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Mondiali, il Costa Rica fa la storia e va ai quarti
Scritto il 2014-06-30 da Amerindo Gazzini su Concacaf
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Passa la Costa Rica, prima volta ai quarti di un Mondiale nella sua storia, e il 5 luglio dorà vedersela con l'Olanda senza il terzino dei New York Red Bulls Roy Miller (infortunato) e Duarte (squalificato). L’Arena Pernambuco diventa lo stadio benedetto per i Ticos: qui avevano conquistato la qualificazione agli ottavi contro l’Italia; qui hanno ottenuto il via libera dalla Grecia ai rigori, dopo essere stati raggiunti quando era già iniziato il recupero da 20” (gol dell'ex milanista Papastathopoulos) e aver rischiato di perdere due minuti dopo (Navas su Mitroglou).

La partita si è trasformata nei supplementari in una sfida per la sopravvivenza, in tutti i sensi, giocata in condizioni estreme e con protagonisti stravolti dalla tensione e dalla fatica. Alla fine, ha deciso l’errore di Theofanis Gekas, quarto rigorista, che si è fatto parare il penalty dal prodigioso Navas, mentre i costaricensi sono apparsi implacabili anche dagli 11 metri, con l'ultimo messo a segno dall'ex difensore di LA Galaxy e Chivas USA Michael Umaña.

Come il 20 giugno contro gli Azzurri, a sbloccare la gara era stato Bryan Ruiz, il capitano, maglia numero 10, che il Fulham aveva prestato al Psv Eindhoven (lo aspetta un derby): ha cambiato porta rispetto a dieci giorni fa, ma non abitudine. Ma questa volta per portare a casa la vittoria è stato necessario trasformare la partita in una maratona e giocarsi tutto ai rigori. La Grecia ha avuto più possesso (57%), più iniziative, più palle gol, soprattutto dopo essersi ritrovata con un uomo in più (espulso Duarte al 21’ della ripresa), ma la Costa Rica, guidata dal diabolico Luis Pinto, continua a stupire per la qualità dell’organizzazione di gioco.

I Ticos erano apparsi in partenza meno brillanti rispetto alle partite con Uruguay e Italia, più contratti, quasi sentissero il peso della responsabilità, ma sono stati scientifici nella freddezza con la quale hanno atteso l’occasione buona, arrivata in avvio di ripresa (7’), quando la Grecia ha dato improvvisi segnali di sbandamento dopo un buon primo tempo. Solo al limite dell’area, Ruiz ha colpito di piatto ed è sembrato risolvere tutto. Ma non aveva fatto i conti con lo spirito dei greci, che non si sono mai arresi anche quando
sembrava che la situazione fosse senza sbocchi e che la palla non dovesse mai entrare in porta. Erano andati vicinissimo al vantaggio al 37’ del primo tempo (conclusione di Salpingidis, su lancio perfetto
di Cholevas e paratona di Navas), ma poi, sotto di un gol, si erano trovati nella stessa situazione dell’Italia: la Costa Rica, corta, compatta, quasi perfetta nei movimenti, con tutti che aiutavano tutti, si è lasciata schiacciare soltanto dopo essersi ritrovata in 10.

Eppure sembrava potercela fare a vincere, visto che Navas - richiesto da Bayern Monaco, Porto e Benfica - stava prendendo tutto. Una volta raggiunti sul pareggio, i Ticos non si sono persi d’animo, sebbene la situazione si fosse fatta difficilissima. Hanno sofferto le iniziative greche nel primo supplementare; hanno reagito nel secondo e, per arrivare al gol, hanno rischiato di prendere l’1-2 in contropiede, ma il centrale del Columbus Crew Giancarlo Gonzalez era un muro, e Navas era stato ancora perfetto su Christodopoulos. E alla fine gli uomini di Pinto hanno trovato il rigore che li spinge fra otto migliori squadre del Mondiale.

I greci, ben prima di cominciare, avevano chiarito che cosa significhi essere una nazionale: hanno scritto al primo ministro Antonis Samaras, chiedendo che i soldi per la qualificazione agli ottavi vengano utilizzati per la costruzione di un centro di allenamento. «Noi giochiamo per la Grecia e per il suo popolo; vogliamo che nasca una casa per la nazionale». Ma il finale è stato per loro tremendo.

Jorge Luis Pinto, commissario tecnico della Costa Rica, ha commentato la vittoria contro la Grecia e la qualificazione ai quarti di finale della sua squadra: "E' un momento fantastico. E' stato premiato il nostro sacrificio, soprattutto nell'ultima mezz'ora i ragazzi si sono spesi al massimo. I ragazzi si sono sacrificati e hanno dato tutto fino alla fine. Sapevo che non sarebbe stata una sfida facile, tutti insieme abbiamo fatto la storia. Tutto il popolo del Costa Rica in questo momento è felice".

Fonte: Corriere della Sera

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Ieri è stato ufficialmente accantonato il precedente logo della Nazionale americana di calcio, per dar spazio al nuovo stemma che prenderà posto sul petto delle uniformi Nike a stelle e strisce. In un 2016 colmo di rebranding di ogni genere, anche il calcio del nuovo continente si trova davanti ad un cambio che sta già spaccando le opinioni dei fan americani, da una parte poco convinti della nuova soluzione adottata, dall’altra affascinati dal design semplice e pulito che il nuovo logo regala all'immagine della nazionale di uno sport in grande crescita nel paese. La nuova soluzione grafica si presenta estremamente semplice e lineare, con l’immancabile acronimo USA ad occupare la parte superiore e le 13 strisce bianco-rosse, richiamo della bandiera statunitense, nella parte inferiore. I colori, ovviamente, rimangono stabilmente sul rosso-bianco-blu, lasciando spazio comunque a qualsiasi rappresentazione monocromatica a seconda delle esigenze. Le principali perplessità degli americani vanno sulla soluzione estremamente semplice dello stemma, che rimandano quasi ad una interpretazione bonaria del mercato della contraffazione, o dei videogame che non acquistano la licenza di rappresentazione della federazione stessa. D’altro canto però la soluzione così semplice e lineare è qualcosa che si sta sempre più ricercando, ma che ovviamente stona con il fantastico comparto loghi che la MLS, ad esempio, propone. Rispetto al precedente logo salta subito all’occhio la modifica cromatica del rosso e del blu, diventati più scuri nella nuova rappresentazione, e sicuramente meglio distribuiti rispetto al precedente: le strisce che andavano a richiamare la bandiera del nuovo continente, oltre a essere in numero inferiore, risultavano bianco-blu invece che bianco-rosso. Un’altra principale differenza, sicuramente difficile da digerire, è l’assoluta mancanza di richiamo allo sport cui fa riferimento: mentre il logo precedente presentava un pallone da gioco, il nuovo stemma non presenta alcun segno distintivo del Soccer; difficile capire, in mancanza di precise informazione, di essere davanti allo stemma del calcio americano, e non basket, baseball oppure hockey. Possibile che sia il primo passo verso un unico brand dello sport americano nella sua forma internazionale? Condivisibile l’eliminazione, invece, delle tre stelle, a rappresentazione della vittoria dei tre mondiali conquistati dalla nazionale femminile. Ma nella nazionale maschile? Cosa potevano o volevano rappresentare? Ovviamente nulla, se non un discutibile richiamo alle stelle della bandiera. Lo slogan che va ad accompagnare la presentazione è “One Nation. One Team.”, slogan che probabilmente avvalora la tesi di uniformità di branding tra i diversi sport che rappresentano il paese nelle competizioni internazionali, ma che attualmente nel solo calcio trova una enorme disparità di pareri riguardo la nuova soluzione adottata, e non mancano i fan made sui social a lasciar intendere un generale “Si poteva fare meglio”. Ma si poteva davvero fare meglio? Voi cosa pensate del nuovo stemma americano che dominerà le prossime maglie Nike Football? Fonte: SoccerStyle24.it 

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Calendario Serie A 2015/2016
Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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