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Orlando arriva in MLS. Beckham cerca stadio a Miami
Scritto il 2013-11-14 da Amerindo Gazzini su MLS
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Non proprio una sorpresa. L'Orlando City Soccer Club ha “confermato” – più o meno - che sarà il prossimo expansion team della Major League Soccer, diventando la 21° franchigia della lega.

La notizia arriva direttamente da un post su sito ufficiale che afferma: “Orlando City SC revealed today that two major announcements in the club’s quest to become the next Major League Soccer (MLS) expansion club will be made on Monday, November 18 and Tuesday, November 19.”

Due quindi saranno gli annunci. Il primo riguarderà lo sponsor di maglia, la catena di cliniche Orlando Health, mentre il secondo si riferisce proprio all'ingresso di Orlando in MLS. Nel corso dell'incontro con la stampa di martedì prossimo sarà persino servita della birra viola!

Il via libera dalla MLS era legato al piano per lo stadio, per il quale l'Orlando City ha ottenuto il supporto finanziario delle istitutzioni locali per un impianto da 18.000 posti il mese scorso. Il team della Florida va quindi ad affiancarsi al New York City FC nell'o sbarco nella lega previsto per il 2015.

Beckham cerca stadio a Miami

Intanto ieri David Beckham si è concesso un tour a Miami - il secondo in poco tempo - insieme all'imprenditore boliviano Marcelo Claure per fare un'analisi di quello che potrebbe essere il futuro stadio per una franchigia locale, per la quale Beckham può esercitare una clausola d'acquisto da $25 milioni inserita a suo tempo nel contratto con MLS e LA Galaxy.

In lizza l'enorme (76.100 posti) Sun Life stadium, casa dei Miami Dolphins della NFL, - dove ieri è sceso in campo il Brasile per un'amichevole con l'Ecuador - che però dovrebbe essere riadattato completamente per una capienza più adeguata. A seguire, più probabile - nell'attesa di un eventuale nuovo stadio da costruire - l'FIU Stadium da 21.000 posti.

A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami.

A NY i Red Bulls e il loro stadio, la Red Bull Arena (inaugurata nel 2010), sarebbero in vendita. La notizia è stata data ieri da Grant Wahl, giornalista di Sports Illustrated. Nonostante Marc de Grandpre, capo delle operazioni commerciali dei NYRBm dica che il club non è in vendita, una fonte afferma che nel caso dovesse arrivare un'offerta da 300 milioni per club e stadio, l'affare verrebbe chiuso entro 48 ore. A questi brutti rumors sui NY Red Bulls si aggiunge l'altra rivelazione di Grant Wahl, che afferma non esserci nessuna possibilità che Thierry Henry possa rimanere un'altra stagione a NY. Ciò non vuol dire che si ritirerà, ma semplicemente che lascerà i Red Bulls. Le voci su una possibile cessione del team di NY arrivano a seguito di un certo minore interesse da parte della casa madre austriaca, in questo momento più presa dai gioielli in Europa - il Red Bull Salzburg e l'RB Leipzig (favorito per la promozione in Bundesliga), dove gioca l'americano Terrance Boyd - cui si aggiunge un recente declino in termini di profitti derivanti dalle vendite della nota bibita energetica. A ciò si potrebbe aggiungere lo sbarco nel 2015 del New York City FC, presentatosi con un'aggressiva campagna di marketing in tutta NY e con l'ingaggio di due stelle di prima grandezza quali Frank Lampard e David Villa. A quanto pare in passato la Red Bull aveva avuto anche dei contatti proprio col Manchester City, prima ovviamente del lancio della nuova squadra di NY in joint venture con gli Yankees, e poi con un gruppo del New Jersey Il distacco della proprietà austriaca era iniziato a sembrare chiaro quando la scorsa estate il club aveva rinunciato ad acquistare un terzo Designated Player da affiancare a Henry e Tim Cahill, cui poi era seguita la decisione di non portare avanti il progetto di una seconda squadra da piazzare nel campionato USL Pro. Le smentite erano inevitabili, con tentativi di giustificare le scelte più ad un adeguamento con le filosofie dei club di maggior successo in MLS (RSL, Sporting KC), che con un disimpegno. Il quadro che invece esce fuori da Sports Illustrated chiarisce invece la scarsissima possibilità che i NY Red Bulls possano ancora essere in MLS così come li conosciamo oggi di qui a 10 anni. Ma mentre una decade può sembrare un'enormità, una notizia del genere potrebbe in breve portare al collasso il club, spingendo i tifosi ad allontanarsi da un team che presto potrebbe non esserci più, anche se solo cambiando nome. Esattamente quanto accaduto al Chivas USA, che però era in una situazione ben peggiore, per brand e mancanza di stadio. La smentita Proprio per evitare una debacle, è arrivata ieri pronta la smentita da parte del commissione della MLS, Don Garber: “Posso assolutamente assicurarvi che i New York Red Bulls non sono in vendita. Sia la proprietà che il management in Austria e a New York sono totalmente impegnati nei confronti della Major League Soccer e del club".

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David Beckham è convinto di farcela. Crede ancora nel suo progetto di risucire a portare un team MLS a Miami, nonostante i tanti problemi affrontati sino ad oggi nella ricerca di una area dello stadio lungo il fronte sull'oceano. “Miami accadrà”, ha dichiarato l'ex giocatore del Manchester United in un intervista a Bloomberg. “Ho detto di voler portare un team qui, e porterò un team a Miami. Ci sono degli ostacoli ma li stiamo superando". Nel suo progetto per Miami Beckham sta lavorando insieme all'imprenditore delle telecomunicazioni Marcelo Claure (proprietario anche del Bolivar FC in Bolivia) e al produttore di “American Idol” Simon Fuller. Già due proposte di stadio - dal valore di $250 milioni - sono state bocciate dalle autorità locali anche a causa dell'opposizioni di potenti lobby locali come la Royal Caribbean Cruises Ltd.e il miliardario Norman Braman. Ma gli amministratori della Miami-Dade County si sono impegnati a trovare una situazione. Recentemente l'ex centrocampista dei LA galaxy è stato incoraggiato dal City of Miami commissioner Marc Sarnoff ad esplorare l'area di Biscayne Bay dove sorgeva il quartier generale del Miami Herald. “Il mio sogno è avere il nostro stadio waterfront. Sino ad ora non ha funzionato, ma abbiamo aree alternative. Accadrà". Anche perché senza uno stadio downtown - Garber è stato chiaro - la Major League Soccer non sbarcherà a Miami. Una possibilità che ormai non sembra realizzabile prima del 2018. Miami è in attesa di una squadra top da quando nel 2002 la lega decise di chiudere il Miami Fusion, mentre durò solo due stagioni (fino al 2010) il Miami FC (USL Soccer, Div. II) dei brasiliani campioni del mondo 1994 Romario e Zinho, club poi trasferitosi a Ft. Lauderdale. "No alle retrocessioni" Beckham si è inoltre schierato a fianco del Commissione della MLS, Don Garber, che ha escluso l'approvazione di un sistema di promozioni e retrocessioni per la lega americana. “E' un sollievo, perché sai di non finire fuori dal meglio. In qualche maniera però ti costringe a combattere di più. Probabilmente la lega crescerà in modo da avere varie Divisions. Don Garber e le altre persone della MLS hanno fatto un grande lavoro per rendere la lega stabile come è oggi".

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Bella vittoria in trasferta degli Stati Uniti di Jurgen Klinsmann sulla Repubblica Ceca nel primo impegno post Mondiale, che per ripartire punta su una squadra imbottita di giovani nell'ottica di un ciclo che si concluderà nel 2018 coi Mondiali in Russia, che saranno però preceduti dalla CONCACAF Gold Cup 2016, la Copa America Centenario 2016 e possibilmente dalla Confederations Cup 2017 (in caso di vittoria in Gold Cup). HIGHLIGHTS: Repubblica Ceca vs USA 0-1 Molte le novità interessanti in un undici assolutamente inedito, visto anche la pausa presa dal portiere Tim Howard e i giocatori MLS bloccati in patria dalla corsa ai playoff, visto che la lega ha deciso di giocare (stanotte tre match in campo) nonostante la data FIFA. Per l'occasione Klinsmann quindi schiera Brad Guzan in porta; una difesa con Fabian Johnson a destra, coppia centrale con Michael Orozco e il "tedesco" John Anthony Brooks (suo il gol vincente contro il Ghana in Brasile) e Timothy Chandler a sinistra. Centrocampo con Alejandro Bedoya (Nantes), Joe Corona (Tijuana) e Mix Diskerud (Rosenborg) a coprire e costruire. Trio d'attacco con Joe Gyau sulla destra, chiamato dopo l'ottima pre-season col Borussia Dortmund, centravanti Jozy Altidore, al rientro dopo l'infortunio ai Mondiali e per la prima volta capitano, e a sinistra Julian Green, reduce dall'esordio con gol mondiale contro il Belgio, e appena finito in prestito all'Amburgo. Dopo aver fallito la qualificazione a Brasile 2014, la Repubblica Ceca del neo CT Pavel Vrba punta a Euro 2016, dove per qualificarsi (non difficile con Europeo a 24) dovrà superare un girone con Olanda, Islanda, Kazakhstan, Lettonia e Turchia. Cechi in campo con Petr Cech (Chelsea) in porta, Kaderabek, Prochazka, Kadlec e Limbersky dietro; centrocampo con Darida, Jiracek e Thomas Rosicky a supporto di Pilar, Krejci e Vydra. A differenza dei Mondiali 1990 e 2006, in cui gli USA vennero schiacciati subito, gli americani stavolta partono senza paura, e i cechi ci mettono 15 minuti a prendere le misure agli avversari, lasciando sin troppo spazio agli uomini di Klinsmann. Qualche problema per Diskerud, che appare in difficoltà a giocare in profondità, molto bene invece Joe Gyau - all'esordio - che conferma uno splendido stato di forma con corse e bei tocchi. Al 30' il match inizia ad avere sommovimenti: occasione per Green, che spreca, mentre poi tre minuti dopo è Darida su assist di Rosicki a sbagliare a porta vuota. Ma al 39' proprio Darida compie un errore madornale perdendo una palla su cui si avventa Diskerud - in crescita col passare dei minuti - il cui tiro viene respinto da Cech, ma su cui Bedoya arriva e infila l'1-0. Per il centrocampista del Nantes è il secondo gol in Nazionale dopo quello segnato al Guatemala lo scorso luglio. VIDEO: il gol vittoria di Alejandro Bedoya Nel secondo tempo spazio per Nick Rimando (Real Salt Lake) in sostituzione di Guzan in porta, e ritorno del centrale del Bolton Tim Ream - mancava dal 2011 contro l'Ecuador - in sostituzione di Orozco. Gli USA continuano a spingere, senza però impegnare Cech. Klinsmann infila quindi l'ala sinistra Brek Shea e gli esordienti Alfredo Morales a centrocampo e il terzino sinistro Greg Garza, fuori Corona, Diskerud e Chandler. Cambi anche per Vrba, che spedisce in campo Petrzela, Vacha, Reznik e Vaclik. I cambi non modificano molto l'andamento del match, con gli USA che reggono bene il campo, anche grazie al lavoro sporco di Altidore, che però gioca forse troppo arretrato per rendersi pericoloso in attacco. Solo al 64' i cechi vanno vicino al gol: Reznik vede Limbersky sulla destra che supera Gyau (deve crescere nella fase difensiva) che manda in mezzo, ma Rimando è bravissimo ad anticipar edi un soffio la chiusura di Rosicki. Al 68' da annotare l'esordio del 18enne (è nato tre gionri dopo il primo storico match della MLS) regista e talento emergente Emerson Hyndman (Fulham) - nipote dell'ex coach di FC Dallas, Schellas Hyndman - al posto di Bedoya, uscito zoppicante. Con tanti giovani inesperti in campo la Repubblica Ceca si riprende la partita. e negli ultimi 15 minuti la pressione è continua, con Rimando a urlare per spronare i ragazzini a reggere, ma il match si chiude senza troppi problemi, e con l'inattesa vittoria degli USA. Gli Stati Uniti lasciano quindi Praga con un 1-0 che dà fiducia al gruppo di Klinsmann, che stasera ha messo in mostra alcune novità postiva. Innanzitutto Joe Gyau, che in avanti si è reso spesso pericoloso, aiutando anche un centrocampo apparso nel primo tempo nettamente superiore a quello di casa. Le sostituzioni hanno poi cambiato il match dal punto di vista tecnico, con Rosicky salito in cattedra per i cechi, ma le giovani promesse in campo hanno retto senza eccessivi problemi, sorrette da un Rimando apparso solido vice di Guzan, rimasto senza quasi nulla da fare nel primo tempo. _____________________________________________________ 3 settembre 2014 - Generali Arena, Praga (Repubblica Ceca) - Amichevole Repubblica Ceca vs. USA 0-1 Marcatori: USA - Bedoya 39' Repubblica Ceca - Cech, Kaderabek (Reznik 46'), Prochazka, Kadlec, Limbersky, Darida (Petrazela 46'), Jiracek (Vacha 46'), Rosicky, Pilar (Kolar 46'), Krejci, Vydra Non entrati: D. Bičík; Vaclík, Suchý, Mazuch, Hořava, Šura USA: Guzan (Rimando 46'), Chandler (Garza 63'), Brooks, Orozco (Ream 46'), Johnson, Diskerud (Shea 63'), Corona (Morales 63'), Bedoya (Hyndman 67'), Green, Gyau, Altidore Non entrati: Cropper; B.Wood, Rubin Ammoniti: Morales 90'

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