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GUIDA MLS 2015: PARTE 1, Eastern Conference
Scritto il 2015-03-02 da Giacomo Costa su MLS
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La prima parte della guida (anche se forse è un po' esagerato chiamarla così) di www.socceritalia.it per la Major League Soccer 2015 è qua! Abbiamo cercato di mantenere le cose semplici (anche perché il tempo non è mai abbastanza, purtroppo) e su questo sito, non su qualche file PDF da scaricare. Non è una guida dove ogni singolo giocatore di ogni singola squadra viene analizzato a partire dal numero di scarpe che porta anche perché pochi "diehard" la leggerebbero dall'inizio alla fine; per gli approfondimenti su squadre o giocatori in particolare ci sarà spazio più avanti durante il campionato, come abbiamo sempre fatto, quindi continuate a seguire questo sito. Oltretutto molti lettori apriranno questo articolo proprio per iniziare a seguire la Major League Soccer "seriamente" da questa stagione. Qua sotto troverete le informazioni basilari e necessarie che vi servono per potervi godere la nuova stagione a stelle e strisce!

CHICAGO FIRE

Nome completo: Chicago Fire Soccer Club
Nickname:
The Fire, Men in Red
Stadio:
Toyota Park (20.000)
Media spettatori 2014: 16.000
Rosa: 25
Designated Players: 3
Homegrown Players: 5
Giocatori chiave: Accam, Igboananike, Shipp, Maloney, Magee.
Miglior reparto: Attacco
Peggior reparto: Difesa
Best case scenario: 5° posizione
Worst case scenario: Ultima posizione
Allenatore: Frank Yallop (2 MLS Cup, 1 Supporters' Shield, 2 Coach of the Year).

Nella scorsa stagione il Chicago Fire ha avuto la 4° peggior difesa della Eastern Conference e il 2° peggior attacco. Almeno sulla carta la franchigia dell'Illinois ha sopperito ai problemi offensivi acquistando David Accam (Naz. del Ghana, 30 goal in 60 partite in Svezia e cercato in Premier League), Igboananike Maloney che si vanno ad aggiungere ad Amarikwa, Magee e Shipp.

Difesa: come già detto una delle peggiori dell'intera MLS. Eppure la società ha deciso di spendere tutto il budget sul reparto offensivo. La scelta pagherà?
Centrocampo: Yallop dovrà essere bravo ad organizzare il modulo e i giocatori scelti. Quello ideale sarebbe un 4-2-1-3, ma sarebbe rischioso con una difesa così debole.
Attacco: come verranno organizzati i vari Accam, Shipp, Magee, Igboananike, Maloney, Amariwka e Nyarko? Non sarebbe stato forse meglio prendere un attaccante, o due, in meno e migliorare la difesa?

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COLUMBUS CREW

Nome completo: Columbus Crew Soccer Club
Nickname:
The Black & Gold
Stadio:
Crew Stadium (20.000)
Media spettatori 2014: 17.000

Rosa:
25
Designated Players: 1
Homegrown Players: 5

Giocatori chiave:
Parkhurst, Trapp, Higuain
Miglior reparto: Centrocampo
Peggior reparto: Attacco
Best case scenario: 2° posto
Worst case scenario: Fuori dai play off

Allenatore: 
Gregg Berhalter

Dopo un ottimo 3° posto in Eastern Conference il Columbus Crew è pronto a ripartire con un organico che non ha perso nessun giocatore importante e che si è visto aggiungere un buonissimo terzino sinistro come Klute, il nazionale islandese Steindorsson, preso dal campionato svedese, Kei Kamara, ex Sporting Kansas City, Hernan Grana dal Boca Juniors, Mohammed Saeid dal campionato svedese e Mabwati dal Betis. Budget stipendi come sempre basso e nessuna pressione, un altro terzo posto nella regular season sarebbe sicuramente importante.

Difesa: la difesa, che aveva fatto bene, è cambiata per 3/4 con il solo Parkhurst rimasto, che verrà affiancato da Pogatetz, con Klute e Grana terzini. La scommessa stagionale del Crew.
Centrocampo: Trapp e Tchani hanno disputato una grande stagione nel 2014 al centro del campo quindi i giallo-neri hanno pensato di portare più sostanza sulle fasce, anche se sarà dura per i nuovi arrivati ritagliarsi un posto da titolari. Federico Higuain sarà, come al solito, il trequartista e leader offensivo della squadra.
Attacco: Kei Kamara sarà il titolare e vedremo se saprà sfruttare le occasioni che i suoi compagni gli creeranno.

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DC UNITED

Nome completo: D.C. United
Nickname:
DCU, Black and Red
Stadio:
R.F.K. Stadium (45.500)
Media spettatori 2014: 17.000

Rosa:
25
Designated Players: 2
Homegrown Players: 4

Giocatori chiave:
Hamid, Boswell, Kitchen, Espindola.
Miglior reparto: Difesa
Peggior reparto: Centrocampo
Best case scenario: 1° posizione
Worst case scenario: 5° posizione

Allenatore: 
Ben Olsen

Quella del DC United, lo scorso anno, è stata una stagione inaspettata dopo il pessimo 2013 nella MLS. La società un anno fa decise di affidarsi a giocatori esperti come Boswell, Espindola o Arnaud, non a grandi nomi, ed hanno avuto ragione dato il primo posto ad est. Nessun giocatore importante in uscita (Inkoom è stato ceduto a Houston, ma non era un giocatore fondamentale, non ancora, almeno) e poca roba anche in entrata dove spicca Halsti, nazionale finlandese ed ex Malmo dal 2008 al 2014.

Difesa: il punto forte del DCU. Boswell è una sicurezza, il 23enne Birnbaum ha recentemente ricevuto la prima chiamata in Nazionale da Klinsmann. Miglior difesa della Eastern Conference 2014, non è un caso. In più Bill Hamid para anche le mosche.
Centrocampo: Perry Kitchen, nato nel 1992, è il leader del centrocampo e anche lui ha ricevuto la prima chiamata da Klinsmann lo scorso mese. Sicuramente bene  anche sugli esterni dove Rolfe, Pontius e DeLeon dovrebbero dare abbastanza sicurezze.
Attacco: Espindola guida il reparto con 11 goal e 9 assist nel 2014. Per questa stagione a Washington si aspettano la rinascita del deludente Eddie Johnson, che può essere un giocatore importante quando al 100%.

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MONTREAL IMPACT

Nome completo: Montréal Impact o Impact de Montréal
Nickname: Impact
Stadio:
Saputo Stadium (20.500)
Media spettatori 2014: 17.500
Rosa: 32
Designated Players: 1
Homegrown Players: 6

Giocatori chiave:
Piatti, Mapp, Ciman, McInerney
Miglior reparto: Centrocampo
Peggior reparto: Attacco
Best case scenario: 3° posto
Worst case scenario:
Penultimo posto
Allenatore: 
Frank Klopas

Révolution nella fredda Montréal. 13 giocatori in uscita e 12 in entrata, organico da ben 32 giocatori, anche se 6 di questi sono Homegrown Players. Addio a Di Vaio (9 goal la scorsa stagione), Ferrari (ormai non più all'altezza), Pearce e Felipe tra gli altri. Dentro Donadel, Reo Coker, Kronberg, Ciman dallo Standard Liegi e nazionale belga e Oyongo, Nazionale del Camerun, dai New York Red Bulls.

Difesa: per 3/4 sarà diversa rispetto allo scorso anno.  Dovrebbe essere formata da Camara, Rodriguez, Ciman e Oyongo, nessuno di questi statunitense o canadese. La storia parla chiaro, ci vogliono almeno 3 centrali americani (di solito accompagnati con uno straniero esperto della MLS) per vincere questa competizione.
Centrocampo: Al centro in Quebec puntano tutto sui vecchietti Bernier, Donadel e Reo-Coker, ma nessuno di questi sembra in grado di poter far fare il salto di qualità alla squadra. Dietro le punte, o la punta, Piatti e Mapp dovrebbero essere una sicurezza.
Attacco: Il '92 Jack McInerney avrà finalmente la sua chance da titolare senza dover pensare a Di Vaio, giocatore troppo simile a lui. L'ex Philadelphia Union non ha ancora avuto la possibilità di giocare in una squadra da play-off.

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NEW ENGLAND REVOLUTION

Nome completo: New England Revolution
Nickname: Revs
Stadio:
Gillette Stadium (20.000)
Media spettatori 2014: 16.600
Rosa: 21
Designated Players: 1
Homegrown Players: 1

Giocatori chiave:
Farrell, Tierney, Jones, Agudelo, Nguyen
Miglior reparto: Centrocampo
Peggior reparto: Attacco
Best case scenario: 1° posto
Worst case scenario: Fuori dai play off

Allenatore:
Jay Heaps

Nonostante una inaspettata finale di MLS Cup i Revs ripartono senza nessun tipo di pressione. Roster indebolito dalla cessione di AJ Soares partito a parametro zero (vicino all'Hellas, è finito invece in Norvegia), ma rafforzato in avanti da Juan Agudelo, tornato nella squadra per la quale giocava fino a 1 anno e mezzo fa.

Difesa: detto dell'addio di Soares. Una brutta perdita che potrebbe essere comunque compensata dall'organizzazione della squadra dove tutti sono messi in condizione di fare bene. Sarà interessante capire se ora il '92 Farrell passerà al centro della difesa, probabilmente sì se non dovessero più muoversi sul mercato.
Centrocampo: Jones e Nguyen sono sicurezze. Kelyn Rowe, Scott Caldwell e Diego Fagundez stanno continuando il loro percorso di crescita e vedremo se riusciranno ad esplodere definitivamente, in particolare Fagundez.
Attacco: l'acquisto di Agudelo è ottimo, anche se l'ex New York Red Bulls non ha ancora disputato una stagione da doppia cifra

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NEW YORK CITY FC

Nome completo: New York City Football Club
Nickname:
City
Stadio: Yankee Stadium (27.000)
Media spettatori 2014: //
Rosa: 27
Designated Players: 2
Homegrown Players: 0
Giocatori chiave: Villa, Lampard, John, Diskerud.
Miglior reparto:
Centrocampo
Peggior reparto: Attacco
Best case scenario: 3° posto
Worst case scenario: Terzultimo posto

Allenatore:
Jason Kries (1 MLS Cup)

Grande entusiasmo a New York per la prima stagione del City, che è anche la prima squadra che giocherà a New York, dato che lo stadio dei Red Bulls è in New Jersey. Il derby con l'altra squadra di New York City sarà sicuramente uno degli highlights della stagione. 

Difesa: il ruolo più debole della squadra. ToltI George John e forse Wingert gli altri sono giocatori con i quali difficilmente puoi andare lontano, nonostante in panchina ci sia l'ottimo Kreis.
Centrocampo: con Lampard (che arriverà a luglio), Diskerud (Nazionale USA acquistato dal Rosenborg, cercato anche nei campionati top europei), Grabavoy (pupillo del coach), Kwadwo Poku (molti dicono che sarà il "loro Yaya Toure"), nato nel 1992, e Jacobson la scelta di certo non manca. Sicuramente il miglior reparto della squadra, ben fornito e perfetto per il 4-3-1-2 del suo allenatore. Unica pecca il trequartista, Velazquez basterà? Probabilmente no, anche se l'idea di provare Diskerud, Poku già dall'inizio o Lampard dietro le due punte potrebbe essere interessante.
Attacco: David Villa spicca su tutti per il suo nome. Di fianco a lui dovrebbe esserci il rookie Khiry Shelton che per caratteristiche dovrebbe adattarsi allo spagnolo. Ci sono poi il ceco Nemec e Mullins.

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NEW YORK RED BULLS

Nome completo: New York Red Bulls
Nickname:
Red Bulls, Metros
Stadio: Red Bull Arena (25.000)
Media spettatori 2014: 18.500
Rosa: 23
Designated Players: 1
Homegrown Players: 4
Giocatori chiave: McCarty, Kljestan, Wright-Phillips.
Miglior reparto:
Centrocampo
Peggior reparto: Difesa
Best case scenario: 4° posto
Worst case scenario: Terzultimo posto

Allenatore:
Jesse Marsch

Non fantastico questo inizio di stagione per i Red Bulls. Coach Mike Petke, idolo della tifoseria e colui che ha ottenuto i migliori risultati con la squadra, è stato - a sorpresa - cacciato. Al suo posto è arrivato Jesse Marsch, ex calciatore statunitense e coach di Montréal nel 2012. I tifosi non ci stanno e hanno avviato l'iniziativa "Red Bull out". Henry ha dato l'addio al calcio, il leader della difesa (seppur ormai in fase calante) Olave è tornato a Salt Lake City, Tim Cahill ha rescisso il contratto (a New York cercavano di sbolognarlo per le brutte prestazioni e lo stipendio alto) e due giocatori di rilievo, per la squadra, come Eric Alexander ed Oyongo sono partiti entrambi per il Canada. In entrata è stato comunque acquistato Kljestan, nel giro degli Usa, dall'Anderlecht. La squadra sembra decisamente indebolita rispetto alla scorsa stagione.

Difesa: toccherà finalmente al '95 Miazga a dirigere la difesa? Ogni tifoso americano spera di si perché il ragazzo ha un ottimo potenziale e ha già dimostrato di poter fare meglio dei suoi compagni. Poche comunque le scelte in un reparto che andrebbe sicuramente imbottito.
Centrocampo: qua non ci saranno problemi, la coppia McCarty-Kljestan dovrebbe funzionare alla grande e tre ragazzi abbastanza giovani come Leo Stolz (grande attesa per il tedesco), Sean Davis e Felipe Martins possono sostituirli senza problemi e giocare anche da trequartisti.
Attacco: Bradley Wright-Phillips ha avuto la grande stagione, che capita una sola volta, della carriera o riuscirà a confermare quella vagonata di goal? Staremo a vedere, da questo dipenderà molto della stagione dei newyorkesi. Manca un sostituto di livello e anche un secondo attaccante importante.

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ORLANDO CITY

Nome completo: Orlando City Soccer Club
Nickname: Lions
Stadio: Citrus Bowl (61.000)
Media spettatori 2014: //

Rosa: 28
Designated Players: 2
Homegrown Players: 2
Giocatori chiave: Collin, Kakà, Okugo, Shea, Molino
Miglior reparto:
Centrocampo
Peggior reparto: Attacco
Best case scenario: 2° posto
Worst case scenario: 6°-7° posto

Allenatore: Adrian Heath

Ecco la seconda neo-arrivata, Orlando! La franchigia della Florida, complessivamente, si è mossa meglio del New York City costruendo una squadra con diversi giovani interessanti che potrà fare benissimo nel futuro, ma che ha buone possibilità già da ora. Grande entusiasmo in città, sono infatti previsti 60.000 spettatori per l'esordio.

Difesa: l'età media è bassa: 22.8 anni. Ora come ora Aurelien Collin (ormai idolo nella "fanbase" italiana di Twitter) avrà come partner Seb Hines, inglese con passaporto statunitense, arrivato dal Middlesbrough, Gustavo o uno dei due giovani Redding (1997) e Donovan (1995). Brek Shea pare che verrà schierato come terzino sinistro, un ruolo nuovo per l'ex Dallas. Turner, '96, dovrebbe partire da titolare a destra. L'irlandese St. Ledger è attualmente in prova.
Centrocampo: bravissimi i viola a strappare dalla concorrenza della Bundesliga l'americano Amobi Okugo, 22enne di buone prospettive. Non si può non menzionare Kakà ma ci si aspetta molto anche da Kevin Molino, MVP della USL Pro 2014.
Attacco: questo è il ruolo più incerto, non ci sono gerarchie. I favoriti per l'unico posto da punta nel 4-2-3-1 dell'Orlando sono Bryan Rochez, '95 nazionale dell'Honduras, e Cyle Larin, anche lui '95 e nazionale del Canada.

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PHILADELPHIA UNION

Nome completo: Philadelphia Union
Nickname: Union, Zolos
Stadio: PPL Park (18.500)
Media spettatori 2014: 17.630

Rosa: 28
Designated Players: 2
Homegrown Players: 2
Giocatori chiave: Edu, Aristeguieta
Miglior reparto: Attacco

Peggior reparto: Difesa
Best case scenario: 6° posto
Worst case scenario: Ultimo posto

Allenatore: Jim Curtin

Una delle peggiori franchigie della MLS e probabilmente si confermerà come tale anche in questa stagione. Da quando è nella Major League Soccer (2010) si è qualificata solo 1 volta ai play off, fallendo in tutte le altre 4 stagioni. L'organico non sembra all'altezza e anche se nella passata stagione se la sono giocata quasi fino all'ultimo quest'anno sembra più difficile.

Difesa: i due terzini Gaddis e Williams fanno sempre bene, ma il problema resta al centro dove a Philadelphia non c'è un giocatore di livello da tempo. Carlos Valdes e Jeff Parke sono ancora tra i pensieri dei tifosi dell'Union che devono accontentarsi di Austin Berry e Steven Vitoria.
Centrocampo: Edu e Maidana non dovranno sbagliare stagione per la loro squadra, altrimenti sarebbe un disastro. Aspettative abbastanza alte anche per Zach Pfeffer, il campioncino di casa nato nel 1995 nato proprio in Pennsylvania.
Attacco: l'acquisto di Aristeguieta in prestito con diritto di riscatto dal Nantes mette pressione a Wenger che inizialmente partirà dalla panchina, così come Casey. Sarà importante capire anche quante cartucce sono rimaste al 33enne Sebastian Le Toux, miglior marcatore nella storia della squadra.

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TORONTO

Nome completo: Toronto FC
Nickname: Reds
Stadio: BMO Field (21.500, 30.000 da quest'anno)
Media spettatori 2014: 22.500

Rosa: 27
Designated Players: 2
Homegrown Players: 6
Giocatori chiave: Bradley, Altidore, Giovinco, Hagglund
Miglior reparto: Attacco

Peggior reparto: Difesa
Best case scenario: 1° posto
Worst case scenario: 6° posto

Allenatore: Greg Vanney

Quest'anno nella Eastern Conference c'è una concorrente in meno per il primo posto, lo Sporting Kansas City. Orlando City e New York City sono ancora da rodare, i Red Bulls i sono indeboliti e quindi in Canada possono sognare il primo posto anche grazie all'arrivo di Altidore e Giovinco, che a marzo saranno in perfetta forma (arrivano dall'Europa, a metà stagione) a differenza degli avversari, ma anche dei compagni, che raggiungeranno il massimo della forma più avanti. Attenzione però, perché dal 2007 a oggi a Toronto hanno sbagliato ogni stagione.

Difesa: ancora il punto debole della squadra, come lo scorso anno. Lo scozzese Caldwell continua ad essere riproposto ma gioca quasi sempre male, a tenere su la baracca nella scorsa stagione è stato il rookie Hagglund che da solo non ha potuto fare più di tanto. Morrow a sinistra va benissimo, il resto è da rivedere e l'arrivo di Perquis dal Betis potrebbe non bastare.
Centrocampo: oltre a Bradley è arrivato l'esperto Cheyrou. Le alternative sono tante e non mancano: i giovani Aparicio, Chapman (cercato in Premier League), Delgado e Mannella, Warner, Lovitz e Creavalle. Insomma, sono ben coperti.
Attacco: sappiamo bene di Giovinco e anche di Altidore, loro dovranno far fare alla squadra il salto di qualità. Anche in questo caso le riserve sono di buon livello come Findley, era al Mondiale 2010, Moore, Dike, in goal contro l'Italia con la Nigeria e Jordan Hamilton, giovane talento di casa.

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POWER RANKING

1. DC UNITED
2. NEW ENGLAND REVOLUTION
3. COLUMBUS  CREW
-
4. TORONTO
5. ORLANDO CITY
-
6. NEW YORK CITY FC
7. MONTREAL IMPACT
8. NEW YORK RED BULLS
9. CHICAGO FIRE
10. PHILADELPHIA UNION

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Calcio - Socceritalia

Ieri è stato ufficialmente accantonato il precedente logo della Nazionale americana di calcio, per dar spazio al nuovo stemma che prenderà posto sul petto delle uniformi Nike a stelle e strisce. In un 2016 colmo di rebranding di ogni genere, anche il calcio del nuovo continente si trova davanti ad un cambio che sta già spaccando le opinioni dei fan americani, da una parte poco convinti della nuova soluzione adottata, dall’altra affascinati dal design semplice e pulito che il nuovo logo regala all'immagine della nazionale di uno sport in grande crescita nel paese. La nuova soluzione grafica si presenta estremamente semplice e lineare, con l’immancabile acronimo USA ad occupare la parte superiore e le 13 strisce bianco-rosse, richiamo della bandiera statunitense, nella parte inferiore. I colori, ovviamente, rimangono stabilmente sul rosso-bianco-blu, lasciando spazio comunque a qualsiasi rappresentazione monocromatica a seconda delle esigenze. Le principali perplessità degli americani vanno sulla soluzione estremamente semplice dello stemma, che rimandano quasi ad una interpretazione bonaria del mercato della contraffazione, o dei videogame che non acquistano la licenza di rappresentazione della federazione stessa. D’altro canto però la soluzione così semplice e lineare è qualcosa che si sta sempre più ricercando, ma che ovviamente stona con il fantastico comparto loghi che la MLS, ad esempio, propone. Rispetto al precedente logo salta subito all’occhio la modifica cromatica del rosso e del blu, diventati più scuri nella nuova rappresentazione, e sicuramente meglio distribuiti rispetto al precedente: le strisce che andavano a richiamare la bandiera del nuovo continente, oltre a essere in numero inferiore, risultavano bianco-blu invece che bianco-rosso. Un’altra principale differenza, sicuramente difficile da digerire, è l’assoluta mancanza di richiamo allo sport cui fa riferimento: mentre il logo precedente presentava un pallone da gioco, il nuovo stemma non presenta alcun segno distintivo del Soccer; difficile capire, in mancanza di precise informazione, di essere davanti allo stemma del calcio americano, e non basket, baseball oppure hockey. Possibile che sia il primo passo verso un unico brand dello sport americano nella sua forma internazionale? Condivisibile l’eliminazione, invece, delle tre stelle, a rappresentazione della vittoria dei tre mondiali conquistati dalla nazionale femminile. Ma nella nazionale maschile? Cosa potevano o volevano rappresentare? Ovviamente nulla, se non un discutibile richiamo alle stelle della bandiera. Lo slogan che va ad accompagnare la presentazione è “One Nation. One Team.”, slogan che probabilmente avvalora la tesi di uniformità di branding tra i diversi sport che rappresentano il paese nelle competizioni internazionali, ma che attualmente nel solo calcio trova una enorme disparità di pareri riguardo la nuova soluzione adottata, e non mancano i fan made sui social a lasciar intendere un generale “Si poteva fare meglio”. Ma si poteva davvero fare meglio? Voi cosa pensate del nuovo stemma americano che dominerà le prossime maglie Nike Football? Fonte: SoccerStyle24.it 

Calcio - Socceritalia

Calendario Serie A 2015/2016
Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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