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John F. Molinaro

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Trattenete il fiato voi tutti tifosi del Canada: Tesho Akindele ha deciso di sottomettersi acca bandiera della foglia d'acero. L'attaccante del FC Dallas è stato infatti convocato oggi dal CT spagnolo Benito Floro per un paio di partite di qualificazione Mondiale, ed ha deciso di accettare la chiamata, ponendo così fine all'incertezza che lo vedeva al bivio tra Canada e USA. Il Canada affronterà la piccola isola caraibica di Dominica in doppio scontro di qualificazione CONCACAF ai Mondiali 2018 in Russia, con andata l'11 giugno e ritorno al BMO Field il 16. Akindele, 23 anni, è un brillante prospect canadese, scelto al primo giro (sesto assoluto) da FC Dallas nel 2014 Major League Soccer SuperDraft, venendo nominato MLS rookie of the year la scorsa stagione, in cui ha messo a segno 7 reti in 26 partite. In questa è già andato a sego tre volte in 13 match. LEGGI: MLS' Got Talent: Tesho Akindele, FC Dallas Nato a Calgary, origini nigeriane, nonostante avesse rappresentato il Canada a livello U17, aveva fino ad oggi respinto le advances del CT Floro, esprimendo interesse per una possibile chiamata degli USA dopo aver ottenuto recentemente la cittadinanza (è cresciuto in Colorado). Una possibilità che sembrava essere sempre più vicina dopo la convocazione da parte del CT degli Stati Uniti, Jurgen Klinsmann, per il classico ritiro pre season di gennaio. Ma Floro, ex allenatore del Real Madrid tra le altre, non ha mai mollato, rimanendo sempre in contatto col ragazzo, e poco tempo fa si era detto sicuro al "99%" che Akindele avrebbe indossato la maglia del Canada. LEGGI: MLS Rookie of the Year 2014: Tesho Akindele (FC Dallas) La scelta sarà però definitiva solo l'esordio in un match ufficiale, e quindi tecnicamente Kindle potrebbe cambiare ancora idea non dovesse scendere in campo contro Dominica. Un caso del genere avvenne con l'ottimo portiere dello Stoke City, Asmir Begovic, che rimasto in panchina in un match di qualificazione mondiale contro la Giamaica nel 2008 decise poi di scegliere la Bosnia Herzegovina. Un rischio che certamente Floro non intende correre. “Giocatori e staff sono pronti. Queste prime eliminatorie saranno molto importanti per testare la nostra capacità di rimanere concentrati”, ha dichiarato Floro. LEGGI: Canada, Benito Floro nuovo CT La vincitrice di Canada-Dominica avanzerà al third round delle qualificazioni CONCACAF insieme a nove altre vincitrici del second-round più Giamaica e Haiti, in un'altra serie di playoff.  Il Canada al momento è al 115° posto nel ranking FIFA, Dominica invece è 165°. I convocati del Canada Portieri: Milan Borjan (Radnički Nis/Serbia), Lars Hirschfeld (Vålerenga/Norway) and Kenny Stamatopoulos (AIK/Sweden). Difensori: Nana Attakora (San Antonio Scorpions/NASL), Manjrekar James (Pécsi MFC/Ungheria), Dejan Jakovic (Shimizu S-Pulse/Giappone), Ashtone Morgan (Toronto FC/MLS), Karl W. Ouimette (New York Red Bulls/MLS) David Edgar (Birmingham City/Inghilterra), Nik Ledgerwood (Energie Cottbus/Germania), Adam Straith (Fredrikstad FK/Norway) and Maxim Tissot (Montreal Impact/MLS). Centrocampisti: Julian de Guzman (Ottawa Fury/NASL), Atiba Hutchinson (Besiktas/Turchia), Will Johnson (Portland Timbers/MLS), Jonathan Osorio (Toronto FC), Samuel Piette (Deportivo la Coruña/Spagna) and Russell Teibert (Vancouver Whitecaps/MLS). Attaccanti: Tosaint Ricketts (Hapoel Haifa/Israele), Tesho Akindele (FC Dallas/MLS), Randy Edwini-Bonsu (Stuttgarter Kickers/Germania), Marcus Haber (Crewe Alexandra/Inghilterra) and Cyle Larin (Orlando City/MLS) Fonte: Sportsnet.ca

Concacaf

Per l'attaccante juventino un contratto di quattro anni a €6 milioni annui! Il Toronto FC annuncerà l'ingaggio di Sebastian Giovinco all'inizio della prossima setimana, secondo quanto risulta a Sportsnet. Il TFC da tempo seguiva Giovinco - il cui contratto con la Juventus scade a giugno - e recentemente aveva fatto un'offerta importante al giocatore. Alcune fonti hanno confermato a Sportsnet che Giovinco ha accettato la proposta di di un quadriennale a seguito dell'incontro tra i suoi agenti e i raprresentati del club MLS a Toronto questa settimana, e che un annuncio formale arriverà lunedì o martedì. Le stesse fonto hanno confermato a Sportsnet che Giovinco aveva offerte da altri club europei, ma che il centrocampista azzurro ha scelto il Toronto FC dopo che il team canadese gli ha offerto "una vagonata di soldi" [come anticipato da socceritalia.it], che dovrebbe ammointare a circa  $7 milioni (poco più di 6 milioni di euro). Giovinco dovrebbe terminare la stagione con la Juventus e raggiungere il Toronto FC a luglio, ma la situazione potrebbe cambiare. Il Toronto FC ha deciso di non commentare la notizia, mentre una fonte vicina al Michael Bradley ha dichiarato che il centrocampista [ex AS Roma] è "molto contento" dell'acquisto di Giovinco. L'italiano arriva in Canada da designated player [con un contratto cioè superiore ai $387.500, Ndt], il che porta il numero dei DP del Toronto a a quattro — con Michael Bradley, Jozy Altidore e Gilberto. A meno che il nuovo contratto collettivo attualmente in corso di negoziazione tra Major League Soccer e sindacato giocatori non cambi la situazione, Toronto dovrà o cedere Gilberto o usare la cd. allocation money per abbattere il suo contratto facendolo rientrare nel salary cap [attualmente di $3.1 milioni per tutta la squadra, NdT]. Qualunque cosa il TFC dovesse decidere, dovrà farlo prima dell'inizio della stagione MLS 2015 [previsto per il 7 marzo prossimo a Vancouver, NdT]. [caption id="" align="aligncenter" width="600"] Sebastian Giovinco nel match vinto dalla Juventus per 6-1 contro il Verona in Coppa Italia[/caption] Giovinco, 28 anni a gennaio, è un giocatore versatile che può giocare da attaccante, centrocampista o ala. Soprannominato "la formica atomica", è un playmaker di talento, noto per le sue capacità nel dribbling, per i passaggi e le punizioni. Nato a Torino, Giovinco ha giocato per la Juventus sin dal 2006, segnando 12 gol in 91 match. E' stato un anno in prestito all'Empoli e due al Parma, dove nel 2011/12 ha messo a segno 15 reti. Tornato alla Juve, negli ultimi due campionati a segnato 9 gol. Quest'anno è sceso in campo solo sei volte (senza gol), mettendo in campo una grande prestazione e una doppoietta nel 6-1 contro il Verona in Coppa Italia questa settimana. Giovinco ha inoltre indossato 21 volte la maglia Azzurra, giocando agli Europei 2012, in cui l'ITalia è stata sconfitta in finale dalla Spagna, ed alla FIFA Confederations Cup 2013, senza però essere convocato per i Mondiali. L'affare Giovinco continua la rivoluzione della rosa del Toronto FC. Giusto venerdì il club canadese aveva annunciato lo scambio che ha portato l'attaccante inglese Jermain Defoe al Sunderland e l'americano Jozy Altidore in MLS.

Calciomercato

Quando si tratta di annunci, il Toronto FC sembra aver imparato la lezione. Si spera sia l'indicazione di un cambio di filosofia al TFC, più indirizzata al calcio innanzitutto, al marketing e infine al branding. Un anno dopo aver presentato Jermain Defoe in grande stile, accompagnato dallo sfortunato slogal “Bloody Big Deal”, il TFC ha invece mostrato alla stampa quello che è il suo sostituto, l'attaccante americano Jozy Altidore, nuovo designated player del club. La presentazione di Altidore è stata molto più modesta rispetto allo spettacolo messo in piedi per Defoe (e Michael Bradley) dal TFC lo scorso gennaio. Stavolta ci sono stati meno fuochi d'articficio e niente bus a due piani parcheggiato fuori dal locale con la scritta “Bloody Big Deal”. Il GM del club canadese, Tim Bezbatchenko, ha evitato di entrare nei dettagli dello scambio che ha visto Defoe tornare in Premier League al Sunderland per Altidore. C'è stato movimento di denaro? Il TFC ci ha guadagnato qualcosa? Bezbatchenko non ha risposto, ma una fonte nella MLSE ha spiegato a Sportsnet che lo scambio è stato alla pari, e che Michael Bradley ha ristrutturato il suo contratto sì da aiutare il TFC ad ingaggiare Altidore. Questo è quello che sappiamo. E sappiamo anche che Defoe è andato, e che probabilmente non tornerà mai da queste parti, e per alcuni fans del TFC sarebbe comunque troppo presto. Ora il Toronto FC guarda avanti con Altidore, l'americano che ritorna in Major League Soccer per cercare di recuperare una reputazione danneggiata, e per cercare di aiutare i Reds a interrompere una serie negativa che li vede da otto anni - dalla loro fondazione - fuori dai playoff. Se state cercando qualche segnale di progresso e maturità, sarà bene sapere che la conferenza stampa di venerdì ha evitato di essere troppo di "marketing", evitando di fornire aspettative eccessive che in passato sono risultate comiche. Nessuno ha tirato fuori le parole "Bloody Big Deal”. Nessuno ha provato a dire che Altidore sarà il salvatore del team (a differenza di Defoe l'anno scorso). E non c'è stato alcun appello fuori luogo di Tim Leiweke ai fans presenti. Non c'è stato nulla di tutto ciò. Venerdì si è parlato di calcio, di campo. Ed anche se è difficile credere pienamente a questo management - ci siamo bruciato abbastanza in passato - c'è la sensazione che il Toronto FC abbia imparato la lezione dalla debacle subita con Defoe, e che ora tutti siano focalizzati sulle cose importanti. “Per me tutto è relativo alle vittorie. Possiamo parlare degli ingaggi, della nostra visione, di cosa stiamo provando a fare sul campo, il nostro stile di gioco. Ma alla fine dobbiamo regalare ai tifosi un team vincente", ha detto Bezbatchenko. “Quella di oggi è una cosa grossa, ma alla fine ciò che conta è vincere”. [caption id="" align="aligncenter" width="601"] Il GM Tom Bezbatchenko, Jozy Altidore e il coach Greg Vanney[/caption] Sulla carta Toronto sembra averci rimesso da questo scambio alla pari col Sunderland. I Black Cats hanno riportato in Inghilterra un cannoneire veterano come Defoe, che ha sempre fatto gol in Premier League. Toronto invece prende Altidore, che dopo i lampi in Eredivisie con l'AZ Alkmaar (51 gol in 93 partite), è andato in gol una sola volta in 42 match di Premier League dal 2013. Qual'è il vantaggio per il TFC? Essere stato in gradi di liberarsi di un giocatore come Defoe che non credeva nella causa. A 25 anni, Altidore ha certamente maggiore spazio di crescita del 32enne Defoe. Inoltre ha voglia di smetire i suoi detrattori, inclusi i tifosi del Sunderland che hanno celebrato la sua partenza, e i critici locali che non credono meriti il contrattone concessogli dal Toronto. Ma , più di ogni cosa, Defoe non voleva restare a Toronto, mentre Altiodre vuole. E questo conta. E' una scommessa per il TFC? Assolutamente lo è. Non c'è alcuna garanzia che Altidore ritorni alla forma messa in mostra in Olanda. E i tifosi del Toronto FC sarebbero più sereni se Bezbatchenko avesse ingaggiato un cannoniere più continuo di Altidore. Ma la decisione di prendere Altidore, a differenza di Defoe, è basata interamente su motivi calcistici, e non da qualche piano marketing e dall'ossessione di costruire un brand globale. Ed è un grande passo nella giusta direzione per questo club. Ora il Toronto FC deve capire come mettere insieme i pezzi sul campo. Altiore può essere d'aiuto? Lo scopriremo presto. Fonte: John F. Molinaro - Sportsnet

MLS

Non è un grande anno per Dwayne De Rosario, che ha visto assai poco il campo sino ad oggi. E di conseguenza non si sono viste le sue esultanze a passo di gallina e le sue proteste petulanti. Solo tre anni fa, quando giocava per il DC United, De Rosario è stato nominato miglior giocatore della Major League Soccer. Oggi, dopo 103 reti in mLS (sesto in classifica e uno dei soli otto ad aver superato quota 100), il 36enne di Scarborough, Ontario, a malapena lo si vede con la maglia del club di casa sua. Ingaggiato dal Toronto FC lo scorso dicembre dopo il mancato rinnovo con D.C., DeRo ha giocato solo 10 partite in questa stagione (e solo 3 dall'inizio), per un totale di 295 minuti. Attualmente è fuori dal match perso dai Reds per 2-1 con lo Sporting Kansas City lo scorso 26 luglio, in cui venne anche sostituito a 8 minuti dalla fine. Da allora si è ritrovato in panchina o, peggio, in tribuna, come sbato scorso in occasione del 2--2 del TFC con Chicago. Con l'attacco guidatio da Jermain Defoe e il brasiliano Gilberto in gran forma e sempre in gol nelle ultime quattro partite, De Rosario è sceso sempre più in basso nelle preferenze di coach Ryan Nelesen, nonostante il suo ritorno in canada sia stato accompagnato dalla fanfara. “Dwayne De Rosario ha dato tutto,” ha dichiarato Nelsen dopo il match con Chicago. “E' stato fantastico nello spogliatoio. ma ho un attaccante da Premier League (Luke Moore) in panchina e uno nigeriano [Bright Dike] che sarebbe dovuto andare ai Mondiali". Nessuna sorpresa quindi se De Rosario, a tutt'oggi top scorer di sempre del TFC, si sente frustrato dal non trovare spazio. Quanto frustrato? “Estremamente. E finiamola qui", ha dichiarato a Sportsnet. De Rosario ha anche parlato un po' del suo futuro, e specificamente riguardo la prossima stagione, per la quale si ritiene impegnato col club dell'Ontario. “Penso sempre a cosa farò dopo quest'anno, ma mi diverto ancora a giocare e ho la passione. Ovviamene la la situazione è difficile. Da giocatore voglio far bene per questa città, e voglio portare trofei. Ma quando hai le mani legate è dura” ha spiegato, chiarificando che comunque lui nel 2015 giocherà ancora. “Se vogliono forzarmi al ritiro, se lo scorfino. Nel momento in cui mi svegliero e capirò che allenarmi è un peso, allora smetterò. Al momento mi diverto, nonostante tutto, e sento di avere ancora molto da dare". Nonostante sia spesso fuori, De Rosario rimane fermamente nei piani del CT del Canada (di cui è il capocannoniere, con 20 reti in carriera), lo spagnolo Benito Floro, che lo convocherà per il match del 9 settembre a Toronto contro la Giamaica. “De Rosario è un giocatore speciale, bravo e con grande esperienza", ha dichiarato Flloro. "Il suo spirito è buono, è intelligente, e fisicamente non sta male. E' vero, non sta giocando con Toronto e questo è un po' un problema. Ma penso possa aiutarci, almeno fino a quando non deciderà di smettere" Floro ha grande rispetto per De Rosario, un rispetto reciproco. “Quello che mi piace di Benito è che è uno diretto, ti dice se c'è un problema, e parlando le soluzioni si trovano. Ovviamente non possiamo essere sempre d'accordo, ma almeno si è in un ambiente adeguato. Mi tratta da uomo, e lo rispetto per questo", spiega De Ro. Con 77 partite in Nazionale alle spalle, De Rosario deve giocarne altre 8 per superare il record dell'ex Tottenham Paul Stalteri. Non è certo l'obiettivo record a guidarlo, ma solo ild esiderio di rappresentare il suo paese. “Sarò sempre parte della Nazionale. Quando ricevo la chiamata sento sempre l'eccitazione della prima volta e non vedo l'ora di giocare di nuovo. Il prossimo anno poi ci sarà la Gold Cup, e se raggiungeremo le semifinali ci qualificheremo per la Copa America. Gran cosa!". Finire tra le prime quattro in CONCACAF Gold Cup è una meta ambiziosa per un Canada attualmente numero 122 nel ranking FIFA, piazzato tra la Repubblica Centrafricana e la Guinea-Bissau, e reduce da 16 match senza vittorie. L'ultima fu un 3-0 su Cuba il 12 ottobre 2012. E nel 2013 il canada ha segnato un solo gol in 13 match, e due soli quest'anno a maggio. Sono tempi duri per il CT Floro, che sta cercando di ricostruire il programma della Nazionale canadese, ancora stregato dal terribile 8-1 subito contro l'Honduras che è valso l'eliminazione dalle qualificazioni Mondiali. De Rosario insiste che il Canada deve prima sviluppare una mentalità vincente se vuole ottenere risultati.  “La nostra mentalità deve cambiare. Dobbiamo pensare di poter vincere ogni partita. Non mi interessa se giochiamo contro il Messico, l'Honduras o il Costa Rica o gli USA. Loro hanno la mentalità. Noi invece siamo troppo solo contenti di partecipare" spiega. “Sono stufo di vedermi sopra la testa la targa di paese del Terzo Mondo calcistico. Al momento lo siamo, ma dobbiamo superare questa fase e diventare un paese da primo mondo anche nel calcio. Non ce ragione per non riuscirci. Abbiamo le risorse giuste, e con Benito in carica lui può guidare questo cambiamento"

MLS

Dopo sole due settimane dall'inizio, primi problemi stagionali per il Toronto FC. Il club canadese ha infatti annunciato che il capitano ed ex nazionale tedesco Torsten Frings starà fuori da 4 a 6 settimane a causa di una stiramento.  Frings, 35 anni, si è infortunato in occasione del match in trasferta in casa dei Seattle Sounders lo scorso weekend. Il coach del TFC, Aron Winter, ha anticipato ai reporter dopo l'allenamento di martedì che la società sta cercando un possibile sostituto, guardando sia sul mercato che all'interno della rosa. “Cerchiamo un giocatore simile a Torsten,”  ha detto Winter. “Abbiamo biogno di uno che sia un leader in campo e fuori. Torsten è molto importante per noi, ma abbiamo anche qualche soluzione interna". Alle spalle una grande esperienza, inclusi due Mondiali, Frings è sicuramente il giocatore con maggior influenza nel club, capace di ancorare il centrocampo, ma anche di giostare al centro della difesa mettendo in ostra tutta la sua versatilità. “E' una grossa perdita per noi, e sostituirlo non sarà facile", ha aggiunto Winter. Dopo aver concesso 59 gol lo scorso anno, i match di Seattle e i due di CONCACAF Champions League hanno comunque mostrato che il TFC continua ad avere problemi in difesa, con errori gratuiti e scelte sbagliate. Senza Frings a fare da babysitter, la coppia centrale composta da Miguel Aceval e Ty Harden avrà certmaente qualche problema. E qualcuno dall'interno già dice che non saranno in grado di reggere senza Frings a supportarli. “La differenza tra Frings e i difensori del TFC è nella capacità di leggere la partita e di anticipare i pericoli. Pericoli che gli altri nemmeno vedono arrivare". E proprio per supplire ad un errore di Aceval e Harden, salvando così un gol, Frings si è infortunato a Seattle. Harden ammette che la mancanza di Frings si sentirà, ma è convinto che la squadra abbia i ricambi per reggere in assenza del tedesco. “Non penso che dipendiamo totalmente da lui. Ce la faremo", ha detto Harden. Ma il vero test per capire lo spessore del Toronto arriverà ad aprile, quando il team dell'Ontario affronterà in semifinale di Champions League i messicani del Santos Laguna. E senza Frings sarà dura. Qualcosa dovrebbe migliorare in un paio di settimane col rientro dell'esperto Adrian Cann al centro della difesa dopo l'infortunio e l'operazione al ginoccchio dello scorso maggio, anche se non ci potrà chiaramente aspettarsi che possa essere al massimo. Ci vorrà di più invece per vedere di nuovo in campo il difensore giamaicano Dicoy Williams, ancora in fase di recupero dopo un lungo infortunio. Vista l'emergenza, Winter ha poi negato  alla nazionale olimpica canadese (lo può fare non essendo un torno FIFA) la disponibilità del terzino sinistro Ashtone Morgan per il torneo di qualificazione olimpico CONCACAF in corso dal 22 marzo al 2 aprile.

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