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Nello scorso weekend i San Jose Earthquakes hanno fatto il loro esordio all'Avaya Stadium. A presentarcelo su socceritalia.it Antonio Cunazza, che vi consigliamo di seguire su Twitter (click) e sul suo sito Archistadia (click). Di seguito il pezzo.   Dall'altra parte dell'Oceano Atlantico c'è un movimento calcistico che sta facendo passi ampi, veloci e concreti verso uno standard di altissimo livello, fino a qualche tempo fa forse improbabile da immaginare. È la Major League Soccer, la cui nuova stagione ha preso il via in questi giorni. E proprio nel fine settimana appena trascorso è stato inaugurato il nuovo stadio dei San Jose Earthquakes, nell'omonima città di San Jose, in California: l'Avaya Stadium. Il nome non è il massimo ma neanche così brutto, considerando che è tale per ragioni di sponsorizzazione. Il progetto, invece, è molto interessante e rappresenta bene la via (positiva) che sta prendendo il soccer a stelle e strisce. Sono sempre affascinato da questi nuovi impianti: non per forza Wembley o l'Allianz Arena di turno (enormi, fatti per impressionare, ecc) ma oggetti architettonici misurati in base alle reali esigenze del Club di riferimento, dove c'è più il rischio di trovare soluzioni banali e, di conseguenza, è stimolante andare a capire quali siano i veri punti di forza e le scelte uniche nel loro genere. [caption id="attachment_13256" align="aligncenter" width="600"] I tifosi dei Quakes danno così il benvenuto al loro nuovo impianto, sold out nella prima giornata.[/caption] L'Avaya Stadium, di certo, offre spunti di valore, sia progettuali che in termini di servizi, ed è un esempio da tenere in grande considerazione durante il ricorrente dibattito del "costruire stadi nuovi". Capienza da 18.000 posti e, finalmente, un senso di "casa" vero e proprio per un Club che, negli ultimi 20 anni, è stato quasi itinerante: dal vecchio Spartan Stadium, utilizzato dal 1996 al 2005, al Buck Shaw Stadium, 2008-2014, passando per un altro paio di impianti sfruttati soprattutto per le partite di cartello. The Quakes avevano bisogno di qualcosa di diverso e l'Avaya Stadium è ciò che serviva. Costato circa 100mln di dollari, è stato finanziato privatamente. Non c'è stata alcuna spesa pubblica a supporto e, anzi, il presidente del Club, Lewis Wolff. ha garantito di tasca sua le spese di manutenzione per i prossimi 55 anni.La legge che permette di costruire uno stadio inferiore ai 20.000 posti senza l'approvazione del consiglio ha aiutato e non poco a portare a termine questo impianto. What a time to be alive, staranno certamente pensando i tifosi della squadra, coinvolti direttamente nelle celebrazioni e negli eventi di contorno della costruzione dell'impianto, a cominciare dalla posa della prima pietra. C'è un forte senso di comunità e di appartenenza che traspare, caratteristica che, nei decenni passati, ha permesso soprattutto al calcio inglese - e ai suoi stadi - di assumere il fascino che conosciamo oggi. E sarà per l'affinità anglosassone, ma negli Stati Uniti non sono da meno. [caption id="attachment_13260" align="aligncenter" width="650"] Overview dell'Avaya Stadium.[/caption] Lo stadio è situato tra l'aeroporto di Mineta e l'Università di Santa Clara, facilmente accessibile dalla città e con un invidiabile sistema di parcheggi e navette di collegamento (la pagina web per le info dedicate, sul sito ufficiale del Club, è lunga 5 pagine! - anche questo vuol dire essere al passo coi tempi). Il nome, come accennato in precedenza, deriva dalla partnership tra il Club e Avaya, società del New Jersey specializzata in tecnologia e comunicazione. E proprio grazie a questo accordo, l'Avaya Stadium è anche un esempio di avanguardia nel binomio stadio-tecnologia: è il primo impianto al mondo, infatti, a essere cloud-enabled, cioé a sfruttare il "cloud" per ogni attività informatica, nonché l'unico stadio di calcio (insieme a Wembley) ad avere un'app mobile esclusiva per l'acquisto diretto dei biglietti, informazioni in tempo reale durante il giorno di gara (parcheggi, servizi, ecc) e aggiornamenti su eventi collaterali del Club o nell'impianto. Sul piano architettonico il progetto dello studio 360 Architecture (oggi parte di HOK) ha realizzato uno stadio di ispirazione europea, con tre gradinate a un unico livello, disposte "a ferro di cavallo" intorno al campo. Il quarto lato, dietro una delle due porte, è invece libero, con l'enorme megaschermo al centro e una piccola gradinata con posti in piedi, denominata Scoreboard Terrace. Sicuramente è questo uno dei dettagli più curiosi dell'impianto: un lato completamente libero, forse, lascia un po' un senso di vuoto complessivamente ma offre senz'altro un'esperienza unica se vissuto in prima persona, sul posto, con il resto dello stadio di fronte in tutta la sua maestosità. Inoltre, sotto il megaschermo (funzionante su entrambi i lati) è situato lo "Scoreboard Bar", il bar all'aperto più grande degli Stati Uniti: un'incredibile abbinamento logistico, con il bancone per il servizio, il maxischermo sopra di esso, i gradoni per gli spettatori in piedi di fronte e il campo a pochi metri di distanza. [caption id="attachment_13257" align="aligncenter" width="650"] Lo scoreboard dello stadio e il bar all'aperto più grande degli Stati Uniti![/caption]   Ancora, tra le soluzioni semplici ma efficaci, i posti VIP e i palchi sono disposti nelle primissime file a bordo campo - in controtendenza con gli standard tradizionali, dove le suite e i settori VIP sono solitamente nella parte alta del primo anello. Ma la volontà era quella di mantenere le gradinate in un tutt'uno, come ha spiegato Brad Schrock, direttore della sezione sportiva di HOK, per valorizzare ancor di più l'atmosfera vocale dei tifosi e l'impatto visivo derivante dalla pendenza delle gradinate, 30°, le più ripide nell'MLS - con il risultato che all'Avaya Stadium gli spettatori sono più vicini al campo rispetto a qualunque altro stadio di dimensioni simili. Siamo di fronte, insomma, a quello che è potenzialmente il miglior stadio della Major League Soccer, da un punto di vista funzionale e concettuale. Certo, è l'ultimo arrivato, quindi era lecito attendersi qualcosa di alto livello, ma l'Avaya Stadium - ed è la cosa che preferisco - ha dimostrato che non serve stupire per essere eccellenti. Ciò che serve per uno stadio di calcio, oggi come un secolo fa, è essere funzionale. Quando le scelte architettoniche più importanti sono fatte in nome della funzionalità, pensando prima allo spettatore, poi il resto viene di conseguenza. I San Jose Earthquakes hanno trovato la loro nuova casa e noi abbiamo un grande esempio di come uno stadio da 18.000 posti possa essere un perfetto modello di pianificazione mirata, soluzioni semplici e tecnologia all'avanguardia da cui imparare.

MLS

Eurosport (canale 212 di Sky, 384 su LCN pacchetto Mediaset Premium) ha annunciato oggi la firma di un accordo con la Major League Soccer (MLS) per la trasmissione degli incontri della MLS in tutti i territori europei raggiunti dal canale (ad eccezione del Regno Unito), a partire dall’imminente partenza della ventesima stagione a marzo. L’intesa sarà valida dal 2015 al 2018, nei dieci mesi all’anno in cui si svolge la stagione MLS (da marzo a dicembre). L’accordo, della durata di quattro anni, riguarda l’esclusiva dei diritti televisivi e digitali, per tutte le partite della regular season, per l’AT&T MLS All-Star Game, per i match dei play-off MLS e per la MLS Cup. Gli incontri saranno trasmessi da Eurosport ed Eurosport 2 e saranno disponibili anche attraverso Eurosport Player, il servizio di streaming online in abbonamento di Eurosport. Lanciata nel 1996, la MLS conta la partecipazione di venti club, provenienti dagli USA e dal Canada, pronti a sfidarsi per la conquista della MLS Cup, vinta nel 2014 dai Los Angeles Galaxy per la quinta volta. Il campionato è cresciuto rapidamente negli ultimi anni e nella scorsa stagione la partecipazione ai match della MLS ha sfiorato i 6 milioni di persone. La media attuale di spettatori per gli incontri della MLS supera sia quella dell’NBA, che dell’NHL. Peter Hutton, CEO del Gruppo Eurosport, commenta: “E’ per me un piacere annunciare il nostro sostegno alla visione a lungo termine della MLS. I recenti ingaggi di giocatori come  Steven Gerrard e Frank Lampard costituiscono un’ulteriore prova della volontà della Lega e della sua proprietà di investire su grandi nomi riconosciuti a livello globale. Questo non può che aiutarci nel far aumentare l’interesse per la MLS sulla scena internazionale, ci prefiggiamo di trasmettere gli incontri in diretta e in prima serata, per raggiungere il più vasto pubblico possibile in Europa. Nel percorso intrapreso per accrescere la qualità di Eurosport nel continente, questo accordo con la MLS rappresenta un significativo passo avanti nel rafforzamento dell’offerta di calcio in diretta e, al contempo, un segno tangibile della nostra fiducia nelle potenzialità di crescita di questo campionato”. “In quella che è una stagione storica per la MLS, siamo lieti di annunciare la partnership con Eurosport, che ci permetterà di ampliare in modo significativo la nostra presenza a livello internazionale,” afferma Gary Stevenson, Presidente e Managing Director, MLS Business Ventures. “Eurosport ha costruito la sua reputazione offrendo contenuti di prim’ordine agli spettatori di tutta Europa, e siamo entusiasti di diventare loro nuovo partner. Con due nuovi club, New York City FC e Orlando City SC, con stelle internazionali del calibro di David Villa, Frank Lampard e Kaká pronte a debuttare nel campionato, e con giocatori provenienti da quasi 60 nazioni, il 2015 sarà un anno entusiasmante per la MLS.” Programmazione standard della stagione. Ogni weekend, su Eurosport ed Eurosport 2 saranno trasmesse fino a quattro partite in diretta, di cui un match live la domenica alle 23.00 e, a seguire, un altro all’01.00 di notte (tra domenica e lunedì). Ogni venerdì, Eurosport 2 trasmetterà nella fascia di access prime time un programma di 30 minuti dedicato all'anteprima della giornata. Programmazione del primo weekend: Sabato 7 marzo 2015: LA Galaxy - Chicago Fire, in diretta alle 04:00 (nella notte fra venerdì e sabato) su Eurosport D.C. United - Montreal Impact, in diretta alle 21:00 su Eurosport 2 Domenica 8 marzo 2015: Orlando City SC - New York City FC, in diretta alle 22:00 su Eurosport, seguito da: Sporting Kansas City - New York Red Bulls, in diretta alle 00:00 su Eurosport Domenica 8 marzo alle 21:30, prima che New York City FC e Orlando City SC facciano il loro debutto nella MLS, Kaká e David Villa, saranno i protagonisti di un esclusivo programma pre-partita di 30 minuti in onda su Eurosport.  

Soccer Business

All’ingresso degli uffici del New York City FC, a Manhattan, c’è un grande orologio che segna il countdown all’esordio del nuovo club, che scenderà in campo per la prima volta il prossimo 8 marzo in casa dell’Orlando City di Kakà. Ad assistere in tribuna al Citrus Bowl di Orlando ci sarà lo sceicco Mansour bin Zayed al-Nahyan (membro della famiglia regnante Abu Dhabi) insieme al CEO Ferran Soriano, i creatori del City Football Group, una famiglia con ormai quattro “figli”: il primogenito Manchester City, il New York City FC, il Melbourne City e presto lo Yokohama Marinos. L’alba di un impero emiratino? L’ascesa del Manchester City FC nel grande calcio degli ultimi anni, grazie agli enormi investimenti dello sceicco Mansour, è stata a dir poco stupefacente: da squadra di medio livello della Premier League a una potenza del calcio inglese e, a breve, mondiale. Dall’esterno la vicenda del City può sembrare il classico caso dei “ricchi scemi”, che qualcuno accosta a quelli di Chelsea, Paris Saint-Germain e Monaco, squadre passate negli anni da una certa oscurità alla fama mondiale grazie all’arrivo di grandi nomi pagati con vagonate di soldi di oligarchi ed emiri. Ma dietro all’operazione City ci sono sì dei ricchi (anzi, ricchissimi), ma certamente non scemi. Lo dimostrano i numerosi progetti extra calcistici che danno un quadro chiaro di come la presenza e lo sviluppo del club e del gruppo alle sue spalle abbiano come obiettivo finale la costruzione di un impero calcistico mondiale. La vision di Abu Dhabi Un piano che ha a che fare col calcio, ma anche con la politica in senso ampio. Il coinvolgimento dello sceicco Mansour e del governo di Adu Dhabi nel Manchester City nascono infatti dal progetto Abu Dhabi Vision 2030, che vuole portare il paese ad uscire dalla completa dipendenza dal petrolio. Di qui il coinvolgimento nel City, nel ruolo di reciproco beneficio di sponsor e partner, di società controllate dal governo come Etihad, la telefonica Etisalat, il fondo Aabar, la Tourism and Culture Authority. Uno sforzo mirato ad accrescere nel mondo l’immagine di Abu Dhabi e delle sue attività. Secondo Human Rights Watch, la proprietà del club inglese permette ad Abu Dhabi “di costruirsi una immagine pubblica di uno Stato dinamico e progressista che allontana l’attenzione da quello che sta veramente succedendo nel Paese”, e cioè le presunte continue violazioni dei diritti umani. Ma forse non è questa la sede più adatta per affrontare la questione. Da Manchester verso il mondo La Premier League vinta con Roberto Mancini nel 2012 ha posto fine ad un digiuno dei Citizens lungo 44 anni, mandando in visibilio migliaia di tifosi che nonostante i decenni senza vittorie – mentre dall’altra parte lo United di Sir Alex Ferguson vinceva tutto – mai avevano abbandonato la squadra, riempiendo sempre con passione il City of Manchester Stadium. Del resto “Cosa può esserci di meglio dello United?” se non “Il Manchester City!” (cit. dal film “Jimmy Grimble”). Per questo la prima mossa della nuova proprietà è stata quella di partire – oltre che dall’acquisto di alcuni grandi nomi (Yaya Touré, “Kun” Aguero, Vincent Kompany, David Silva, ecc.) - dai tifosi, approfittando anche di tutto il meglio che la tecnologia di oggi possa offrire per comunicare e interagire con loro, facendoli sentire una comunità anche quando fisicamente lontani. Così in poco tempo il City è diventato il club numero uno nel digitale: milioni di followers su Twitter e Facebook; il più bel canale YouTube di calcio in assoluto con dietro le quinte che fanno invidia a Sky; persino l’uso della GoPro per dare ai tifosi lo sguardo del calciatore. Un’apertura e coinvolgimento, anni luce lontane da quelle dei club italiani, che hanno determinato il successo del MCFC anche fuori dal campo. Nel frattempo l’Etihad Stadium (presto espanso a 60mila posti) è diventato lo stadio più tecnologico d’Europa, consentendo ai tifosi di essere dentro lo stadio e interagire tra loro. Un qualcosa che quelli del “no al calcio moderno” odieranno, ma che è il futuro (e anche il presente, ma non in Italia) del calcio del XXI secolo. Non (solo) sogni, ma solide realtà La sponsorizzazione da €460 milioni circa in dieci anni per l’Etihad Stadium è stata solo la pietra miliare su cui la proprietà di Abu Dhabi, insieme alla città di Manchester, ha iniziato a costruire il futuro del City. Lo si è visto poco dopo con lo sviluppo dell’area che circonda lo stadio, dove sono nati: l’Etihad Campus, un enorme centro d’allenamento (16 campi di calcio!) per prima squadra e academy, appartamenti per giocatori e parenti, un centro medico ispirato al Milan Lab, cinema e teatro, area ospitalità per i tifosi. Il tutto molto hi-tech, che renderà il complesso più simile Google campus che al tipico centro sportivo europei. La gestione è affidata alla City Football Services, guidata dall’ex calciatore trasformato in manager Brian Marwood, che sovrintende anche una struttura con un network di 36 scout e tecnici in giro per il mondo capace di vendere servizi a club e federazioni di altri paesi. A ciò si affianca uno sviluppo immobiliare (valore di circa €1,4 miliardi) fatto di 6.000 nuove case che andranno a riqualificare un’area degradata di Manchester. L’impronta catalana Alla visione di lungo termine Mansour ha deciso di affiancare un modello di gestione che possa rendere sostenibile il futuro del club, e per farlo ha deciso di puntare sull’accoppiata composta da Ferran Soriano e Txiki Begiristain, due dei protagonisti della costruzione del Barça vincitore di tre Champions League in cinque anni nel 2006, 2009 e 2011. L’ispirazione al Barcellona è al centro della vision tecnica del City, come dimostra anche la nomina di Patrick Vieira, ex leggenda dell’Arsenal a capo del settore giovanile, diventato in breve tempo uno dei migliori della Premier League. Essenzialmente, attraverso la guida di Soriano e Begiristain, il City punta ad implementare un qualcosa che il Barcellona fa da anni: una strategia “olistica” nella quale ogni aspetto del club segua la stessa filosofia, con alla base lo sviluppo del settore giovanile. Quando Mansour acquistò il City nel 2008 dall’ex premier thailandese Thaksin Shinawatra (anche lui molto discutibile sul tema diritti umani), aveva perfettamente chiaro che l’unico modo di sfondare nel calcio europeo era investire pesantemente e velocemente su calciatori e infrastrutture. Ma Mansour non ha mai inteso continuare a pompare milioni nel club, e sin dal primo giorno la strategia di lungo termine è stata mirata a costruire una propria identità, ispirandosi alla scuola che ha portato al successo il Barcellona attraverso la formazione di calciatori quali Xavi, Iniesta, Messi, Pique, ecc. Ci vorranno ovviamente anni per vedere un Manchester City assortito di talenti britannici cresciuti in casa. Del resto il Barça di oggi è il risultato del programma avviato da Johan Cruyff all’inizio degli anni ’90. Nel mezzo quindi i Citizens hanno deciso di colmare il gap andando a reclutare giovani talenti un po’ dappertutto, come ad esempio l’ala portoghese Marcos Lopes (1995) e l’attaccante spagnolo José Ángel Pozo (1996), rubato al Real Madrid. Ma già si parla di giovani inglesi (sono oltre il 90% nelle squadre sotto l’Under 18) di grandi speranze come Brandon Barker, Ashley Smith-Brown, Angus Gunn, e Tosin Adarabioyo. Non solo tecnica però. Soriano infatti, dal 2003 al 2008 braccio destro dell’allora presidente Laporta, è da molti considerato il miglior manager del calcio mondiale. La sua filosofia, ben illustrata nel libro "Il pallone non entra mai per caso", si basa su pianificazione e innovazione, con un mix tra finanza (il modello inglese ispirato dallo United, lo stadio, il merchandising, gli sponsor) e tecnica (gli allenatori come Pep Guardiola ieri e Pellegrini oggi, i grandi giocatori). Soriano, da vero uomo di calcio business, considera i tifosi dei “clienti”, ma proprio in quanto tali vuole che il club li coltivi, li coccoli, dia loro il meglio, con una retorica – fatta di autenticità, tradizione, identità - che si rispecchi nei fatti.. Sulla base di questa visione, in un ambiente certamente meno “politico” del Barcellona e molto più orientato al business, Soriano sta sviluppando anche un piano di crescita che punta a rendere presente il “brand” City in tutto il mondo, e lo sta facendo in un modo mai visto prima. [caption id="" align="aligncenter" width="615"] Da sin. Claudio Reyna, Don Garber, Ferran Soriano, l'ex sindaco di NY Michael Bloomberg[/caption] L’espansionismo del City Football Group Ci aveva già provato col Barcellona, ma il piano era naufragato nel 2009 a causa della crisi finanziaria mondiale e, in particolare, in Spagna. L’idea era quella di lanciare il “Barça Miami” nella Major League Soccer americana. Quell’ambizione Soriano se l’è portata a Manchester, e nel 2013 il City ha annunciato la nascita del New York City FC, 20° franchigia della lega USA, una joint venture coi NY Yankees, che hanno messo a disposizione conoscenza del territorio, staff marketing, e lo stadio nell’attesa che si trovi l’area adatta per costruirne uno per il calcio.   Un’operazione da $100 milioni solo per l’ingresso in MLS, cui se ne stanno aggiungendo molti altri per la costruzione della squadra affidata al direttore tecnico Claudio Reyna, ex Citizen, e all’allenatore Jason Kreis, capace di fare miracoli con il piccolo Real Salt Lake. E per “impressionare” una città come NY ecco due nomi top quali David Villa e Frank Lampard, “sparati” sugli schermi di Times Square. Peccato che la scelta di tenere l’ex Chelsea a Manchester fino a luglio abbia dato l’idea di un NYCFC “succursale” del club inglese: inaccettabile in una città come New York che apprezza solo il top. Di qui la rivolta dei tifosi di NY, lo scherno di quelli di altre città e l’imbarazzo alla MLS, ancora scottata dalla fallimentare esperienza del Chivas USA. Pochi mesi dopo NY, ecco l’annuncio dell’acquisizione del Melbourne Heart della A-League, subito trasformato nel nome – Melbourne City – e nei colori, ovviamente skyblue, indossati in autunno da David Villa per qualche settimana per tenersi in forma prima di volare in America. Anche qui Soriano ha individuato un partner locale forte nel il Melbourne Storm, importante club di rugby. Due acquisizioni che il City Football Group ha definito “investimenti strategici” in due delle nazioni in cui il calcio è in maggior crescita (e con campionati dai costi contenuti), capaci quindi di far esplodere il brand City, di portare profitti, o magari assorbire perdite (e su questo l’UEFA sta indagando). E poi, ha spiegato da Soriano all’inglese Telegraph: “Possiamo offrire una carriera di lungo termine. Un giocatore di 18 anni magari non può giocare nel City, ma potrebbe farlo per New York, e magari a 32 potrebbe andare a Melbourne. Il nostro obiettivo è costruire questo”. [caption id="" align="aligncenter" width="600"] Frank Lampard[/caption] Un brand mondiale Un’espansione globale che secondo il report 2014 di Brand Finance Football 50 ha visto il brand Manchester City crescere del 53%, diventando il quinto al mondo per valore dietro Bayern Monaco, Real Madrid (con cui la IPIC dello sceicco Mansour ha firmato un accordo da 400 milioni per la ristrutturazione dello stadio, che si chiamerà ‘Abu Dhabi Bernabeu’), Barcellona e Manchester United. Una crescita continua, che riceverà un’ulteriore spinta dalla nuova avventura giapponese: il City è infatti diventato proprietario del 20% degli Yokohama Marinos, team della J-League di proprietà Nissan la cui maglia è stata indossata anche da giocatori quali Ramon Diaz (punta della nazionale argentina passata per Avellino, Napoli e Inter), e gli ex Barça Goikoetxea e Julio Salinas. Ma presto la squadra diventerà tutta del City Football Group, che sta aprendo una controllata in Giappone. Come spiegato dallo stesso Soriano ad Ara, giornale catalano: "Attualmente siamo l'unica organizzazione calcistica al mondo a poter andare da uno sponsor e dirgli: “Di che cosa avete bisogno? Visibilità in America? Ce l’abbiamo. In Australia? Ce l’abbiamo. In Asia? Ce l’abbiamo. In Europa? Abbiamo anche quella", aggiungendo di stare già pensando Cina e India. [caption id="" align="aligncenter" width="620"] David Villa con la maglia del Melbourne City[/caption] I conti e il futuro Il bilancio consolidato al 31 maggio 2014 di “Manchester City Limited” si è chiuso con una perdita di circa £ 23 milioni (inclusa la “multa” da circa €20 milioni - con altri €40 milioni quale spada di Damocle sul futuro - per la violazione delle regole sul Financial Fair Play). Nel 2012/13 la perdita consolidata era stata di £ 51.6 milioni. Ma per la prima volta nella sua storia, il City, raggiungendo un fatturato di £ 347 milioni, ha superato la soglia dei 300 milioni di sterline grazie alla crescita dei ricavi da diritti TV, Champions League e Capital One Cup, nuove partnership ed eventi all’Etihad Stadium. Ma per il Manchester City – che nel suo board vede anche l’italiano Alberto Galassi, CEO di Piaggio Aero Industries – è ormai alle spalle la fase caratterizzata da ingenti investimenti per rendere il club competitivo, e l’obiettivo è ora quello della crescita dei ricavi necessari a supportare le attività del club nel futuro, e le previsioni per il 2014/15 sono di un risultato positivo come per il 2015/16. Si avvicina quindi quel modello, fatto di risultati sul campo e di profittabilità fuori, che porrà definitivamente il Manchester City nell’empireo del calcio mondiale e che lo renderà sempre più il bene più prezioso per l’immagine mondiale di Abu Dhabi, un qualcosa che è da una parte garanzia per i tifosi di un impegno a lungo termine, e dall’altra uno spauracchio per i grandi club mondiali privi di risorse imitabili o di una capacità manageriale di mantenerli al top in un calcio interamente globalizzato. E a questo riguardo, chi ha sta pensando all’Inter o al Milan di oggi – ma vale per tutto il calcio italiano, tranne forse Juventus e forse AS Roma - purtroppo non sta sbagliando.  Pubblicato sul Guerin Sportivo n.3, Marzo 2015

MLS

La Major League Soccer ha annunciato una "partnership innovativa" con Sky Sports UK per la trasmissione delle partite della Lega nel Regno Unito. Come parte dell'accordo Sky Sports trasmetterà almeno due partite della regular season ogni settimana, così come l'All-Star Game, i play off e la MLS Cup. Sky Sports potrà inoltre gestire gli highlights del campionato. Da quest'anno l'ultima giornata della Eastern Conference verrà giocata tutta alle 17 newyorkesi (Eastern Time), quella della Western Confernce alle 19. Si chiamerà "Decision day" e Sky Sports manderà in onda un match per conference. "La MLS sta crescendo come 'global brand'", ha detto Gary Stevenson della MLS, "Siamo entusiasti di lavorare con Sky Sports, il 'market' leader nella televisione britannica. Ci aiuteranno a far crescere questa lega a livello Mondiale". "Il calcio negli USA e in Canada ha un potenziale enorme e non vediamo l'ora di portare questa competizione ai nostri telespettatori per la prima volta", ha dichiarato Barney Francis, Managing Director di Sky Sports. Nota anche da Thierry Henry che è entrato nella famiglia di Sky Sports: "Vedevo la passione nei tifosi in Canada e negli Stati Uniti. L'hanno sempre avuta per altri sport e ora ce l'hanno anche per il calcio, uno sport che diventerà importantissimo nei prossimi anni". "Questo è un altro momento importante che dimostra la crescita della MLS", è contento anche David Beckham, "Ho testato con mano quanto è diventato popolare questo sport e avere una partnership con Sky Sports aumenterà l'appeal della Lega fuori dal suo paese".

MLS

Saranno i Colorado Rapids ad ospitare il 2015 MLS All-Star Game al Dick's Sporting Goods Park di Commerce City, ha confermato una portavoce del club. L'ulteriore ufficializzazione verrà data dal MLS Commissioner Don Garber, che sarà a Denver mercoledì per un evento pubblico legato all'annuncio insieme al governatore Joe Garcia, il figlio del proprietario dei Rapids Josh Kroenke (suo padre è anche azionista di maggioranza dell'Arsenal), il sindaco di Commerce City Mayor Sean Ford, il presidente di Visit Denver Richard Scharf e il coach dei Rapids Pablo Mastroeni. Per la MLS sarà la seconda volta al Dick's Sporting Goods Park dopo l'MLS All-Stars Game del 2007 con in campo il Celtic Glasgow. La data del match non è stata ancora resa pubblica, ma normalmente si giioca a cavallo tra l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto.  

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Il 2015 sarà un anno di grandi novità per la MLS. Entrerano due nuove club come New York City FC e Orlando City SC; prenderà il via un nuovo contratto di otto anni con la ESPN; verrà inoltre lanciato il nuovo brand presentato a ottobre, e ci sarà anche un nuovo pallone. Neanche il tempo di assegnare la MLS Cup 2014 ai LA Galaxy, che oggi la MLS svelato il nuovo pallone ufficiale, firmato ovviamente adidas, il fornitore esclusivo del materiale tecnico per tutta la lega. VIDEO: Il nuovo pallone ufficiale MLS firmato adidas Il nuovo pallone si chiama NATIVO, e rappresenta il programma di rinnovamento "Next" dell'identità della MLS, che passa per i colori bianco, rosso e blu di Stati Uniti e Canada (da cui provengono i club della lega). "La nostra partnership con la MLS è incredibilmente importante per noi, perché insieme stiamo cercando di dare un'opportunità agli atleti che crescono in questo paese", ha spiegato in un comunicato Ernesto Bruce, director of soccer di adidas America. “Stiamo entrato nella 20° stagione della MLS, e siamo contenti di poter presentare il pallone più avanzato di sempre, sì da poter dare ai giocatori la possibilità di fare il meglio in campo". Secondo l'adidas, il NATIVO è il pallone più testato di sempre. E' fatto di sei pannelli identici disegnati per ottimizzare l'aerodinamica, la stabilità e la simmetria in aria, e usa materiali e tecnologia allo stesso livello del Brazuca, il pallone ufficiale dei Mondiali brasiliani del 2014. Ma ciò che gli appassionati noteranno prima è chiaramente il design, in particolare il fatto che sul pallone sono rappresentate la maple leaf (la foglia d'acero) e le stelle, a rappresentare Canada e USA, il tutto affiancato dalla firma del commissioner della MLS, Don Garber, un po' come accade per quella del governatore della banca centrale con le banconote.  

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La Global Premier Soccer (GPS), un network per club calcistici giovanili degli Stati Uniti, ha annunciato un’importante collaborazione con i campioni d'Europa in carica del Bayern Monaco. Attraverso questa partnership il Bayern trasmetterà il proprio know how, fornendo anche materiale tecnico a più di 55.000 giovani calciatori e 5.000 allenatori di 75 club situati in 11 stati degli USA. Gli allenatori delle giovanili del Bayern avranno una base stabile negli States, così da facilitare il trasferimento del proprio know how agli allenatori della GPS. Inoltre una volta al mese verranno realizzate conferenze dove saranno invitati tutti gli allenatori appartenenti alla GPS. Ogni estate i giovani più interessanti potranno andare in Germania a partecipare a tornei nazionali ed internazionali. Wolfgang Dremmler, responsabile delle giovanili del Bayern ha dichiarato: “L’educazione calcistica di potenziali campioni inizia fin da piccoli, perché è importante insegnare determinati concetti durante la fase di apprendimento e sviluppo dei bambini. Noi del Bayern Monaco ormai applichiamo questa filosofia da decenni.” Rudolf Vidal, manager del Bayern Monaco ha commentato così: “Siamo entusiasti di collaborare con la GPS che è leader nel proprio settore. Questa sarà la prima di molte iniziative e sarà intrapresa molto rapidamente così da coinvolgere tutti i fans tedeschi che vivono negli USA.” Joe Bradley, CEO della GPS nel Massachusetts ha dichiarato: “Il fatto che 5 giocatori dell’11 titolare del Bayern Monaco siano cresciuti nel settore giovanile spiega il motivo per cui abbiamo voluto questa partnership. È importante sottolineare che il Bayern ha anche una squadra femminile professionistica e questo per noi rappresenta un elemento interessante, in quanto non vediamo l’ora di vedere le conseguenze positive di questo accordo per i nostri calciatori e per le nostre calciatrici.” Da anni "alleato" della MLS, come dimostrato dalla recente partecipazione al MLS All-Star Game, il Bayern recentemente ha anche aperto un ufficio in quel di New York City e un sito in inglese per espandere la propria presenza negli USA, e con l'accordo con GPS proverà a fare lo stesso con i giovani calciatori. Il tipo di allenamento proposto sarà lo stesso cui sono stati sottoposti i vari Bastian Schweinsteiger, Philipp Lahm e Thomas Muller, tutti cresciuti nel settore giovanile bavarese. Un programma che, se ben attuato quindi, potrebbe apportare un vero valore aggiunto al calcio degli Stati Uniti. "Abbiamo fatto una ricerca di mercato e scoperto che negli USA c'è un milione di persone non solo interessate, ma che tifano il Bayern", ha dichiarato Rudolf Vidal, capo delle operazioni del BM negli Stati Uniti, che chiaramente punta anche a sfruttare le redici germaniche di milioni di cittadini USA. Il Bayern e altri club tedeschi hanno al momento uns seguito inferiore negli USA rispetto alle squadre di Premier League o a Real Madrid e Barcellona. Un qualcosa che Vidal è convinto inizierà a cambiare dal prossimo anno, quando la Bundesliga inizierà ad essere trasmessa da Fox Sports network. "E' molto importante. Spesso la gente chiede dove si possa vedere la Bundesliga. Ma ciò cambierà. Fox ha deciso di impegnarsi molto sulla Bundesliga," ha spiegato Vidal a Reuters.    

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La Major League Soccer sta crescendo sotto ogni punto di vista, anche sotto quello dei videogiochi, in particolare Fifa 15, quello che probabilmente è il videogioco sportivo più famoso del mondo. In settimana sono state rilasciate informazioni davvero interessanti per quanto riguarda gli USA. Per questa edizione gli americani hanno portato il loro paese al secondo posto per numero di copie vendute. Secondo la EA Sports, che sviluppa Fifa, il 34% delle persone dopo averci giocato diventa tifoso di calcio, mentre il 50% delle persone sono più interessate allo sport dopo aver giocato a questa simulazione virtuale. Il 95% degli americani che usa giochi di calcio si affida a Fifa; in un anno sono state disputate 293 milioni di partite, circa 800,000 al giorno. 3,1 miliardi i minuti giocati, 637 milioni i goal segnati. Un dato molto interessante è quello che riguarda la Major League Soccer: nel primo mese di gioco l'utilizzo di squadre della lega statunitense è aumentato del 112%. Le squadre più usate sono, in ordine, Seattle Sounders, LA Galaxy, New York Red Bulls, Chicago Fire e DC United. Il miglior goleador Clint Dempsey con quasi 10 milioni di reti realizzate. Insomma, altri dati che testimoniano la netta crescita del calcio negli States.

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I San Jose Earthquakes hanno trovato un accordo per la cessione dei naming rights del nuovo stadio con una delle più importanti società di tecnologia, anche se non della Silicon Valley, Avaya, che darà quindi il proprio nome all'impianto che aprirà nella prossima stagione. L'Avaya Stadium sta sorgendo vicino al San Jose International Airport e sarà inaugurato a marzo 2015, e la compagnia pagherà una cifra di $20 milioni in 10 anni, oltre a fornire tutta la tecnologia che renderà lo stadio il più avanzato della Major League Soccer. Il nuovo stadio dei Quakes è attualment nelle fasi finali, pur avendo subito notevoli aumenti di costo a causa degli investimenti extra (tabelloni top, pannelli solari, e altri particolari) passando dai $60 originali a circa $100 milioni, con gli extra costi finanziati dal proprietario, Lew Wolff, titolare anche del Oakland A's. L'accordo con Avaya è il terzo per cifre di tutta la MLS, su base annuale, addirittura superiore a quello dell' O.Co Coliseum degli Oakland Raiders, allo stesso livello di quanto l'AT&T dà ai San Francisco Giants, e di poco inferiore all'investimento della SAP sui San Jose Sharks. Lontana invece la cifra pagata dalla Levi's per il nuovo stadio dei San Francisco 49ers: $220 milioni. Ma è la NFL, appunto. Secondo il presidente del club di San Jose, Dave Kaval, circa 50 società erano interessate a sponsorizzare lo stadio. Oltre ai soldi, Avaya fornira la tecnologia di cui è capace, rendendo lo stadio dei Quakes il primo interamente appoggiato a sistemi cloud, con la possibilità per i tifosi di navigare durante i match e di usare app realizzate ad hoc per utilizzare servizi dello stadio.  "Volevamo uno stadio hi-tech. E la cosa bella è che la tecnologia evolverà costantemente". Lo stadio avrà 18.000 posti, e sarà completato a fine dicembre. Presenterà il più grande bar all'aperto di tutto il Nordamerica, tabelloni digitali enormi, e suite a livello campo. Avaya Inc. è una società di sistemi di comunicazione con sede centrale a Basking Ridge, New Jersey, specializzata in tecnologia per la telefonia, call center e data networking. Avaya ha oltre 14.000 impiegati globalmente. E' poco conosciuta al pubblico in quanto vende non ai consumatori ma alle aziende. "Per noi è un modo di diventare una parte importante della comunità", ha dichiarato Joe Manuele, VP per i cloud services di Avaya. "Per noi è anche uno showcase, potremo mettere in mostra la nostra tecnologia per i clienti". La maggior parte dei team MLS ha ormai accordi per i naming rights, tutti in unr ange tra 1 e 2 milioni l'anno. Sino ad oggi il più importante è quello dei Los Angeles Galaxy, che incassano $7 milioni l'anno per lo StubHub Center, mentre il Toronto FC ha un accordo con Bank of Montreal (BMO Field il nome dello stadio) a $2.4 milioni, secondo lo Sports Business Journal. I $100 milioni spesi per lo stadio opongono il nuovo impianto al settimo posto tra quelli in MLS, anche se alcuni di quelli costati di più presentavano anche una serie di campi da calcio supplementari a contornare lo stadio. I soldi extra garantiti dal nuovo stadio, che i club possono gestire liberamente (i diritti TV invece vanno alla MLS quale entità) consentiranno agli Earthquakes di investire per migliorare una squadra che ha chiuso l'ultima stagione all'ultimo posto, affiancando magari Designated Player di livello all'unica stella del club, Chris Wondolowski, MLS MVP 2012.

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