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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA! 🇺🇸 #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/YKeArfwT7g— Walker Zimmerman (@thewalkerzim) March 15, 2017 Centrocampisti: Kellyn Acosta (FC Dallas), Alejandro Bedoya (Philadelphia Union), Michael Bradley (Toronto FC), Jermaine Jones (LA Galaxy), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Sebastian Lletget (LA Galaxy), Darlington Nagbe (Portland Timbers), Dax McCarty (Chicago Fire), Christian Pulisic (Borussia Dortmund) In mezzo la scelta è vasta per Arena. Lletget ha messo in mostra tutta la sua energia già enl camp di gennaio, mentre Nagbe sembra ormai aver superato nelle gerarchie Benny Feilhaber e Sacha Kljestan. Acosta sta facendo vedere grandi cose con FC Dallas, e la sua crescita in mezzo conferma le perplessità di molti sulla scelta di Klinsmann di spostarlo all'ala. Davanti alla difesa ci sarà di certo Michael Bradley, visto anche Jones sarà squalificato per la prima contro l'Honduras Ma la mossa più importante diA rena sarà relativa alla posizione di Christian Pulisic. La 18enne stellina del Borussia Dortmund è in gran forma (in gol in Champions questa settimana, e ha già messo a segno 5 gol e 8 assist in stagione. A Dortmund gioca sulla fascia, ma il CT lo vuole in mezzo, dove mal eha fatto nel matcj col Messico, dove però le responsabilità furono principalmente di Klinsmann e del suo improvvisare una difesa a tre. Sempre per fare la lista degli assenti, sono rimasti fuori Kljestan, Feilhaber, Kyle Beckerman, Paul Arriola e Julian Green. Release: Bradley and Altidore called into United States National Team📰: https://t.co/gy2gLyZ1VH pic.twitter.com/7sLm0DEvrW— Toronto FC (@torontofc) March 15, 2017 Attaccanti: Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders), Jordan Morris (Seattle Sounders), Bobby Wood (Hamburger SV) Con Dempsey in salute la scelta è stata facile. I quattro in lista sono chiaramente i migliori di un gruppo comunque molto limitato a livello di Nazionale. Sulla base della forma, l'accoppiata nel 4-4-2 dovrebbe essere formata da Wood e Altidore, ma Arena svarierà. Ad esempio, nel 4-3-3 potremmo vedere sia Wood che Morris a supporto di Dempsey, per capire poi che ruoli avranno Pulisic o anche Johnson. C'è poi la tradizione: in carriera Dempsey ne ha fatti 4 all'Honduras, Altidore due. Ma Wood arriva da 9 gol in 23 match con l'Amburgo, e giusto sabato ha messo a segno la rete della vittoria contro il Borussia Mönchengladbach. Su Dempsey Arena è andato diretto: “Ha grandi giorni avanti a se. Ha fatto grandi progressi nella fase di preparazione e nelle due partite giocae conS eattle. Pensiamo possa aiutarci in questi match, forse anche in un ruolo ridotto, ma è un giocatore con una storia fantastica fatta di gol e opportunità. Averlo con noi è prezioso".  

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Mentre il giovane attaccante del Borussia Dortmund Christian Pulisic continua a far vedere (in gol in Champions questa settimana) di essere più che pronto per essere il titolare dell'attacco USA in occasione dei prossimi, vitali, match di qualificazione ai Mondiali 2018, il CT Bruce Arena si è dichiarato fiducioso nella grande crescita di un'altro protagonista americano della Bundesliga. Si tratta di Fabian Johnson, laterale sinistro del Borussia Mönchengladbach, e della Nazionale USA dal 2012. Giocatore di gamba e molto pericoloso negli inserimenti in avanti, ha speso gran parte della sua carriera da centrocampista di sinistra, prima al TSG Hoffenheim e poi al Borussia. Ma è capace di giocare anche da terzino, ed è lì che Arena ha bisogno di lui. Johnson ha giocato da terzino destro ai Mondiali 2014, sostituendo poi DaMarcus Beasley sulla sinistra. L'ex CT Jurgen Klinsmann lo ha poi provato più avanti, riportandolo però in difesa nella Gold Cup 2015 e nella Copa América Centenario 2016, giocando poi sole due volte in mezzo negli ultimi due match in panchina del tedesco. In occasione di una recente conferenza via Facebook, Arena ha indicato proprio Johnson quale jolly per il suo centrocampo. “Gioca regolamente a sinistra al Mönchengladbach, e se possiamo dobbiamo farlo giocare lì. Uno dei nostri obiettivi per il 2017 è trovargli una posizione”. Il problema è che il CT potrebbe avere ancora bisogno di lui da terzino, con in vista i due fondamentali match contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marzo), in cui servono almeno 4 punti. “Vorrei avere già una risposta", in relazione a chi giocherà da terzino sinistro. "Le possibilità sono aperte. Da Fabian Johnson, che però vorrei a centrocampo, a Jorge Villafaña (Santos Laguna) e Greg Garza (Atlanta United), che bene hanno fatto nel ritiro invernale. C'è poi DaMarcus Beasley, apparso già in forma nel primo match di campionato con Houston. Sono quindi in quattro i candidati per quella maglia”, cui si aggiungono Tim Ream (Fulham), Matt Besler (Sporting KC) e Eric Lichaj (Nottingham Forest), anche loro menzionati da Arena, pur aventi caratteristiche diverse. E dopo Pulisic, un altro nazionale USA in gol in #Bundesliga ! @FabianJohnson23 @borussia_en | https://t.co/wRgQWL945d via @FOXDeportes— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 4, 2017 Arena al momento punta su un ampio pool da 40 giocatori, ma saranno 23/25 quelli che chiamerà in ritiro il prossimo 15 marzo, anche se fino al meeting del 20 potrebbero esserci cambiamenti sulla base della forma e delle prove in MLS in quel weekend. Proprio i giocatori della MLS sono quelli che Arena meglio conoscere, vista anche la sua lunga esperienza in lega, inclusi gli ultimi anni vincenti coi LA Galaxy. Ma i giocatori più in forma sono inevitabilmente quelli che militano in Europa e Messico (con cui però il CT è stato in contatto solo via telefono, vedendoli in TV), le cui stagioni sono in pieno svolgimento, mentre la MLS gioca questo weekend la seconda giornata. I quattro giorni di preparazione al match con l'Honduras saranno quindi vitali per valutare i ragazzi in arrivo da oltre oceano. "I giocatori che militano all'estero sono sicuramente più in forma. Lo si è potuto vedere anche dalla prima giornata MLS. Le squadre non sono ancora pronte, ed è mancato il gioco. Sono solo all'inizio. Ci vuol tempo. E' un po' come la Premier ad agosto, non è diverso. Sicuramente punteremo su chi gioca e si allena in maniera continua". Arena ha parlato anche del portiere Tim Howard, ancora in fase di recupero da un infortunio e conseguente operazione, e Clint Dempsey. “Penso che dobbiamo usa una certa cautela con Clint. Lo seguirò ancora questa settimana per vedere come sta fisicamente, come si muove, quanto ne ha... Vogliamo essere sicuri che sia pronto a tornare a giocare a livello internazionale. Ma sono sicuro che sarà dei nostri nel corso del 2017”. Per il ruolo di portiere, “penso che Nick Rimando sia avanti rispetto Bingham e Luis Robles, ed è la principale possibilità per i match di marzo", ha aggiunto Arena. Intanto il CT continua a preparare le sue scelte, e nel weekend andrà vedere lo Sporting KC che ospiterà FC Dallas, con tanti giovani promettenti in campo.

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Da un punto di vista puramente tecnico, la finale del campionato CONCACAF U20 giocata ieri sera tra USA e Honduras rappresentava poco più di una passerella. Entrambe le Nazionali si sono infatti qualificate per il Mondiale U20 che si giocherà in Corea del Sud (20 maggio - 11 giugno 2017) già alcuni giorni fa, e il risultato di ieri non aveva conseguenze al di là della soddisfazione. Il vero obiettivo del torneo U20 era infatti la qualificazione mondiale. Ma vista l'esultanza dei giocatori americani dopo aver vinto ai rigori, il match di ieri non era poi proprio solamente una passerella. Infatti, per la prima volta in 55 anni di partecipazioni, gli USA sono stati incoronati campioni continentali. Dopo un match a reti  bianche, i ragazzi a stelle strisce sono stati bravi ad insaccare tutti e cinque i rigori (niente supplementari), cui sono corrisposti i due errori finali degli honduregni, con l'americano del Real Salt Lake Danny Acosta a chiudere la serie vittoriosa e dare il via alla festa. Non era iniziata così bene per gli americani nel torneo, sconfitti 1-0 da Panama all'esordio, cui però sono seguite cinque vittorie consecutive, inclusa la prima assoluta - dopo 31 anni di confronti - contro il Messico nella fase a gironi. E adesso il CT Tab Ramos (ex Nazionale USA e centrocampista di Betis Siviglia e NY MetroStars) avrà tutto il tempo per concentrarsi a costruire la rosa più adeguata a giocarsi il mondiale di categoria. L'ultima volta che gli USA erano arrivati era il 2009, e allora fu 0-3 col Costarica in quel di Trinidad & Tobago. Stavolta è andata diversamente. [youyube]jx9ni-zK8lM[/youtube] Il match. Lo 0-0 è apparso giusto, anche se gli USA hanno avuto le loro chance. Possesso continuo, bravi sulle ali con Brooks Lennon (classe 1997 di proprietà Liverpool in prestito al RSL) e Luca de la Torre (centrocampista 1998 del Fulham), ma la robusta difesa dell'Honduras ha retto senza troppo penare. Più pericolosi gli honduregni, più cinici e duri, con qualche fallo di troppo, di cui ha fatto le spese il centrocampista della University of Maryland Eryk Williamson (1997), l'eroe della semifinale che è valsa la qualificazione mondiale. Infortunato anche il capitano Erik Palmer-Brown, difensore ventenne dello Sporting KC già cercato fortemente dalla Juventus. Ma a reggere l'impatto in mezzo ci ha pensato il difensore dell'Orlando City Tommy Redding insieme al collega di reparto Auston Trusty (1998, Philadelphia Union), protetti da un Tyler Adams (1999, NY Red Bulls) instancabile, il migliore degli USA nel torneo, bravo a supplire all'assenza di Palmer-Brown. In porta, ottima la prova del figlio d'arte Jonathan Klinsmann (1997, UCLA) sempre sicuro. I primi tre rigori di Brooks Lennon, Coy Craft e Emmanuel Sabbivengono pareggiati dai coetanei honduregni. Al quarto segna de la Torre, ma Flores spara alto dopo una lunghissima rincorsa. Ecco quindi Acosta che fa 5 e porta a casa la coppa CONCACAF per la prima volta. L'ultima volta degli USA ai Mondiali l'avventura è terminata ai quarti (miglior risultato di sempre) dopo i rigori contro la Serbia del CT Veljko Paunović (oggi coach del Chicago Fire) e di gente quali l'oggi laziale Sergej Milinković-Savić andata dritta a vincere quel Mondiale. Cosa riusciranno a fare i ragazzi americani stavolta. La gioia! 🏆🎉 @ussoccer La Nazionale USA U-20 🇺🇸#USMNT alza la coppa del torneo @CONCACAF per la prima volta pic.twitter.com/Lp4Iah0O6P — Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 6, 2017 - U.S. Under-20 Men’s National Team Match Report - Match: U.S. U-20 Men’s National Team vs. Honduras Data: March 5, 2017 Torneo: 2017 CONCACAF U-20 Championship – Final Stadio: Estadio Nacional; San José, Costa Rica Kickoff: 4 p.m. ET Spettatori: TBD Tabellino:   1          2          F          PK USA                             0          0          0          5 HON                            0          0          0          3 Rigori: USA: Brooks Lennon (goal), Coy Craft (goal), Emmanuel Sabbi (goal), Luca De La Torre (goal), Danny Acosta (goal) HON: Jorge Álvarez (goal), Douglas Martínez (goal), Foslyn Grant (goal), Rembrandt Flores (miss) Formazioni: USA: 1-Jonathan Klinsmann; 2-Marlon Fossey, 4-Tommy Redding, 6-Justen Glad (13-Auston Trusty, 47), 3-Danny Acosta; 8-Tyler Adams, 5-Erik Palmer-Brown (Capt.), 7-Eryk Williamson (Emmanuel Sabbi, 26); 17-Brooks Lennon, 9-Jeremy Ebobisse (19-Coy Craft, 79), 10-Luca De La Torre Subs not used: 12-JT Marcinkowski, 14-Aaron Herrera, 15-Jonathan González, 16-Jeremiah Gutjahr, 18-Emmanuel Sabbi Not eligible: 20-Jonathan Lewis Head coach: Tab Ramos HON: 1-Javier Delgado; 2-Denil Maldonado, 3-Wesley Decas, 5-Dylan Andrade (Capt.), 16-Jose García; 8-Carlos Pineda, 9-Foslyn Grant, 18-Darixon Vuelto, 20-Jorge Álvarez; 17-Byron Rodríguez (10-Rembrandt Flores, 72), 19-Douglas Martínez Subs not used: 12-Michael Perello, 4-Kenneth Hernández, 6-Riky Zapata, 7-Jose Reyes, 11-Jose Pinto, 13-Jose Quiroz, 14-Sendel Cruz, 15-Jalex Sanchez Head coach: Carlos Tabora Stats : USA / HON Shots: 12 / 11 Shots on Goal: 3 / 3 Saves: 3 / 3 Corner Kicks: 8 / 2 Fouls: 12 / 22 Offside: 0 / 4 Misconduct Summary: none Officials: Arbitro: Henry Bejarano (CRC) Assistente Referee 1: Hermenerito Leal (GUA) Assistente Referee 2: Leonardo Sanchez (CUB) 4° uomo: Kevin Morrisson (JAM) ussoccer.com Man of the Match: Danny Acosta

Concacaf

Il neo (per dire) CT degli USA, Bruce Arena, ha chiamato 32 giocatori della MLS per l'ormai classico ritiro di gennaio in quel di Carson (CA), che vedrà il culmine con due amichevoli: il 29 gennaio contro la Serbia al Qualcomm Stadium di San Diego, e il 5 dicembre a Chattanooga contro la Giamaica. L'obiettivo è però la preparazione per i match di qualificazione mondiale di marzo prossimo contro Honduras e Panama, fondamentali per la qualificazione. Arena è stato infatti chiamato a sosttuire l'esonerato a seguito della doppia sconfitta contro Messico e Costarica nei match diq ualificazione di novembre 2016. Arena aveva gà dato alcune anticipazioni a dicembre, indicando che tutta una serie di giocatori fuori dalle grazie di Klinsmann - quali Keegan Rosenberry, Matt Hedges, Benny Feilhaber, Dax McCarty, Walker Zimmerman e altri - sarebbe stati chiamati. Altri due, quali il portiere svizzero Stefan Frei (Seattle Sounders) e l'attaccante gambiano Kekuta Manneh (Vancouver) sono stati invece convoncati pur non essendo ancora elegibili per giocare con gli USA. Un paio di assenze sorpresa. Il difensore centrale dello Sporting KC Matt Besler, in ripresa da un intervento alla caviglia sinistra, e il portiere dei Colorado Rapids Tim Howard, che resterà fuori per infortunio fino a marzo prossimo. Ancora fuori anche Clint Dempsey (Seattle), ancora in ripresa dai recenti problemi cardiaci che gli hanno impedito di partecipare alla seconda parte della stagione. L'obiettivo di Arena è molto chiaro: "Dobbiamo qualificarci per Russia 2018”, ha dichiarato alla stampa. Per farlo punta su un misto di veterani e gioventù, con tante facce per lui conosciute, come Sebastian Lletget e Gyasi Zardes, che ha allenato coi LA GAlaxy sino a poche settimane fa, o una sua "vecchia" colonna come il laterale sinistro DaMarcus Beasley. Michael Bradley? Arena ci scherza ricordando di averlo visto bambino. Ma molti sono anche i nuovi, con molto interessante la competizione per il posto da titolare in porta, che vede ben 7 giocarsela: dall'esperto Nick Rimando (RSL), fino al portiere del Buges Ethan Horvath o a quello del Leon William Yarbrough, entrambi impegnati nei rispettivi campionati.  Più deficiatrio invece l'attacco, dove a parte un Morris in ascesa e la conferma Altidore, non c'è moltissimo, sempre in attasa dell'esplosione definitiva della promessa del Borussia Dortmund Christian Pulisic. La rosa dei 30 chiamati: Portieri: David Bingham (San Jose Earthquakes), Stefan Frei (Seattle Sounders FC), Bill Hamid (D.C. United), Nick Rimando (Real Salt Lake), Luis Robles (New York Red Bulls) Difensori: DaMarcus Beasley (Unattached), Steve Birnbaum (D.C. United), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Greg Garza (Atlanta United FC), Matt Hedges (FC Dallas), Taylor Kemp (D.C. United), Chad Marshall (Seattle Sounders FC), Keegan Rosenberry (Philadelphia Union), Walker Zimmerman (FC Dallas), Graham Zusi (Sporting Kansas City) Centrocampisti: Kellyn Acosta (FC Dallas), Alejandro Bedoya (Philadelphia Union), Michael Bradley (Toronto FC), Benny Feilhaber (Sporting Kansas City), Jermaine Jones (Unattached), Sacha Kljestan (New York Red Bulls), Sebastian Lletget (LA Galaxy), Kekuta Manneh (Vancouver Whitecaps FC), Dax McCarty (New York Red Bulls), Darlington Nagbe (Portland Timbers), Chris Pontius (Philadelphia Union), Wil Trapp (Columbus Crew SC) Attaccanti: Juan Agudelo (New England Revolution), Jozy Altidore (Toronto FC), Jordan Morris (Seattle Sounders FC), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes), Gyasi Zardes (LA Galaxy)

Nazionale USA

Ieri è stato ufficialmente accantonato il precedente logo della Nazionale americana di calcio, per dar spazio al nuovo stemma che prenderà posto sul petto delle uniformi Nike a stelle e strisce. In un 2016 colmo di rebranding di ogni genere, anche il calcio del nuovo continente si trova davanti ad un cambio che sta già spaccando le opinioni dei fan americani, da una parte poco convinti della nuova soluzione adottata, dall’altra affascinati dal design semplice e pulito che il nuovo logo regala all'immagine della nazionale di uno sport in grande crescita nel paese. La nuova soluzione grafica si presenta estremamente semplice e lineare, con l’immancabile acronimo USA ad occupare la parte superiore e le 13 strisce bianco-rosse, richiamo della bandiera statunitense, nella parte inferiore. I colori, ovviamente, rimangono stabilmente sul rosso-bianco-blu, lasciando spazio comunque a qualsiasi rappresentazione monocromatica a seconda delle esigenze. Le principali perplessità degli americani vanno sulla soluzione estremamente semplice dello stemma, che rimandano quasi ad una interpretazione bonaria del mercato della contraffazione, o dei videogame che non acquistano la licenza di rappresentazione della federazione stessa. D’altro canto però la soluzione così semplice e lineare è qualcosa che si sta sempre più ricercando, ma che ovviamente stona con il fantastico comparto loghi che la MLS, ad esempio, propone. Rispetto al precedente logo salta subito all’occhio la modifica cromatica del rosso e del blu, diventati più scuri nella nuova rappresentazione, e sicuramente meglio distribuiti rispetto al precedente: le strisce che andavano a richiamare la bandiera del nuovo continente, oltre a essere in numero inferiore, risultavano bianco-blu invece che bianco-rosso. Un’altra principale differenza, sicuramente difficile da digerire, è l’assoluta mancanza di richiamo allo sport cui fa riferimento: mentre il logo precedente presentava un pallone da gioco, il nuovo stemma non presenta alcun segno distintivo del Soccer; difficile capire, in mancanza di precise informazione, di essere davanti allo stemma del calcio americano, e non basket, baseball oppure hockey. Possibile che sia il primo passo verso un unico brand dello sport americano nella sua forma internazionale? Condivisibile l’eliminazione, invece, delle tre stelle, a rappresentazione della vittoria dei tre mondiali conquistati dalla nazionale femminile. Ma nella nazionale maschile? Cosa potevano o volevano rappresentare? Ovviamente nulla, se non un discutibile richiamo alle stelle della bandiera. Lo slogan che va ad accompagnare la presentazione è “One Nation. One Team.”, slogan che probabilmente avvalora la tesi di uniformità di branding tra i diversi sport che rappresentano il paese nelle competizioni internazionali, ma che attualmente nel solo calcio trova una enorme disparità di pareri riguardo la nuova soluzione adottata, e non mancano i fan made sui social a lasciar intendere un generale “Si poteva fare meglio”. Ma si poteva davvero fare meglio? Voi cosa pensate del nuovo stemma americano che dominerà le prossime maglie Nike Football? Fonte: SoccerStyle24.it 

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Classica amichevole di fine gennaio per gli Stati Uniti di Jurgen Klinsmann per il camp di gennaio con i giocatori della Major League Soccer, della Liga MX e in alcuni casi giovani europei. A chiudere il camp sarà la gara contro il Canada in programma il 5 febbraio nello stadio dei Los Angeles Galaxy. Formazione con tanti assenti, così come per l'Islanda, avversaria di ieri, e con giocatori ancora fuori forma in attesa dell'inizio della MLS. L'Islanda è passata in vantaggio al 13' con Steindorsson; gli USA hanno pareggiato con Jozy Altidore al 20' su assist di Michael Bradley. All'inizio della seconda frazione di gioco gli islandesi si sono riportati in vantaggio con Sigurdarson ma al 59' Orozco ha siglato il 2-2. A chiudere il match sul 3-2 ci ha pensato Birnbaum di testa, prima rete in Nazionale per il difensore del DC United nato nel 1991. Ovviamente gli esperimenti non sono mancati; titolare come terzino sinistro il '95 di Dallas Kellyn Acosta e finalmente una chance per Ethan Finlay (25 anni, 12 goal e 13 assist nella scorsa stagione), ma anche minuti per Tchani, Nagbe, Kiesewetter e Morris.  

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Leggere il suo nome tra i convocati della Nazionale USA era normale qualche anno fa, mentre oggi la sorpresa è sapere che si aggregherà al ritiro di Carson (CA) - che durerà fino all'11 febbraio - nel quadro del programma di recupero da uno dei tanti infortuni che hanno limitato la carriera di un ottimo giocatore come Stuart Holden. A volere Holden in ritiro come "ospite" è stato il CT Jurgen Klinsmann, precisando però che il giocatore non fa parte pienamente del gruppo che affronterà l'Islanda il 31 gennaio e il Canada il 5 febbraio. La sfortuna del centrocampista americano Stuart Holden sembra senza fine. Al rientro lnel marzo 2014 da un lungo infortunio, in campo con la squadra U21 del Bolton Wanderers, dopo soli 30 minuti è finito in terra tenendosi il ginocchio con una nuova lesione dei legamenti, che lo ha di fatto portato a rimanere fuori sino ad oggi, essendo senza contratto dallo scorso giugno. Questo è l'ultimo (si spera) di una serie di infortuni iniziata nel marzo 2010, quando l'olandese Nigel De Jong procurò a Holden una frattura ad una gamba in occasione di un'amichevole pre mondiale ad Amsterdam, finendo poi col giocare solo pochi minuti ai Mondiaali 2010. Quasi un anno dopo, proprio mentre si stava affermando come uno dei migliori giocatori della Premier League, è stata un'entrata assassina del difensore del Manchester United Johnny Evans a procurargli una nuova frattura che lo ha tenuto fuori per sei mesi. Ma i sei mesi sono poi diventati 16 a causa di un danno alla cartilagine scoperto solo dopo, e per lui il rientro è arrivato nel gennaio 2013.  Qualche buona prestazione aveva convinto il CT USA Jurgen Klinsmann a convocarlo per la CONCACAF Gold Cup, terminata con la vittoria degli USA. Ma proprio nella finale contro Panama ecco la lesione ai legamenti che ha rimandato ai blocchi Holden, fino alla ricaduta. Nato in Scozia, cresciuto negli USA, dopo un'esperienza al Sunderland, Holden si è affermato con la Houston Dynamo (vincendo anche due MLS Cup), trasferendosi poi al Bolton nel gennaio 2010, dove fino all'infortunio si era messo in mostra come uno dei migliori giocatori della Premier League. Per anni è stato un punto fermo della Nazionale USA, con cui ha messo insieme 25 partite e 3 gol, partecipando anche anche alle Olimpiadi 2008. Ma il giocatore a soli 31 anni non intende mollare, e durante l'inverno ha continuato ad allenarsi in California con altri colleghi della MLS quali Benny Feilhaber e Dom Dwyer dello Sporting Kansas City, Sacha Kljestan (New York Red Bulls), Servando Carrasco (Orlando City), A.J. DeLaGarza (LA Galaxy), Hector Jimenez (Columbus Crew) e Steve Birnbaum (D.C. United).    

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La delusione, o meglio l'arrabbiatura, è notevole nei ranghi della federazione americana. Jesse Gonzalez, uno dei più talentuosi giovani portieri mai visti al debutto in MLS, solo pochi giorni fa aveva comunicato di voler accettare la convocazione per il ritiro della nazionale degli Stati Uniti nel mese di gennaio, rinunciando quindi alla possibilità di giocare per il Messico. All'ultimo momento però Gonzalez si è tirato indietro, preferendo non fare una scelta definitiva e accettando invece la chiamata della Nazionale U23 olimpica del Messico, sì da poter eventualmente cambiare in futuro. La scelta era arrivata dopo alcuni colloqui con Klinsmann e dopo aver ottenuto prima il posto da titolare tra i pali per FC Dallas - vincitore della Western Conference - e dopo un Mondiale Under 20 giocato per El Tri. Ma per poter vedere in campo Gonzalez contro Islanda e Canada tra gennaio e febbraio, sarebbe stato necessario il via libera della FIFA dopo il cosiddetto "one time switch", il cambio che si può fare una sola volta in carriera. Ma sarà assai improbabile che la USSF e Klinsmann possano concedergli un'altra possibilità dopo un voltafaccia del genere, forse anche dovuto alla concorrenza di altri giovani portieri composto da Ethan Horvath del Molde sorprendentemente qualificatosi ai sedicesimi di Europa League, Zack Steffen del Friburgo II e Cody Cropper che milita in Inghilterra con il MK Dons, dal quale dovrà uscire l'erede di Tim Howard e Brad Guzan (quest'ultimo in disgrazia all'Aston Villa).  Per tutti l'obiettivo è certamente la qualificazione olimpica con gli USA U23, che giocheranno il 23 marzo lo spareggio contro la Colombia. Nato a Edenton, all'interno del North Carolina, da genitori messicani, è però cresciuto a Dallas. Ha debuttato per l'Academy del FC Dallas all'età di 15 anni nel 2010. Aveva 17 anni quando ha firmato un contratto professionista nel 2013. Alto 195cm, soprannominato "The Wing", ragazzo molto equilibrato per l'età, nel 2015 Gonzalez ha registrato un record di 7-1-3 con una media gol-contro di 0,91 e cinque shutouts (match senza subire reti) dopo essere stato inserito nella formazione di FC Dallas al posto degli esperti Dan Kennedy (poi ceduto ai Los Angeles Galaxy) e Chris Seitz di ritorno da un periodo in prestito ai Pttsburgh RiverHounds (USL). Il suo predecessore nelle giovanili del FC Dallas, Richard Sanchez, è stato anche il suo predecessore in porta col Messico U-20. Sanchez è stato ceduto al Tigres nel 2014, ma ora langue nel team di Segunda División (terzo livello). Il suo idolo è Oswaldo Sanchez, e ora proverà a seguirne le orme, e su di lui c'è già l'interesse di Tijuana Xolos, Pachuca e Chivas de Guadalajara.

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Il gruppo di nazionali che ogni anno si raduna a gennaio non è mai al completo, visto che gli americani che giocano in Europa e Messico sono impegnati nei rispettivi campionati, e che i club non li rilasciano non essendo date FIFA. Per questo il ritiro di Carson si appoggia principalmente sui giocatori MLS e su giovani prospect che altrimenti difficilmente vedremmo chiamati. Quest'anno il CT USA Jurgen Klinsmann ha spostato il concetto di "gruppo sperimentale" un passo più in là, lasciando fuori molto veterani e chiamando in ritiro 11 ragazzi dell'Under 23, che ha come obiettivo a marzo il playoff di qualificazione contro la Colombia per le Olimpiadi di Rio. Il gruppo che andrà in ritiro già da domenica prossima sarà composto da 23 giocatori con una media di 24 anni. Ben 10 dei chiamati non hanno ancora esordito in Nazionale. Altri giocatori verranno convocati nei prossimi giorni, e Klinsmann potrebbe chiamare alcuni veterani — quali Clint Dempsey, Kyle Beckerman, Brad Evans, Graham Zusi, Chris Wondolowski e Brek Shea — in vista delle due amichevoli dello StubHub Center del 31 gennaio contro l'Islanda e del 5 febbraio contro il Canada. , “Sarà più un campo per identificare nuovi ragazzi", ha spiegato Klinsmann. “Vogliamo dare a quei giocatori un buon via verso un impegnativo 2016, ma voglio anche far loro capre che è una grande opportunità per comprendere cosa serve per diventare un giocatore a livello internazionale”. E per aiutarli JK ha chiamato alcuni fedelissimi quali Michael Bradley, Jermaine Jones, Matt Besler, Jozy Altidore e Mix Diskerud. Tra i convocati i più giovani sono il promettentissimo difensore dei New York Red Bulls Matt Miazga e Kellyn Acosta del FC Dallas, entrambi ventenni. Sono tre, come previsto, i rappresentanti del Columbus Crew finalista di MLS Cup: Ethan Finlay, Wil Trapp e il naturalizzato (passaporto camerunense) Tony Tchani. A rappresentare i campioni in carica Portland Timbers c'è invece l'altro naturalizzato Darlington Nagbe, che ha debuttato con la maglia a stelle e strisce lo scorso novembre. L'unico chiamato dall'estero è l'attaccante Jerome Kiesewetter, che approfitterà della pausa invernale dello Stuttgart II, che milita nella terza divisione tedesca. In lista anche il talento della Stanford University l'attaccante Jordan Morris, che firmerà un ricco "homegrown contract" con i Seattle Sounders o volerà presto in Europa. Sia Morris (impegnato al Werder Brema) che Nagbe, arriveranno in ritiro più avanti. Due i portieri nella lista iniziale: dal D.C. United Bill Hamid, e sai New York Red Bulls Luis Robles, vincitore del premio di MLS Goalkeeper of the year, che torna in Nazionale dopo l'esordio del 2013. Un terzo portiere raggiungerà il gruppo più avanti, probabilmente Nick Rimando del Real Salt Lake o un giovane tipo Ethan Horvath, sorpresa col Molde in Europa League. La sorpresa negativa è invece Jesse Gonzalez del FC Dallas, che dopo aver dato la propria disponibilità ad accettare la chiamata ha fatto marcia indietro e ha optato per l'U23 messicana, lasciandosi però la porta aperta da regolamento. Che però si dubita che Klinsmann possa lasciargli aperta. Per l'occasione Klinsmann ha integrato i ragazzi dell'Under 23 che il 25 marzo a Barranquilla se la vedranno con la Colombia per l'andata del playoff olimpico, con ritorno il 29 negli Stati Uniti, nello stesso giorno in cui gli USA affronteranno il Guatemala per le qualificazioni mondiali a Columbus, Ohio. La lista dei convocati: Portieri: Bill Hamid (D.C. United), Luis Robles (New York Red Bulls). Difensori: Kellyn Acosta* (FC Dallas), Matt Besler (Sporting Kansas City), Matt Miazga* (New York Red Bulls), Eric Miller* (Montreal Impact), Tim Parker* (Vancouver Whitecaps), Marc Pelosi* (San Jose Earthquakes), Matt Polster* (Chicago Fire). Centrocampisti: Fatai Alashe* (San Jose Earthquakes), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Jermaine Jones (senza squadra), Darlington Nagbe (Portland Timbers), Lee Nguyen (New England Revolution), Tony Tchani (Columbus Crew), Wil Trapp* (Columbus Crew). Attaccanti: Jozy Altidore (Toronto FC), Ethan Finlay (Columbus Crew), Jerome Kiesewetter* (VfB Stuttgart), Jordan Morris* (Stanford University), Khiry Shelton* (New York City FC), Gyasi Zardes (L.A. Galaxy). *nazionali under-23

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La US Soccer Federation ha nominato l'ex portiere della Nazionale USA Brad Friedel della squadra nazionale U-19, mentre Omid Namazi, già assistente di Tab Ramos all'U-20 è stato alla guida dell'U-18 in sostituzione di Javier Perez, che ha lasciato i ranghi federali per diventare vice di Patrick Vieira al New York City FC. La squadra nazionale U-19 è per i giocatori nati dal 1998 in poi che saliti dall'U17 che ha partecipato ai Mondiali di categoria in Cile nel mese di ottobre. L'esordio arriverà sarà a Las Palmas nelle Isole Canarie nel torneo a quattro Copa del Atlantico con partite contro la Spagna, la Francia e le Isole Canarie, tra il 27 gennaio e il 6 febbraio. "Brad Friedel giocato ai livelli più alti per quasi due decenni, e la sua esperienza sarà un enorme vantaggio per i nostri giovani giocatori. Omid Namazi non è stato solo un giocatore professionista a tutti i livelli negli Stati Uniti, ha lavorato come allenatore sia qui e all'estero, il che aggiunge importante prospettiva. Il loro ingaggio è importante nel collegare le varie squadre nazionali", ha dichiarato il CT della Nazionale maggiore Jurgen Klinsmann. LEGGI: Tutti gli articoli di SoccerItalia su Brad Friedel Namazi è stato a lungo allenatore nella Major Indoor Soccer League e nella National Professional Soccer League (IV Div.) e CT in seconda dell'Iran nel 2011-2014, aiutando la squadra qualificarsi per i Mondiali 2014 in Brasile. Nato nello Utah, Namazi ha giocato al college per la West Virginia University e professionalmente in campionati  ASL, AISA, APSL, NPSL e CISL, tutte leghe semi-pro precedenti alla MLS. Per lui anche una partita per i NY MetroStars della MLS nel 1996, in prestito dai Delaware Wizards della USISL. Friedel è stato il portiere della Nazionale USA ai Mondiali USA 1994, 1998 e 2002, in cui è stato fondamentale nel raggiungere i quarti di finale, e ha giocato a livello di club per 20 anni tra MLS (Columbus Crew), Turchia, Danimarca e con le inglesi Liverpool, Blackburn, Aston Villa e Tottenham Hotspur, curando nel frattempo la sua acadaemy in Ohio, per poi entrare nello staff tecnico della Nazionale già nel dicembre 2014, prima dell'addio al calcio dello scorso maggio. "Non vedo l'ora l'opportunità di contribuire a sviluppare i nostri giovani giocatori in professionisti completi", ha detto Friedel in un comunicato stampa. "Negli ultimi quattro anni ho focalizzato la mia attività di allenatore a livello settore giovanile, e sono entusiasta di lavorare con un gruppo di giovani così per far crescere il nostro calcio".  

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Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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