SPORT
L'FC  Dallas recupera e va a vincere 2-1 sul Pachuca nell'andata delle semifinali di CONCACAF Champions League giocata nella notte al Toyota Stadium di Frisco (TX). I messicani erano andati in vantaggio all'inizio con Franco Jara. Ma grazie ai due gol a cavallo della pausa di Maximiliano Urruti e Kellyn Acosta, Dallas porta a casa una vittoria di misura che la pone comunque in posizione di vantaggio in vista del ritorno previsto per il prossimo 4 aprile. I quattro volte campioni continentali del Pachuca erano partiti alla grande. Erick Aguirre se ne va sulla sinistra lasciando sul posto Hernan Grana per poi tagliare per Jara, bravo ad infilare vicino al palo al 3'. Il pareggio di Dallas arriva ad un minuto dal break, con l'argentino Urruti che la mnda destra dopo una respinta di pugno di Alfonso Blanco su cross di Grana. Il gol vittoria è di Acosta al 58', che con una punizione da oltre 20 metri supera barriera e Blanco, e poco dopo è Aaron Guillen a sfiorare il terzo. Ritorno il 4 aprile prossimo all'Estadio Hidalgo, mentre il giorno dopo toccherà a Vancouver (sconfitta ieri 2-0 dal Tigres). FC Dallas 2-1 Pachuca Highlights | @FCDallas @Tuzos #SCCL #SoyAficionado pic.twitter.com/AKLK0e1tvA— CONCACAF (@CONCACAF) March 16, 2017

Concacaf

L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati [caption id="attachment_15137" align="alignnone" width="650"] Federico Higuain e Dax McCarty[/caption] Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

MLS

Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa. [caption id="attachment_15131" align="alignnone" width="650"] Un immagine dell'Al Lang Stadium, sul fronte oceano di tampa, così come sarebbe dopo la ristrutturazione.[/caption]

MLS

Niente da fare per i Vancouver Whitecaps, che nell'andata delle semifinali di CONCACAF Champions League escono sconfitti per 2-0 col Tigres UANL in quel dell'Estadio Universitario di Monterrey. Il coach dei 'Caps aveva definito il match "la partita della vita" per i canadesi, ancora senza vittorie in campionato diopo due partite, mai arrivati a questi livelli e in campo in Messico dove solo due volte team MLS hanno vinto (su 52 match totali). Ma la resistenza di Vancouver è durata 64', grazie anche ad un David Ousted insuperabile in porta di fronte ad un attacco guidato dal francese Andre-Pierre Gignac e dall'ala Jurgen Damm. Tigres 2 - 0 Vancouver Whitecaps FC Highlights | @TigresOficial @whitecapsfc #SCCL #SoyAficionado pic.twitter.com/0gCNoGihBB— THE CHAMPIONS (@TheChampions) March 15, 2017 Ma al 65' Kendall Waston dopo un batti e ribatti infila nella propria porta dando il via al crollo. Con soli tre minuti ancora da giocare nel finale è poi infatti un gran tiro dell'ex Napoli Edu Vargas a chiudere i giochi Il ritorno è previsto a Vancouver il prossimo 5 aprile, dove ci saranno 43mila tifosi al B.C. Place ad attendere i messicani.

Concacaf

Il livello di calcio che si vede in campo non sarà forse al pari delle top leagues europee, ma quando si parla di social media, i team MLS non conosco rivali. Un esempio? LA Galaxy e Portland Timbers si sono affrontate domenica notte allo StubHub Center di Carson (California), col team guidato da Caleb Porter uscito vittorioso 1-0 in trasferta. Ad un certo punto del match è accaduto che il difensore dei LA Galaxy Jelle Van Damme abbia provato ad intervenire su un pallone conteso con il colombiano Diego Chara. Da quanto si è potuto vedere in TV, tra i due non c'è stato alcun contatto, nonostante un notevole volo in terra di Chara. Simulazione quindi, ma l'arbitro ha deciso di presentare a Van Damme il primo cartellino giallo, cui tre minuti dopo ne è seguito un altro (stavolta colpa sua) lasciando così LA in 10. A quel punto, il social media team dei Galaxyy è... entrato in campo. are we doing this right? ☄️ #shootingstars #memes pic.twitter.com/8wds3Wnop8 — LA Galaxy (@LAGalaxy) March 13, 2017 Non male anche la reazione di Van Damme via Twitter ✌🏻 pic.twitter.com/sllvmKYNXB— jelle van damme (@jelle_van_damme) 13 marzo 2017 I meme sono ormai un classico in rete e sui social, e così i Galaxy hanno messo in pratica tutte le loro social media skills, attaccando così il volo di Chara. Ma i Portland Timbers non sembra abbiano apprezzato... @LAGalaxy if you can only put fans in 60% of your seats a cute meme is one way to get attention. We have video guys, too. Stay tuned... — Portland Timbers (@TimbersFC) March 13, 2017 Il senso del messaggio è relativo al fatto che da quest'anno allo StubHub Center senderanno in campo gli LA Chargers, appena trasferitisi da San Diego e in attesa di avere il proprio stadio. I Timbers hanno quindi deciso di avere l'ultima parola sulla questione, nonostante le scuse del social media team dei LA Galaxy, su cui evidentemente deve essere arrivata una reprimenda dall'alto. .@brendanhannan @LAGalaxy it's all good ... no offense taken here (and we know quality football will soon be on its way to StubHub 😉). pic.twitter.com/2CVMWxOMFm — Portland Timbers (@TimbersFC) March 14, 2017 Potreste immaginare i social media team di Inter e Juventus o di Lazio e AS Roma fare qualcosa di simile? Difficile, ed è un peccato, perché una delle ragioni del boom di spettatori della MLS è legato prorpio all'uso dei social, con mezzi quali TWitter che ormai fanno da "second screen" anche durante il match allo stadio

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L'Atlanta United che ha distrutto il Minnseota United per 6-1 è chiaramente la squadra più rappresentata di questo Week 2 MLS Team of the Week. Sono infatti tre i rappresentanti dell'ATLUTD nel top 11 della settimana, a partire dall'ex torinista Josef Martinez autore di una tripletta, seguito dal regista Miguel Almiron e dal terzino sinistro della Nazionale USA Greg Garza, cui si aggiunge "Tata" Martino in panchina. Due invece i calciatori del Chicago Fire, vittorioso sabato sul Real Salt Lake, e sono: Dax McCarty e Johan Kappelhof. Riassumendo: il rientrante Tim Howard (Colorado Rapids) in porta. Linea di difesa a tre con Garza, Johan Kappelhof e Matt Hedges (FC Dallas, cresciuto nel Reading in Inghilterra). Centrocampo con Ignacio Piatti a costruire e Dax McCarty a distruggere, Anibal Godoy e Miguel Almiron (autore anche di una doppietta contro MInnesota). Attacco a tre con lo spagnolo David Villa - doppietta per lui contro il D.C. United - Martinez, e il messicano della Houston Dynamo Erick "Cubo" Torres, al secondo gol stagionale in due partite. In panchina: Jake Gleeson, POR; Nick Lima, SJ; Alex, HOU; Felipe, NY; Sebastian Lletget, LA; Maxi Moralez, NYC; Alberth Elis, HOU. Allenatore: Gerardo "Tata" Martino (ATL)

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«Mi mancano certe sfide come la Champions o Juve-Milan, ma meglio andar via quando stai bene» Il Maestro parla della nuova stagione: «Voglio conquistare la Eastern Conference e spingermi più avanti possibile nei playoff» «Stop al Salary Cap, sì all’aumento dei club. Poi quando smetto torno in Italia» Per la prima volta Andrea Pirlo fa l’americano: niente interprete alla conferenza stampa. E se la cava bene. Dice il Maestro: «Già l’anno passato ero pronto e capivo, ma non mi sentivo sicuro e allora mi facevo aiutare». Sorride: «Noi parliamo in italiano, vero?». Nell'intervista alla Gazzetta Pirlo parla di tutto, dalla Champions alla Serie A, fino alla MLS. Quanto le mancano sfide come Juve-Milan della settimana passata? «Molto, ma anche quelle di Champions. Sono i match belli da giocare a qualsiasi età. Però nel luglio ’15 ho fatto una scelta e non sono pentito. Quando gli anni passano, devi capire se è arrivato il momento di fare altro. Meglio decidere di andare via quando stai ancora bene, prima che siano gli altri a indicarti la porta». Per quanto tempo la Juve continuerà a vincere? «Per un bel po’ di anni: è la società più attrezzata per farlo». E qui il suo New York City può già avere ambizioni da titolo? «Questo è il 3° torneo e vogliamo progredire. Per esempio vincendo la East Conference (secondi nel 2016, ndr), cercando poi di spingerci più avanti nei playoff (ai quarti nel 2016). La squadra è cresciuta, è ringiovanita: si tratta di alzare il livello. È arrivato l’ex atalantino Maxi Moralez. Ci ho giocato contro molte volte: bravo». La MLS punta a espandersi sempre di più. Quest’anno con 22 club, ma vuole spingersi fino a 28. Non c’è il pericolo di abbassare la qualità del campionato? «Non penso. Ho già notato un miglioramento. Da quanto ho visto nelle amichevoli e nelle prime due giornate, il livello del gioco è salito parecchio. E comunque se ci fosse questo pericolo non ci sarebbero così tanti gruppi pronti a investire milioni per affiliarsi alla MLS». Big win in front of our supporters! 💪 #nycfc pic.twitter.com/ovpDXwktKu— Andrea Pirlo (@Pirlo_official) 13 marzo 2017 Che cosa può fare la Lega per migliorare ancora? «Di certo togliere le limitazioni che ci sono al mercato. Basta con le 3 eccezioni al Salary Cap, troppo poche per convincere altre star a venire qui: si deve arrivare a un sistema libero, dove si può comprare e vendere senza vincoli. Ora poi c’è pure la concorrenza della Cina. Specie per competere con gli altri tornei, interni ed esteri, si deve eliminare qualsiasi restrizione». Ingaggiare allenatori stranieri di valore può essere un altro modo per alzare la qualità della Lega. Voi avete Patrick Vieira, ad Atlanta c’è Tata Martino. «È importante che ci sia la voglia di crescere. L’ingaggio di certi tecnici è un passo avanti». L’anno passato in 33 partite, lei ha servito 11 assist e segnato il suo primo e per ora unico gol. Un bilancio che la soddisfa? «Non ho mai dato importanza alle cifre personali. Il mio obiettivo è sempre stato quello di mettere davanti a tutto il bene della squadra e far rendere al meglio i compagni. Non mi è mai interessato nient’altro». Che mansioni le ha dato Vieira? «Le solite. In quella posizione di campo dove ho trascorso gran parte della mia carriera. Non cambierà niente, a parte il fatto che sono più vecchio». È in scadenza di contratto (dicembre 2017) e girano voci che lascerà il calcio (per un ruolo da ambasciatore alla Juve?): ha già deciso che farà dopo? «Non ho deciso. Sono concentrato soltanto sul mio lavoro e cerco di farlo al meglio senza pensare al futuro. Dove andrò quando smetto? In Italia»

MLS

Dopo la seconda giornata le newyorkesi dominano in Eastern Conference, mentre in Western Confrence Portland, Houston e San Jose si divino la vetta, fine settimana nero per le canadesi ancora senza vittorie, il tutto mentre Atlanta con una storica goleada contro il Minnesota United conquista la prima vittoria in MLS Come nel weekend d’esordio, anche il secondo fine settimana targato MLS non è stato certo avaro d’emozioni, per la gioia di tifosi ed appassionati. Ad aprire la seconda giornata di campionato, ci pensa il match tra Chicago Fire e Real Salt Lake, vinta dal team padrone di casa con un secco 2-0,che ha cosi concesso ai Fire di toccare quota 4 punti in classifica volando al secondo posto della Eastern Confernce, dove a farla da padrone è il New York Red Bulls. Il team della Grande Mela dopo la vittoria ottenuta nell’esordio di campionato ad Atlanta, anche tra le mura amiche della Red Bulls Arena nella seconda di andata, non perde contatto con la vittoria, e grazie ad un autorete di Eric Miller, il team newyorkese vola a quota 6 punti in classifica prendendo cosi in mano le redini della Eastern Conference. #MLS 2017, le classifiche di Easterm e Western Conference. @NewYorkRedBulls e @TimbersFC in testa a punteggio pieno pic.twitter.com/RotYjsnLkc— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) 13 marzo 2017 Male le canadesi Chi non carbura sono senza dubbio le tre formazioni canadesi, il Toronto FC dopo il pari rimediato nella gara d’esordio, in casa del Philadelphia non va oltre il 2-2, sono i padroni di casa ad aprire il match all’11’ grazie alla rete di Simpson. Lenta la risposta della formazione canadese, che raggiunge il pari solo al 45’ grazie ad un rigore trasformato da Jozy Altidore. Nella ripresa il copione cambia ma non cambia la sostanza, al 71’ sono gli ospiti giunti dall’Ontario a passare in vantaggio grazie alla rete di Morrow, trascorrono 2 minuti e Sapong firma il definitivo 2-2 che regala ad entrambe un punto in classifica, facendo si che sia il Philadelphia che il Toronto veleggino con 2 punti a testa in classifica. Non va meglio al Montreal che pur giocando tra le mura amiche, contro i campioni incarica del Seattle, deve accontentarsi a sua volta del solo punto guadagnato, visto il 2-2 finale. Ad aprire il match sono i padroni di casa del Quebec grazie alla rete di Matteo Mancosu al 17’, il Seattle non reagisce ed al 51’ Piatti firma il 2-0 che fa ben sperare a società e tifoseria, ma all’83’ su calcio di rigore dell'argentino Nicolas Lodeiro riapre il match firmando il 2-1. Quando sembra che il Montreal possa condurre in porto la prima vittoria stagionale, al 90’ arriva la doccia fredda per tutti, perché Will Bruin realizza il 2-2 che beffa cosi il Montreal, regalando un buon punto ai campioni in carica. A chiudere il nero fine settimana delle formazioni canadesi ci pensa Vancouver, il team della Columbia britannica dalla trasferta in California in casa del San Jose rientra sconfitto, anche se il match sembrava potesse dire tutt'altro. Sono gli ospiti canadesi ad aprire la gara, passando in vantaggio al 2’ con Hurtado, la risposta del club californiano non arriva ed al 17’ Mezquida firma il 2-0. Ma dalla mezz’ora il copione cambia, infatti al 32’ Wondolowski accorcia le distanze portando la gara sul 2-1, mentre al 54’ Lima pareggia i conti. La formazione canadese va in panne, ed al 79’ Godoy realizza il definitivo 3-2, che regala al team californiano il secondo successo consecutivo, diventando giustiziere dei club canadesi, visto che nella prima di campionato sempre tra le mura amica della California, il San Jose ha superato anche il Montreal. Dunque le due vittorie consecutive ottenute, dicono che nell’attuale stagione,la formazione californiana potrebbe far bene, e magari tornare anche a giocarsi la fase playoff. Houston insiste, Dallas insegue Discreto il fine settimana in terra texana, dalla quale giunge un altro gradito ritorno, ossia quello degli Houston, dopo diverse stagioni di buio, finalmente in casa Dynamo sembra esser tornata la luce, la conferma di ciò arriva direttamente dal 3-1 con cui gli Houston hanno liquidato il Columbus. Se a tale vittoria sommiamo quella ottenuta la scorsa settimana, è facile capire che come per il San Jose, anche per gli Houston, l’attuale stagione potrebbe essere quella della rinascita. Dopo il pari per 0-0 nella gara d’esordio stagionale, anche contro il Dallas, lo Sporting KC rimedia un pari a rete bianche, portando cosi in cascina il secondo punto stagionale, discorso diverso per il Dallas che dopo la vittoria ottenuta la scorsa settimana, conquista un buon punto contro una potenziale rivale per il titolo di Conference, volando cosi al secondo posto in classifica nella Western Conference, con sole due lunghezze di svantaggio dai cugini di Houston. NYCFC, un grande David Villa Dopo la sconfitta a Orlando, non poteva esserci miglior esordio in casa per il New York City FC, che nel gelo dello Yankee Stadium ha battuto sabato per 4-0 il D.C. United dell'ex presidente dell'Inter Erick Thohir, risultato che vale i primi tre punti della stagione per i Citizens. Il team di Patrick Vieira, nonostante un Andrea Pirlo un po' assente, inizia come uno schiacciasassi: primo tempo con tre reti a zero grazie alle reti all'8' di Wallace cui segue la doppietta dello spagnolo David Villa (43° gol in 65 partite). Chiude i giochi l'argentino ex Atalanta, Maxi Moralez, che con i suoi 160 centimetri è ora il giocatore più basso della Lega, più di Sebastian Giovinco. Crollo Minnesota e Galaxy Dopo la sconfitta patita nella gara d’esordio, l’Atlanta in casa del Minnesota, in quello che era lo scontro tra le due matricole, riesce ad imporsi per 6-1 grazie alla tripletta dell'ex torinista Martinez,alla doppietta di Almiron, ed alla rete di Peterson, conquistando a suon di gol la sua prima storica vittoria in MLS. A Ovest continua il momento no dei Galaxy. Los Angeles è incappata nel secondo ko di fila contro Portland (0-1) - ora in testa alla classifica - con rete decisiva del colombiano Diego Chara su assist dell'argentino Diego Valeri. Seconda sconfitta consecutiva casalinga per i Galaxy, che avevano già perso 2-1 con Dallas.

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Sono passati oltre 40 anni dall'ultima volta che i tifosi di calcio del Minnesota hanno potuto assistere allo stadio ad un match di prima divisione. Ma lo spirito e la passione non sono cambiati. “Anche quando perdevamo i tifosi ci divevano ' Sai che c'è Tino? E' tutto a posto, domani è un altro giorno", racconta allo Star-Tribune l'ex portiere dei Minnesota Kicks e titolare ai Mondiali 1986 col Canada, Tino Lettieri. “Wow, mi dicevo, e questi non sono nemmeno arrabbiati per i due gol che ho concesso". Erano i tempi della NASL di Pelé, Johann Cruyff e Giorgio Chinaglia, e i Minnesota Kicks portavano oltre 46mila al Metropolitan Stadium. Lo United riporta quindi a Minneapolis e St. Paul (le Twin Cities) riprendendo una tradizione che risale ai tempi della vecchia NASL che ebbe grande successo con i Minnesota Kicks.  Già negli anni '70 infatti, ai tempi della NASL, gli allora Minnesota Kicks del sudafricano Ace Ntsolengoe e del portiere americano Tim Twellman (papà  di Taylor Twellman, ex attaccante della Nazionale USA e dei New England Revolution) furono capaci di attirare una media di 32.775 spettatori a partita nel 1977, secondi solo ai Cosmos, mentre l'anno prima vennero sconfitti nella finale del Soccer Bowl dai Toronto Metros-Croatia di Eusebio. E successo ha avuto anche il Minnesota United FC della nuova NASL, grazie ad una proprietà che ha saputo appassionare i tifosi locali coniugando progetto tecnico ed economico. New York Cosmos player Pele tangles with Minnesota Kicks player Alan Merrick at Metropolitan Stadium (1976) #MATCHDAY via @MNHS pic.twitter.com/lpb5vNQasf— Goldy's Rosedale (@GoldysRosedale) March 3, 2017 Il nuovo team all'esordio in MLS stasera alle 22 (diretta Eurosport 2, canale 211 di Sky) il Minnesota United FC, vedrà invece almeno 35mila spettatori sugli spalti del TCF Bank Stadium della University of Minnesota, con i Loons (0-1-0) che affronteranno l'altro expansion team del 2017, l'Atlanta United FC (0-1-0). Come ha dimostrato la reazione dei tifosi alla sconfitta per 5-1 all'esordio in casa dei Portland Timbers, lo spirito dei Minnesotans non è cambiato. "Ho visto le loro facce. Ci hanno continuato a sostenere, e il clima in città è stato incredibile", ha spiegato il capitano dello United, Vadim Demidov. "Non ci sono abituato. Se perdo 5-1 di solito vengo fischiato. Invece il pubblico è stato fantastico. Sono con la squadra comunque vada, e i giocatori lo sentono. Dobbiamo loro un'ottima partita stasera”. Eric Adamson, 48 anni, si ricorda di quando andava al Metropolitan Stadium, era il 4 luglio 1977, per un match contro i Connecticut Bicentennials. In seguito si è trasferito in Europa, e oggi, racconta ai media locali, è un abbonato insieme alla sua famiglia. "E' stato un sogno tonrare in Minnesota nel 2003 [dall'Oklahoma], e da allora speravo nella MLS". E tanti altri come lui, anche se rispetto ad Atlanta gli investimenti del Minnesota United sono stati decisamente limitati. Atlanta ha esordito nella sua casa temporanea, il Bobby Dodd Stadium della Georgia Tech, davanti ad un tutto eaurito da 55,297 fans, di cui 30mila abbonati. La vera casa di Atlanta - il Mercedes-Benz Stadium, condiviso con gli Atlanta Falcons — aprirà in estate. I Loons hanno venduto ben 33mila biglietti, e si aspettano di superare quota 35mila stasera. Sono invece 11mila gli abbonati (con limite fissato dalla società a quota 11,842). Ma Atlanta ha avuto più tempo per organizzare le vendite rispetto allo United, che si è potuta preparare solo a partire dall'agosto scorso. Originariamente infatti, l'ingresso del team di proprietà di Bob McGuire (acquistò i Minnesota Stars nel novembre 2012) accompagnato nella proprietà da un gruppo di investori che include Robert Pohlad e Jim Pohlad dei Minnesota Twins (MLB) , Wendy Carlson Nelson e Glen Taylor, proprietario dei club di NBA Minnesota Timberwolves, doveva entrare in MLS nel 2018. In ogni caso i 35mila di oggi sono un'enormità rispetto ai 5/10,000 che lo United attirava giocando nella NASL, e supererà il record realizzato proprio al TCF Bank Stadium nell'estate 2004 in occasione del match contro Ottawa vinto per 2-1 con doppietta di Christian Ramirez, ma quel giorno i Loons giocarono dopo un match tra Manchester City e Olympiakos, su un campo a pezzi. “C'era erba stesa sopra il sintetico, e non era un granché", ricorda il terzino sinistro Justin Davis. "Ma l'atmosfera era ottima. Non tutti rimasero fino alla fine, ma in tanti sì. E saranno ancor di più oggi”. Ironia della sorte, come fu la pioggia nell'agosto 2014 a far andar via tanti dallo stadio, stasera i tifosi dovranno affrontare gelo e probabilmente neve, per la quale la MLS ha già preparato il pallone arancione. Ma almeno il terreno, sintetico, è di ottimo livello. E il campo, nonostante qualche segno oro e marrone della University of Minnesota padrona di casa, si presenterà pieno dei simboli dei Loons da presentare in diretta TV. 33,000 and counting...#MNUFC has sold over 33,000 tickets to Sunday's inaugural @MLS match.More » https://t.co/uPkVxg9qA2 pic.twitter.com/brVTwDTirn— Minnesota United FC (@MNUFC) March 10, 2017 Il nuovo stadio del Minnesota United da 21.500 posti sarà pronto nel 2018, ma chi è felice del TCF Bank Stadium è l'attaccante Ramirez, cui piace l'idea di avere trenatmila tifosi sugli spalti ataccati al campo, facendo così sentire la pressione agli avversari. A guidare Minnesota in panchina ci sarà un veterano dei campi d'Europa, quell'Adrian Heath artefice della salità di Orlando dalla USL (vinta due volte) fino alla MLS, e da giocatore vinciroe anche di una Coppa delle Coppe con l'Everton. E Heath è consapevole del momento storico: "I giocatori sono molto eccitati Tutti comprendono l'importanza del momento, la responsabilità. Dovranno mettere in campo un show che sia bello per tutti".

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Patrick Vieira, ex di Milan, Juventus e Inter, e oggi allenatore del New York City FC, è molto impressionato da costante miglioramento della MLS, e secondo lui se, ad esempio, i Seattle Sounders campioni in carica giocassero in Ligue 1 non sfigurerebbero. "E 'difficile confrontare i MLS con l'Europa perché il campionato esiste da soli 20 anni", ha detto l'ex capitano della Francia all'AFP. "Ma c'è una identità che si sta sviluppando gradualmente. Se Seattle giocasse in Ligue 1 non sfigurerebbe", ha aggiunto. Vieira è nella sua seconda stagione sulla panchina di New York, e spera di sfruttare il successo del suo primo anno, quando ha guidato la squadra alla semifinale di Eastern Conference. New York vantava uno degli attacchi più forti della MLS scorsa stagione, ma ha poi pagato la fragilità difensiva, finendo eliminata con un 7-0 totale nei playoff contro Toronto. Tuttavia, Vieira non intende rinunciare al suo stile di gioco improntato all'attacco. "No. Mi è sempre piaciuto il gioco offensivo", ha spiegato l'ex centrocampista dell'Arsenal e Juventus in risposta alla domanda se prevedeva uno stile più difensivo in questa stagione. "Sono sempre stato un fan di squadre che segnano un sacco di gol. Sono stato in squadre dove l'impostazione era piuttosto difensiva, ma nel complesso, ciò che era importante per me era sapere in quale direzione volevo che la squadra andasse", ha aggiunto. Con Frank Lampard ora in pensione, Vieira punta sui campioni del mondo Andrea Pirlo e David Villa per dare una leadership dentro e fuori dal campo ai Citizens di NY. "Stiamo parlando di due ragazzi che hanno vinto la Coppa del Mondo, il Campionato Europeo, la Champions League - sanno come vincere", ha detto Vieira. "Ho chiesto loro di essere realmente coinvolti dentro e fuori dal campo, essendo due grandi. Non hanno mai esitato a parlare con i giocatori più giovani per dare consigli hanno sempre un punto di vista che è positivo per la squadra".

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Nel nuovo stadio da 25.500 posti (tutti esauriti) dell'Orlando City, la prima di Andrea Pirlo alla sua terza stagione in MLS non parte nel migliore dei modi. A Orlando contro i suoi ex compagni di Milan Ricky Kakà e Nocerino, il Maestro e il suo NYCFC escono sconfitti per 1-0, anche se avrebbero sicuramente meritato almeno un pari per alcune incredibili occasioni sprecate. Poco dopo il via proprio Pirlo involontariamente contribuisce all'infortunio che mette fuori causa Kakà all'8'. Il brasiliano è costretto ad uscire per un dolore al bicipite femorale, e coach Jason Kreis dopo il match ha espresso la preoccupazione che possa trattarsi di qualcosa di grave. Pochi minuti dopo però, i leoni in viola vanno in vantaggio con un colpo di testa dell'attaccante canadese Cyle Larin, giovane promessa di 21 anni, al suo gol numero 31 in due stagioni in Florida. Il gol di @CyleLarin regala la vittoria a @OrlandoCitySC nell'esordio stagionale contro @NYCFC #ORLvNYC pic.twitter.com/iyOKXBksr2— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 6, 2017 Il Maestro fa vedere grandi giocate, con passaggi lunghi e precisi, contribuendo ad un paio di palle gol sbagliate dal finlandese Alexander Ring al 32' fermato dall'uscita di Bendik, e dal 20enne inglese Jack Harrison all'8' della ripresa, col NYCFC che chiude con ben sette tiri nello specchio senza però raggiungere il pari, anche per la serata storta di David Villa e dell'ex atalantino Maxi Moralez. Per  Citizens di coach Patrick Vieira  l'esordio casalingo allo Yankee Stadium arriverà domenica prossima contro il D.C. United di Erick Thohir.

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A parte l'arrivo di David Beckham, a dare la svolta alla MLS è stato l'ingresso nella lega dei Seattle Sounders nel 2009. L'esordio del team dello stato di Washington, le cui origini risalgono alla NASL anni '70, ha significato un salto culturale per la MLS, con il bellissimo spettacolo di decine di migliaia di spettatori entusiasti assiepati sugli spalti di uno stadio nato per i Seahawks della NFL. Ma non solo. Seattle è entrata in MLS con una struttura societaria di altissimo livello e un'ambizione mai vista tra gli expansion team degli anni precedenti quali Real Salt Lake, Chivas USA e Toronto FC E come i Sounders hanno segnato l'avvio della MLS 2.0, lo sbarco dell'Atlanta United FC sta segnando probabilmente una nuova era per la lega USA. A cominciare dai 55mila che affolleranno stasera lo storico Bobby Dodd Stadium della Georgia Tech University, in attesa che apra il Mercedes Benz Stadium, per il quale sono già 30mila gli abbonati. La diversità, dal punto di vista tecnico, la si è vista già in questo inverno di avvicinamento. A dicembre l'annuncio dell'ingaggio della talentuosa 22enne ala paraguaiana Miguel Almirón (già cercato da Arsenal e Chelsea), pagata ben $8.5 milioni agli argentini del Lanus, una delle fee più alte di sempre della MLS, e per un investimento totale di circa 20 milioni includendo l'ingaggio quinquennale. Prima di lui i rossoneri della Georgia avevano già speso $4.5 milioni per il 23enne attaccante argentino del San Lorenzo Hector Villalba (lo volevano Milan e Bologna nel 2015), reduce da vittorie in Primera Division Inicial e Coppa Libertadores. Sempre in attacco, ecco dal Torino (13 gol in 76 match su tre stagioni) Josef Martinez, e poi il portiere della Nazionale USA Brad Guzan (dal Middlesborough) e il terzino Greg Garza. Una campagna acquisti stellare per una squadra MLS. La lega punta ad entrare nell'empireo del calcio mondiale, e per farlo ha bisogno di mettere tanti soldi per talenti giovani, non solo per ultra 30enni dal grande nome ma sul viale del tramonto. I primi, fortunanatemente, sono sempre di più negli ultimi anni. Si pensi ai vari Ignacio Piatti (visto a Lecce), Nicolas Lodeiro e, certo, Sebastian Giovinco. Atlanta sta cercando di portare questo trend ad un livello successivo, andando addirittura a prendere giocatori cercati da team europei. Investimenti sul campo, quindi, ma anche sul contorno. Innanzitutto uno stadio da un miliardo (che condividerà con gli Atlanta Falcons della NFL), un centro di allenamento da $60 milioni; l'ex allenatore di Argentina e Barcellona, Gerardo "Tata" Martino, in panchina; un ex dirigente del Tottenham come Darren Eales nel ruolo di presidente operativo e l'ex nazionale USA Carlos Bocanegra in quello di Direttore Tecnico. Per chiarire, non stiamo parlando dell'Orlando City, che ha speso quattro soldi per i Designated Players affiancati a Kakà, puntando più sul lungo termine. E non siamo nemmeno di fronte ad un New York City FC che ha messo tutto su grandi nomi sul viale del tramonto come Frank Lampard e Andrea Pirlo, andando a formare un trio completato da un eccezionale attaccante come lo spagnolo David Villa, MLS MVP 2017. Atlanta è diversa. I calciatori che ha preso non sono né giovani di belle speranze e basta, né nomi per vendere magliette e biglietti. Almirón è un centrocampista offensivo di talento che potrebbe "spaccare" il campionato con a fianco Villalba, Martinez e Kenwyne Jones, per un attacco tra i più letali della MLS. Scelte che farebbe un buon club europeo con asprazioni di livello, e su cui magari guadagnare dalla vendita in futuro. Non solo top players però, ma anche i giovani fanno parte del progetto, sui Bocanegra sta lavorando da oltre un anno. Tanti infatti sono i prospect, come i nazionali U20 USA Andrew Carleton, Chris Goslin e Brandon Vasquez,che danno l'dea della visione della società. Al momento l'Atlanta United (ecco, sul nome ci sarebbe da che dire per la scarsa originalità), almeno sullacarta, sembra assolutamente qualificato per diventare il primo expansion team a poter raggiungere i playoff all'esordio dopo i sounders del 2009. Ma al di la del campo, sono più gli investimenti e l'organizzazione adare il segno di un qualcosa di nuovo nella storia della lega. Se questo è il nuovo percorso della MLS, che probabilmente sarà seguito anche dal LAFC in entrata nel 2018, allora dobbiamo prepararci a vedere uno spettacolo assai diverso - migliore - nei prossimi anni.  

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La Major League Soccer 2017 ha preso il via ieri notte con la (prevedibile) sconfitta, un pesante 5-1, dell'esordiente e mal assortito Minnesota United FC in casa dei Portland Timbers, e continuerà tra stasera e domani (dirette Eurosport a volontà) con da seguire l'altro expansion team Atlanta United FC in campo con i LA Galaxy, la squadra con più MLS Cup in bacheca. Una stagione questa che prende il via con presupposti molto diversi dalle precedenti. Sono infatti mancati i grandi nomi col relativo effetto "marketing". Un approccio sposato invece in pieno dalla Superleague cinese, affollatasi di stranieri più o meno avanti con gli anni (dagli argentini Carlitos Tevez e Lavezzi ai brasiliani Oscar e Hulk), ma a cifre folli. I team MLS hanno invece deciso di rimpolpare le varie rose con talenti meno noti, in gran parte sudamericani, ma capaci di dare un vero valore aggiunto in campo. E pensare che è stato proprio il soccer USA a dare l'esempio ai cinesi di oggi già negli anni '70, quando importò a suon di dollari il meglio del calcio mondiale di allora: Pelé, Giorgio Chinaglia, Franz Beckenbauer, Carlos Alberto, Johann Cruyff, Gerd Muller, Gordon Banks, George Best, ecc. Lo stesso ha poi fatto la MLS giusto 10 anni fa, quando per far accendere i riflettori su una lega che aveva bisogno di un boost per il decollo, andò a prendere dal real madrid nientemeno che David Beckham, allora poster boy tra calcio e immagine. La linea da allora è stata quella, ma a fine 2016 qualcosa ha iniziato a cambiare. Alcuni grandi nomi hanno infatti lasciato la MLS e il calcio al termine della scorsa stagione: l'ex capitano del Chelsea e della Nazionale inglese, Frank Lampard, si è infatti ritirato al termine di due stagioni tra alti (molto pochi) e bassi (moltissimi) con la maglia del New York City FC. Lo stesso per la leggenda del Liverpool Steven Gerrard, che ha lasciato i LA Galaxy e il prato verde dopo 18 mesi americani in cui è parso poco più che parente del giocatore che ha incantato per 15 anni la Premier League. Anche l'attaccante ed eroe del Chelsea, ed eroe della Champions League vinta dai Blues nel 2012, ha appeso gli scarpini al chiodo dopo aver fatto vedere grandi cose nella prima stagione a Montreal, venendi poi relegato in panchina dall'exploit del nostro Mancosu nel 2017. E chi mancherà a tutti gli appassionati di pallone sarà sicuramente l'irlandese (ex Inter e Spurs, tra i tanti altri) Robbie Keane, che ha lasciato da capitano i Los Angeles Galaxy dopo sei stagioni, tre campionati vinti e un premio da MVP. Nonostante non sia però arrivato alcun nome acchiappa-titoli, i team MLS hanno certamente investito sui cosiddetti ‘designated players’, il cui stipendio infierisce sul salary cap sono per una minima parte. Un totale di 13 nuovi DP è sbarcato negli USA nel 2017, e tutti tranne uno hanno meno di 30 anni, e vengono in maggioranza dell'America Latina. A guidare la nuova ondata è certamente l'Atlanta United, appena entrata in MLS insieme a Minnesota, portando così a 22 il numero di franchigie. Atlanta ha colto la necessità e ha puntato  sul paraguiano Miguel Almiron (23 anni), il venezuelano Josef Martinez (23) e l'argentino Hector Villalba (22). Il presidente del club della Georgia, Darren Eales (già dirigente del Tottenham), ha spiegato come l'aver venduto oltre 30mila abbonamenti prima dell'avvio della stagione ha consentito alla società di focalizzarsi unicamente su cosa potesse essere il meglio da consegnare all'allenatore, luì sì grande nome con alle spalle Argentina e Barcellona, Gerardo ‘Tata’ Martino. “Se avessimo ingaggiato, magari dalla Premier League, un giocatore afine carriera, avremmo probabilmente assistito ad una rivolta”, ha detto Eales. L'opposto di quanto visto in passato in MLS, quando tutto si concentrava sul nome per attirare il tifoso occasionale, che peraltro rimaneva spesso scettico e deluso. Un altro esempio di questa nouvelle vague è l'attaccante della Nazionale ungherese Nemanja Nikolic, sbarcato al Chicago Fire dai polacchi del Legia Varsavia. Nikolic ha infatti 29 anni, e indosserà la maglia del club dell'Illinois al picco della propria carriera, reduce dall'aver giocato in Champions League ed ai campionati europei. Con un sistema di saray cap costruito per evitare una concorrenza selvaggia, capace di distruggere una lega comunque giovane (è nata nel 1996) rispetto alle cugine europee, il bello della MLS sta nell'estrema incertezza. Basti pensare che negli ultimi dieci anni la MLS Cup è stata vinta da ben otto club diversi. Fare pronostici diventa quindi davvero arduo. In pole position è inevitabile attendersi i Seattle Sounders campioni in carica, sostenuti dagli oltre 40mila del CenturyLink Field, e come loro la finalista Toronto FC di Sebastian Giovinco e dell'ex romanista Michael Bradley. La maggior maturità del gruppo potrebbe poi forse consentire ai talentini del FC Dallas del coach colombiano Oscar Pareja, la squadra che meglio gioca in America, di finalmente arrivare al titolo. Non ci dimentichiamo poi Montreal, squadra solida, cui si aggiungerà il bolognese-svizzero Blerim Džemaili in estate. Chi subirà sicuramente la pressione saranno i due club di NY: il NYCFC, club che condivide la proprietà col Mancheser City, e New York Red Bulls, che pur avendo cambiato nome e proprietà sono fra i fondatori della lega. Nessuna delle due ha maui vinto la MLS Cup, e a NY se non vinci non sei nessuno. E poi dovrebbe essere l'ultima stagione da giocatore di Andrea Pirlo, che certo vorrà lasciare il segno, come anche Ricardo Kakà all'Orlando City, che da quest'anno gioca nel suo stadio. Non si possono poi certo dimenticare i Los Angeles Galaxy, in piena ricostruzione con Curt Onalfo in panca dopo l'addio di Bruce Arena, diventato CT degli USA al posto dell'esonerato Jurgen Klinsmann, e quelli di Gerrard, Keane e Donovan (stavolta definitivamente, dopo il breve rientro del 2016) e che punta tutto sull'attaccante messicano Giovani dos Santos. Sempre lassù c'è da attendersi di vedere lo Sporting KC di Peter Vermes, col centravanti nato a Londra Dom Dwyer, che dopo aver acquisito la cittadinanza americana è ora alla ricerca di un posto in Nazionale a fianco dei compagni il difensore Matt Besler e l'ala Graham Zusi, e forse anche del giovane talento Erik Palmer-Brown (già nel mirino della Juventus). Un campionato quibndi assai incerto, che magari potrebbe portare ad una finale a sopresa come quella tra Portland Timbers e Columbus Crew del 2015. E il bello della Major League Soccer è proprio questo.

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Il Draft, tradizione dello sport professionistico americano, ha visto ancora una volta la sua celebrazione ieri a Los Angeles in occasione del MLS SuperDraft 2017, anche se la sua rilevanza rispetto al calcio USA risulta sempre minore a seguito dello sviluppo dei settori giovanili. Ma, va detto, i team MLS qualche talento riescono ancora a trovarlo nei college, provvedendo anche a rimpolpare le rispettive rose con sangue giovane. Del resto dal Draft sono usciti ottimi giocatori negli anni quali Maurice Edu (ex Rangers Glasgow), Jozy Altidore (2006, NY Red Bulls), Graham Zusi (2009, Sporting KC), andando poi indietro fino al 2002 con Taylor Twellman (New England) e 1996 con Steve Ralston (Tampa Bay Mutiny). L'edizione di quest'anno vedeva quattro giocatori sopra una media non altissima. L'ordine delle chiamate ha sorpreso molti, con l'expansion team Minnesota United che ha deciso di puntare sull'attaccante Abu Danladi (18 gol in 42 match con UCLA), fortemente voluto dal coach, ex Everton e Orlando City, Adrian Heath, convinto dalle qualità e dal fisico del ragazzo, seppur un po' troppo spesso infortunato. Atlanta ha invece puntato sul difensore centrale, capitano degli USA U20 e della Syracuse University, Miles Robinson, che molti osservatori vedono già pronto per il campo in MLS, e che certamente crescerà sotto la guida di un veterano come Michael Parkhurst. Sempre l' United della Georgia ha ingaggiato anche il centrocampista della Providence University Julian Gressel, ragazzo di buona visione e tocco. Il NYCFC ha messo sul tavolo ben $250,000 ($50,000 di quanto il Chicago Fire abbia preso per i diritti su Didier Drogba) per anticipare il proprio diritto di scelta e chiamare il talentuoso playmaker Jonathan Lewis (Akron University), che molto ha impressionato in occasione della MLS Combine e che le nazionali U20 di USA e Giamaica si stanno contendendo. Altro bel colpo infine per Timbers, il cui coach Caleb Porter è un grande conoscitore del soccer universitario avendo allenato e vinto molto con Akron. Portland ha quindi chiamato il fracese della Duke University Jeremy Eboisse, che andrà a rinforzare l'attacco facendosi le ossa a fianco dell'esperto Fanendo Adi. Con lui arriva anche un difensore sinistro dall'ottimo potenziale quale Michael Amick, da UCLA. Al DC United sbarca invece un ragazzo locale, il terzino destro Chris Odoi-Atsem, chiamato dal GM Dave Kasper ("Grande lavoratore, molto atletico, bravo sia a spingere che a difendere") nell'ottica di diventare il futuro sostituto di Sean Franklin. Strano che il suo nome non si sia fermato invece prima sulla lista di Chicago che ha un disperato bisogno sulla fascia destra in difesa. Il coach serbo Veljko Paunović ha invece scelto il centrocampista della Lousiville Daniel Johnson, l'attaccante di Delaware Guillermo Delgadoas e un terzo portiere in Stefan Cleveland. Molto forte sui giovani è da anni FC Dallas, che però preferisce crescerseli in casa. Essendo però il Draft un'occasione a costo (quasi) zero, e ecco la chiamata per Jacori Hayes, centrocampista/ala di Wake Forest. Crescerà bene sotto la guda del colombiano Oscar Pareja. Round 1 Scelta Team Player Pos College 1 Minnesota United Abu Danladi A UCLA 2 Atlanta United Miles Robinson D Syracuse 3 NYCFC (pick acquired from Chicago) Jonathan Lewis C Akron 4 Portland Timbers (pick acquired from Houston) Jeremy Ebobisse A Duke 5 Columbus Crew SC Lalas Abubakar D Dayton 6 San Jose Earthquakes Jackson Yueill C UCLA 7 Vancouver Whitecaps Jakob Nerwinski D UConn 8 Atlanta United Julian Gressel C Providence 9 Columbus Crew SC Niko Hansen A New Mexico 10 Houston Dynamo Joe Holland C Hofstra 11 Chicago Fire Daniel Johnson C Louisville 12 D.C. United Chris Odoi-Atsem D Maryland 13 Real Salt Lake Reagan Dunk D Denver 14 Sporting Kansas City Colton Storm D North Carolina 15 Colorado Rapids Sam Hamilton C Denver 16 NYCFC (scelta di Seattle) Kwame Awuah C UConn 17 New York Red Bulls Zeiko Lewis C BC 18 FC Dallas Jacori Hayes C Wake Forest 19 Montreal Impact Nick Depuy A UCSB 20 New England Revolution Brian Wright A Vermont 21 Toronto FC Brandon Aubrey D Notre Dame 22 Seattle Sounders Brian Nana-Sinkam D Stanford Round 2 Scelta Team Player Pos College 1 Minnesota United Alec Ferrell P Wake Forest 2 Colorado Rapids Liam Callahan D Syracuse 3 Philadelphia Union (scelta Minnesota) Marcus Epps C South Florida 4 Chicago Fire (scelta Toronto FC) Stefan Cleveland P Louisville 5 Chicago Fire (scelta Toronto FC) Guillermo Delgado A Delaware 6 San Jose Earthquakes Lindo Mfeka C South Florida 7 Vancouver Whitecaps Francis de Vries C St. Francis 8 Houston Dynamo Jake McGuire P Tulsa 9 New England Revolution Napo Matsoso C Kentucky 10 Portland Timbers Michael Amick D UCLA 11 Philadelphia Union Aaron Jones D Clemson 12 D.C. United Eric Klenofsky P Monmouth 13 Real Salt Lake Justin Schmidt D Washington 14 Houston Dynamo Danilo Radjen D Akron 15 FC Dallas Walker Hume D North Carolina 16 New York City FC Jalen Brown A Xavier 17 New York Red Bulls Ethan Kutler C Colgate 18 FC Dallas Adonijah Reid C Canada Soccer 19 Montreal Impact Shamit Shome C FC Edmonton 20 Minnesota United (scelta  Philadelphia) Thomas de Villardi C Delaware 21 D.C. United Jo Vetle Rimstad D Radford 22 Seattle Sounders Dom Oduro C I Rounds 3 e 4 si terranno martedì prossimo via conference call.

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