Passa la Costa Rica, prima volta ai quarti di un Mondiale nella sua storia, e il 5 luglio dorà vedersela con l'Olanda senza il terzino dei New York Red Bulls Roy Miller (infortunato) e Duarte (squalificato). L’Arena Pernambuco diventa lo stadio benedetto per i Ticos: qui avevano conquistato la qualificazione agli ottavi contro l’Italia; qui hanno ottenuto il via libera dalla Grecia ai rigori, dopo essere stati raggiunti quando era già iniziato il recupero da 20” (gol dell'ex milanista Papastathopoulos) e aver rischiato di perdere due minuti dopo (Navas su Mitroglou).
La partita si è trasformata nei supplementari in una sfida per la sopravvivenza, in tutti i sensi, giocata in condizioni estreme e con protagonisti stravolti dalla tensione e dalla fatica. Alla fine, ha deciso l’errore di Theofanis Gekas, quarto rigorista, che si è fatto parare il penalty dal prodigioso Navas, mentre i costaricensi sono apparsi implacabili anche dagli 11 metri, con l'ultimo messo a segno dall'ex difensore di LA Galaxy e Chivas USA Michael Umaña.
Come il 20 giugno contro gli Azzurri, a sbloccare la gara era stato Bryan Ruiz, il capitano, maglia numero 10, che il Fulham aveva prestato al Psv Eindhoven (lo aspetta un derby): ha cambiato porta rispetto a dieci giorni fa, ma non abitudine. Ma questa volta per portare a casa la vittoria è stato necessario trasformare la partita in una maratona e giocarsi tutto ai rigori. La Grecia ha avuto più possesso (57%), più iniziative, più palle gol, soprattutto dopo essersi ritrovata con un uomo in più (espulso Duarte al 21’ della ripresa), ma la Costa Rica, guidata dal diabolico Luis Pinto, continua a stupire per la qualità dell’organizzazione di gioco.
I Ticos erano apparsi in partenza meno brillanti rispetto alle partite con Uruguay e Italia, più contratti, quasi sentissero il peso della responsabilità, ma sono stati scientifici nella freddezza con la quale hanno atteso l’occasione buona, arrivata in avvio di ripresa (7’), quando la Grecia ha dato improvvisi segnali di sbandamento dopo un buon primo tempo. Solo al limite dell’area, Ruiz ha colpito di piatto ed è sembrato risolvere tutto. Ma non aveva fatto i conti con lo spirito dei greci, che non si sono mai arresi anche quando
sembrava che la situazione fosse senza sbocchi e che la palla non dovesse mai entrare in porta. Erano andati vicinissimo al vantaggio al 37’ del primo tempo (conclusione di Salpingidis, su lancio perfetto
di Cholevas e paratona di Navas), ma poi, sotto di un gol, si erano trovati nella stessa situazione dell’Italia: la Costa Rica, corta, compatta, quasi perfetta nei movimenti, con tutti che aiutavano tutti, si è lasciata schiacciare soltanto dopo essersi ritrovata in 10.
Eppure sembrava potercela fare a vincere, visto che Navas - richiesto da Bayern Monaco, Porto e Benfica - stava prendendo tutto. Una volta raggiunti sul pareggio, i Ticos non si sono persi d’animo, sebbene la situazione si fosse fatta difficilissima. Hanno sofferto le iniziative greche nel primo supplementare; hanno reagito nel secondo e, per arrivare al gol, hanno rischiato di prendere l’1-2 in contropiede, ma il centrale del Columbus Crew Giancarlo Gonzalez era un muro, e Navas era stato ancora perfetto su Christodopoulos. E alla fine gli uomini di Pinto hanno trovato il rigore che li spinge fra otto migliori squadre del Mondiale.
I greci, ben prima di cominciare, avevano chiarito che cosa significhi essere una nazionale: hanno scritto al primo ministro Antonis Samaras, chiedendo che i soldi per la qualificazione agli ottavi vengano utilizzati per la costruzione di un centro di allenamento. «Noi giochiamo per la Grecia e per il suo popolo; vogliamo che nasca una casa per la nazionale». Ma il finale è stato per loro tremendo.
Jorge Luis Pinto, commissario tecnico della Costa Rica, ha commentato la vittoria contro la Grecia e la qualificazione ai quarti di finale della sua squadra: "E' un momento fantastico. E' stato premiato il nostro sacrificio, soprattutto nell'ultima mezz'ora i ragazzi si sono spesi al massimo. I ragazzi si sono sacrificati e hanno dato tutto fino alla fine. Sapevo che non sarebbe stata una sfida facile, tutti insieme abbiamo fatto la storia. Tutto il popolo del Costa Rica in questo momento è felice".
Fonte: Corriere della Sera




































