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	<title>www.SoccerItalia.it &#187; abbott</title>
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	<description>Blog dedicato a Major League Soccer e calcio americano</description>
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		<title>Nazionale USA, i momenti top del 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 18:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Spicciariello]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un anno di cambiamenti per la Nazionale USA, con il CT Jurgen Klinsmann che ha ormai preso pienamente in mano la situazione e avviato il ricambio generazionale in vista dei Mondiali del Brasile del 2014. Di conseguenza, sono state molte le novità viste sul campo nel 2012, che hanno inevitabilmente comportato anche qualche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.socceritalia.info/2012/12/31/nazionale-usa-il-meglio-del-2012/zusi-boyd-e-orozco/" rel="attachment wp-att-10895"></a>E&#8217; stato un anno di cambiamenti per la Nazionale USA, con il CT <strong>Jurgen Klinsmann</strong> che ha ormai preso pienamente in mano la situazione e avviato il ricambio generazionale in vista dei Mondiali del Brasile del 2014.</p>
<p>Di conseguenza, sono state molte le novità viste sul campo nel 2012, che hanno inevitabilmente comportato anche qualche difficioltà nel corso del primo girone di qualificazione mondiale che ha preceduto <a href="http://www.socceritalia.info/calendario/">l&#8217;Hexagonal, al via il prossimo febbraio</a>.</p>
<p>Un ricambio che ha fatto intravedere un futuro brillante per qualche giovane di belle speranze (Fabian Johnson, Boyd) e l&#8217;inizio del viale del tramonto per altri (Bocanegra, Onyewu), con momenti di grande fulgore che comunque rimarranno scolpiti nella memoria e persino nella storia del calcio USA.</p>
<p>E proprio uno di questi momenti è sicuramente il più importante dei 5 che SoccerItalia.info ha scelto per riassumere il 2012 della Nazionale USA</p>
<p><b>1. La vittoria col Messico allo stadio Azteca</b> (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=U5QVy_5TCxA" target="_blank">guarda gli highlights</a>)</p>
<p>L&#8217;accusa potrebbe essere di provincialismo, come quando un derby romano vinto rimane impresso ai tifosi più dei (pochi) successi. Certo però che andare a vincere per la prima volta in 99 anni in casa del nemico storico, il Messico, nel mitico Estadio Azteca, è sicuramente un qualcosa che resterà negli annali. La giornata storica è arrivata a Ferragosto 2012, quando una Nazionale statunitense assai rimaneggiata (assenti i titolari <strong>Carlos Bocanegra</strong>, Michael Bradley, <strong>Steve Cherundolo</strong> e Clint Dempsey) è andata a battere per 1-0 El Tri con un gol di <strong>Michael Orozco Fiscal</strong> (proprio lui, un messicano-americano) all&#8217;80&#8242;, a seguito di un tocco di tacco del giovane Terrance Boyd su azione di Graham Zusi sulla fascia. Era solo un&#8217;amichevole, anche se non lo sono mai col Messico, ma è stata una vittoria che darà coraggio (date le brutte sconfitte degli ultimi match) in vista delle qualificazioni mondiali (USA vs. Messico si gioca il 26 marzo).</p>
<p><b>2. Vittoria sul Guatemala e qualificazione all&#8217;Hexagonal</b> (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=QzUCgSHmOhU" target="_blank">guarda gli highlights</a>)</p>
<p><a href="http://www.socceritalia.info/2011/11/17/mondiali-ecco-il-calendario-del-girone-usa/">Sorteggiati in un gruppo con</a> Antigua &amp; Barbuda, Guatemala e Giamaica, sembrava non dovessero esserci problemi per la qualificazione all&#8217;Hexagonal. Gli Stati Uniti sono invece dovuti arrivare all&#8217;ultimo match alla ricerca di un punto, trovandosi invece sotto 1-0 col Guatemala dopo 5 minuti. Un incubo, da cui per svegliarsi sono serviti i gol di Bocanegra e Dempsey (doppietta), senza cui gli USA sarebbero fuori dai Mondiali per la prima volta dal 1990.</p>
<p><b>4. </b><strong>Battuta l&#8217;Italia a Genova</strong> (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=OqCBhCLLc9I" target="_blank">guarda gli highlights</a>)</p>
<p>E&#8217; già raro vedere gli USA vincere su suolo europeo, e certamente era quasi inimmaginabile vederli uscire vincitori da Marassi <a href="http://www.socceritalia.info/2012/03/01/italia-0-usa-1-vittoria-storica/">nel match dello scorso 29 febbraio contro l&#8217;Italia</a>. Ma un gol di <strong>Clint Dempsey</strong> al 55&#8242;, e alcune grandi <a href="http://www.socceritalia.info/2012/07/08/howard-vuole-un-futuro-in-mls/">parate di <strong>Tim Howard</strong></a>, hanno consegnato al gruppo a stelle e strisce la prima storica vittoria sugli Azzurri in 82 anni di confronti, oltre tutto contro un gruppo che pochi mesi dopo è arrivato sino alla finale degli Europei.</p>
<p><b>3. Via al ricambio generazionale: ecco Fabian Johnson, Cameron e Boyd<br />
</b></p>
<p>Non erano stati molti i cambiamenti tra la gestione di <strong>Bruce Arena</strong> e quella di <strong>Bob Bradley</strong>, e Klinsmann si è ritrovato nel 2011 con un gruppo ormai stanco almeno in alcuni elementi. E così dopo qualche mese da semi-osservatore Klinsi ha dto via al ricambio, puntando principalmente su alcuni ragazzi cresciuti in Germania quali il terzino sinistro dell&#8217;Hoffenheim <strong>Fabian Johnson</strong> (il migliore tra i nuovi), il centrocampista <strong>Danny Williams</strong>, il laterale del Norimberga <strong>Timothy Chandler</strong> e il giovane centravanti del Borussia Dortmund ora al Rapid Vienna <strong>Terrance Boyd</strong>, oltre naturalmente a <strong>Jermaine Jones</strong>, già chiamato da Bradley. A questi si è aggiunto il centrale di difesa (negli ultimi mesi convertito terzino) <strong>Geoff Cameron</strong>, che <a href="http://www.socceritalia.info/2012/12/29/cameron-stoke-mls-2013/">sta facendo vedere grandi cose allo Stoke City</a> in Premier League. Il tutto contornato dall<a href="http://www.socceritalia.info/2012/12/31/usa-bradley-2012-award/">&#8216;affermazione definitiva nel ruolo di leader</a> in campo e fuori di <strong>Michael Bradley</strong>.</p>
<p><b>5. La tripletta di Landon Donovan nel 5-1 alla Scozia </b>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=K2SSZfLiO70" target="_blank">guarda gli highlights</a>)</p>
<p>E&#8217; stato un anno in chiaroscuro quello di <strong>Landon Donovan</strong>, tartassato da infortuni e da una certa apatia che lo ha addirittura portato a paventare un precoce ritiro a soli 30 anni. Ma pure in un anno così Donovan è stato al top. <a href="http://www.socceritalia.info/2012/12/30/mls-2012-beckham-chiude-in-gloria-ma-tornera/">Seconda MLS Cup consecutiva coi Galaxy</a> da protagonista, e record di presenze in Nazionale (120), migliorando quelli di reti (46) e assist (45) che già deteneva. Ma il &#8220;suo&#8221; giorno inNazionale è stato senz&#8217;altro quello del match dello scorso 26 maggio a Jacksonville, quando gli USA hanno distrutto la Scozia per 5-1 grazie ad una sua tripletta (oltre ai gol di Bradley e Jones). Purtroppo sono rimasti i suoi unici tre gol in Nazionale quest&#8217;anno.</p>
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		<title>FIFA, Blatter attacca la MLS</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 09:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Spicciariello]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una lunga intervista rilasciata ad Al Jazeera, il presidente della FIFA  Sepp Blatter ha attaccato duramente la Major League Soccer (MLS), prima divisione del clacio professionistico americano. Blatter ha parlato con Marwan Bishara, reporter di Al Jazeera, affrontando una serie di questioni controverse, quali ad esempio il prossimo campionato UEFA U21 in Israele, l&#8217;impedimento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.socceritalia.info/2012/12/31/fifa-blatter-attacca-la-mls/sepp-blatter-attacca-la-mls/" rel="attachment wp-att-10869"></a>In una lunga intervista rilasciata ad <strong>Al Jazeera</strong>, il presidente della FIFA  <strong>Sepp Blatter</strong> ha attaccato duramente la <strong>Major League Soccer</strong> (MLS), prima divisione del clacio professionistico americano.</p>
<p>Blatter ha parlato con<strong> Marwan Bishara</strong>, reporter di Al Jazeera, affrontando una serie di questioni controverse, quali ad esempio il prossimo campionato UEFA U21 in Israele, l&#8217;impedimento ai giocatori di muoversi dai territori dell&#8217;Autorità, e l&#8217;approvazione di norme per impedie il traffico di giovani calciatori minorenni. Nell&#8217;intervista i commenti sulla MLS erano solo un&#8217;appendice, ma proprio per il contesto in cui sono stati fatti lasciano a dir poco stupefatti. Ecco le parole di Blatter:</p>
<blockquote><p><em>“Il problema con gli Stati Uniti è un po&#8217;  diverso. Il soccer, come chiamano il football lì, è il gioco più popolare tra i giovani, più del football americano e del baseball. Ma non c&#8217;è una vera, forte, lega professionistica, c&#8217;è solo la MLS. Non hanno una lega professionistica riconosciuta come tale dalla società americana. E&#8217; una questione di tempo, pensavo quando organizzammo i Mondiali del 1994. Ma sono passati 18 anni, e l&#8217;obiettivo dovrebbe essere stato raggiunto, mentre invece hanno ancora dei problemi”.</em></p></blockquote>
<p>Per chi ha tempo di guardarsi l&#8217;intera intervista, Blatter definisce la FIFA un ente no-profit (sic!), dichiara che l&#8217;organizzazione che guida non tollera il razzismo e si arroga il merito del <a href="http://www.socceritalia.info/files/2012/12/football.gender">boom del calcio femminile</a>.</p>
<p>Non è la prima volta che Blatter se la prende con la MLS. Già inpassato il presidente svizzero della FIFA aveva attaccato la lega USA sulla questione del calendario. La MLS infatti gioca da febbraio a novembre, sia per problemi di clima al nord che per evitare la coincidenza con la stagione NFL, cui i network televisivi danno inevitabilmente preferenza. Un problema questo degli stadi che era in passato più diffuso, ma che anche oggi vede ancora due squadre (<strong>Seattle Sounders</strong> e <strong>New England Revolution</strong>) condividere il proprio stadio con la squadra di football locale.</p>
<p>Certo poi ci sono altri aspetti che limitano la crescita della lega, a cominciare dal salary cap, &#8211; a parte i mega investimenti di <strong>LA Galaxy, NY Red Bulls</strong> e Seattle &#8211; che chiaramente impedisce di attrarre talenti dall&#8217;estero e spinge i migliori a volare verso l&#8217;Europa. D&#8217;altra parte è vero che il modello messo in piedi dai dirigenti MLS, con in testa il presidente <strong>Mark Abbott</strong>, insieme all&#8217;attuale CEO dell&#8217;Arsenal<strong> Ivan Gazidis</strong> e al commissioner<strong> Don Garber</strong> &#8211; ha assicurato alla lega una crescita continua in questi anni, e nel 2014 saranno 18 squadre (su 19) a giocare in uno stadio di proprietà, cui si aggiunge una media presenze allo stadio che da due anni è superiore a quella di NBA e NHL.</p>
<p>E po ci sono i settori giovanili delle squadre, prima volta nella storia del calcio USA, una Nazionale sempre qualificatasi ai Mondiali dal 1990, tanti giovani in crescita in Europa. Sicuramente un paese grande e ricco come gli USA potrebbe fare meglio, ma accusare la MLS di scarsa legittimità dopo soli 17 anni di vita, quando le altre leghe americane esistono da 50 e più anni, non solo è errato, ma anche stupido.</p>
<p>La MLS non ha risposto alle affermazioni di Blatter, come anche la USSF, la federazione americana, che in realtà dovrebbe spiegare perché ha appoggiato Blatter ad ogni elezione presidenziale FIFA.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/3X2GWXrjDf8" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Arrestato in Messico il portiere &#8220;gato&#8221; Ortiz</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:36:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Omar Ortiz, detto «el gato», fino al 2010 portiere titolare del Monterrey (squadra vincitrice dell&#8217;ultima edizione della CONCACAF Champions&#8217; League nella finale contro il Real Salt Lake) poi squalificato per positività all&#8217;antidoping è stato arrestato dalla polizia messicana insieme ad altre quattro persone. Ortiz era diventato un cacciatore di prede &#8211; che sceglieva tra i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Omar Ortiz</strong>, detto «el gato», fino al 2010 portiere titolare del Monterrey (squadra vincitrice dell&#8217;ultima edizione della CONCACAF Champions&#8217; League nella finale contro il Real Salt Lake) poi squalificato per positività all&#8217;antidoping è stato arrestato dalla polizia messicana insieme ad altre quattro persone.</p>
<p>Ortiz era diventato un cacciatore di prede &#8211; che sceglieva tra i ricchi della capitale economica del paese, Monterrey, gente che conosceva bene &#8211; per una banda di rapitori. Secondo la magistratura i banditi hanno ammesso 20 rapimenti, tutti conclusi con riscatti non elevati, il 10% dei quali finiva nelle tasche di Ortiz. Un fenomeno, quello dei rapimenti lampo, purtroppo molto diffuso in Messico.</p>
<p>Brutta, e a questo punto definitiva fine di carriera per il 35enne portiere che ha esordito nel 1997 col <strong>Club de Fútbol Monterrey</strong>, passando poi per Atletico Celaya (guadagnandosi anche una presenza in Nazionale nella Gold Cup 2002, contro il Guatemala), Jaguares de Chiapas, Necaxa e Atlante, in cui nel 2009 giocò anche contro la <strong>Houston Dynamo</strong> nella semifinale di Champions.</p>
<p>Nel maggio 2010 <a href="http://www.socceritalia.info/files/2012/01/default.aspx">arriva la squalifica di due anni</a> per essere risultato positivo due volte agli steroidi in Copa Libertadores col Monterrey.</p>
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		<title>MLS, 10 anni fa l&#8217;addio a Miami e Tampa</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:48:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era l&#8217;8 gennaio 2002: dieci anni, ma sembra un&#8217;era geologica. Fu quando il l&#8217;allora da poco Commissioner della Major League Soccer Don Garber annunciò la chiusura delle franchigie Tampa Bay Mutiny e Miami Fusion con valenza immediata. La decisione &#8211; la prima del genere per la MLS che non aveva mai nemmeno spostato un club [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Era l&#8217;8 gennaio 2002: dieci anni, ma sembra un&#8217;era geologica. Fu quando il l&#8217;allora da poco Commissioner della Major League Soccer <strong>Don Garber</strong> annunciò la chiusura delle franchigie<strong> Tampa Bay Mutiny</strong> e <strong>Miami Fusion</strong> con valenza immediata.</p>
<p>La decisione &#8211; la prima del genere per la MLS che non aveva mai nemmeno spostato un club &#8211; venne presa all&#8217;unanimità dal Board of Governors al termine di un lavoro di revisione dell&#8217;intera strategia della lega.</p>
<p>Si arrivava da un anno particolare, agli opposti, con i Mutiny reduci da un ultimo posto, mentre il Fusion avevano chiuso col miglior record la regular season e con aumento degli spettatori del 50%. Ma Tampa Bay era priva di un investitore sin dal primo giorno, vennedo sussidiata dalla lega, mentre a Miami la valutazione fu che il team dell&#8217;investitore <strong>Ken Horowitz</strong> (uno un po&#8217; &#8220;tirato&#8221; negli investimenti) non avesse abbastanza sostegno da parte della città. Ma era la situazione generale a non essere affatto &#8220;florida&#8221; (ci si scusi il gioco di parole). La MLS infatti era alla ricerca di investitori per il <strong>Dallas Burn</strong> (oggi FC Dallas) e i San Jose Earthquakes, mentre l&#8217;<strong>Anschutz Entertainment Group</strong> aveva deciso di subentrare quale investor-operator del D.C. United.</p>
<p>Vennero inoltre cambiate le regole interne, puntando a dare ai club maggiori quote dalle vendite di biglietti, dagli sponsor e dai diritti TV, ceduti ad ABC e ESPN. Altra nossa fondamentale fu la fondazione della <strong>Soccer United Marketing</strong>, il braccio business della MLS, il cui primo atto fu l&#8217;acquisto dei diritti televisivi  per i Mondiali 2002 e 2006 e per quelli femminili 2003, poi ceduti ad ABC e ESPN.</p>
<div>All&#8217;epoca la <strong>Major League Soccer</strong> vedeva tra gli investitori Philip Anschutz e l&#8217;AEG (Chicago Fire, Colorado Rapids, D.C. United, Los Angeles Galaxy e i  MetroStars), la famiglia  Hunt (Dallas,  Columbus Crew e Kansas City Wizards), la fa,miglia Kraft (New England Revolution), e gli investitori finanziari Kenneth Horowitz (per aver perso Miami), <strong>Alan Rothenberg</strong> (che fu anche titolare di LA Wolfs e <strong>Los Angeles Aztecs</strong> nella NASL e per aver guidato il Comitato organizzativo delle Olimpiadi 1984 e dei Mondiali 1994) e l&#8217;agenzia pubblicitaria Dentsu.</div>
<p>Ma fu subito evidente come la vera cura da cavallo passasse per la contrazione, anche per puntare ad avere un titolare per ogni team (cosa che però si sarebbe verificata solo anni dopo): &#8220;<em>[...] Il fatto che ogni club avrà un investor-operators renderà la MLS più forte e più strutturata in ottica futura.La decisione di abbandonare entrambe le città è stata estremamente difficile, ma purtroppo non c&#8217;era altra soluzione economica sostenibile al momento, ma speriamo di ritornare in Florida nei prossimi anni quando la lega si espanderà</em>&#8220;, <a href="http://www.socceritalia.info/files/2002/01/major-league-soccer-announces-elimination-of-tampa-bay-mutiny-and-miami-fusion-for-2002-season.aspx">disse Garber in comunicato</a>.</p>
<p>Ma se la decisione fu difficile per la lega, per i giocatori delle due squadre fu addirittura shockante, vista anche la tempistica &#8211; gennaio &#8211; con la prepazione omai alle porte e senza nemmeno un annuncio da parte dei due team.</p>
<p>Tra i top players di Tampa Bay c&#8217;era il centrocampista <strong>Steve Ralston</strong>, oggi assistant coach alla Houston Dynamo e all&#8217;epoca alla sua sesta stagione in MLS, che aveva appena comprato casa ed avuto una figlia. &#8220;<em>L&#8217;anno precedente si era parlato di un trasferimento a Rochester, [N.Y.],” ha raccontato recentemente a MLSsoccer.com, &#8220;ma a quel punto non pensavamo succedesse qualcosa. Addirittura lo sapemmo dai messaggi degli amici, perché ci stavamo allenando e non avevamo avuto sentori di nulla</em>&#8220;.</p>
<p>Miami presentava in parta l&#8217;allora 22enne <strong>Nick Rimando</strong>, oggi colonna del Real Salt Lake con cui ha anche vinto una MLS Cup nel 2009, che si trovava in ritiro con la Nazionale USA del CT Bruce Arena a Claremont (CA) quando arrivò la notizia. “<em>Ci fu un po&#8217; di panico. La mia prima reazione fu &#8216;Sono senza lavoro ma voglio continuare a giocare. Sono in Nazionale ma senza squadra&#8217;</em>&#8220;.</p>
<p>Ma in breve tutto finì per sistemarsi. Anzi, tutto il meglio delle due squadre si riverso sugli altri team della MLS,- attraverso allocation e un &#8220;dispersal draft&#8221;  andando ad elevare il tasso tecnico medio, all&#8217;epoca non prioprio al meglio. A guadagnarne di più fu certamente New England, dove sbarcarono da Tampa Steve Ralston &#8211; che diventerà il Revs con più presenze in assoluto -  l&#8217;attaccante <strong>Mamadou Diallo</strong>, mentre da arrivarono l&#8217;attaccante <strong>Alex Pineda Chacón</strong> (oggi coach degli Atlanta Silverbacks della NASL), <strong>Carlos Llamosa</strong> e <strong>Jim Rooney</strong>, che trovarono a Boston l&#8217;ex compagno <strong>Jay Heaps</strong> (<a href="http://www.socceritalia.info/2011/11/15/e-jay-heaps-il-nuovo-coach-dei-revs/">recentemente nominato coach del New England</a>). In pratica il nocciolo dei Revs che avrebbero dominato il decennio, senza però mai vincere.</p>
<p>Mentre il doppio ex, il colombiano <strong>Carlos Valderrama</strong> (recordman di assist nella MLS) era volato ai Rapids gà nel 2001, Rimando andò al D.C. United, dove vinse la sua prima MLS Cup; a Colorado <strong>Pablo Mastroeni, Kyle Beckerman</strong> e <strong>Chris Henderson</strong> (attuale direttore tecnico dei Seattle Sounders), e <strong>Tyrone Marshall</strong> a LA. La sorpresa maggiore fu invece <strong>Preki</strong>. Di origine serba, 39enne, ex Stella Rosa Belgrado ed Everton, tutti i team rinunciarono a prenderlo nel draft, e quindi il giocatore tornò a Kansas City, dove aveva vinto la MLS Cup nel 2000 ed era stato MVP e capocannoniere nel 1997, finendo per vincere il premio una seconda volta nel 2003, chiudendo la carriera all&#8217;età di 42 anni.</p>
<p>Per quanto riguarda le due città, dopo alcuni anni senza calcio qualcosa si è mosso. A Tampa Bay dall&#8217;anno scorso c&#8217;è stato il ritorno &#8211; con buon successo di pubblico &#8211; dei Tampa Bay Rowdies, nome mitico degli anni della NASL originale, quando vi giocava gente del calibro di Rodney Marsh. A Miami le cose sono andate meno bene. Nonostante gli investimenti della brasiliana Traffic, che ha portato in Florida giocatori quali i campioni del mondo Romario e Zinho, a causa delle scarse presenze dall&#8217;anno scorso il team si è trasferito a Ft. Lauderdale, dove dal 2010 è stato ribattezzato Ft. Lauderdale Strikers, andando a giocare nello storico Lockhart Stadium. Fallito invece nel 2008 il tentativo del <strong>Barcellona</strong> e dell&#8217;imprendiotre nelle TLC <strong>Marcelo Claure</strong> di portare la MLS in città.</p>
<p>Rimasero quindi 10 team: Chicago Fire, Columbus Crew, D.C. United, MetroStars e New England Revolution nella Eastern Conference; Colorado Rapids, Dallas Burn, Kansas City Wizards, Los Angeles Galaxy e i campioni in carica San Jose Earthquakes (che saranno spostati a Houston nel 2006 per poi tornare a casa due anni dopo causa mancanza di stadio) nella Western. Di tutti i team, solo Columbus aveva il proprio Soccer Specific Stadium, mentre le altre erano costrette ad affittare costosi ed enormi stadi da football con problemi di calendario, dovendo anche spesso giocare con le linee colorate.</p>
<p>Ma quella decisione cambiò la storia di una lega che oggi invece naviga in acque sicure grazie proprio a quanto accaduto dieci anni fa, tra riduzione delle spese, accordi TV e investimenti sugli stadi di proprietà. “<em>C&#8217;è voluto un po&#8217; di tempo per raccogliere i frutti delle nostre scelte, ma ci tenevamo a far capire che la nostra era una scelta di sopravvivenza, un investimento sul nostro futuro</em>&#8220;, ha ricordato il presidente della MLS <strong>Mark Abbott</strong> a MLSsoccer.com.</p>
<p>Un futuro che iniziò cambiare proprio nell&#8217;estate 2002 con la splendida cavalcata della Nazionale USA sino ai quarti di finale dei Mondiali di Giappone e Corea del Sud, venendo immeritatamente eliminata dalla Germania. Una performance che accese i riflettori sul soccer, anche da parte di nuovi investitori. E così nel 2004 il messicano <strong>José Vergara</strong> decise di lanciare il Chivas USA, mentre nel 2005 tocco alla <strong>Maple Leaf &amp; Entertainment</strong> (proprietaria anche dei Toronto Raptors della NBA) investire sul Toronto FC, che immediatamente fu un successo cittadino in termini di pubblico, che affollò il nuovo stadio, il BMO Field. E così via passando per il ritorno di San Jose, il cambio nome di Dallas e KC con i rispettivi stadi,  la trasformazione dei metroStars con la Red Bull, lo sbarco di Real Salt Lake (lì dove in Utah mai il calcio si era avuto a certi livelli), Philadelphia, Seattle (sicuramente il più grande successo della MLS), Portland e Vancouver e &#8211; ultima per ora &#8211; Montreal. E in 10 anni da 3 investors-operators siè passati a 18, e da uno stadio per il calcio a 15.</p>
<p>Ricorda <strong>Ivan Gazidis</strong>, allora Deputy Commissione della MLS e oggi CEO dell&#8217;Arsenal, anche grazie alla sua esperienza di successo con la lega USA: “<em>Ero lì nel 2001, e credetemi, nessuno avrebbe pensato in quel momento che saremmo arrivati a 19 squadre . Ora ci sono molti investiori, un pubblico da record, contratti TV e grandi relazioni con gli sponsor. Tutte cose impensabili 10 anni fa</em>&#8220;, ha raccontato a MLSsoocer.com</p>
<p>Ancora Abbott: &#8220;<em>Sapevamo dove volevamo andare, e potevamo farlo solo facendo crescere la lega oltre le 10 squadre di allora. Ma non ho dubbi nel dire che senza la decisione di ridurre il numero di team nel 2002 oggi la MLS non sarebbe qui</em>&#8220;. Un doppio passo indietro dieci anni fa diventato poi un passo enorme verso un grande presente.</p>
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		<title>Nubi si addensano sul ritorno dei Cosmos</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Spicciariello]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta succedendo qualcosa ai New York Cosmos. Qualche giorno fa infatti il CEO Paul Kemsley, immobiliarista e ex vicepreseidente del Tottenham, ha rassegnato le dimissioni dal club a seguito del&#8217;acquisto del club da parte della società saudita, la Sela Sport, già azionista del club. &#8220;C&#8217;è stato un passaggio di proprietà nelle azioni dei The New York Cosmos [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sta succedendo qualcosa ai New York Cosmos. Qualche giorno fa infatti il CEO <strong>Paul Kemsley</strong>, immobiliarista e ex vicepreseidente del <strong>Tottenham</strong>, ha rassegnato le dimissioni dal club a seguito del&#8217;acquisto del club da parte della società saudita, la Sela Sport, già azionista del club.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è stato un passaggio di proprietà nelle azioni dei <em><strong>The New York Cosmos </strong>ed è attualmente in corso una ristrutturazione del management ad ogni livello. La nuova struttura sarà pronta entro 60 giorni. E&#8217; inquivocabilmente obiettivo dell&#8217;attuale proprietà far diventare i Cosmos un team MLS nella maniera più spedita possibile, e le decisioni relative al club verranno prese con questo obiettivo in mente</em>&#8221; è il comunicato dei Cosmos.</p>
<p><strong>Sela Sport</strong> è una società che si occupa di sport con uffici sparsi tra New York, Londra, Budapest e l&#8217;Arabia Saudita, che rappresenta numerosi atleti sia in attività che ritirati, quali ad esempio l&#8217;ex capitano del Brasile e del Cosmos <strong>Carlos Alberto</strong>, e il bulgaro Pallone d&#8217;Oro ex Chicago Fire <strong>Hristo Stoitchkov</strong>, tra gli altri. La società ha speso oltre $40 milioni per la candidatura ai Mondiali e ha rappresentato la Nazionale saudita negli ultimi 6 anni, oltr ad avere diverse partnership con team sauditi.</p>
<p>Soccer America ha riportato la scorsa settimana che le attività che hanno riportato i New York Cosmos sui media di tutto il mondo, quali l&#8217;enorme pubblicità a Times Square, <a href="http://www.socceritalia.info/2011/01/19/ny-cosmos-cantona-direttore-tecnico/">l&#8217;assunzione nel ruolo di <strong>Eric Cantona</strong></a> e l&#8217;amichevole col Manchester United per <a href="http://www.socceritalia.info/2011/06/10/cosmos-ritorno-in-campo-per-paul-scholes/">l&#8217;addio al calcio di Paul Scholes</a>, non sono state accolte con favore dagli azionisti sauditi.</p>
<p>Oltre alle dimissioni di Kemsley è arrivato il licenziamento di <strong>Joe Fraga</strong>, direttore generale dei <strong>New York Cosmos</strong>. Fraga è stato mandato via poco dopo le sue dichiarazioni alla stampa del 2 novembre scorso in cui diceva:  “<em>Sono in corso discussioni relative a notevoli cambiamenti all&#8217;interno della struttra. Uno dei due partner probabilmente acquisterà l&#8217;intero pacchetto. Nel frattempo lavoriamo come al solito. E poi solo perché cambia il CEO non è che noi cambieremo</em>&#8220;. Le ultime parole famose.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Pelé </strong>pare abbia deciso di rimanere nel suo ruolo di presidente onorario.</p>
<p>Le prime notizie su un ritorno alla vita dei mitici New York Cosos risalgono ormai al 2009, quando l&#8217;inglese <strong>Paul Kemsley</strong> dichiarò di aver acquistato il brand Cosmos, e poi successivamente nell&#8217;agosto 2010 a seguito della nomina di Pelé a presidente onorario. Il piano originale era quello di <a href="http://www.socceritalia.info/2011/01/16/quale-sara-il-club-numero-20/">entrare in MLS come seconda franchigia di New York City</a>, e il piano di avviare delle Academies a NY e LA nell&#8217;attesa della luce  verde da parte della lega era stata un&#8217;ottima idea.</p>
<p>Ma poche settimane fa tutto ha iniziato a crollare. La <strong>Cosmos Academy West </strong>è stata infatti chiusa, con il Direttore tecnico <strong>Teddy Chronopolus</strong> e la maggior parte del team trasferita al <strong>Chivas USA,</strong> e gli altri al <strong>Golden State Soccer Club </strong>di Orange County, California.</p>
<p>La chiusura dell&#8217;Academy West è stata riportata come un segnale di avvicinamento alla MLS per i New York Cosmos, a causa dei regolamenti della lega che impediscono l&#8217;espansione in aree geografiche riservate ad altri team, in questo caso <strong>LA Galaxy</strong> e<strong>  Chivas USA.</strong></p>
<p><strong></strong>Ma poi le notizie sul nuovo stadio, fondamentale per l&#8217;ingresso in MLS, hanno iniziato a scarseggiare, per così dire. Come anche quelle relative all&#8217;expansion della MLS a NY. E un logo può spingere un club solo per un certo lasso di tempo. Il vice presidente dei <strong>Terry Byrne</strong> (ex agente di David Beckham) ha recentemente dichiarato a Sporting News che si aspettava “notevoli progressi” slla questione stadio entro ottobre. E ora siamo a novembre inoltrato&#8230;</p>
<p>Nel frattempo la MLS sembra aver iniziato a chiudere le porte in mancanza di segnali concreti. Ecco le dichiarazioni del MLS commissioner <strong>Don Garber </strong>prima del match dello scorso ottobre della Nazionale USA contro l&#8217;Ecuador: “<em>Ho un paio di possibili investitori interessati miei ospiti stasera. Se sarà possibile costruire uno stadio allora avremo il team numero 20 a NY, ma il lavoro è ancora lungo</em>”. E poi lo scorso mese il presidente della MLS <strong>Mark Abbott</strong> ha dichiarato a Sporting News che la lega è in “trattative serie e approfondite con altri gruppi”, non resi noti, riguardo un team a New York.</p>
<p>E&#8217; arrivata a breve giro di posta la risposta di <strong>Terry Byrne</strong>: “<em>Abbiamo detto dal primo giorno che il nosto obbiettivo è la MLS, sia da soli o in collaborazione con un altro gruppo presentato dalla lega</em>”. Come dire, il brand Cosmos è a disposizione, in vendita.</p>
<p>Ed ecco che appare l&#8217;enorme (in tutti sensi) figura di <strong>Chuck Blazer</strong>, il dimissionario segretario generale della CONCACAF, ancora membro del comitato esecutivo della FIFA, che insieme all&#8217;ex portiere dei Cosmos (oggi commentatre sportivo e agente) <strong>Shep Messing</strong> e all&#8217;ex running back dei New York Jets <strong>Curtis Martin</strong>, ha iniziato le operazioni per portare un team MLS a NY. Ma Garber ha già detto che l&#8217;expansion fee per il nuovo club con base a NY sarà di ben $100 milioni. Da capire quanto spazio di manovra avrà Blazer, che seppur ancora potente è sotto inchiesta da parte delle autorità finanziare americane a seguito del suo ruolo nello scandalo che ha coinvolto il candidato al presidente FIFA <strong>Mohammed Ben Hamman</strong>.</p>
<p>Niente di nuovo quindi, almeno niente di buono, per il futuro a breve dei Cosmos, il cui ingresso in MLS appare sempre più in dubbio, come rimane ignoto per quanto tempo la MLS dovrà trovarsi a giocare con 19 squadre e un calendario sbilanciato.</p>
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		<title>YA &#8211; Super weekend per Altidore e Friedel</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 19:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Selmosson]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre la MLS si avvia alla finale dei playoff , gli Yanks Abroad sono invece in piena attività in Europa e Messico. Stella della settimana sicuramente l&#8217;attaccante della Nazionale USA Jozy Altidore, autore di un bellissimo gol nel 3-0 dell&#8217;AZ Alkmaar contro l&#8217;ADO Den Haag, con l&#8217;AZ che rimane quindi in testa alla classifica con 6 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la MLS si avvia alla finale dei playoff , gli Yanks Abroad sono invece in piena attività in Europa e Messico.</p>
<p>Stella della settimana sicuramente l&#8217;attaccante della Nazionale USA <strong>Jozy Altidore</strong>, autore di un bellissimo gol nel 3-0 dell&#8217;AZ Alkmaar contro l&#8217;ADO Den Haag, con l&#8217;AZ che rimane quindi in testa alla classifica con 6 punti di vantaggio sulla seconda.</p>
<p>In Serie A ieri vittoria per 1-0 del Chievo di un <strong>Michael Bradley </strong>in spolvero sulla Fiorentina, che ha deciso di esonerare l&#8217;allenatore serbo Sinisa Mihajlovic.</p>
<p>In Premier League, grande prova dell&#8217;ultraquarantenne portiere del Tottenham Hotspur <strong>Brad Friedel</strong>, autore di ben 13 parate nel 3-1 in casa del Fulham a Craven Cottage. Bella la prova di <strong>Clint Dempsey</strong> nonostante la sconfitta, con il nazionale USA più volte pericoloso ma senza successo. La sconfitta fa scivolare il Fulham in acque pericolose, al 16° posto. Perde anche l&#8217;Everton di <strong>Tim Howard</strong>, 1-2 col Newcastle United.</p>
<p>Nel Championship 90&#8242; da terzino destro e un cartellino giallo per<strong> Jonathan Spector</strong> nella vittoria del Birmingham City per 1-0 sul Reading. Serataccia invece per <strong>Robbie Findley, </strong>col Nottingham Forest sconfitto 3-0 col Portsmouth.</p>
<p>Ancora un successo, 3-1 ul Dundee United, per i Rangers Glasgow di <strong>Alejandro Bedoya</strong> (anche se per soli 16&#8242;), <strong>Carlos Bocanegra</strong> e <strong>Maurice Edu</strong>. Si rivede in campo anche il portiere italoamericano <strong>Dominic Cervi, </strong>di proprietà del Celtic ma ora in prestito al Greenock Morton (Scottish First Divison), vittorioso 1-0 sull&#8217;Ayr United.</p>
<p>In Bundesliga periodaccio per lo Schalke &#8217;04 del centrocampista tedesco-americano <strong>Jermaine Jones</strong> (terza ammonizione consecutiva), che scivola al quinto posto dopo il 2-2 contro l&#8217;Hannover 96 privo del terzino destro e capitano <strong>Steve Cherundolo</strong>. Solo 30&#8242; per <strong>Daniel Williams, </strong>centrocampista del TSG Hoffenheim che ha fatto 1-1 col Kaiserslautern.</p>
<p>In 2.Bundesliga, assist vincente dell&#8217;attaccante ex LA Galaxy <strong>Matt Taylor, </strong>entrato sullo 0-0 al 67&#8242;  nel Paderborn poi vittorioso 2-0 sull&#8217;Energie Cottbus.</p>
<p>Vittoria anche per l&#8217;Anderlecht del centrocampista ex Chivas USA <strong>Sacha Kljetsan</strong>, 1-0 sul Cercle Brugge.</p>
<p>Nella SAL Liga danese 2-0 del FC Nordsjælland del difensore <strong>Michael Parkhurst</strong> (ex New England) sull&#8217;HB Køge, dove milita il 25enne difensore <strong>Brad Rusin</strong>, alle spalle due anni con i Carolina Railhawks (USL 1st) all&#8217;epoca guidati dall&#8217;attuale coach dei Vancouver Whitecaps Martin Rennie. Continua invece a non vincere il difensore centrale &#8211; appena richiamato da Klinsmann per il doppio impegno con Francia e Slovenia &#8211; <strong>Clarence Goodson</strong> col suo Brøndby, bloccato sullo 0-0 dall&#8217;Odense BK e ora a solo 3 punti sopra la zona retrocessione. Ok <strong>Chris Rolfe</strong> con l&#8217;Aalborg che fa 2-0 sull&#8217;Horsens.</p>
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		<title>La MLS in trattative per vendere la SUM</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 11:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Spicciariello]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Soccer Business]]></category>
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		<description><![CDATA[La Major League Soccer sta negoziando la cessione di una quota del suo braccio business, la Soccer United Marketing, alla società Providence Equity Partners, riporta lo SportsBusinessJournal. Le trattative vanno avanti da alcune settimane, e sembra che Providence sia interessata ad acquisire il 25% della società per una cifra intorno ai $125/150 milioni, che valuterebbe [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Major League Soccer sta negoziando la cessione di una quota del suo braccio business, la <a href="http://www.sumworld.com/">Soccer United Marketing</a>, alla società <a href="http://www.provequity.com/">Providence Equity Partners</a>, riporta lo SportsBusinessJournal.</p>
<p>Le trattative vanno avanti da alcune settimane, e sembra che Providence sia interessata ad acquisire il 25% della società per una cifra intorno ai $125/150 milioni, che valuterebbe quindi la SUM tra i $500/600 milioni.</p>
<p>La MLS potrebbe utilizzare il cash derivante da questa operazione sia attraverso una distribuzioine ai propri azionisti, per anni costretti a perdite nella fase di lancio della lega, e dall&#8217;altra parte creare un fondo per l&#8217;acquisizione di stelle internazionali per alzare il livello del campionato.</p>
<p>La MLS ha costituito la SUM nel 2001, dopo aver acquistato i diritti TV per i Mondiali 2002. Da allora la SUM è diventata il polmone finanziario della MLS, producendo profitti anche grazie ai numerosi eventi calcistici organizzati in questi anni, ed alla proprietà sui diritti di <strong>MLS, CONCACAF Gold Cup, SuperLiga</strong> e <strong>PanPacific Championship</strong>, e alle partnership con club come il <strong>Barcellona</strong>, che da più anni vola negli USA per tour estivi da tutto esaurito.</p>
<p>La Providence aveva già pensato ad investire nella MSL attraverso un possibile inglresso nella costituzione della franchigia di <strong>Philadelphia</strong>, orientandosi poi su altro. “<em>Providence ha compreso bene il modello di business della MLS, che trova molto attraente in termini di investimento</em>” ha dichiarato <strong>Bob Caporale</strong>, chairman di GamePlan, che ha fatto da consulente a Providence su Philadelphia.</p>
<p>Gli investimnenti di società di private equity nello sport non sono molto comuni, visto che non sempre i ritorni sono adeguati. In passato c&#8217;è stato molto interesse per l&#8217;Arena Football League prima del suo crollo, mentre anni fa Bain Capital puntò addirittura ad acquistare l&#8217;intera NHL.</p>
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