Terminerà a fine 2014 il rapporto tra MLS e NBC, e il soccer USA dal 2015 andrà in onfa su ESPN, FOX e la ispanica Univision, che hanno firmato un contratto con la Soccer United Marketing da $70 milioni solo per i primi due canali, cui andranno aggiunti il contratto Univision e quelli con le tv locali stipulati da ogni singolo club.
Un risultato ottimo per la lega guidata da Don Garber, visto anche che l'audience media nel 2013 è calata del 29% su ESPN/ESPN2 e dell'8% sul network NBC. Il nuovo dela porterà oltre $3 milioni ad ogni club.
MLS, problemi di audience
Si è spesso discusso dell’importanza per la sopravvivenza e crescita della MLS di saper conquistare spazi possibilmente sempre più ampi nei palinsesti delle maggiori reti televisive americane. La cosa in parte è riuscita con la svolta avvenuta dopo la stagione 2006 quando la lega capitanata da Don Garber non solo ha smesso di dover pagare per poter mandare in onda le proprie partite ma è riuscita ad ottenere un contratto quinquennale poi prorogato per altri cinque anni con i maggiori network sportivi statunitensi, vale a dire Fox Sports, ESPN, ESPN2 e le due emittenti di lingua spagnola Telefutura e Univision, segno che il prodotto offerto dalla Major LeagueSoccer è finalmente diventato credibile.
Ciò nonostante, il soccer a stelle e strisce ha dovuto spesso lottare contro rating spesso anemici con un minimo storico dello 0,2% raggiunto nel 1998, anno difficile per la lega che da allora è andata avanti ed è diventata finalmente credibile e redditizia, conquistando sempre più popolarità ed aumentando le presenze degli spettatori nei propri stadi, ma questo non sembra far crescere l’audience televisiva.
E’ proprio di pochi anni fa la polemica riguardante la finale di MLS Cup 2010 che, dati alla mano, è stata seguita da un misero 0,5% di telespettatori, tradotto in numeri poco più di un milione e centomila coraggiosi. Le risposte date dagli appassionati dello sport più bello del mondo ma anche da personalità eminenti della lega sono state che i due club che si sono affrontati in finale, vale a dire FC Dallas e Colorado Rapids, diventati poi campioni, sono tra i club meno popolari in termini di seguito e che la finale era stata programmata in prima serata alla stessa ora dell’MTV Music Award ed una serata di scontri decisivi nella NFL.
Cose sicuramente vere ma che non nascondono, nonostante i giganteschi progressi compiuti in questi anni, un difficile rapporto tra lo sport più bello del mondo e l’audience televisiva. La finale 2011 tra Los Angeles Galaxy e Houston Dynamo, con tutto che le due franchigie sono tra le più popolari della lega ed in campo era presente David Beckham ha registrato un rating dello 0,8 mentre la stessa sera la corsa finale della NASCAR aveva totalizzato un discreto 3,5 e il popolare Saturday Night Football della ABC ha raccolto un sostanzioso 14,5.
Nelle città delle squadre che han disputato la finale i dati non si dono discostati, mentre durante l’edizione del 2012 ha addirittura registrato un calo attestandosi allo 0,7 con tutto che era l’ultima partita di Beckham in MLS e la finale una riedizione della sfida dell’anno passato, mentre quest’anno, anche per via della finale tra Sporting Kansas City e Real Salt Lake, per via delle dimensioni ridotte delle due città rispetto alle megalopoli americane e di conseguenza il bacino assai ristretto dei mercati televisivi la finale è stata vista da appena 220.000 utenti sintonizzati su ESPN a cui si aggiungono altri coraggiosi 112.000 telespettatori di NBC Sports. Un segno che, almeno per quanto riguarda le leghe pro soccer di casa, sebbene siano stati fatti passi da gigante molto resta ancora da fare nel rapporto con la TV. Infatti, nonostante i contratti siglati dalla MLS con i maggiori network statunitensi in termini di ascolti la lega pro soccer del commissioner Don Garber è addirittura dietro la WNBA.
Soccer e TV, una storia difficile
Tra soccer e televisione il rapporto è sempre stato di amore e odio, perché non dobbiamo dimenticare che l’impulso alla nascita di NPSL ed USA (le due leghe pre NASL) avvenne grazie alla finale mondiale tra Inghilterra e Germania disputatasi nel 1966 e trasmessa negli Usa dalla NBC, così come negli anni successivi i campionati italiano, inglese, messicano, la liga spagnola ed altri sono stati seguiti da milioni di americani ribattezzati dalla stampa a stelle e strisce “eurosnobs” in quanto si appassionano al calcio estero seguendolo assiduamente via satellite mentre continuano a snobbare la MLS nonostante il livello di gioco sia cresciuto a livello esponenziale negli ultimi anni.
In passato anche la popolare e mai dimenticata NASL (nulla a che vedere con l’attuale Nasl), lega che nonostante fosse considerata un po’ da tutti il cimitero degli elefanti poteva comunque annoverare moltissime star di livello internazionale ed un livello di gioco sicuramente molto alto ebbe problemi ad assicurarsi un contratto televisivo, e fu proprio la mancanza di quest’ultimo una delle cause fondamentali del collasso della lega, visto che negli Usa più che altrove nessuna lega sportiva professionista può sopravvivere senza copertura televisiva.
Disse a tal proposito Ron Newman, calciatore inglese divenuto poi allenatore nella NASL, ma con esperienze anche in ASL e MISL :”Sfido le altre leghe pro sport americane ad andare avanti senza un contratto televisivo e vedere quanto tempo sopravvivono”.
Il (difficile) rapporto tra il soccer professionista e le televisioni commerciali comincia il 16 aprile del 1967 a Baltimora, con la trasmissione della prima partita del campionato NPSL ad opera della CBS, che aveva firmato un contratto decennale, sebbene rinnovabile di anno in anno, con la lega per potersi accaparrare l’esclusiva di portare il soccer nelle case dell’americano medio con la speranza, seguita presto da un’amara disillusione, di poter competere con gli sport più genuinamente americani.
La partita della settimana veniva trasmessa in diretta ed in technicolor con cronache e commenti del popolare commentatore sportivo Jack Whitaker supportato dall’ex stella nordirlandese Danny Blanchflower, il quale presto divenne famoso per le sue terribilmente franche affermazioni al vetriolo sul livello di gioco dei singoli calciatori e delle squadre in genere. La sua maniera di commentare poteva sembrare ad alcuni un misto di snobismo inglese unito a cinismo, ma in realtà egli non faceva altro che descrivere l’andamento delle partite nella maniera in cui le vedeva, e non era per niente impressionato dalla qualità del gioco espresso in campo. Il nome scelto dalla CBS per questo programma sportivo era “Just for Kicks!”, che fu ribattezzato ironicamente “Just for Commercials” quando, appena un mese dopo l’inizio del campionato NPSL l’arbitro Peter Rhodes ammise pubblicamente che undici dei ventuno falli fischiati durante la partita Toronto vs Pittsburgh erano in realtà scuse per poter mandare in onda la pubblicità, raccontando anche un episodio in cui dovette tenere a terra con la forza un calciatore che era caduto perché la pubblicità era ancora in onda.
Queste dichiarazioni fecero perdere la quasi totalità della credibilità sia alla NPSL che alla CBS, la quale però decide causa nascita della NASL nel dicembre 1967 di rinnovare il contratto con la nuova lega per un altro anno, sostituendo però il caustico Blanchflower con il più malleabile Mario Machado. Questo però non fu di aiuto, nonostante il livello di gioco fosse cresciuto vistosamente, a far salire gli anemici rating televisivi, così alla fine della prima disastrosa stagione NASL la CBS ne ebbe abbastanza e decise di troncare il contratto televisivo.
Quasi dieci anni dopo la prima fallimentare esperienza, la CBS acquistò i diritti per trasmettere l’esordio di Pelé coi New York Cosmos il 15 giugno 1975. A commentare la partita in un Downing Stadium completamente esaurito in ogni ordine di posti vennero scelti Frank Gleiber e Ken Wright. Dieci milioni di americani assisterono in diretta al primo assist ed al primo goal di Pelé (sebbene durante l’assist la CBS non aveva ancora finito di trasmettere la pubblicità e durante il gol mandò in onda un replay) e grazie a questo successo il popolare network americano decise di trasmettere un’altra partita dei Cosmos ed il Soccer Bowl ‘75.
Nel 1976 si mormora dell’imminente firma di un contratto triennale tra la CBS e la NASL, e il 6 giugno va in onda la sfida tra Cosmos e Tampa Bay Rowdies, che registra un’audience di tre milioni e trecentomila persone. In virtù di questi dati la popolare e storica tv commerciale statunitense e si accaparra i diritti per il Soccer Bowl ’76, ma la promessa di trasmettere sei partite del campionato 1977 e nove dell’anno successivo viene disattesa per motivi ancora sconosciuti.
Causa l’inatteso gran rifiuto la NASL decide di appoggiarsi per la trasmissione delle proprie gare alla T.V.S., un network che era in realtà un consorzio di tante reti sportive locali molte delle quali non trasmettevano le partite di soccer nelle zone più popolose, e alcune di quelle che invece erano interessate al prodotto proponevano i match in differita il lunedì alle 11:30 serali, ciò nonostante per la NASL questo contratto biennale con la quale la T.V.S. si impegnava a mostrare al pubblico quattro partite di campionato, due dei play-off ed il Soccer Bowl ’77 fu considerato un successo.
Nel 1978 invece gli eventi sportivi della NASL scelti dal consorzio televisivo saranno sei, quattro partite di regular season, una dei play-off ed il Soccer Bowl ’78. I telecronisti incaricati a commentare il soccer furono l’onnipresente Paul Gardner ed un giovane Jon Miller che negli anni a venire andrà incontro ad un’importante carriera come commentatore di baseball. Il successo in termini di pubblico e di spettacolo che la NASL ebbe durante la stagione ’78 fece si che la ABC si interessasse al soccer e firmasse un contratto con la lega per poter mandare in onda cinque partite della regular season, tre dei play-off ed ilSoccer Bowl ’79. Come telecronisti la ABC sceglie l’esperto Paul Gardner già in forza alla T.V.S. e mette in campo come risorsa per la sicura riuscita dell’esperimento calcistico-televisivo la leggenda del giornalismo sportivo americano Jim McKay a commentare quello che veniva definito “lo sport degli anni ‘80”.
Purtroppo per la ABC e soprattutto per la NASL gli indici di ascolto furono molto più bassi di quelli che il popolare network statunitense si aspettasse, secondo Jim Spencer, all’epoca uno dei dirigenti più importanti della ABC nel biennio 1979/80 il rating delle partite della NASL fu circa del 2,7% con uno share del 10%, pari circa a due milioni di telespettatori, ed è tutt’ora il picco più alto di tutti i tempi raggiunto da una lega pro soccer americana.
Per questo motivo la ABC decise di chiudere il contratto e nel 1981 trasmettere solo il Soccer Bowl. Secondo il nordirlandese Noel Lemon, direttore generale dei Tulsa Roughnecks, il fallimento del contratto tra la NASL e la ABC avvenne per la troppo affrettata espansione della NASL avvenuta nel 1978 e per l’eccessiva fiducia che si respirava negli ambienti della lega. “Tutti credevano che il soccer fosse arrivato” spiega Lemon, :”La gente parlava dei Cosmos e di Pélé, persino Howard Cossell parlava di soccer, tutti avevano le stelle negli occhi perché la ABC aveva deciso di trasmettere alcune partite, ma si stavano illudendo. La ABC trasmetteva le partite la domenica pomeriggio in piena estate, non rimanevo mai in casa a guardare la televisione, e dubito che ci sarei rimasto anche se avessero giocato i Roughnecks. Il Madison Avenue cominciò a insistere che la NASL aveva un’audience troppo bassa, ed è stato per la lega come un occhio nero. Avremmo dovuto restare fuori dal mercato televisivo finchè saremmo stati capaci di chiedere ed ottenere di andare in prima serata, allora si che avremmo potuto esaminare gli ascolti a vedere dove eravamo arrivati”. Lee Stern, allora presidente dei Chicago Sting da invece la colpa alla maniera in cui la ABC gestiva il pacchetto NASL :”La trasmissione delle partite della NASL è stata portata avanti dalla ABC ma anche dalla lega stessa in maniera molto pressappochista. Ricordo ancora una partita importantissima trasmessa in diretta nazionale a mezzogiorno nel mezzo del mese di luglio, e poi si domandavano perché gli ascolti non c’erano!”.
In realtà le lamentele ci furono sia dalla parte della CBS che da quella della NASL, disse a tal proposito Jack Krumpe, proprietario di una franchigia : "Abbiamo venduto l’anima alla ABC per avere ben poco in cambio!”. Krumpe criticò la maniera di cui veniva pubblicizzato il prodotto, l’ora in cui le partite venivano mandate in onda ed il fatto che far giocare una partita di calcio alle 2:30 di sabato pomeriggio in agosto influiva negativamente sulla qualità del gioco e sugli indici d’ascolto ed arrivò persino a criticare Jim McKay, Paul Gardner e Verne Lundqvist accusandoli di non avere personalità.
La ABC credeva ancora nel soccer e decise l’anno seguente di spostare le partite di domenica ma questo non aiutò gli ascolti a crescere, anzi ebbero un effetto negativo sul rating del popolare programma sportivo Wide World of Sports, ed al rifiuto della NASL di rivedere il contratto al ribasso la collaborazione tra la lega e la rete televisiva si interruppe.
Questa decisione della NASL di non accettare le nuove condizioni proposte dalla ABC provocò stupore negli ambienti televisivi, e a tal proposito il direttore di produzione Chet Forte affermò:”Penso che vivano nel loro mondo, credono di avere in mano il miglior prodotto televisivo del mondo quando invece non è così, credo pensino di essere meglio di ciò che sono in realtà”. Phil Woosnam, allora commissioner della lega, rispose a tal proposito in un’intervista del Washington Post : "Penso che il problema del contratto televisivo si risolverà da sé, la popolarità del soccer è in continua crescita gli ascolti televisivi saliranno presto”. La proposta dell’ex calciatore gallese era di trasmettere invece che una singola partita un programma settimanale di un’ora con la sintesi delle varie sfide di campionato, l’equivalente del popolare show inglese Match of the day trasmesso dalla BBC. Purtroppo nessuna rete televisiva si mostrò interessata alla sua idea, e così la lega si trovò a dover affrontare gli anni ’80 senza un contratto televisivo, assieme agli altri problemi che ne avrebbero decretato la fine pochi anni dopo.
Primo di tutti, oltre alla troppo frettolosa espansione del ’78, la concorrenza della MISL, che con il suo indoor soccer era più vicina alla mentalità americana ed erodeva rapidamente la base di fans della NASL, i costi sempre più in crescita e la rapida diminuzione delle presenze negli stadi, e dulcis in fundo una serie di franchigie effimere impiantate da investitori alquanto discutibili in mercati dove non c’erano le premesse affinchè queste potessero diventare redditizie. Gli eventi che avrebbero portato alla fine della lega si erano messi rapidamente in moto. A quel punto la NASL siglò un contratto con la tv via cavo ESPN, ma ancora una volta ilsoccer negli Usa era troppo avanti per i tempi, perché nel 1981 la tv via cavo era presente in meno del 30% delle case degli americani ed in Canada, dove al tempo militavano cinque franchigie, ancora non esisteva, per cui questa mossa di mercato alquanto pionieristica non riuscì a portare nelle disastrate casse della lega pro soccer gli utili necessari.
Alcune squadre della NASL avevano contratti con alcune televisioni locali, primi tra tutti i New York Cosmos con la newyorkese W.O.R., e anche il nuovo canale USA Network trasmetteva le partite di soccer il mercoledì sera. Purtroppo era oramai troppo tardi per salvare la lega e troppo presto per poter ricavare profitti dalle nuove frontiere televisive della tv via cavo e della pay-per-view, così nel 1985 la NASL fallì.
Per la cronaca l’ultima partita in assoluto venne disputata il 3 ottobre 1984 a Toronto, quando al Varsity Stadium i Chicago Sting del tedesco Karl-Heinz Granitza ebbero la meglio sui Toronto Blizzard aggiudicandosi così il titolo nazionale. La presenza allo stadio fu di 16821 spettatori, mentre i tifosi degli Sting poterono guardare la partita sul canale pay-per-view SportVision, allora un’assoluta novità.
Ancora una volta però i media ignorarono l’evento anche perché lo stesso giorno nella NFL i Chicago Cubs sconfissero i San Diego Padres nella seconda gara valevole per il titolo, così la vittoria della franchigia NASL di Chicago finì nella settima pagina delle notizie sportive del Chicago Tribune.






































