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Kakà, Orlando insiste ma la MLS si allontana
Scritto il 2014-06-09 da Franco Spicciariello su Calciomercato
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Continuano le voci di mercato legate a Kakà e Robinho. I due grandi calciatori brasiliani del Milan nelle ultime ore sono stati di nuovo accostati a diverse squadre brasiliane. Ma c’è un brasiliano, il primo azionista dell’Orlando City (MLS), che li vorrebbe entrambi per lanciare al meglio la sua nuova creatura.

La squadra infatti debutterà a breve nella MLS il campionato a stelle e strisce. Secondo il Daily Express la squadra americana sarebbe intenzionata a portare a casa entrambi i giocatori e per questo, tramite l’allenatore Adrian Heath - ex Everton - avrebbe offerto ai due giocatori un ricchissimo ingaggio.

Ma Il destino di Kakà in particolare è ancora tutto da scrivere. I dollari della MLS e soprattutto la nostalgia di casa (che sarebbe legata a qualche problema di troppo con la moglie Caroline) fanno tentennare il brasiliano che a fine stagione aveva invece lasciato intendere di voler restare al Milan un’altro anno. L’unica certezza, per ora, è che non ci sono certezze e come rivelato ieri da Sky Sport: il numero 22 non ha preso ancora nessuna decisione sul suo futuro.

Dal canto suo il Milan sarebbe anche pronto ad assecondare le esigenze del calciatore, concedendogli il ritorno in patria. A patto che ciò avvenga dopo il 30 giugno e non oltre la fine di luglio. Ad agosto, infatti, sarebbe troppo tardi in quanto i rossoneri si troverebbero in difficoltà nel reperire un adeguato sostituto di Kakà. Che intanto 'danza' tra Milan e San Paolo ma al momento pende più verso una permanenza in Italia.

Come ulteriore conferma dei grandi dubbi che circolano intorno alla figura del brasiliano, sono arrivate le dichiarazioni del portavoce, Diogo Kocko , che non garantisce una permanenza: "Ricardo non ha ancora deciso se lasciare il Milan. E’ una fase di valutazione".

Sul sito ufficiale della Major League Soccer Mark Abbott, Deputy Commissioner, ha parlato del futuro della MLS, dal calendario, alle possibili nuovi squadre fino al salary cap. Di seguito l'intervista tradotta da www.socceritalia.it. Su Sacramento nella MLS: "Ovviamente ci sono un sacco di cose bellissime che stanno accadendo a Sacramento", ha detto Abbott. "Il mercato calcistico è buono in se, ma quello che stanno facendo la dirigenza del Sacramento Republic è una grande storia. Ci sono un sacco di persone a Sacramento che vogliono vedere la MLS in città. Incluso il sindaco." Sul numero di squadre nella MLS per il 2020 e le altre possibili città: "Las Vegas è una città che ho visitato recentemente. C'è stato un gruppo che è uscito pubblicamente sulla volontà di portare Las Vegas nella MLS che ho incontrato", ha dichiarato il Deputy Commissioner. "Ci sono state persone uscite allo scoperto anche per San Antonio e Austin. Sono tutte diverse, ma sono tutte interessate seriamente alla Lega. Abbiamo comunque deciso che il giusto numero per il nostro numero di giocatori, per i diritti tv e altro, è di 24 squadre per il 2020". Sullo sviluppo dei giovani: "Ora abbiamo un sistema che incentiva lo sviluppo dei giovani perché ne riconosciamo l'importanza. E' stato bellissimo vedere Yedlin uscire dal "programma" Homegrown players e giocare il Mondiale. Per noi è tutto relativamente nuovo. Sono solo 4 o 5 anni che abbiamo iniziato a investire su questa cosa, quindi è ancora presto per dire se è la direzione giusta". Sulla partnership della MLS con la USL Pro e la possibilità di creare altre squadre come i LA Galaxy II: "La partnership con la USL Pro è molto produttiva, sia con il metodo dei Galaxy (squadra riserve), sia con quello della squadra affiliata. Penso che sia una parte fondamentale dello sviluppo dei calciatori. I giocatori giovani che non giocano in prima squadra possono andare a giocare nella USL pro, è importante". Sulla proposta di allargare il calendario del College soccer per tutto l'anno accademico: "Penso sia una cosa positiva e che supportiamo. Quello che è buono per il college soccer e per lo sviluppo dei calciatori è buono anche per noi. In prospettiva MLS Combine e SuperDraft non sappiamo ancora come muoverci, ma è una cosa che supportiamo". Sulla volontà della Lega di aumentare il Salary cap: "Nel corso del tempo continueremo a investire sempre di più nei calciatori, e penso che lo abbiamo dimostrato costantemente. Quindi non esiste una formula specifica che posso darvi, ma riconosciamo la continua importanza del migliorare il prodotto sul campo. E ci sono diverse strade per farlo". Sulle negoziazioni per il contratto collettivo con l'associazione giocatori che scadrà a dicembre: "Il contratto collettivo riguarda l'investire sui giocatori. Non vogliamo un lockout, non è il nostro piano. Per prima cosa voglio dire che abbiamo un ottimo rapporto con i nostri giocatori e con l'associazione. Penso che nell'ultimo contratto collettivo siamo stati capaci di risolvere un sacco di cose che hanno migliorato la vita dei nostri calciatori. Secondo, siamo estremamente orgogliosi dei nostri giocatori, per come si comportano in campo e fuori". Sul futuro del Chivas USA e in possibili location per uno stadio a Los Angeles: "Abbiamo speso un sacco di tempo nel parlare con possibili investitori. Non ho ancora un calendario preciso... Abbiamo parlato della University of California come luogo possibile. L'idea è di tirare giù la Los Angeles Memorial Sports Arena e costruire uno stadio da calcio. Ma sono sicuro che ci saranno altre opportunità e altre idee". Nota: Abbott ha confermato che la squadra continuerà a giocare nell'attuale stadio fino a quando il nuovo stadio non sarà pronto. Intanto Sacramento sarebbe interessata a rilevare la squadra e trasferirla nel Nord California. "Crediamo che Los Angeles possa avere due squadre, che sia in grado di ospitarle, ora come ora amiamo le rivalità. Lo vediamo nel Pacific Northwest. Questa è la ragione per la quale abbiamo due squadre a New York". Sul potenziale cambio di calendario utilizzando quello della Fifa: "Quello che dirò è quello che il Commissioner (Don Garber) ha detto lo scorso anno. Ci abbiamo ragionato lo scorso autunno e siamo arrivati alla conclusione che è un cambiamento che non possiamo fare. Non lo escludiamo per il futuro, ma non c'è un piano imminente per cambiarlo". Nota: Blatter, a Toronto, pochi giorni fa ha dichiarato che la MLS avrebbe cambiato il calendario adottando quello della Fifa e dei più grandi campionati europei. Sulla possibilità di vedere promozioni e retrocessioni nel calcio americano: "E' una cosa che non succederà mai".    

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Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

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Marzo 2015, questa è la data di partenza per l'Orlando City. Anche se si comincerà a fare sul serio già dal prossimo inverno, perché c'è una squadra da costruire in Florida. Attualmente la squadra sta disputando il campionato USL Pro (3° divisione) e lo sta "ammazzando" senza troppi problemi. Però i giocatori sotto contratto per la Major League Soccer 2015 sono solo 6: Kakà, Tyler Turner (Homegrown Player), Tommy Redding (Homegrown Player), Darwin Cerén, Kevin Molino e Yordany Alvarez. Il primo - Kakà - lo conoscete tutti. Turner e Redding sono due difensori centrali del 1996 e del 1997, due ottimi prospetti e membri della nazionale americana Under 20. Cerén è un nazionale di El Salvador (capitano), classe '89, acquistato dal campionato locale, centrocampista. Yordany Alvarez (1985) è arrivato dal Real Salt Lake; già nel 2011 aveva giocato per l'Orlando City. Kevin Molino è in Florida dal 2011, nato in Trinidad and Tobago nel 1990, MVP della USL Pro del 2012. Nella stagione in corso vanta 11 goal e 7 assist in 17 partite, da centrocampista offensivo. Dell'attuale roster è difficile capire chi verrà tesserato anche per la MLS. I favoriti dovrebbero essere Mbengue (1993, ma straniero) e Chin (1987). Dando per fatto l'acquisto di Robinho, al momento, la franchigia della Florida conta 7 giocatori, 4 di questi stranieri. E sappiamo bene che i posti a disposizione per gli stranieri - nel roster - sono 8, ma possono anche aumentare. Proprio ieri il proprietario Flavio Augusto da Silva a Radio Globo ha svelato che a Orlando si aspettano 4 giocatori in prestito dal Benfica, quindi saliamo già a 8 stranieri, il limite. A questo punto arriverà l'expansion draft dove potranno selezionare 10 giocatori non protetti dalle altre squadre, stesso discorso per il New York City FC. Alcuni di questi rimarranno, altri potrebbero essere ceduti in cambio di "international spots", potendo poi tesserare altri stranieri. Insomma, ci sono delle scelte da fare, anche per quanto riguarda il terzo - e ultimo - Designated Player. Dopo i due brasiliani devono decidere se acquistarne subito un terzo o aspettare, magari la prossima estate, per capire di cosa la squadra ha bisogno. Al momento la formazione sarebbe questa, con molti spazi vuoti. Il dubbio è anche su Redding e Turner, sarà difficile vederli entrambi titolari dalla prima stagione. Sarà una scelta di Coach Adrian Heath. Nel caso in cui decidano di acquistare subito un terzo DP potrebbero lanciarsi su un attaccante o su un centrocampista, impossibile fare nomi ora.

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