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C'è Raul e forse Di Natale: NY Cosmos ai nastri di partenza
Scritto il 2015-02-27 da Dario Torrente su NASL USL PRO
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I New York Cosmos si presentano ai nastri di partenza della stagione 2015 con uno spirito diverso rispetto alle due stagioni precedenti, perché se durante l’esordio del campionato 2013 c’era l’emozione dell’esordio e della novità del ritorno della squadra più famosa d’America dopo un sonno durato quasi tre decadi, e nel 2014 invece c’era l’euforia di quel campionato vinto in prima battuta e la voglia di ripetersi, quest’anno le cose sono ben diverse, in quanto la stagione Nasl 2014 è stata per i ragazzi di Savarese matrigna quanto la natura descritta da Giacomo Leopardi.

Tutta la freschezza, l’allegria, la fantasia e la giocosità espresse durante il primo anno sono state impietosamente tranciate dalla dura realtà e dalla dea bendata che questa volta ha voltato le spalle a New York e non ha concesso sconti.

Infortuni, defezioni, errori in campo, arbitraggi discutibili, vistoso calo di presenze sugli spalti, hanno fatto si che la Spring Season venisse persa per un solo punto,e che la Fall Season dei Cosmos fosse anonima e la magia del primo anno non si ripetesse. Quest’anno però oltre l’amarezza per le illusioni scippate e la conseguente rabbia e voglia di vendicare le frustrazioni ci sono delle novità, prima tra tutti l’arrivo dello spagnolo Raul, tanto aspettato durante l’anno scorso, e se guardiamo attentamente le facce dei ragazzi che quest’anno scenderanno in campo c’è comunque da dire che i New York Cosmos nella loro storia recente hanno avuto un grosso turnover e se si fa attenzione ci si accorge che a distanza di tre anni i ranghi della squadra sono stati in gran parte rivoluzionati. A prescindere dalla dipartita di alcune riserve invero non di grosso aiuto alla squadra buona parte dei giocatori che avevano contribuito al Soccer Bowl 2013 o che avevano comunque fatto la loro parte in campo hanno lasciato New York.

In primis il portiere Kyle Reinish che dopo aver vinto il campionato Nasl ed essere stato insignito del Golden Glove è tornato a scaldare la panchina in MLS, Henry Lopez è stato tagliato prima dell’inizio della preseason 2014, Chris Rodd, che era stato acquistato dai Cosmos dopo un brutto infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi di gioco per due anni ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo alla fine della stagione 2013, forse rendendosi conto che il suo corpo non rispondeva più come avrebbe dovuto. Durante il tortuoso campionato 2014 la società si è liberata alla fine della Spring Season di Peri Marosevic, e per motivi familiari l’attaccante Alessandro Noselli ha reciso il contratto con i Cosmos ed è tornato in patria. Nel frattempo il centrocampista Paulo Mendes era stato dato in prestito in Venezuela ma non trovandosi bene era tornato a New York dove però si è trovato messo fuori rosa ed è così tornato all’ovile negli Atlanta Silverbacks dove ha scaldato la panchina. All’ultima giornata Stefan Dimitrov ha lasciato la società per motivi non precisati e verso la fine del 2014 è stato estromesso Jemal Johnson, in rosa durante la stagione 2013 ma frenato da un brutto infortunio e messosi in luce durante il campionato scorso, e come lui anche  due perni della squadra vincente del 2013, vale a dire l’attaccante venezuelano Diomar Diaz e il centrocampista camerunense Joseph Nane perché le parti non han trovato un accordo.

In più è di poche settimane  fa il ritiro imprevisto del centrocampista Dane Murphy che diventa così  un ricercatore di talenti per la società newyorkese, molto utile anche per la squadra B, affidata all’allenatore in seconda Alecko Eskandarian, che inizierà a giocare quest’anno in NPLS, una quarta divisione a stelle e strisce equiparata alla PDL, che sarà sicuramente di fondamentale importanza per i ragazzi in arrivo dall’accademy e per i giocatori che non giocano titolari. Rimangono della squadra vincente di appena due stagioni fa insieme al secondo portiere promosso poi titolare Jimmy Maurer il blocco della difesa con lo spagnolo Ayoze, il brasiliano Roversio, il capitano Carlos Mendes, Hunter Gorskie ed Hunter Freeman, a centrocampo troviamo i veterani Marcos Senna, Hagop Chirishan, Danny Sztela e Sebastian Guenzatti. L’unico attaccante, peraltro riserva, sopravissuto è il colombiano David Diosa, sceso in campo appena tre volte in due anni. In quanto agli innesti arrivati prima dell’inizio della stagione 2014 o a campionato in corso è stato confermato il giovane norvegese Mads Stokkelien, andato a segno otto volte ma che avrebbe potuto fare di più se non avesse dovuto adattarsi ai continui cambi di formazione e dover così recuperare ogni volta la sintonia coi compagni di squadra, ed  è rimasto anche il salvadoregno Andre Flores, arrivato in prestito dal Turin-Fesa ed acquisito a titolo definitivo a fine anno, mentre Connor Lade è stato richiamato all’ovile dai Red Bulls addirittura prima della fine del campionato Nasl, dimostrando tra le altre cose poca professionalità da parte della franchigia MLS di proprietà della multinazionale austriaca.

Danny Mwanga non è stato richiesto dalla squadra di Savarese per il 2015 nonostante i Colorado Rapids non gli avessero rinnovato il contratto ed è finito ad Orlando nella nuova franchigia MLS. Il difensore Jimmy Ockford, arrivato in prestito da Seattle prima della tournée negli emirati è tornato all’ovile ed ha ringraziato i Cosmos ed i suoi fans con un rap, e per sostituirlo i Cosmos sembrava avessero scelto il canadese Nana Attakora, difensore del giro della nazionale della foglia d’acero già di Toronto dal 2007 al 2011 ma che poi non ha trovato spazio a San Jose, Washington e tra le fila dell’Haka in Finlandia, le trattative sembravano essere a buon punto e nonostante l’accordo tra le parti non era ancora ufficialmente  firmato,  il giocatore era comunque partito in ritiro coi Cosmos assieme ad un altro difensore in prova, vale a dire Austin Berry, ex rookie of the year che bene aveva fatto nei Chicago Fire ma che lo scorso anno non ha avuto fortuna nei Philadelphia Union coi quali è ancora sotto contratto pur avendo ricevuto l’autorizzazione ad allenarsi con i newyorkesi.Inaspettatamente entrambi i giocatori sono stati lasciati a casa prima che la squadra partisse per Hong Kong e un laconico comunicato societario recita che i due calciatori non faranno parte della squadra per la stagione 2015 e che i Cosmos stanno valutando altre soluzioni per rinforzare la difesa.

Tra i nuovi acquisti oltre allo spagnolo Raul, che di certo non ha bisogno di presentazioni e lo zimbabwese Luckymore Mkosana è stato messo sotto contratto lo scozzese Adam Moffat, centrocampista che sicuramente darà più stabilità e profondità al centrocampo dei Cosmos e non farà rimpiangere Nane. Moffat è un veterano della MLS ed ha 28 anni e vanta anche una MLS Cup vinta nel 2008 coi Columbus Crew  e due Supporters’ Shield vinti sempre in Ohio, ed è stato in seguito acquistato da Portland Timbers, Houston Dynamo, Seattle Sounders ed FC Dallas, segno che la Nasl può diventare attrattiva e competitiva per i giocatori americani, la MLS non dorma tranquilla…

Un altro nuovo interessante arrivo nonostante la politica di cooperazione con la USL Pro è il brasiliano (ma calcisticamente cresciuto negli Usa) Leo Fernandes, arrivato in prestito dai Philadelphia Union e formatosi alla Stony Brook University, pertanto non è nuovo da queste parti, avendo cominciato la sua carriera giovanile allo storico Met Oval, uno dei campi di calcio più antichi della città, e nel B.W. Gottschee, squadra fondata da emigranti tedeschi molto conosciuta da chi si occupa di calcio giovanile. In più ha disputato due campionati nella PDL in forza ai Brooklin Knights e nel 2013 ha totalizzato diciotto presenze in MLS con gli Union segnando due goal, mentre nel 2014 è stato prestato ancora una volta agli Harrisburg City Islander dove però non ha trovato molto spazio, scendendo in campo appena tre volte.

Ironia della sorte Mendes ha disputato con gli Union anche l’incontro in US Open Cup proprio contro i Cosmos, e si è detto impressionato dal gioco della squadra di Savarese, vedremo se riuscirà a trovare spazio in un centrocampo dove già sono presenti giocatori del calibro di Flores, Senna e Sztela ma anche l’altro nuovo acquisto in arrivo dai campioni in carica, i San Antonio Scorpions, Walter Restrepo già di Fort Lauderdale Strikers e con esperienze passate nella prima e seconda divisione colombiana, anche se si suppone che entrambi verranno utilizzati come ali. In attacco, con la dipartita del deludente olandese Hans Denissen, avvenuto ufficialmente perché, come nel caso di Nane e Diaz le parti non hanno trovato un accordo, si era ufficialmente uno slot valido per il tesseramento di un giocatore straniero, il che poteva far pensare ad un probabile grosso nome da affiancare a Raul, anche se purtroppo è ufficiale che nonostante le trattative fossero a buon punto, il camerunense Samuel Eto’ o, già stella dell’Inter e appena poche settimane fa in forza all’Everton, non sbarcherà a New York avendo invece scelto di tornare in Italia questa volta in rafforzo alla Genova blucerchiata, sicuramente però i Cosmos non sarebbero rimasti con le mani in mano e avrebbero cercato di poter acquisire un giocatore di spessore e caratura internazionale, un po come quando nel 1975, sfumata la possibilità di scritturare George Best, misero le mani su un certo Pélé.

In più proprio in questi giorni l’attaccante dell’Udinese Antonio Di Natale ha espresso il desiderio di lasciare l’Italia al termine del campionato in corso e di volersi trasferire a New York, non necessariamente in MLS. Red Bull e New York City F.C. affermano ufficialmente di non aver avuto colloqui con l’ex nazionale italiano, mentre i Cosmos hanno risposto ufficiosamente che sebbene non ci siano stati contatti tra il giocatore e la società, quest’ultima potrebbe essere interessata. Si prospetta così una nuova coppia d’attacco Raul.

Di Natale? Per ora sono fantasie, anche perché siti attendibili (negli Usa spesso i siti dei fans o bloggers sono più aggiornati ed esaustivi di quelli ufficiali) confermano che l’interesse dei Cosmos per il cileno Jaime Valdes non è scemato e che Colo Colo e New York stanno ancora trattando e si sa questo genere di affari richiede tempo,  in più  dopo una lunga trattativa, la squadra di Savarese si è assicurata, sebbene in prestito, il difensore paraguaiano Samuel Caceres, dagli argentini del Nueva Chicago.  Sicuramente la scelta di tesserare un difensore nasce dal fatto che attualmente in rosa ci sono appena cinque giocatori che possono ricoprire quel ruolo, Mendes comincia ad avere la sua età e Roversio è stato fermato da problemi riguardanti sia il visto che la salute, ma con l’abbondanza di difensori a stelle e strisce o comunque in possesso della green card, per cui tesserabili senza utilizzare lo slot appena liberatosi forse la società dovrebbe guardare nel mercato interno, magari strappando alla MLS qualcuno che comunque pur non essendo una stella è comunque conosciuto.

Alla fine del campionato 2015 si vedrà se Caceres tornerà alla casa madre come Jimmy Ockford o come Flores verrà invece riscattato dai Cosmos, per quest’anno a meno di inaspettati tagli gli slot disponibili per gli stranieri sono stati utilizzati tutti. La notizia più sensazionale però è che i Cosmos hanno finalmente deciso di rincorrere la loro immagine glamour che li aveva resi famosi negli anni ’70 e ’80 disputando finalmente amichevoli internazionali degne di tale nome. La società newyorkese ha reso note per ora due amichevoli in estremo oriente e centroamerica, precisamente ad Hong Kong, dove il 19 Febbraio avverrà la sfida tra South China, una delle compagini più prestigiose del paese e la squadra allenata da Savarese per la Lunar New Year Cup.

Non è la prima volta che i Cosmos passano ad Hong Kong, la prima volta fu nel 1979, pochi giorni dopo la brutta ed inaspettata sconfitta tra le mura amiche agli shoot-out valevole per la finale del Soccer Bowl, dove invece andarono i Vancouver Whitecaps. Allora il circo itinerante della Warner Bros disputò un amichevole contro il Team Seiko ed il risultato fu un pareggio con tre reti a testa, mentre questa volta, sebbene sempre di pareggio si tratti le reti per parte sono state due ed i Cosmos si sono poi aggiudicati il trofeo ai rigori sbaragliano la squadra locale per 4-2, ma quello che conta più di ogni altra cosa è il ritorno di immagine scaturito da questo viaggio in estremo oriente dove la squadra di New York è stata accolta dalla popolazione locale come se fossero attori di Hollywood.

In più il 14 Marzo i Cosmos affronteranno il CD Fas, la squadra più famosa e col maggior numero di trofei del Salvador e si vocifera di una terza amichevole contro quella che fu la squadra di Pélé, vale a dire il Santos. In vero le due squadre avrebbero dovuto affrontarsi nella Amazon Cup, competizione che avrebbe dovuto annoverare oltre due club locali anche il Santos ed i Cosmos ma per via della scarsa organizzazione entrambi i club che videro giocare Pélé tra le loro fila hanno abdicato ma l’intenzione di disputare un’amichevole (durante la quale il Santos, come già fecero i Cosmos nel 1977, ritirerebbero il numero della maglia che fu del miglior giocatore di tutti i tempi, vale a dire il numero dieci, numero magico perché appartenuto sempre ai giocatori più fantasiosi e di maggior classe) resta da ambo i lati.

Nel mezzo intanto sono state fissate due amichevoli in California con i Ventura County Fusion, ex squadra del centrocampista Hagop Chrishian militante in PDL e e i Sacramento Republic, freschi campioni di USL Pro, e durante la prima delle due sfide i Cosmos, in formazione rimaneggiata si sono imposti di misura grazie a un goal del neo acquisto Moffat. Questo tour, breve rispetto ai tour de force compiuti dalla squadra ai tempi della Warner Bros ma comunque di spessore è un’inversione di tendenza rispetto a quanto visto nei primi due anni di vita del club da quando ha smesso di essere solo storia.

Nel 2013 la preseason dei Cosmos consistette in un amichevole coi Newton Pride con lo scopo di raccogliere fondi subito dopo la tragedia che aveva colpito la comunità poco tempo prima, e tre amichevoli nel Regno Unito, la prima con gli ex alunni di una scuola calcio e le seguenti rispettivamente contro Leyton Orient e Gillingham, mentre la scorsa stagione, anche per ragioni di marketing, la squadra di Savarese ha disputato tre amichevoli negli Emirati Arabi Uniti.

Se quest’anno, oltre alle amichevoli già programmate si aggiungesse quella di cui da tempo si parla i media tornerebbero a parlare dei Cosmos come nei tempi passati regalando così visibilità internazionale sia alla squadra che alla Nasl, che con l’arrivo di Ronaldo tra i soci di minoranza dei Fort Lauderdale Strikers (che forse potrebbe tornare a giocare) la convocazione di Ibarra in nazionale, la presenza di Raul nei Cosmos e la notizia che il network televisivo ONE World Sport trasmetterà da quest’anno tutte le gare della squadra newyorkese in casa e in trasferta,  sta dando chiari segnali di crescita e che la lega sta rapidamente acquisendo credibilità, e che potrebbe presto competere a livello di gioco espresso in campo e spettacolo con la Major League Soccer, per ora però sono solo ipotesi e splendide opportunità che la giovane lega pro soccer ed i Cosmos non devono lasciarsi sfuggire se vogliono vincere la propria sfida per la sopravvivenza nel paese che oltre ad essere denominato la terra delle opportunità è anche quello più spietatamente competitivo e dove la sconfitta non viene perdonata nemmeno dal più indulgente dei pastori, ma per ora qui da New York è tutto

THIS IS COSMOS COUNTRY

Non molte cose vanno come previsto nello sport.  Il Cosmos, tuttavia, hanno scritto una sceneggiatura perfetta per l'addio al calcio di due icone di questo sport, giunte all'ultima stagione di una splendida carriera. Parliamo di Raul , leggenda del Real Madrid, e Marcos Senna, due ex membri della squadra nazionale spagnola, che lasciano quindi il calcio come solo i campioni fanno: da vincitori. Risultato: la vittoria dei NY Cosmos nel NASL Soccer Bowl è stata nominata quale top story dell'anno da BigAppleSoccer. Inutile dire che Raul ha vissuto emozioni contrastanti nel dover lasciare il campo, chiudendo una carriera lunga quasi due decenni, passati a terrorizzare portieri e difensori avversari. "Questo è come un sogno, finire vincendo una finale", ha detto Raul, autore dell'assist per il terzo gol di Gaston Cellerino all'85', valso il 3-2 contro l'Ottawa Fury FC allo stadio Shuart lo scorso 15 novembre. "Sono molto felice e sono molto triste. Ho una parte del mio cuore è ormai dei Cosmos". Senna, autore del gol vittoria nel NASL Soccer Bowl vinto per 1-0 due anni fa contro gli Atlanta Silverbacks, valso ai Cosmos il primo titolo dopo 31 anni, era felice, e lo era ancor di più per aver chiuso insieme a Raul. "Vincere accanto a Raul era una situazione ideale", ha detto. "Gli sono grato di essere stato qui, di aver la differenza molte volte, segnando anche molti gol. Gol che oggi non ha segnato, ma ha piazzato l'assist della vittoria. E' sempre un game-changer". Entrambi i giocatori dovranno ora affrontare nuove sfide fuori dal campo. Senna non ha dettagliato i suoi piani, mentre Raul sarà parte del settore giovanile dei Cosmos, che lo hanno voluto fortemente. Le finali sono spesso noiose, ma il Soccer Bowl è stato pirotecnico, con cinque gol in 22 minuti e un cartellino rosso. Eroe della serata è stato l'attaccante argentino (passato anche a più riprese per Livorno tra il 2009 e il 2013), che in regular season aveva segnato solo una volta in 8 match, per poi diventare fondamentale con prima un gol nella semifinale vinta per 2-1 sui Fort Lauderdale Strikers. La stagione dei Cosmos ha visto il club di maggior successo della storia del calcio USA volare a Cuba per uno storico incontro con la nazionale cubana, con vittoria per 4-1, ma il punteggio finale non aveva importanza. Piuttosto, la diplomazia e la sportività legati al match sono parte del eprcorso di abbattimento delle barriere tra i due paesi. In "Lamar Hunt" US Open Cup i NY Cosmos hanno giocato il primo storico derby contro il New York City FC, battuti per 4-3 ai rigori - fondamentali le parate di un Jim Maurer tra i migliori dell'anno - dopo aver recuperato un deficit di due reti. Meno bene è andato il turno successivo, che ha visto i biancoverdi uscire sconfitti per 4-1 alla Red Bull Arena contro una delle squadre top della MLS 2015. Tra i successi dell'anno anche la full regular season (15-4-11), ottenendo così giocare in casa-campo durante i playoff. Tra i singoli, in evidenza - oltre agli spagnoli - il centrocampista Leo Fernandes, in prestito dalla Philadelphia Union, vera e propria rivelazione dell'anno: otto gol, come Raul, e tre assist nella regular season. In difesa invece la roccia rimane Carlos Mendes - primo giocatore ingaggiato dai Cosmos al loro ritorno in campo - nominato nei NASL Best XI. Lo sguardo però ora è rivolto al 2016, primo anno senza Senna e Raul, e coach Giovanni Savarese è già alla ricerca di sostituti adeguati ad una maglia storica indossata negli anni d'oro da campioni quali Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia e Carlos Alberto.  

Calcio - Socceritalia

Il periodo difficile dei New York Cosmos sembra essere finito, esorcizzato da due vittorie casalinghe contro gli storici rivali dei Fort Lauderdale Strikers  ed i Minnesota United, una delle compagini più competitive della lega. Riguardo agli Strikers bisogna anche ricordare che sono la squadra che recentemente è stata comprata da una cordata brasiliana che può annoverare tra i propri investitori l'ex stella di Barcellona, Inter e Real Madrid Ronaldo, segno che la Nasl cresce quotidinamente in termini di redditività e credibilità, senza contare il livello di competitività e spettacolo in campo, tanto più che oltre il contratto televisivo con la celebre rete ESPN ora tutti i club della lega hanno un contratto con un'emittente locale, e dopo la dipartita della multinazionale brasiliana Traffic Sport dovuto al coinvolgimento della compagnia negli scandali FIFA che hanno portato alle dimissioni dell'apparentemente inamovibile Joseph Blatter, la celebre ONE, network sportivo che trasmette tra le altre cose le partite dei New York Cosmos ne ha preso il posto come investitore, dimostrando così ancora una volta che il progetto è solido e che la Nasl venderà cara la pelle, gli stati maggiori di MLS e USL sono avvertiti. Il Minnesota United invece nel 2018 lascerà la Nasl per la MLS prima di allora dovranno disputare oltre la stagione in corso altri due campionati in questa lega comunque molto competitiva, vedremo se prima di migrare verso più verdi pascoli riusciranno a mietere trofei magari strappandoli proprio ai Cosmos come già accadde lo scorso anno con il titolo primaverile. Tornando a parlare della partita i Cosmos hanno quasi sempre dominato in campo sebbene fino al goal di Hunter Freeman, talmente bello da sembrare casuale e fortunoso, Flores Meija, Freitas e Sanfilippo avevano cercato di andare a segno ma solamente Sanfilippo era riuscito a rendersi pericoloso al 24', ma dopo tre minuti è arrivato il goal di Freeman, che ha recentemente rinnovato il contratto con la squadra diretta da Savarese, a schiodare il risultato. Dopo il goal di New York Ayoze cerca il raddoppio ma fino alla fine del primo tempo sono gli Strikers che cercano di rendersi pericolosi coi tiri di PC, Gabriel, Stefano Pinho e James Marcelin, ma la dura legge del goal si palesa al 43' con il raddoppio del brasiliano Leo Fernandes, una delle piacevoli sorprese del mercato dei Cosmos per la stagione in corso,arrivato in prestito dai Philadelphia Union. Nel secondo tempo le squadre effettuano alcune sostituzioni ma la solfa non cambia anzi i tentativi degli Strikers di andare a segno si fanno più velleitari e dopo qualche cartellino giallo la partita finisce col risultato di 2-0 per la squadra di casa, che si stacca dall'immeritato ultimo posto della classifica Nasl della Fall Season  Mercoledì sera invece sempre tra le mura dell’Hofstra Stadium è andata in scena la singolar tenzone tra Cosmos e Minnesota, che  passa in vantaggio all’ 8’ del primo tempo grazie a un goal di Christian Ramirez. New York non si perde d’animo e al 13’ l’ex San Antonio Walter Restrepo riporta il risultato in parità. Da quel momento la partita è quasi a senso unico per i Cosmos  con Jimmy Maurer impegnato solo una volta al 36’. Il secondo tempo vede continui cambi di fronte ed una partita combattuta e spettacolare fino al goal spettacolare di Hunter Freeman dalla distanza. Freeman è stato giudicato dallo sponsor Fly Emirates man of the match. Unica nota stonata a parte la mancanza in campo di Marcos Senna, al momento bloccato per via di problemi col visto, è stata ancora una volta la scarsa presenza di spettatori sugli spalti, appena 4503 presenze per una partita di cartello,e 3607 paganti durante uno scontro di vertice sebbene di mercoledì sera. Forse sarebbe realmente il caso che i Cosmos abbandonino Long Island e si dirigano verso aree più ricettive. E' da dire che la brutta sconfitta in Us Open Cup con i Red Bulls aveva dato un brutto colpo al morale dei tifosi e la Fall Season non era cominciata nel migliore dei modi, doppio pareggio in casa e trasferta contro gli Indy Eleven - squadra che sembra essere diventata la bestia nera dei Cosmos visto che in due anni la squadra di Savarese non è riuscita mai ad andare oltre il pareggio contro la squadra di Indianapolis – ed una brutta sconfitta in Florida ad opera degli esordienti Jacksonville Armada, con risultato finale dal sapore amaro e beffardo visto che New York aveva dominato la partita e Jacksonville ha vinto grazie all'unico tiro in porta con marcatura messa a segno da Tommy Krizanovic al 54'...come si era detto in precedenza citando gli 883, è la dura legge del goal…..in ogni caso il campionato è ancora lungo e dopo un momento di sbandamento la squadra di Savarese sembra essersi rimessa in corsa – al momento occupa il primo posto nella classifica combinata -  e senza sconvolgimenti nell'organico come era invece accaduto nella scorsa stagione funestata da infortuni, squalifiche e defezioni. L'allenatore si è detto soddisfatto della rosa anche se la società si è messa in moto per reperire altri pezzi pregiati sul mercato, non si sa se si tratterebbe di innesti nel parco giocatori a campionato in corso o se gli atleti nel mirino dei Cosmos arriverebbero a New York per la prossima stagione. In passato la squadra di Savarese aveva cercato di aggiungere ai propri ranghi Di Natale ed Hercules Gomez ma le trattative, che sembravano a un buon punto, si sono ad un certo punto improvvisamente ed inesorabilmente interrotte. Attualmente i dirigenti e gli addetti ai lavori ne avrebbero intavolate altre con il centrocampista difensivo Daniele Conti e l'ex under 21 attualmente in forza al Palermo Enzo Maresca, già di Juventus e Siviglia. Altri nomi che stanno circolando sono quelli dell'italo-argentino Ledesma, già della Lazio e dell'attaccante greco Georgios Samaras, già di West Bromwich Albion. L'urgenza di trovare un nuovo attaccante è stata accellerata dalla recente intervista rilasciata da Raul dove l'ex stella del Real Madrid ha annunciato che, complice anche il turf dell'Hofstra Stadium, a fine stagione potrebbe ritirarsi dal calcio giocato, il che, assieme alla già annunciata dipartita dell'ibero-brasiliano Marcos Senna – che rimarrebbe comunque in seno alla società come direttore sportivo – e il pressante corteggiamento di molti club della MLS alla scommessa vinta contro tutti i pronostici Dennis Sztela, farebbe si che i Cosmos debbano ancora una volta rivoluzionare gli organici. Guardando i giocatori che la società avrebbe preso di mira per il futuro prossimo  emerge ancora la tendenza, forse dovuta anche al nome della lega Nasl, di essere una retirement league, un cimitero degli elefanti dove strappare gli ultimi ingaggi milionari prima di smettere col calcio giocato. Maresca e Ledesma sicuramente potrebbero deliziare i tifosi e gli appassionati del soccer in generale con quello che è rimasto in loro della loro classe internazionale indiscussa e cristallina ma forse l'attaccante Samaras sarebbe, per via della sua età, più utile alla squadra vista la maggior energia fisica considerando che a 30 anni un calciatore arriva alla maturazione, un investimento più a lungo termine ed un beniamino per i tifosi al quale affezionarsi più che ad una fugace meteora, senza contare che la comunità greca a New York è molto numerosa, ed essendo pochi i calciatori ellenici con una classe tale da essere chiamati nei più prestigiosi campionati internazionali, la presenza di Samaras potrebbe essere un magnete per far si che la comunità greco-americana si senta rappresentata dai Cosmos. L'arrivo di fuoriclasse internazionali è fondamentale per il blasone ma anche per la sopravvivenza del club stesso vista anche la spietata concorrenza del New York City F.C. che schiera al momento Lampard,Villa e Pirlo e nonostante il pessimo andamento in campionato pur vantando un organico di valore e l'allenatore di esperienza – ma Jason Kreis avrà imparato sulla sua pelle che un conto è gestire e amalgamare una squadra di giovani, gregari, ed onesti pedatori come poteva essere il suo Real Salt Lake, un conto è dover gestire un organico con giocatori d'età e ben tre prime donne – può già vantare una media di 16000 spettatori a partita, numero che presto potrebbe crescere se la squadra diventasse competitiva nel breve periodo. I Cosmos nonostante la storia e il blasone a parte l'euforia della novità e il campionato vinto al primo colpo nel 2013 stanno incontrando difficoltà a totalizzare una media di 5000 presenti, il numero minimo per una buona franchigia Nasl nonostante la presenza in campo di Senna, Raul e l'ex nazionale Szetela. Certamente l'affiliazione dei Cosmos a varie squadre giovanili e amatoriali ben radicate nelle varie comunità della grande mela potrebbe portare nei prossimi anni un sensibile aumento di spettatori ma ancora una volta ci si chiede quanto possa valere la pena di restare a Long Island quando pare sempre più chiaro che la comunità locale non ha interesse nel soccer, e il lungo silenzio sulla costruzione dello stadio nella contea di Belmont la dice lunga. Meno di 4000 spettatori per l'esordio casalingo in Fall Season sono una media anemica che una squadra che vuole rivivere il blasone di quello che fu il circo itinerante della Warner Bros non può accettare per nessuna ragione. E' un insulto sia alla storia della squadra che all'attuale valore espresso in campo e gli investimenti  della Sela Sport. Sicuramente gli arabi proprietari della società non hanno problemi di soldi e probabilmente con la vendita del merchandising sia attuale che vintage, le sponsorizzazioni e i contratti televisivi riescono a non perderci e forse a guadagnare qualcosa, ma la svolta sarebbe lo stadio di proprietà senza dover pagare affitti ingenti a università che nemmeno hanno piacere di ospitare una squadra pro sport, con il campo in turf che scoraggia anche molti fuoriclasse stranieri dal firmare contratti coi Cosmos, così difficile da raggiungere e con quelle orrende righe per il lacrosse in campo che danno un po' quell'aria di arrangiato, raffazzonato, quasi dilettantistico. Allo scoraggiante e innaturale silenzio delle autorità locali di Long Island nonostante le spinte politiche bipartisan da parte di deputati e senatori sia del partito dell'asinello che del grand old party si contrappone la seconda dichiarazione pro soccer specific stadium del presidente del borough di Brooklin Eric Adams il quale in una recente intervista ha reso pubblico ancora una volta il suo pensiero con le seguenti parole: “Se siete stati al Barclays Center potete vedere che è uno dei complessi sportivi migliori del paese, tra basket, pugilato e altre attività sportive così come di intrattenimento, per questa ragione siamo quasi obbligati ad avere uno stadio per il soccer. E farò tutto ciò che è in mio potere per portare il soccer a Brooklin”. Nelle precedenti dichiarazioni Eric Adams aveva parlato di Coney Island ma più recentemente ha affermato che le aree sulle quali l'agognato stadio dei Cosmos potrebbe sorgere sono svariate, qualcosa nel frattempo sembra muoversi perché è stata ufficializzata la notizia per bocca dell'alto dirigente Erik Stover che la semifinale dei play-off per il titolo Nasl 2015, che i Cosmos hanno diritto a giocare in casa avendo vinto lo Spring Championship, non verranno disputati all'Hofstra Stadium bensì all'MCU Park di Brooklin, campo da baseball di proprietà dei Cyclones, squadra di baseball locale. Durante la Spring Season i Cosmos hanno affrontato e battuto su quel diamante gli Ottawa Fury di misura salutati con entusiasmo da una folla di 5000 persone, e sicuramente il 7 Novembre, trattandosi di una finale dei play-off e sicuramente una delle ultime occasioni per vedere giocare dal vivo Marcos Senna e forse anche Raul, è facile che i 7500 posti dello stadio dei Cyclones vengano riempiti velocemente,  i biglietti sono già in vendita. In più bisogna aggiungere che Brooklin è una delle aree più antiche della città, l'antica Breukeleen quando New York si chiamava ancora Nieuwe Amsterdam, è stata una delle mete storiche degli immigrati italiani che lo chiamavano Broccolino, ed oltre agli italo-americani ha visto nei decenni successivi agli anni '60 del XX secolo popolarsi anche di russi, ucraini, polacchi, cinesi e portoricani, tutte comunità che stravedono per il soccer e lo vedono come un forte legame con le rispettive patrie d'origine e l'arrivo di un club pro soccer sarebbe accolto con entusiasmo dagli abitanti di questo borgo che sebbene faccia geograficamente parte di Long Island tende a sottolineare la sua identità e diversità dal resto dell'isola. Se aggiungiamo poi che la squadra in questione altro non è che la squadra più blasonata d'America la risposta delle comunità non può che essere positiva, anche perché come già detto lo stadio e l'indotto non graverebbero sulle tasche dei contribuenti locali di nemmeno un centesimo visto che la Sela Sport costruirebbe tutto a proprie spese  comprese alcune infrastrutture che sarebbero utili agli abitanti della contea e creando anche duemila posti di lavoro stabili. Tutto fa pensare che Belmont verrà lasciata da parte e che i Cosmos potranno finalmente costruire il proprio stadio a Brooklin ma il CEO Erik Stover ha comunque pubblicamente affermato che la società si riserverà di decidere se insistere ancora per la contea di Belmont o guardare altrove a fine anno. Tornando a parlare ancora una volta di calcio giocato la squadra di New York è tornata a vincere anche se a parte la brutta sconfitta nel New Jersey la squadra non era sembrata particolarmente in calo, risultati a parte i ragazzi in maglia verde sembravano comunque in forma sia come rendimento fisico che come gioco espresso. Certamente ora ci sarà da recuperare e le prossime sfide non saranno facili come il rocambolesco 3-3 ottenuto la scorsa settimana in Florida contro gli Strikers assetati di rivincita e sopra di tre reti fino a venti minuti dalla fine, ma i Cosmos han dimostrato carattere e ora si vedrà se sono tornati la squadra schiacciasassi della Spring Season, aspettando le prossime sfide e notizie su stadio e nuovi acquisti qui da New York ora è tutto

Calcio - Socceritalia

Con lo sbarco a New York di Andrea Pirlo, continua la tradizione dei giocatori italiani in America, tornata negli ultimi anni ad importare nomi di livello top dopo che fino a cinque anni fa il top era rappresentato da gente quale Simone Bracalello per i NSC Minnesota Stars (USSF Div. 2), Christian Arrieta, terzino del Philadelphia Union più noto in Italia per la partecipazione al reality"Campioni" col Cervia, e Stefano Pesoli (cresciuto nella AS Roma, ex Rieti e Viterbese tra le altre) al Montreal Impact (USSF Div. 2) . Da allora le cose sono molto cambiate, e a portare il tricolore negli anni in MLS sono stati un campione del mondo come l'ex capitano della SS Lazio Alessandro Nesta insieme al concittadino Marco Di Vaio, all'ex romanista Matteo Ferrari, a Bernardo Corradi, Marco Donadel e Andrea Pisanu in quella colonia chiamata Montreal. Gli italiani del passato Molti sono stati infatti i giocatori italiani emigrati oltreoceano già agli albori del calcio USA. Il primo a venire in mente è inevitabilmente il grande Giorgio Chinaglia, che lasciò la Lazio nel pieno della carriera per seguire la moglie americana Connie Eruzione (cugina di quel Mike Eruzione eroe della medaglia d'oro olimpica nella finale vinta dagli USA contro l'URSS nella finale di Lake Placid nel 1980) e andare a giocare nei Cosmos di New York con Pelé, e dove fu raggiunto da gente come Franz Beckenbauer e Carlos Alberto. Con la maglia dei Cosmos Chinaglia vinse 4 Soccer Bowl, mettendo a segno la bellezza di 193 gol in 213 match, cifra che a tutt'oggi lo rende il calciatore che con più gol all'attivo negli USA. Prima di Chinaglia però, sono molti i nomi noti e assai meno a trasferirsi nella NASL, da cui però vanno esclusi tutti quelli che nel 1967 giocavano nel Cagliari che scese in capo con la maglia dei Chicago Stallions (ad es. Roberto Boninsegna, Giuseppe Longoni e altri) o delle Houston Stars. A seguito di varie ricerche, il primo giocatore italiano a trasferirsi negli in assoluto fu un certo Gino Gardassanich, noto come Gino Gard. Nato a Fiume ancora italiana, Gardassanich iniziò a giocare nel Građanski Zagabria nel 1940, e dopo un passaggio per alcune squadre minori fiumane, nel 1946 si trasferì al Quarnero Fiume, inserito d'ufficio nella massima serie jugoslava, in cui debuttò l'11 agosto 1946 contro l'Operaia Pola. Nel novembre dello stesso anno passò alla Fiorentina, nella Serie A italiana, in cui tuttavia non riuscì a esordire disputando solo alcune partite amichevoli. Successivamente giocò in Serie C con Marsala e Reggina, per poi nel 1949 emigrare negli Stati Uniti, dove giocò per 10 anni con il Chicago Slovak della National Soccer League of Chicago, vincendo il campionato di Chicago nel 1951, 1952 e 1954] e la Peel Cup nel 1953, oltre al Montgomery Trophy come di miglior portiere del campionato di Chicago nel 1950. Senza nemmeno avere la cittadinanza USA, (come peraltro altri compagni, all'epoca bastava averla chiesta) Gardassanich partecipò con la Nazionale statunitense ai Mondiali 1950 in Brasile, durante il quale tuttavia non scese mai in campo, assistendo dagli spalti dello stadio di belo Horizonte alla vittoria per 1-0 sui "maestri inglesi". Per lui l'unica soddisfazione fu quella di difendere la porta USA o in un'amichevole premondiale proprio contro una selezione inglese con incluso Sir Stanley Matthews. Gino Gard ha vissuto a lungo a Chicago - dove è morto nel 2010 -venendo nominato nel 1992 nell'Illinois Hall of Fame e nel 2002 nella National Soccer Hall of Fame. Nel 1967 toccò invece a Bruno Siciliano, italiano nato però a Rio de Janeiro, compagno di squadra nei New York Generals della NPSL di un certo Cesar Luis Menotti, che poco più di 10 anni dopo avrebbe vinto il Mondiale da CT con la Nazionale argentina. Luigi De Robertis, classe 1936, che aveva esordito in Serie A con la maglia del Bari nel 1958 giocando poi anche con Palermo e Modena, e finito nel 1968 ai Kansas City Spurs della neonata NASL. Nello stesso anno ai Toronto Falcons c'era in rosa un Mario Barone, di cui però non si sa nulla, e con lui l'italo-canadese, nato a Roma nel 1945, il difensore Tony Lecce (poi ai Metros dal 1971 al 1973). Gli almanacchi listano poi come italiano anche un certo Miklos Mike-Mayer, attaccante dei Washington Whips nel 1969. Infine, nei Philadelhia Spartans il portiere di riserva era un certo Franco Altieri, anche lui indicato come italiano, ma di cui non è dato sapere altro. Nel 1971 invece, al Montreal Olympique c'è il centrocampista Renzo Selmo (20 partite e un gol il primo anno, 14 e 2 nel 1972), ex Hellas Verona, e Francesco Gallina, attaccante napoletano nato nel 1945 e cresciuto nella Casertana, approdato in Serie A con il Genoa nella stagione 1963-1964. Successivamente ha disputato campionati minori tra le file di Entella e Cesena, prima di fare ritorno al Genoa passando poi per il Lanerossi Vicenza, in Serie A, prima di chiudere la carriera in Canada (20 presenze e 10 gol per lui, capocannoniere della squadra). Con loro la colonia italiana quell'anno a Montreal era completata dall'attaccante Luigi Marcon e da Sergio Settin, italiano anche lui ma cresciuto in Quebeà§. Nel 1972 a Montreal Selmo è poi raggiunto da un altro ex veronese, il difensore Luigi Mascalaito, cresciuto nell'Inter e passato anche per Catanzaro, Cesena, Livorno e Pisa, e a lungo allenatore anche dello stesso Verona. Furono molti gli italiani che negli anni della NASL volarono in Canada per allietare le masse di emigrati italiani concentrate in gran numero, oltre che a Montreal, a Toronto e dintorni. Ad esempio il povero Paolo Barison, ala di talento e di lungo corso con le maglie di Venezia, Genoa, Milan, Sampdora, Roma, Napoli, Ternana e Bellaria, finito a Toronto nel 1972,e poi tristemente morto nel 1979 in un incidente in cui rimase coinvolto anche l'allenatore del Toro Gigi Radice, che pur gravemente ferito si salvò. Come Barison sempre al Toronto Metros Croatia - nel 1974 e 1975 - volò Marino Perani, ex Bologna, che fu raggiunto da Roberto "Bob" Vieri (padre di Christian) nel '75, mentre nel 1976 toccò a Paolo Cimpiel, portiere con alle spalle - tra le altre - esperienze con le maglie di Bologna, Verona e Cesena. Sempre a metà  anni '70, un episodio curioso fu quello relativo a Eddie Firmani – ex attaccante italiano di origine sudafricana – una carriera spesa fra Inghilterra (Charlton e Southend Utd) e Italia (Sampdoria, Inter e Genoa) e 3 volte nazionale azzurro - che all'età  di 42 anni, nel 1975, scese in campo per 18 minuti con la maglia dei Tampa Bay Rowdies, di cui era l'allenatore. E ancora. Il grande Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna per una vita, di cui pochi ricordano le poche (cinque) partite giocate con la maglia di un altro club, gli Hartford Bicentennial della NASL nel 1975. Pierino Prati, ex bandiera milanista, a fine carriera scese in campo per pochi mesi con la maglia dei Rochester Lancers (anno 1979, 6 partite e 3 gol per lui), in una città  operaia piena di italiani, per poi tornare in Italia e chiudere la carriera in serie C2, giocando per tre anni nel Savona. L'anno prima,invece, nei New York Cosmos aveva giocato Giuseppe Wilson, capitano colonna della Lazio dello Scudetto 1974, chiamato in America dal suo amico ed ex compagno Chinaglia. E con la maglia dei Cosmos Wilson non smentisce il suo valore, vincendo il Super Bowl 1978 e venendo nominato MVP della finale contro i Tampa Bay Rowdies di Rodney Marsh. Ma l'esperienza americana per Wilson durò un solo anno, e a settembre tornò alla Lazio. Sempre di quella Lazio tutta "pistole e palloni" (cit. dal bellissimo libro del giornalista Guy Chiappaventi) andò a giocare per un breve periodo negli il terzino sinistro Luigi Martini, sceso in campo per sole 7 partite nel 1979 coi Chicago Sting e poi 14 con i Toronto Blizzard nel 1981, con cui chiuse la carriera prima di diventare pilota Alitalia e poi anche deputato. Anche Roberto Bettega, si trasferì nella NASL a fine carriera, indossando nel 1983 e 1984 (39 partite e 10 gol) la maglia del Toronto Blizzard, la stessa squadra in cui poco prima, nel 1980, era andato un altro bianconero, il difensore Francesco Morini e l'anno dopo il 20enne Giampaolo Boniperti, figlio del presidente Giampiero e cresciuto nella Primavera juventina senza mai esordire in Serie A. Per lui a Toronto 18 partite e un gol. Prima di loro, nel 1979, era invece toccato (ma giocò solo 3 partite) ad Alessandro Abbondanza, detto Sivorino, ex attaccante di Lazio e Napoli, a conferma di Toronto come meta preferita dei giocatori italiani di quegli anni. Nel 1983, ai Cosmos sbarcò invece un vecchio "nemico" calcistico di Chinaglia,Giuseppe "Flipper" Damiani, reduce da un'esperienza fallimentare col Milan e ormai agli sgoccioli di una carriera chiusa con la maglia della Lazio (dove lo volle ancora Chinaglia, allora presidente) nel 1985. Italiano è anche Ferdinando DeMatthais, classe 1961, ex calciatore di Lucera (che ha anche allenato), Foggia in campo una sola partita coi Cosmos nella loro ultima stagione (1984) e oggi coach giovanile con la IMG Academy. Italoamericani a parte, molti gli sconosciuti con passaporto italiano che in quegli anni scesero in campo nella NASL listati unicamente come italiani. Da Enzo Giani, centrocampista dei Toronto Metros nel 1971, a Paolo Baldin (difensore in campo una sola volta con Toronto nel 1972) e a Peter Greco, portiere dei Vancouver Whitecaps nel 1975, passando per l'attaccante Gino Pennachia, che nel 1977 giocava (anzi, stava in panchina o in tribuna) a Dallas, fino ad Antonio Cestarollo, attaccante dei San Jose Earthquakes nel 1979 e persino citato in un libro sull'emigrazione nel pallone, "Moving with the Ball: The Migration of Professional Footballers" di P. Lanfranchi. Inoltre c'è chi, pur essendo italiano è diventato poi una colonna della nazionale canadese, come è accaduto a Tino Lettieri. Nato a Bari nel 1957, inizia la propria carriera nel 1977 tra le file del Minnesota Kicks della NASL, dove gioca fino al 1981. Trasferitosi nel 1982 al Vancouver Whitecaps, durante la sua militanza con il club canadese vince il premio di miglior calciatore nordamericano dell'anno 1982, venendo inserito nella squadra All-Stars della NASL nel 1982 e nel 1983. Nel 1984, ultima stagione della NASL, milita neiMinnesota Strikers, e dopo fallimento della Lega rimane a Minneapolis disputando i tornei indoor organizzati dalla MISL. Nel 1986 è lui il portiere della nazionale canadese nella unica partecipazione ai Mondiali. L'anno dopo si ritira dopo aver disputato una stagione con gli Hamilton Steelers della Canadian Soccer League (CSL). A onorare la sua carriera arriva nel 2001 l'elezione nella Soccer Hall of Fame canadese. Come lui Silvano "Sam" Lenarduzzi, nato a Udine nel dicembre del 1949 ma cresciuto a Vancouver, difensore diventato una bandiera dei Whitecaps insieme al fratello più giovane, Bob Lenarduzzi(nato invece in Canada). L'arrivo della Major League Soccer Con la scomparsa del calcio professionistico nel 1984, a seguito del fallimento della NASL, l'emigrazione si interruppe, ma riprese nel 1996, quando venne lanciata la MLS. I primi a partire furono l'ex portiere della Nazionale, di Inter e Samp Walter Zenga (New England Revolution come anche come giocatore/allenatore) seguito a Boston da Giuseppe Nanu' Galderisi (passato poi anche per Tampa Bay) e, ai New York Metrostars, il difensore Nicola Caricola (Bari, Juventus e poi Genoa) e Roberto Donadoni, che fece la spola col Milan. New York dove nel 2002 stava per finire anche Billy Costacurta, richiamato poi in tutta fretta a Milano da Ancelotti e Galliani. Meno famoso, ma da ricordare, anche Giovanni Savarese, attaccante classe '70 nato in Venezuela e quindi con doppio passaporto, sbarcato in MLS alla sua fondazione e diventato bandiera dei New York MetroStars passato per New England e poi e San Jose Clash (oggi Earthquakes) con in mezzo esperienze in Italia a Perugia e Viterbese (entrambe all'epoca della gestione Gaucci), e Torres, passando anche per il Regno Unito (Swansea City e Millwall). Oggi è l'allenatore dei nuovi New York Cosmos della NASL. Solo 3 partite invece in MLS nel 2008, con la maglia dei San Jose Earthquakes (che lo hanno poi tagliato nel maggio 2009), per Davide Somma, attaccante italo-sudafricano cresciuto nel Perugia e che ha militato con Pro Vasto e Olbia, per poi volare in Inghilterra (Leeds, dove ancora gioca dopo essere andato in prestito a Chesterfield e Lincoln City) dopo l'esperienza americana. In sintesi una storia, quella che vede i giocatori italiani sulla rotta transoceanica, che dura ormai da 60 anni, e che ha visto periodi di up & down, con grandi campioni e carneadi scendere in campo sul turf o sull'erba americana di fronte a milioni di appassionati di ogni nazionalità . Una storia che con l'arrivo del campione del mondo Andrea Pirlo riparte dai massimi livelli.

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