Gli Stati Uniti torneranno in campo per la prima volta, dopo l'eliminazione subita agli ottavi nei Mondiali, il prossimo 3 settembr contro la Repubblica Ceca in quel di Praga, e lo farà senza quello che è stato probabilmente il suo miglior giocatore in Brasile, il portiere Tim Howard, che la scorsa settimana ha annunciato che si prenderà una apusa di un anno dalla Nazionale.
La dinamica è certamente differente rispetto a 12 anni fa, quando Brad Freidel e Kasey Keller erano messi in competizione dai CT Steve Sampson prima Bruce Arena dopo, lamentandosene pubblicamente. E Friedel - che oggi, a 43 anni, è il numero 12 del Tottenham e gioca titolare in Europa LEague - mollò nel 2005, lasciando sapzio a Keller.
Inevitabilmente, la decisione - momentanea - di Howard lascia finalmente spazio a quello che in questi 8 anni è stato sempre il suo numero due: il portiere dell'Aston Villa, ma formatosi nel Chivas USA, Brad Guzan, che nonostante abbia subito 126 gol in 74 partite da quando ha tolto il posto all'irlandese Shay Given, è da tutti elogiato come unica ragione della mancata retrocessione del Villa. Inevitabile, viste anche le 235 parate in due stagioni. Per dare un'idea, nello stesso periodo Howard ha subito 77 reti e fatto 203 parate in 73 match per un team decisamente migliore. E lo stesso Howard è il suo primo fan:
“E' un portiere fantastico. Dal punto di vista mentale e fisico ha tutti gli elementi per essere al top come portiere. Per questo il suo successo non mi sorprende".
E' arrivato quindi il grande momento epr Guzan, che in questi anni ha sempre messo in mostra grandi riflessi e capacità di posizionamento, rendendolo uno dei portieri più affidabili della Premier League.
“Ovviamente con il momentaneo passo indietro di Tim per me è una grande opportunità", ha spiegato Guzan al NY Times. “E' un momento eccitante non solo per me, ma anche per altri portieri. Voglio solo fare la mia parte per mostrare a me stesso, all'allenatore e allo staff tecnico che possono contare su di me".
Per Guzan però la Nazionale non è una novità, avendo giocato spesso piazzando anche prestazioni di alto livello. Quando Howard rimase fuori nel 2013 per un infortunio alla schiena, Guzan non ebbe problemi a subentrare per il mactch contro il Costarica in casa e col Messico in trasferta, non subendo gol in entrambe le partite. Seconda scelta assoluta nel MLS SuperDraft 2005 del Chivas USA, dopo essere stato nominato "Portiere dell'anno" nel 2008 decise di lasciare la MLS.
“All'epoca eravamo [il Chivas USA] un team abbastanza di successo. Mi ha aiutato molto all'inizio della mia carriera essere circondato da ottimi professionisti quali Claudio Suarez, Paco Palencia, Ramon [Ramirez], Jesse Marsch, Ante Razov - gente che mi ha insegnato cosa serve per essere ai livelli più alti".
Ma in Inghilterra Guzan ha scoperto che giocare titolare in Premier League non è una partita semplice. Al Villa - con cui ha un contratto sino al 2017 - si ritrovò quindi prima a fare da seconda scelta per quattro stagioni, andando anche in prestito all'Hull City. Stesso problema in Nazionale, dove è stato sempre il primo back up di Howard.
"Essere il numero due per un certo numero di anni vuol dire provare di essere in grado di far parter di questo gruppo", ha detto Guzan. “Penso che negli ultimi due anni col Villa ho provato di essere in grado di esserci e che si può contare su di me. Quando vai in Nazionale vuoi semplicemente dare il meglio per aiutare la squadra e creare problemi di scelte all'allenatore. certo, quando hai due bravi portieri, è più complicato". “Quando mi è stata data l'opportunità in passato, credo di aver fatto buone cose per la squadra. Al momento c'è da coprire la posizione di portiere, e sono pronto a farlo", ha aggiunto.
Il centrocampista del Bolton e della Nazionale USA Stuart Holden conosce bene Guzan, con cui ha giocato contro sia in college che in MLS e in Premier League, oltre che insieme alle Olimpiadi 2008 e ai Mondiali 2010.
“Tutti sammo come Brad abbia lottato per un posto. Tim [Howard] è senza dubbio il numero uno, ma Brad gli è sempre stato addosso. Una delle ragioni per cui Tim fa così bene è anche perché sa che se molla un attimo Brad [Guzan] è pronto a prendergli il posto".
Nelle prime due settimane di Premier League di quest'anno Guzan è uno dei due portieri a non aver ancora concesso un gol. Per lui il regal di compelanno del match con la Repubblica Ceca arriva giusto una settimana prima del 30° compleanno, e avrà un anno per dimostrare di meritare il posto dopo tanta attesa.
“Devi avere una personalità forte per sapere di dover sedere sempre dietro per così tanti anni, aspettando il tuo turno, specie se sei un titolare in Premier League,” spiega il suo compagno di Nazionale Alejandro Bedoya. “Tutti i portieri hanno qualità uniche e la pelle dura. Penso che sia stato questo a consentirgli di reggere, e dimostra che tipo di persona sia”.
Con la Repubblica Ceca per gli USA prende il via il nuovo ciclo che sfocerà nei Mondiali di Russia (sempre che non si cambi sede) del 2018, con gli importanti step intermedi della Gold Cup 2015, la Copa America Centenario e 2016, e potenzialmente la Confederations Cup 2017, con in mezzo ovviamente tutti i match di qualificazione mondiale.
Aver perso Howard per un anno sarà sicuramente una sfida per gli USA, ma per il CT Klinsmann e per la Nazionale è chiaramente anche giunto il tempo di iniziare a guardare avanti, visto anche che il portiere dell'Everton avrà quasi 39 anni in Russia.
“Tim Howard è una bestia, ed è uno dei migliori portieri del mondo. Ma avere Brad tra i pali non sarà un problema. Tutti hanno piena fiducia in lui e nelle sue capacità, perché è un grande portiere. Ogni volta che entrato ha fatto ottime cose", ha aggiunto Bedoya, centrocampista del Nantes.
Guzan ha spiegato di comprendere le ragioni della decisione di Howard di fare un passo indietro e passare più tempo con la sua famiglia. In fondo si assenterà per un solo anno, e avrà 36 anni il prossimo settembre quando anche Klinsmann ha detto che la situazione verrà rivalutata- Ma per la prima in un decade, nella porta USA c'è uno spazio.
“E' sempre eccitante l'avvio di un nuovo ciclo", spiega Guzan. "sappiamo che sarà lunga sino ai prossimi Mondiali. Ci sono un sacco di tornei importanti per gli USA nel mezzo. E' importante costruire su quanto realizzato in quest'estate".
Dietro Guzan a spinegere ci sarà come sempre il numero 3, Nick Rimando, portiere del Real Salt Lake. Loro due e Howard hanno un ottimo rapporto, e i Nazionale sono seguiti dall'ex portiere della Nazionale inglese Chris Woods. Ma presto arriveranno le nuove leve, e si vedono già all'orizzonte le potenzialità dei vari Cody Cropper (Southampton) e Bill Hamid (DC United). Ma dovranno aspettare un bel po' di anni con un Guzan così.







































