Costa Rica a porta chiusa. L’unico gol subito è arrivato da un calcio di rigore di Cavani. «Ce la giochiamo contro tutti»
Prima di partire per Rio de Janeiro chiese un incontro ufficiale con i dirigenti della federcalcio. Keylor Navas lasciò tutti a bocca aperta con questa domanda: «Avete deciso il premio nel caso vincessimo il Mondiale?». Non era uno cherzo. E il portiere dei «Ticos» non lasciò la stanza prima di aver chiarito le cifre di un’impresa impossibile. «I sogni vanno cavalcati».
Bel tipetto «El Gato». Non porta orecchini, non ha il corpo invaso dai tatuaggi, ma è lo stesso un personaggio. In questa Coppa è uno dei tre portieri meno battuti. Un solo gol al passivo, tra l’altro, su calcio di rigore trasformato da Cavani. Poi, tanti miracoli. Oggi è pronto a continuare nella sua corsa verso l’impossibile battendo la Grecia in un ottavo di finale che nessuno avrebbe mai immaginato alla vigilia del torneo. Navas è un fattore per la nazionale di Jorge Luis Pinto. Non a caso la Costa Rica non è spaventata dall’ipotesi di arrivare ai calci di rigore. Anzi, è una delle opzioni che coltiva. I «Ticos» potrebbero contare su un fenomeno in mezzo ai pali.
Che numeri Navas nasce nel dicembre del 1986 a Perez Zelanda. Si capisce subito che è un predestinato. In casa sua vince tutto. Sei titoli nazionali e una Champions del Centro America. Troppo bravo per restare confinato. Così arriva in Europa, dove continua a incantare. Nell’ultima Liga, con il Levante, è stato eletto miglior portiere del torneo. Riscuotendo elogi convinti da parte di stelle come Cristiano Ronaldo e Messi. «Tra i pali è una molla» spiegano. Vero. Un gatto. Esplosivo. Capace di arrivare su palloni impossibili. Le statistiche della Liga indicano che Navas ha respinto l’80% dei tiri che gli sono stati scagliati contro. La favola continua in Brasile. Il gioiello dei Ticos è il portiere meno battuto del torneo insieme al messicano Ochoa e a quel Courtois (Belgio) di cui potrebbe prendere il posto tra i pali dell’Atletico Madrid.
Senza timore Già, il futuro. Appena conclusa la Coppa si scatenerà un’asta. Il suo contratto con il Levante scade nel 2016 ma la sua cessione
pare inevitabile. Per Navas a marzo si era parlato di un interessamento del Milan, come erede di Abbiati. Poi è spuntata l’ipotesi Napoli. Mescolata insieme a quelle di Benfica e Everton. Ma lui aspetta la chiamata di Simeone per continuare l’avventura nella Liga in un club più ambizioso. Ma oggi c’è la Grecia. «Quando giochiamo in casa nostra siamo imbattibili. Sono convinto che soffrirebbero anche squadroni come Germania o Argentina. Ma questo è un Mondiale, è un’altra storia. Però non partiamo mai battuti. Siamo sbarcati a Rio in allegria e abbiamo eliminato Italia e Inghilterra perché eravamo forti dentro. Sappiamo che le nostre imprese regalano un momento di gioia al nostro Paese, dove si vive un momento economico complicato».
El Gato sperava di scambiare la maglia con Buffon. Ma le polemiche del dopo-gara hanno diviso le due nazionali. Pazienza. Lui è già contento di avere a casa la divisa di Casillas. Che, Buffon non si offenda, resta il suo unico mito.
Fonte: Gazzetta dello Sport




































