa hanno partecipato a nove Mondiali 1930 Terzo posto Usa fuori in semifinale con l’Argentina e terzi per il rifiuto della Jugoslavia a disputare la finale 3° posto 1934 Primo turno Gli Yankees vennero sconfitti (7-1) dall’Italia al primo turno 1950 Primo turno Nonostante la vittoria con l’Inghilterra, gli Usa uscirono nel girone 1990 Primo turno Zero punti nel girone con Italia, Cecoslovacchia e Austria 1994 Ottavi Nel Mondiale casalingo, gli Usa perdono col Brasile agli ottavi 1998 Primo turno Zero punti nel girone con Germania, Jugoslavia e Iran 2002 Quarti Gli Usa arrivano ai quarti, prima di cedere alla Germania 2006 Primo turno Fuori nel girone con Italia, Ghana e Rep. Ceca 2010 Ottavi Dopo aver vinto il girone gli Usa perdono agli ottavi col Ghana   Fonte: Massimo Lopes Pegna - Gazzetta dello Sport

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