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FA Cup, tripletta per Clint Dempsey
Scritto il 2012-01-08 da Franco Spicciariello su MLS
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Tripletta per Clint Dempsey, la prima della sua carriera; un rigore parato per il portiere dell'Aston Villa  Brad Guzan e un assist di Landon Donovan con l'Everton, hanno marcato il segno di uno splendido turno di FA Cup per gli americani in Inghilterra.

La tripletta porta Dempsey a quota 12 reti in stagione, con le tre di sabato arrivate all'8', al 61' e all'81' su rigore, per un netto 4-0 finale sul Charlton, squadra londinese attualmente in testa in League One (terza divisione).

Texano, 29 anni a marzo, Deuce si è formato alla Furman University per poi crescere in MLS sotto l'ala dello scozzese ex Liverpool Steve Nicol nel New England Revolution. Nazionale USA (82 partite e 24 gol sino ad oggi) con cui ha partecipato ai Mondiali 2006 e 2010 e vinto la Gold Cup nel 2005 e 2007, anno in cui è passato al Fulham, che nel 2010 ha trascinato sino alla finale di Europa League. Il suo commento su Twitter dopo la partita: "Ho infilato il biscotto nel cesto un po' di volte oggi".

Quella di ieri è la terza tripletta in assoluto per un americano in Inghilterra, considerando le tre leghe professionistiche e la FA Cup. Prima di lui ci erano riusciti solo John Kerr Jr. nell'agosto 1994 con il Millwall contro il Derby, in un match di seconda divisione. Kerr jr, cresciuto a Duke dove ha anche vinto l'Hermann Trophy (che va al miglior giocatore di college), ex Portsmouth, Dallas e New England tra le altre, è figlio di John Kerr sr., difensore dei New York Cosmos della NASL negli anni'70. L'altra tripletta è stata messa a segno da Chris Cleary, promettente attaccante classe 1979 formatosi al Boston College e con esperienze anche al Karlsruhe e al Barnsley, che con la maglia Worksop ne fece tre al Droylsden nel terzo turno di qualificazione della FA Cup nell'ottobre 2004. Cleary si è ritirato nel 2005 per un grave nfortunio alla caviglia.

Sempre in FA, ma domenica, da segnalare al 65' dell'incontro vinto dallo United sul City, il ritorno in campo del centrocampista Paul Scholes dopo il ritiro della scorsa estate, celebrato in un match d'addio tra Manchester United e NY Cosmos.

Dicevamo di Guzan e Donovan: l'Aston Villa ha superato 3-1 il Bristol Rovers, mentre l'Everton ha battuto 2-0 il Tamworth. Nelle altre partite con americani in campo, vittoria per 4-1 del Carlisle del terzino destro Frank Simek sul Leyton Orient, e pareggio 0-0 invece per Jonathan Spector  e il Birmingham City contro i Wolves.


szólj hozzá: Fulham v Charlton 4:0 FA Cup

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

Calcio - Socceritalia

Il portiere Brad Guzan inizia vedere il proprio futuro alquanto incerto al Villa Park, specie dopo che l'allenatore Remi Garde ha messo l'acquisto di un nuovo portiere tra le priorità del mercato di gennaio. Per sostituire Guzan, vice di Tim Howard (Everton) nella Nazionale USA, Garde avrebbe individuato il portiere dell'Olympique Marsiglia e già nazionale francese Steve Mandanda (in foto). Mandanda, 30 anni, ha in contratto in scadenza a giugno, e l'OM sarebbe disposto a lasciarlo andare per una fee minima. Quali alternative sulla lista di Garde ci sarebbe anche l'italiano Salvatore Sirigu, finito in panchina al PSG. In ogni caso sembra che il tempo di Guzan quale portiere titolare sia ormai segnato, visto anche che l'ex Chivas USA quest'anno è riuscito a non prendere gol solo due volte. Guzan era stato promosso titolare sotto la guida di Paul Lambert, per poi finire in panchina con l'arrivo di Tim Sherwood, che gli ha preferito l'irlandese Shay Given. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua Dopo che l'estate scorsa i Villans sembravano aver scelto Asmir Begovic, finito al Chelsea, Guzan era stato bravo a riconquistarsi fiducia e posto col nuovo allenatore, ma da allora le critiche dei tifosi non si sono mai fermate, e ora l'Aston Villa cerca il suo sostituto. Il contratto di Guzan col Villa andrà in scadenza il 30 giugno 2017.

Calciomercato - Socceritalia

Ha preso il via oggi la stagione 2015/16 della Premier League, e anche quest'anno sono tanti i giocatori americani in cerca di spazio nei vari club inglesi. Reduce da un'ottima (solo per lui però) CONCACAF Gold Cup, il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan si riprenderà il posto, mentre Tim Howard e Geoff Cameron cercheranno di aiutare Everton e Stoke City rispettivamente a ottenere qualche buon risultato. Oltre ai veterani, ci sono però anche ragazzi molto interessanti come Gedion Zelalem, DeAndre Yedlin, e Cameron Carter-Vickers, che proveranno ad imporsi nei grandi club di cui indossano la maglia. Mancherà invece in Premier League dopo 18 stagioni consecutive l'ex portiere della Nazionale USA (84 presenze) Brad Friedel, che alla verde età di 44 anni ha deciso di ritrarsi dal calcio giocato per diventare commentatore televisivo e ambasciatore del Tottenham negli USA. Tra i suoi lasciti, il record di partite consecutive per un giocatore in Premier, ben 310, giocate con le maglie di Blackburn, Villa e Spurs. Gedion Zelalem (Arsenal). A soli 18 anni, lo spazio di crescita di questo giovane talento è enorme. Ma forse quest'anno, dopo che Arséne Wenger lo ha provato col contagocce, Zelalem dovrà dimostrare di essere definitivamente pronto per il grande palcoscenico della Premier League. Per il talentino di origini etiopi sarà anche un anno di necessaria crescita fisica, se vorrà affrontare al meglio gli avversari in Inghilterra e in Nazionale, avendo mostrato qualche limite nella recente esperienza Mondiale con l'U20 americana. Probabile per lui ancora spazio con le riserve dei Gunners. Brad Guzan (Aston Villa). Dopo aver perso il posto per un brutto errore contro il City, Guzan ha visto partire l'irlandese Shay Given e in estate ha mostrato ottime cose, al punto che il manager Tim Sherwood ha detto chiaramente che sarà lui il titolare. E per l'ex Chivas USA di lavoro ce ne sarà eccome, con un Villa che ha smantellato cedendo i migliori, a cominciare dall'attaccante Christian Benteke, e che si troverà probabilmente in lotta per non retrocedere. Tim Howard (Everton). Alla decima stagione con i Toffees, con un totale di 389 partite in blue, per Howard potrebbe essere una stagione decisiva, specie dopo aver giocato una stagione non splendida, nonostante l'anno sabbatico preso dalla Nazionale. A 36 anni e mezzo, dovrà trovare la piena forma per convincere Roberto Martinez a tenerlo sino a fine contratto (2018) e il CT USA Jurgen Klinsmann a riconsegnarli le chiavi della Nazionale. Geoff Cameron (Stoke City). Ha saltato la Gold Cup su richiesta del club (anche se Klinsmann ormai lo vede poco dopo il disastro con l'Irlanda in inverno), che voleva il suo pieno recupero dopo il lungo infortunio. Con l'arrivo del terzino destro, ex Liverpool, Glen Johnson, per Cameron probabile ruolo da centrle di difesa, specialmente con Ryan Shawcross fuori per almeno due mesi. Ma Cameron può essere utile anche in mezzo a dare copertura ad un attacco targato Barcellona e composto da Ibrahim Affelay e Bojan Krkic. Cameron Carter-Vickers (Tottenham Hotspur). Pochettino ci crede, come ha dimostrato portandolo in tour negli USA dopo averlo visto ben figurare al Mondiale U20. A soli 17 anni il difensore ha già un curriculum di rispetto, con nelle gambe già molti minuti con la prima squadra, anche se molto probabilmente quest'anno sarà ancora in gran parte con le riserve. DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur). Alla sua prima stagione piena con gli Spurs, la sua situazione lo vede un po' in sospeso. Probabile per lui un prestito in Premier o nel Championship per mettere minuti nelle gambe, dopo 8 mesi in cui lo si è visto solo in Nazionale. Dovesse restare, dovrà affrontare la concorrenza del titolare Kyle Walker e del vice Kieran Trippier, che ha ben impressionato in precampionato, e lo spazio sarebbe davvero poco.    

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