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Jermaine Jones l'americano per la Roma?
Scritto il 2011-06-21 da Arnaldo Selmosson su MLS

Sono giorni belli per Jermaine Jones dopo le sofferenze degli anni passati. E' di domenica il gol del vantaggio USA nei quarti contro la Giamaica, mentre sono emerse ieri le voci che potrebbe essere lui l'americano che mister DiBenedetto vorrebbe nella rosa romanista. Jones è americano infatti, ma ha passaporto tede­sco, e lo Schalke '04 (al Blackburn era in prestito) lo lascerebbe andare per una cifra non eccessiva, nonostante un contratto fino al 2014.

Il Blackburn Rovers ha intenzione di tenersi in maniera definitiva e permanente il centrocampista Jermaine Jones (29), ma secondo quanto riportano alcuni giornali italiani sarebbe previsto per domani un incontro tra i procuratori di Jones e il neo direttore sportivo della AS Roma Walter Sabatini.

Il giocatore è alla ricerca di un triennale. La sua intenzione sarebbe poi di andare a chiudere la carriera in MLS.

Nato a Francoforte sul Meno da madre tedesca e padre afro-americano, Jones da bambino vive negli Stati Uniti d'America, ma dopo il divorzio tra i genitori si trasferisce in Germania con la mamma, e il suo forte accento tedesco nel parlare inglese ne è  il risultato (addirittura non si fa intervistare senza interprete, che in Nazionale è il compagno Steve Cherundolo, terzino dell'Hannover '96) insieme al doppio passaporto.

Jones inizia la sua carriera nell'Eintracht Francoforte per poi finire al Bayer Leverkusen nel 2004. Lì non trova spazio e viene quindi rispedito a Francoforte dove in totale, mette insie 109 presenze e 20 gol. Nel 2007 va allo Schalke 04.

I tre anni a Gelsenkirchen sono stati altalenanti , principalmente a causa di un grave infortunio muscolare che lo ha tenuto fuori quasi l'intera stagione 2009/10, giocando un totale di 70 partite in tre stagioni. Nella stagione 2010/11 Jones si è ritrovato spesso fuori squadra a causa di un pessimo rapporto con l'allenatore Felix Magath, che a gennaio lo spedisce in prestito in Premier League, al Blackburn Rovers, dove quanto meno ha ritrovato una regolarità di gioco che ha contribuito al suo ritorno in forma, come si può notare nella Gold Cup in corso, dove milita con gli USA, Nazionale scelta nel 2009 dopo aver militato nell'Under 21 tedesca e aver anche giocato 3 amichevoli con la Nazionale maggiore.

L'aggiunta di Jones, centrocampista dall'ottima tecnica  e di grande vigore fisico, un motore continuo in fase sia difensiva che offensiva, sarebbe stata essenziale per la Nazionale di Bob Bradley ai Mondiali 2010, ma l'infortunio lo ha costretto a rinviare l'esordio con gli USA allo scorso ottobre.

Del Jones di Francoforte o dei primi due anni allo Schalke si era però visto poco sino ad ora, almeno fino a domenica sera, anche per problemi di adattamento ai metodi di gioco del team americano. Al suo match numero 9 con gli USA infatti Jones ha messo insieme una prestazione di alto livello, fondamentale per la qualificazione alla semifinale contro Panama.

Con la Giamaica Jones ha fatto vedere tutto il meglio del suo repertorio tecnico e fisico, bloccando ogni iniziativa dei caraibici e dando il via ad iniziative offensive risultante nel gol dell1-0, su un suo gran tiro deviato dal giamaicano Taylor, e in una volata tutto solo verso la porta difesa dal portiere dei Galaxy Donovan Ricketts bloccata da un fallo ancora del difensore della Houston Dynamo Jermaine Taylor e costatagli l'espulsione.

Unico vero limite di Jones forse un eccesso di foga, che spesso gli costa cartellini gialli evitabili, come quello preso nel secondo tempo che lo mette a rischio squalifica nella semifinale di mercoledì. Ma quella foga è un qualcosa che i suoi compagni adorano.

"E' uno che non ha mai paura di perdere la palla e assumersi rischi" dice di lui il centravanti degli USA e dei NY Red Bulls Juan Agudelo. "Sulle palle lunghe guarda sempre avanti ed è un ottimo approccio, perché per noi attaccanti è fondamentale avere ualcuno dietro che sempre pronto a rilanciare. Si gioca bene con lui".

Certo va ricordato che Jones non è quello che si definirebbe in "game-changer", uno con i colpi per cambiare il match, ma è sicuramente un ottimo mediano dalle capacità fisiche superiori, dotato di un ottimo scatto e i piedi buoni, e con un gran tiro dalla distanza.

E' lui l'uomo adatto per la Roma, per magari permettere a Luis Enrique di arretrare Daniele De Rossi nel ruolo di centrale difensivo?

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