"Capitan America". Titola così questa mattina il Corriere dello Sport. Sembra infatti sempre più in dirittura d'arrivo la storia ventennale che lega Daniele De Rossi, il cd. Capitan Futuro, e la AS Roma, dove ormai troppo spesso è additato ai tifosi come "il problema" in relazione alle ultimi vicissitudini negative della squadra giallorossa, preda di una pareggite che sembra non vedere soluzioni di continuità. Un'attenzione, quella per De Rossi, forse inevitabile quando sei il giocatore più pagato della Serie A, con un contratto dal €6 milioni netti (12 lordi) di cui forse alla AS Roma non sarebbero così scontenti di liberarsi.
A 31 anni, ancora integro non avendo mai subito infortuni gravi (a parte i problemi al polpaccio di quest'anno), in questi anni De Rossi ha subito una evidente involuzione, iniziata col ruolo affibiatogli qualche anno fa da Luis Enrique. A fianco di David Pizarro nella AS Roma o di Andrea Pirlo in Nazionale aveva libertà di movimento e trovandosi spesso in zona gol (27 gol nelle 4 stagioni pre Luis Enrique), mentre l'asturiano lo ha piazzato davanti alla difesa - se non sulla linea - facendogli perdere quelle caratteristiche che lo avevano reso tra i top centrocampisti al mondo. Con Rudi Garcia, De Rossi rinasce, forse anche grazie alla vicinanza dell'olandese Kevin Strootman, che infatti una volta fuori vede l'azzurro di nuovo in calo, specie con accanto Seydou Keita, uno molto più abituato a giocare di prima, mentre De Rossi è accusato (non ufficialmente) da Garcia di tenere troppo palla e di far allungare la squadra.
La sua stagione, nonostante una AS Roma seconda in classifica, è stata a dir poco altalenante. 8 match fuori per per infortunio, 5 in panchina, l'espulsione col Sassuolo, sette sostituzioni subite e spesso invocate dal pubblico, che lo ha accompagnato coi fischi.
Vista la situazione, inevitabile la ripartenza di una ridda di voci, in particolare riguardo un suo possibile trasferimento negli States, dove già in passato ha dichiarato di voler andare a chiudere la carriera. Per lui si parla ora di Toronto, da dove Sebastian Giovinco stesso lo avrebbe contattato (inutilmente però, visto che il TFC ha già i tre Designated Player consentiti, a meno di un'improbabile cessione di Michael Bradley), e dell'Orlando di Kaka, mentre il Manchester City lo vorrebbe per ripetere l'operazione Lampard: tenerlo per alcuni mesi o una stagione intera e poi girarlo al New York City FC, e al riguardo - riporta Repubblica - ci sarebbe già stato qualche contatto, ma poco soddisfacente. "L'America può attendere", la convinzione di Daniele.
Sembra infatti che la tentazione di De Rossi sarebbe il Boca Juniors dell'amico Dani Osvaldo, dove potrebbe vivere l'emozione della Bombonera e del derby col River Plate. Ma è assai improbabile che in argentina possano permettersi il suo stipendio.
Non è la prima volta che De Rossi rischia di lasciare Roma. Già nel 2009 era dato per certo al Real Madrid, con «Marca» che pubblicò un fotomontaggio gigante con la camiseta blanca, quando poco prima Rosella Sensi aveva rifiutato 70 milioni (!) dal Chelsea. Nel 2011 sembrava toccare al Manchester City e nel 2013 infine al Manchester United. Ma un po' le pressioni della piazza, seguite dalle voglia del giocatore di rimanere a fianco della figlia piccola, e infine un contratto monstre, hanno significato la sua permanenza in città.
Ora però le cose sembrano cambiate, e la AS Roma sarebbe pronta a monetizzare la cessione di un giocatore che, a 31 anni e in calo da temp, secondo molti non vale certo più l'ingaggio che prende, ma che ha ancora un'immagine internazionale di alto livello, essendo anche campione del mondo 2006.
Sulla decisione finale di De Rossi pesera comunque anche il pensiero del CT Antonio Conte. Un'eventuale esclusione del giocatore in vista degli Europei 2016 potrebbe infatti far slittare la scelta di trasferirsi negli USA di una stagione.



































