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David Villa e il NYCFC, i nuovi padroni dello Yankee Stadium (Gazzetta.it)
Scritto il 2015-03-16 da Massimo Lopes Pegna su MLS
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La neonata squadra dei New York City Football Club ha fatto il suo esordio nello storico impianto del Bronx vincendo 2-0 contro i New England Revolution. I tifosi sono già in delirio per le prodezze dello spagnolo e a luglio arriverà anche Lampard

Il look è asimmetrico, come se il progetto fosse finito in mano a un geometra pazzo. Provateci voi a mettere un rettangolo dentro a una specie di trapezio. Insomma, a incastrare un campo di calcio in uno stadio del baseball. Ma se questo stadio è un monumento nazionale che gronda storia, come lo Yankee Stadium, se pur ricostruito nel 2009, allora va bene. Del resto, chi l’avrebbe detto solo qualche anno fa che i New York Yankees, la società più blasonata delle Major, sarebbero stati comproprietari di una squadra di calcio con il Manchester City? Nessuno. Impossibile immaginare che due sport, persino concorrenti, potessero mescolare interessi così alti.

Debutto ok — Il debutto della nuova franchigia della Major League Soccer, i New York City Football Club, è andato benissimo. Due a zero contro i vicecampioni dei New England Revolution e gol di David Villa (e altre tre o quattro occasioni sprecate dall’attaccante spagnolo), per ora l’unica stella, in attesa dell’arrivo di Frank Lampard a luglio. Quando lo speaker ha annunciato la cifra - 43.507 spettatori – è scoppiato un lungo applauso dedicato a se stessi, quelli che hanno sfidato il vento e il freddo e sono approdati nel Bronx. Oh, yes: a Bronx Tail. Come fosse un film dell’impossibile.

Convivenza temporanea — Ci sono problemi di zolle d’erba che dovranno essere tolte e rimesse infinite volte durante la stagione, perché la condivisone con quelli di mazze e guantoni non sarà semplice. Max Texeira, una delle star Yankees, nei giorni scorsi aveva tuonato: "Per colpa di quelli del calcio, il terreno farà schifo. Ma ci adatteremo. Che altro possiamo fare?". Dopo l’ottima performance, Villa gli rispondeva: "Chi fa il professionista di uno sport a questo livello deve saper giocare in tutte le condizioni". Prime involontarie scintille.

Ma Claudio Reyna, l’ex capitano della Nazionale USA e ora direttore sportivo del team, diceva: "Sarà una sistemazione temporanea, ma saremo qui almeno un paio d’anni". In attesa di costruire uno stadio nuovo di pacca da qualche parte in città o appena fuori. In campo è sceso pure il Mayor della Big Apple, De Blasio, fischiatissimo (ma è la tradizione dei sindaci), che però non si è speso così per l’altra squadra di New York, i Red Bulls. Ma loro stanno in New Jersey e vallo a raccontare ai nuovi fan che in fondo ci vogliono venti minuti di treno per arrivarci. "Come si fa a calarsi nei panni da ultrà di una nuova franchigia? Questa è la vera squadra della mia città: New York. E poi è così facile raggiungere lo stadio", sostiene un tifoso in shirt azzurrina, quella dell’anno zero.

Un passato illustre — Pensateci, mica è semplice innamorarsi di qualcosa che non esisteva prima, senza tradizione e storia. Perché fino a un anno fa, il NYCFC era solo teoria: un nome, colori sociali (l’azzurrino del ManCity, appunto) e maglie appese nell’armadio senza nessuno sotto contratto che le indossasse. Come dice Reyna è una sistemazione temporanea, ma è come essere precari in un hotel a cinque stelle. Perché lo Yankee Stadium è stato visitato da tre papi (Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) e ha ospitato fin dagli anni ’30 super match di pugilato, incluso nomi illustri come Joe Louis, Ray Sugar Robinson e Muhammad Ali. E anche il calcio. Il debutto lo fece nel 1931 il Celtic di Glasgow. In passerella sono venute molte italiane. C’è pure stato un derby Milan-Inter, finito 6-4 nel ’69. Pelé contro Eusebio, in una sfida fra Santos e Benfica nel ‘68. Inghilterra Italia 3-2, torneo del bicentenario nel ’76. E più recentemente, nel 2012, Real Madrid Milan 5-1, quello che fece inferocire Galliani. Più che uno stadio, un Santuario. Che rimbomba irreverente con i nuovi cori: "Nyc, Nyc", grida un settore. Mentre l’altro risponde: "Fc, Fc". Tutto già organizzato come un’oliata orchestrina. Qualcuno già pensa che non sarebbe male rimanere a giocare qui dentro.

Fonte: Gazzetta dello Sport - Massimo Lopes Pegna - @Pegnarol

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Ieri è stato ufficialmente accantonato il precedente logo della Nazionale americana di calcio, per dar spazio al nuovo stemma che prenderà posto sul petto delle uniformi Nike a stelle e strisce. In un 2016 colmo di rebranding di ogni genere, anche il calcio del nuovo continente si trova davanti ad un cambio che sta già spaccando le opinioni dei fan americani, da una parte poco convinti della nuova soluzione adottata, dall’altra affascinati dal design semplice e pulito che il nuovo logo regala all'immagine della nazionale di uno sport in grande crescita nel paese. La nuova soluzione grafica si presenta estremamente semplice e lineare, con l’immancabile acronimo USA ad occupare la parte superiore e le 13 strisce bianco-rosse, richiamo della bandiera statunitense, nella parte inferiore. I colori, ovviamente, rimangono stabilmente sul rosso-bianco-blu, lasciando spazio comunque a qualsiasi rappresentazione monocromatica a seconda delle esigenze. Le principali perplessità degli americani vanno sulla soluzione estremamente semplice dello stemma, che rimandano quasi ad una interpretazione bonaria del mercato della contraffazione, o dei videogame che non acquistano la licenza di rappresentazione della federazione stessa. D’altro canto però la soluzione così semplice e lineare è qualcosa che si sta sempre più ricercando, ma che ovviamente stona con il fantastico comparto loghi che la MLS, ad esempio, propone. Rispetto al precedente logo salta subito all’occhio la modifica cromatica del rosso e del blu, diventati più scuri nella nuova rappresentazione, e sicuramente meglio distribuiti rispetto al precedente: le strisce che andavano a richiamare la bandiera del nuovo continente, oltre a essere in numero inferiore, risultavano bianco-blu invece che bianco-rosso. Un’altra principale differenza, sicuramente difficile da digerire, è l’assoluta mancanza di richiamo allo sport cui fa riferimento: mentre il logo precedente presentava un pallone da gioco, il nuovo stemma non presenta alcun segno distintivo del Soccer; difficile capire, in mancanza di precise informazione, di essere davanti allo stemma del calcio americano, e non basket, baseball oppure hockey. Possibile che sia il primo passo verso un unico brand dello sport americano nella sua forma internazionale? Condivisibile l’eliminazione, invece, delle tre stelle, a rappresentazione della vittoria dei tre mondiali conquistati dalla nazionale femminile. Ma nella nazionale maschile? Cosa potevano o volevano rappresentare? Ovviamente nulla, se non un discutibile richiamo alle stelle della bandiera. Lo slogan che va ad accompagnare la presentazione è “One Nation. One Team.”, slogan che probabilmente avvalora la tesi di uniformità di branding tra i diversi sport che rappresentano il paese nelle competizioni internazionali, ma che attualmente nel solo calcio trova una enorme disparità di pareri riguardo la nuova soluzione adottata, e non mancano i fan made sui social a lasciar intendere un generale “Si poteva fare meglio”. Ma si poteva davvero fare meglio? Voi cosa pensate del nuovo stemma americano che dominerà le prossime maglie Nike Football? Fonte: SoccerStyle24.it 

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Calendario Serie A 2015/2016
Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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