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L'esperienza dell'attaccante della Nazionale USA, nato in Alabama ma di origini islandesi (ha anche giocato un match con l'U21), Aron Johannsson, con la maglia del Werder Briema non è stata delle migliori sin dall'inizio, motivo per il cui il giocatore si starebbe guardando intorno. "E 'stato l'anno più difficile della mia carriera fino ad ora, molto difficile con molte esperienze spiacevoli", aveva dichiarato poco tempo fa. Secondo la ESPN, Johannsson potrebbe lasciare il club della Bundesliga già in estate, se le cose non dovessero cambiare. L'ex AZ è infatti sceso in campo solo 8 volte da inizio stagione, anche a causa del tempo di recupero necessario per un infortunio subito in estate, stando anche spesso in Islanda lontano quindi dal Werder, e rimanendo fuori negli ultimi quattro match consecutivi (tre vittorie per i biancoverdi) . Lunedì l'allenatore del Werder Alexander Nouri ha dichiarato che Johannsson “deve lavorare per avere un'altra chance" nelle prossime settimane, fondamentali per il team in lotta per non retrocedere. Sbarcato in Germania nel 2015 con un quadriennale, Johannsson è rimasto spesso fuori per infortunio, con la prima stagione al Werder chiusa con sole 6 partite giocate. In totale sono quindi 14 le sue apparizioni a Brema, con tre gol. Una discontinuità che ad oggi gli è anche costata il posto con la Nazionale USA dopo le 19 partite giocate nell'era di Jurgen Klinsmann CT.

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I Los Angeles Galaxy vogliono Zlatan Ibrahimović, e per convincerlo a trasferirsi negli USA sono pronti a ricoprirlo di dollari. Per lui infatti sarebbe pronta un'offerta da €17 milioni (quasi tre volte l'attuale stipendio di Kakà), che lo renderebbe il calciatore più pagato di sempre della storia della MLS. La notizia è emersa a seguito di un'intervista rilasciata dall'ex GM dei Galaxy e oggi giornalista, Alexi Lalas, che ricordiamo 25 anni fa con la maglia del Padova. Lalas, parlando a BBC Radio 5 Live, ha riportato di trattative in corso da lungo tempo tra Ibra e i LA Galaxy, che avrebbero pronti "un certo numero di incentivi" per convincere Zlatan a trasferirsi negli Usa: "Credo che abbiano una possibilità. E se sarà quest'estate, o forse fra un anno, penso che comunque accadrà". Un'ipotesi cui crede anche l'ex attaccante della Scozia, Charlie Nicholas: "Andando via adesso lascerebbe alla grande, potendo dire: 'Mi avete messo in dubbio, ma ho fatto il mio in Inghilterra. Ora posso andare in America ed essere il nuovo Beckham, l'immagine della MLS". Ibra, ha aggiunto Nicholas, "potrebbe giocare lì ancora tre anni, e questo è probabilmente ciò che ha in mente". Ibrahimović , centravanti di 35 anni ma ancora in grande forma (già 26 i gol totali in questa stagione), permetterebbe di certo ai LA Galaxy di fare un salto enorme in termini sia tecnici che di marketing, in particolare dopo che al termine dell'ultima stagione sono terminati i contratti con Robbie Keane e Steven Gerrard. Due partenze che, insieme a quella di Bruce Arena per la panchina della Nazionale USA, sostituito da Curt Onalfo, hanno spinto LA verso un inusuale anonimato in MLS, almeno sulla carta. "È una buona opportunità per lui di entrare in questo mercato e introdurre quel brand 'Zlatan' che molte persone al di fuori del calcio non conoscono", ha aggiunto Lalas. Il contratto dello svedese da £11 milioni con i Red Devils scade a giugno 2017 (lo United fa solo contratti annuali ai giocatori ultratrentenni, anche se Ibra un'opzione per il prossimo), e la stella svedese sarebbe pronta a fare l'ennesimo salto di carriera grazie agli uffici di Mino Raiola, che da quasi 15 anni lo rappresenta permettendogli di guadagnare cifre sempre crescenti. Hollywood, welcome to Zlatan? 🇺🇸LA Galaxy want to make Ibrahimovic Major League Soccer's highest ever paid player, report @BBCSport. pic.twitter.com/uc9kp7BfYp— Bleacher Report UK (@br_uk) March 9, 2017 Ricordiamo che i LA Galaxy sono di proprietà della AEG, la più grande società di entertainment del mondo e titolare della O2 Arena di Londra. Ciò per capire come i soldi per i Galaxy, che con Ibra ci avevano già provato nel 2016 al termine del suo accordo col PSG, non siano un problema. Al momento i Galaxy hanno tutti e tre i posti da Designated Player occupati dall'attaccante messicano Giovani Dos Santos, dal difensore belga Jelle Van Damme e dall'argentino Romain Alessandrini. Ma LA potrebbe spostare i cosiddetti Targeted Allocation Money per abbassare sotto quota 350mila dollari uno dei contratti da DP facendo così spazio a Ibrahimović, che con Giovani dos Santos andrebbe a formare la coppia d'attacco più forte della MLS.

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Ricardo Kakà giocherà l'ultimo anno con la maglia degli Orlando City: "Futuro? Non so ancora, se tornerò in Brasile sarà solamente per il San Paolo". Sta per terminare l'avventura americana di Ricardo Kakà, che ha annunciato oggi il suo addio agli Orlando City alla fine del campionato 2017. L'ex giocatore del Milan non ha svelato ancora particolari indicazioni sul suo futuro dopo la MLS. Ultimi mesi nel campionato degli USA per il fuoriclasse brasiliano, che ai microfoni di 'Fox Sports' ha annunciato la sua decisione: "Questo è il mio ultimo anno a Orlando. Il futuro? Non so ancora niente, ma voglio restare nel mondo del calcio.  Non passo la mia vita a guardare il conto in banca. Forse avrei voluto giocare qualche anno in Inghilterra, ma non è andata così”. L'ex rossonero non ha ancora deciso la sua prossima destinazione, ma la certezza è una ed è fatta con il cuore: "Se tornerò in Brasile, sarà solamente per il San Paolo, sarebbe difficile giocare per un'altra squadra". In MLS, Kakà ha disputato 55 partite, con ben 20 gol all'attivo. In carriera, oltre alla maglia di San Paolo e Milan, ha indossato anche la casacca del Real Madrid. Conta, al momento, anche 90 presenze (con 29 reti) con la Nazionale brasiliana.

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Sei stagioni in California, 3 MLS Cup, 1 Supporters' Shield, il titolo di MLS MVP 2014, 92 gol e 51 assist che lo hanno fatto entrare di diritto nella Hall of Fame della MLS. Sono questi i numeri di Robbie Keane, con la maglia dei Los Angeles Galaxy di cui è diventato un'autentica leggenda e ai quali dice addio al termine del suo contratto a dicembre. Dopo le voci degli ultimi mesi, è arrivata l'ufficialità del club. BREAKING: Robbie Keane to depart from #LAGalaxy at end of year: https://t.co/G85RBAg6KJ #ThankYouKeano pic.twitter.com/OjPdyrcB6f— LA Galaxy (@LAGalaxy) November 17, 2016 "E' stato un onore essere il capitano della vostra squadra, sono orgoglioso di tutto ciò che abbiamo ottenuto insieme". Queste le parole di Keane rivolte ai tifosi su Instagram. "Seguirò il club nella sua crescita nei prossimi anni". Il messaggio è di quelli commoventi da parte dell'ex Inter, Tottenham e Liverpool, ma l'addio ai Galaxy non significa l'addio al calcio: "Credo che sia il momento di cominciare una nuova avventura. Mi sento in forma e ora che ho abbandonato la nazionale posso dedicarmi appieno al mio prossimo impegno". I can confirm that after five fantastic years I will be leaving the LA Galaxy. It's been a privilege to have played my part in the history of such a great club and I leave with memories that will stay with me forever. Winning three MLS Cups, scoring over 100 goals for the club and being named as 2014 MVP are all achievements that I will look back on with pride, it's been an incredible experience, I've truly loved every minute of my time at LA Galaxy. However, I believe that now is the right time for a new challenge as I look towards the next chapter of my playing career. I still feel as fit and sharp as ever and I am looking forward to my next adventure. Having now retired from international football I am ready to focus everything I have on one last major challenge in club football and will be taking time out to consider my options before announcing my next move. I would like to thank everyone at the Galaxy including the board, manager and all of my teammates for their incredible support during my time in LA. Finally, I would like to thank the most important people at the club; the fans. Thank you for welcoming me as one of your own and for helping to make LA such a special place for both me and my family. The city has become my second home and I will never forget the unbelievable backing you've given me during my time at the Galaxy. The great times we have shared will stay with me forever. I look forward to watching the club continue to grow and progress in the coming years. It's been an honour to captain your team and I am so proud of everything we have achieved together. Thank you for everything. Una foto pubblicata da Robbie Keane (@robbiekeane) in data: 17 Nov 2016 alle ore 15:06 PST DONOVAN E GERRARD — E' un periodo di addii in casa Galaxy (e nella MLS in generale), visto che anche Steven Gerrard lascia. Le voci sul termine della sua avventura in America sono stati un tam-tam quotidiano negli States e in Inghilterra e il suo ultimo messaggio su Instagram è il saluto definitivo. Per dei grandi nomi che partono, però, c'è stato anche chi è tornato: Landon Donovan aveva detto addio ai Galaxy e al calcio, salvo poi ripensarci dopo due anni. Chissà che Gerrard e Keane non possano fare lo stesso. Fonte: Gazzetta.it

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Il centrale nato nel 1995 Matt Miazga sarebbe vicinissimo al Chelsea. Lo riporta ESPN FC. Negli scorsi mesi si parlava di interessamenti di squadre come il Leicester City, ma secondo il Daily Mail praticamente tutte le big inglesi erano sul giovane difensore centrale dei New York Red Bulls. L'account Twitter @MLSTransfers ha nominato anche la Roma, squadra che l'americano avrebbe rifiutato per una sua ambizione di giocare in Inghilterra. Il prezzo dovrebbe essere di $5 milioni e il ragazzo non ha bisogno di nessun permesso di lavoro essendo in possesso della cittadinanza polacca. Miazga, nato nel New Jersey, si unì all'Academy dei Red Bulls nel 2009 a livello under-14 e nel 2013 firmò un contratto da pro con i newyorkesi come "Homegrown Player"; debuttò poco dopo a 18 anni contro la Houston Dynamo. Poche le presenze nel 2014 (7), ma il nuovo Coach Jesse Marsch gli ha affidato fin da subito un ruolo da titolare nel 2015, anno nel quale si è affermato come uno dei migliori difensori centrali del campionato con 26 presenze siglando anche una rete nel derby contro il New York City FC. A livello di Nazionale Miazga ha rappresentato, oltre alla Polonia U18, gli USA U18, U20 (ha partecipato agli ultimi Mondiali), U23 e il 13 novembre ha debuttato nella Nazionale maggiore contro Saint Vincent e Grenadine in un match di qualificazione per i Mondiali del 2018. È anche spuntata una foto dell'americano con Pato, neo acquisto dei londinesi. This photo finally makes sense. Miazga and Pato will be playing at Chelsea together. #RBNY pic.twitter.com/DrVYruBIEa — Kyle (@KZONE1988) 27 Gennaio 2016 Un grande step per la carriera di un giocatore che quasi sicuramente sarà una delle colonne portanti degli USA del futuro.  

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"Qua non parla, vedo che quando va là parla sempre. Bisogna parlare con lui perchè sono interviste delicate anche per la traduzione. Sarebbe meglio chiamare Honda se riuscite a farvi capire. Fa il napoletano, capisce quello che vuole capire". Un paio di settimane fa Sinisa Mihajlovic è stato chiaro sulle interviste di Keisuke Honda, che tende a parlare solo quando è all'estero, e stavolta lo ha fatto di nuovo, seppur in America e non in Giappone. Durante le vacanze di Natale infatti Honda è volato in California per un 'clinic' con 100 ragazzi allo StubHub Center di carson (CA), la casa dei Los Angeles Galaxy, dove intende lanciare una sua scuola calcio basata sugli stessi metodi che già applica nelle sue 50 scuole in giro per il Giappone. Il 29enne nazionale giapponese è convinto che gran parte del suo successo, delle sue capacità tecniche - passaggi, tiri, punizioni - siano dovuti non ad un talento naturale, ma al duro lavoro fatto di allenamenti e ripetizioni continue. Un impegno che gli ha consentito di crescere nell'Osaka ed esordire nel Nagoya Grampus e poi in Nazionale, rima di trasferirsi al CSKA di Mosca. “Non ero un talento", ha raccontato Honda a Fox Sports negli USA. “C'erano molti buoni giocatori intorno a me quando ero giovane, e ho pensato di aver bisogno di allenarmi da solo, e questo mi ha aiutato”. Honda è infatti un esterno pratico e concreto, avvezzo al sacrificio. “Keisuke magari non riesce a farsi amare dal nostro pubblico – ha detto di lui Riccardo Montolivo – ma sotto l’aspetto tattico è un giocatore incredibile“. Dunque, un lavoratore, un operaio della fascia al servizio della squadra. Non solo campo però, perché Honda ha anche fondato una società, la Honda Estilo Ltd., attraverso cui ha fondato e sviluppato tre diverse academies in Giappone, arrivando lo scorso mese ad inaugurare un complesso sportivo da $4 milioni alla periferia di Tokyo. La sua società ha persino acquistato lo scorso giugno un club austriaco di terza divisione, l'SV Horn, per costruire una piattaforma europea per i giocatori asiatici, ed ha già ingaggiato un paio di giapponesi. Ma il prossimo passo è inevitabilmente verso gli Stati uniti, la vera nuova frontiera del calcio mondiale, passando prima per la creazione di un'academy, sfruttando la sua immagine sulla West Coast, dove c'è un notevole pubblico potenziale di origine asiatica. "Negli Stati Uniti c'è un grande potenziale di talento. Non avevo talento, ma da giovane sognavo di giocare per il Milan ed altri grandi squadre. Sono convinto che coi nostri metodi d'allenamento molti di questi ragazzi possano raggiungere i loro obiettivi". Ma il prossimo step potrebbe essere un suo trasferimento negli States. Il suo contratto col Milan, dove finisce in panchina abbastanza spesso e ha più volte espresso il suo scontento, è in scadenza a giugno 2017, ma i rossoneri non avrebbero problemi probabilmente a lasciarlo libero a gennaio dello stesso anno. E per lui potrebbe schiudersi le porte dei Los Angeles Galaxy, pronti ad accoglierlo a braccia aperte, visto anche che questa è l'ultima stagione da calciatore di Steven Gerrard, Inoltre, nel 2017 sbarcherà in MLS il nuovo rivale cittadino, l'LAFC, e i Galaxy avranno bisogno di almeno un nome di livello per non farsi oscurare.     E Honda non si tira indietro, lasciando presagire persino qualcosa di più. “Sono molto interessato alla MLS, ma non so se vi giocherò. E' una lega in grande crescita, con tanti giocatori famosi. Diciamo però che ho grandi sogni per gli Stati Uniti in futuro. Abbiamo un grande team [riferendosi alla sua società, Ndr], ma ancora non posso dire chi vi sia coinvolto. Ma vi sorprenderemo in futuro, tenete gli occhi aperti". Per lui un futuro da proprietario alla Beckham in MLS?

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Yura Movsisyan lascia lo Spartak Mosca e vola negli Stati Uniti. 28 anni, torna al Real Salt Lake in prestito con diritto di riscatto. Gli appassionati di Major League Soccer (MLS) si ricorderanno le sue gesta ai tempi del Real Salt Lake, di cui fu tra i protagonisti della MLS Cup 2009, chiudendo dopo tre stagioni in cui ha accumulato 53 partite e 15 reti. Subito dopo, il pellegrinaggio tra i danesi del Randers FC (dove salvò il club con 7 gol negli ultimi 13 match), e poi in Russia prima al Krasnodar (subito 14 gol nella prima stagione, quarto in classifica cannonieri) e poi con lo Spartak Mosca. Per lui un totale di 48 gol in 112 match nella Russian Premier League. In mezzo, nel 2013, un gol all'Italia con la nazionale armena (lui è nato in Azerbaijan da genitori armeno ma stava per prendere la cittadinanza USA). Dopo aver accumulato un bel po' di esperienza internazionale (e 60 gol in 142 match), ecco che ora la riporta nello Utah per aiutare il "suo" RSL a ritrovare l'identità perduta dopo l'addio dell'allenatore delle vittorie Jason Kreis. Molto contento il GM Craig Waibel, che in campo col RSL ha vinto campionato e US Open Cup: “Yura è uno che segna, i numeri lo hanno dimostrato dovunque sia andato. E' tornato anche perché ha voluto dare priorità alla famiglia e vivere negli Stati Uniti, e siamo molto contenti di con noi uno che segna cosi, e non vediamo l'ora di vederlo in campo”. Arrivato originariamente in MLS nel 2006, all'età di 18 anni, chiamato al Draft dai Kansas City Wizards (due stagioni con 15 partite e 5 gol), torna al Real Salt Lake all'alba dei quarti della 2015/16 CONCACAF Champions League che vedrà i "claret and cobalt" affrontare il Tigres UANL di Monterrey i prossimi 24 febbraio e 2 marzo (ritorno al Rio Tinto Stadium).

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Il commissioner della MLS, Don Garber, ha affermato di sperare ancora che Didier Drogba possa tornare al Montreal Impact e rinviare il suo ritiro, ma il futuro dell'ivoriano rimane ancora oscuro. Da settimane si parla ormai della voglia di Drogba di ritirarsi per entrare nello staff tecnico del Chelsea. La notizia del suo ritiro era stata resa pubblica dal francese L'Equipe, ma l'attaccante ha quindi smentito via Twitter. "E' una situazione in corso d'opera, e semplicemente non ho aggiornamenti", ha dichiarato ieri Garber durante l'MLS SuperDraft. "Chiunque può decidere di ritirarsi quando sente che è venuto il momento, ma lui ha un contratto, e speriamo possa tornare ad indossare la maglia, pronto per giocare" Le regole della FIFA stabiliscono comunque che, anche in caso di ritiro, nel caso Drogba accettasse un ruolo da tecnico, all'Impact sarebbe comunque dovuta una qualche forma di compensazione- Ma in ogni caso Garber ha tenuto a sottolineare che, nonostante sia stato poco in MLS, Drogba è stato "un grande ingaggio" da parte della lega. Visti i numeri in campionato dell'ivoriano, un punto difficilmente discutibile. Appena arrivato in MLS Drogba ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie, trascinando il Montreal - che appariva ormai cotto - sino ai playoff (prima volta dal 2013) con 12 gol in 14 match. "Didier è stato incredibile, e ha fatto grandi cose per l'Impact. ma ha 38 anni, e se dovesse decidere di ritirarsi gestiremo la cosa di conseguenza. In ogni caso ha portato eccitazione nella lega, e sono sicuro che i tifosi del Montreal non lo dimenticheranno. Dovesse decidere, insieme all'Impact e a Joey Saputo [il presidente, Ndt] di andarsene, sono sicuro [i quebeçois] che si concentreranno sul portare comunque un grande giocatore".

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Nuovo rinforzo in difesa per i San Jose Earthquakes, che hanno annunciato oggi l'ingaggio del giramondo centrale argentino, e all'occorrenza terzino sinistro, Andres Imperiale. Imperiale, 29 anni, arriva dal Deportivo Saprissa, Costarica, con cui ha vinto il campionato invernale lo scorso dicembre. Cresciuto nel settore giovanile del Rosario Central, con cui ha debuttato in prima divisione nel 2005, dopo un prestito al San Martín de Tucuman (Argentina) nel 2008, è volato all'Oriente Petrolero (Bolivia) l'anno successivo. Di lì ancora Bolivia col Blooming Santa Cruz, prima di finire addirittura a Cipro, al Doxa Katokopias e quindi all'Aris Limassol nel gennaio 2011. Un anno dopo il ritorno in Sudamerica con i cileni dell' Universidad Concepción, vincendo nel 2013 la Primera B. A gennaio dello scorso anno infine, il passaggio al Deportivo Saprissa, dove ora lo sostituira l'ex NY Red Bulls Roy Miller. A San Jose andrà a comporre una difesa che già vede due esperti centrali quali Victor Bernardez e l'ex nazionale USA Clarence Goodson, mentre Shaun Francis parte titolare a sinistra in attesa del rientro dell'infortunato Jordan Stewart.

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Nel 2008 fu il protagonista della MLS Cup vinta dal Columbus Crew. La furia esoneratrice di Maurizio Zamparini colpisce ancora. Via Davide Ballardini, al suo posto sulla panchina del U.S. Città di Palermo finisceuna vecchia conoscenza degli appassionati della Major League Soccer: l'argentino Guillermo Barros Schelotto, ex giocatore del Boca Juniors e vincitore della MLS Cup 2008 col Columbus Crew SC, e più recentemente allenatore del Lanus dopo aver sfiorato proprio la panchina del club dell'Ohio nel 2013. Sarà affiancato da Fabio Viviani. "Doveva venire a giugno, ma visto quello che e' successo ho anticipato i tempi" ha detto Zamparini in una conferenza via skype. [caption id="attachment_14926" align="alignnone" width="650"] FRISCO, TX - APRIL 10: Forward Guillermo Barros Schelotto #7 of the Columbus Crew at Pizza Hut Park on April 10, 2010 in Frisco, Texas. (Photo by Ronald Martinez/Getty Images)[/caption] Guillermo Barros Schelotto, vecchio pallino di Zdenek Zeman che da giocatore lo voleva alla Lazio, sbarcò al Crew nell'aprile 2007, diventando presto leader dei gialloneri guidati da Sigi Schmid. L'anno dopo fu il boom: nominato 4 volte Player of the week, 19 assist e 7 gol e il premio MLS MVP, a coronamento di una stagione chiusa col la MLS Cup vinta battendo i New York Red Bulls per 3-1 (tre assist dell'argentino) nella finale giocata all'Home Depot Center di Carson (CA). Dopo altri due anni di giocate e assist, nel novembre 2010 arriva la rottura e il ritorno in Argentina, dove all'età di 37 anni chiude col Gymnasia y Esgrima, per poi assumere l'incarico di allenatore del Lanus nel 2012, dove ha vinto una Copa Sudamericana, è arrivato in semifinale di Copa Libertadores, e una volta secondo e una terzo in campionato. Ora, la chiamata di Zamparini.

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Il Real Oviedo ha raggiunto un accordo per l'ingaggio del difensore americano difensore Kwame Shaquell Moore, "Shaq", che per questa stagione sarà mandato a formarsi al Vetusta, la filiale del club spagnolo che milita nella Tercera Division (la quarta serie spagnola). Il giocatore, nato il 2 novembre 1996 a Powder Springs (Georgia), è un terzino destro, che può giocare anche come difensore centrale, e arriva dal Hurricane Valencia, club fallito che ha lasciato i calciatori in rosa senza stipendi. Negli USA Moore si è formato alla IMG Academy e poi nelle giovanili del FC Dallas della Major League Soccer. Con gli Stati Uniti U-20 si è messo in evidenza del nel Campionato CONCACAF 2015 di qualificazione al Mondiale di categoria, venendo poi convocato per il Mondiale FIFA Under 20 dello scorso anno in Nuova Zelanda. Moore si mette così alle spalle il brutto periodo passato negli ultimi mesi, purtroppo comune a quello di tanti altri giocatori in tutta Europa. "È già difficile essere un calciatore americano in Europa, così è ancora più complesso", aveva dichiarato a Marca.

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Nuova linfa offensiva per il coach dei 'Caps Carl Robinson. Il centrocampista costaricano Christian Bolanos Navarro ha esercitato la clausola rescissoria e ha informato il suo club, il Deportivo Saprissa, di aver accettato la proposta dei Vancouver Whitecaps, dove va a raggiungere i connazionali Kendall Waston e Jordan Smith. Ala di 31 anni, Bolanos è diventato noto al grande pubblico grazie alle ottime prestazioni ai Mondiali 2014 col suo Costarica (con cui aveva giocato i Mondiali anche in Germania nel 2006), tra cui la vittoria contro l'Italia, che ha visto proprio Bolanos tra i protagonisti con incursioni e tiri che hanno spesso creato problemi alla difesa azzurra. La sua carriera ha preso il via nel 2001 al Saprissa, dove è rimasto sino al 2007, vedendo nel 2005 (dopo il terzo posto al Mondiale per Club) saltare il suo passaggio al Charlton per non aver ottenuto il permesso di lavoro. Nel 2007/09 passa all'Odense BK in Danimarca, poi in Norvegia all'IK Start (2009/10) e poi FC Copenaghen (2010/14) dove vince due volte la Danish Superliga. Vola infine all'Al-Gharafa SC in Qatar, prima di rientrare nel 2015 al Deportivo Saprissa. Bolanos è stato con i Ticos in Coppa del Mondo 2006 e Brasile 2004, ha giocato per Saprissa Club World Cup 2005 in Giappone, dove ha preso il viola un terzo posto onorevole.

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