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Orlando sconfitta in amichevole dalla AS Roma
Scritto il 2014-05-24 da Americo Costi in NASL, USL, MISL
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La AS Roma chiude la stagione con il successo nella nottata italiana per 1-0 contro l'Orlando City, team della USL Pro che entrerà in MLS nel 2015, in amichevole.

All'ESPN World Wide of Sports di Orlando - 5.029 gli spettatori sugli spalti, con a bordo campo presente anche il presidente James Pallotta - i giallorossi disputano una gara dai ritmi molto blandi anche per l'altissimo tasso di umidità presente in Florida.

Rudi Garcia lancia dal primo minuto Leandro Paredes e Antonio Sanabria (piazzati rispettivamente regista basso e attaccante sinistro), appena tornati alla base dai prestiti con Chievo e Sassuolo e sotto esame nel breve tour Usa. Nell'undici titolare anche Skorupski e Balasa, Michel Bastos mezz'ala, davanti Florenzi e Totti insieme all'ex talento del Barcellona.

Il buon inizio della Roma viene premiato al 20' dal vantaggio del suo numero dieci: sugli sviluppi di un batti e ribatti nell'area dell'Orlando e grandissimo destro dalla distanza del capitano Francesco Totti che non lascia scampo al portiere avversario e decide l'incontro.

Kane Hemmings, uno dei giocatori dell'Orlando City in prova, al 39' sfiora il gol, ma il giocatore - nominato player of the year nello Scottish championship - è chiamato in fuori gioco.

I capitolini tengono bene il campo ma concedono un paio di sortite agli statunitensi, nella ripresa sale in cattedra Dodò che si fa apprezzare per qualche buona sortita offensiva mentre Totti al 54' si conferma il più pericoloso con un pallonetto salvato sulla linea da un difensore dell'Orlando.

Tra un cambio e l'altro, tra cui quello chiesto da Dodò per un problema alla caviglia al 64', il match cala d'intensità e al 75' l'Orlando City va vicino al pari, ma il tentativo di Kevin Molino finisce fuori di poco, e per i padroni di casa c'è anche il tempo per vedersi annullato un goal per fuorigioco di Hertzog. Corre il minuto 78, è l'ultimo sussulto di un match che la Roma vince grazie al timbro del suo capitano.

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ORLANDO CITY (4-2-3-1): Trialist (45' Woszczynski); Turner, Rusin (66' Burke), Redding, Boden (82' Bitielo); Ceren (66' Pulis), Alvarez (66' Quinn); Span (66' Lopez), Mbengue (83' Jean Jacques), Molino (83' Trialist); Trialist (66' Hertzog).

All. Adrian Heath

AS ROMA (4-2-3-1): Skorupski (46' Lobont); Balasa (71' Battaglia), Toloi (66' Boldor), Castan, Dodó (66' Marin); Taddei, Paredes (76' Mazzitelli), Florenzi; Bastos (76' Ferri), Totti (71' Ricci), Sanabria. A disp: Proietti Gaffi, Nainggolan, Ljajic.

All. Rudi Garcia.

ARBITRO: Marcos De Oliveira (USA); ASSISTENTI: Da Silva - Mchardy; IV UOMO: Mendes

MARCATORI: 20' Totti

AMMONITI: 51' Turner (O)

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Una questione risoltasi solo giovedì scorso con l'annuncio della cessione delle quote di Roeslani nel club rosonero a Thohir, una decisione arrivata anche a causa delle indagini su Roeslani partite dal Regno Unito e finalizzate a recuperare i soldi presuntamente dovuti alla sua ex società. E Anindya Bakrie? Attraverso il Bakrie Group sembrerebbe in trattative con Thohir per entrare nell'Inter, sì da riunire le fortune di due tra le più ricche famiglie di Indonesia per supportare la società nerazzura. Inoltre, Bakrie Group è proprietario di squadre quali il Brisbane Roar (A-League australiana); Deportivo Indonesia, una squadra di soli U-19 indonesiani che però gioca in Uruguay (!); l'Arema Cronus FC, una delle squadre affrontate dal DC United in tour l'anno scorso; e il C.S. Vise, che milita nella seconda divisione belga, e da cui il team di Washington ha preso in prestito Syamsir Alam (rispedito a novembre in Belgio senza aver nemmeno esordito). Chiudendo con Erick Thohir, il suo nome non è mai entrato nella lista dei miliardari di Forbes, nemmeno in quella riservata al'Indonesia. E così qualche dubbio rimane. Del resto, ad oggi, la ristrutturazione finanziaria dell'Inter è ancora in corso dopo quasi un anno dall'acquisto della maggioranza da parte del magnate indonesiano, che sino ad oggi ha sborsato solo 75 milioni di euro, cui si è aggiunta la storia, rivelata da Il Giornale, di come il brasiliano della SS Lazio Hernanes sia arrivato a Milano solo grazie alle garanzie rilasciate dallo stesso presidente della Lazio, Claudio Lotito! E chissà che i malumori di Moratti di questi giorni non derivino anche da qualche dubbio che magari sta salendo anche a lui? (e al riguardo si legga questa interessante intervista a Marco Belinazzo del Sole 24 Ore). Sempre però che la premessa sia quella di considerare Thohir - erroneamente - un miliardario pronto a pompare soldi nell'Inter, e non invece un grande manager, sul modello del proprietario della AS Roma Jim Pallotta (che a quanto risulta a SoccerItaliait lo scorso anno avrebbe cercato attraverso i propri uomini proprio Thohir, per chiedergli di entrare nella holding titolare del club giallorosso, scontrandosi però con la trattativa già avanzata con l'Inter). Uno quindi ricco, sì, ma non "ricco scemo", capace con i soldi necessari, e principalmente attraverso managerialità e relazioni commerciali, di rilanciare un grande club con un brand conosciuto in tutto il mondo, ma sino ad oggi non sfruttato in maniera adeguata. In ogni caso, un sì di Goldman Sachs (e UniCredit) entro giugno dovrebbe risolvere l'impasse attuale, avviando l'Inter verso una crescita responsabile e in linea col Financial Fair Play. Ma per tornare ai fasti di Moratti e del Triplete, è probabile che i tifosi nerazzurri debbano aspettare qualche anno.   Si ringrazia Black&Red United

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