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Con un gol di Clint Dempsey al 10' della ripresa, gli USA battono l'Italia a Marassi e raggiungono un risultato storico:  mai, infatti, la nazionale a stelle e strisce era riuscita a vincere contro di noi. Va detto che gli azzurri non hanno attraversato la migliore delle giornate, forse perché si trattava di una partita amichevole: questo però, anziché essere un'attenuante, è indice di una chiara presupponenza da parte della nazionale italiana, che invece dovrebbe mettere il massimo impegno in ogni uscita. I ragazzi guidati da Jurgen Klinsmann hanno condotto un'ottima partita, caratterizzata da una grande attenzione alle distanze tra i reparti e al mantenimento delle posizioni; pochissime le azioni davvero degne di nota sul fronte offensivo da parte degli yankee, ma va registrato altresì che anche dalle parti di Howard non ci sono stati grandi momenti di sofferenza, se non verso la fine quando gli azzurri hanno cominciato a fare il loro forcing, che si è però dimostrato sterile. Gli americani si sono difesi con grande ordine, sempre tentando la giocata più efficace ed affidandosi ai propri uomini di esperienza e vitalità (Bocanegra e Goodson centrali, Cherundolo sulla destra, Johnson a sinistra); a centrocampo buonissime prestazioni di Dempsey (al di là del gol), di Bradley, di Shea e di Williams; un po' sottotono Altidore, isolato in avanti, col compito di tenere palla e far salire la squadra; di certo la sua sponda in occasione del gol è la giocata migliore della sua partita. Accanto alla soddisfazione per la vittoria degli USA, c'è l'amarezza del dover constatare come il giornalismo nostrano non sia assolutamente capace di rispettare l'avversario: mi riferisco ai commenti di Marco Mazzocchi, che nei commenti del dopopartita, intervistando Giorgio Chiellini (uno degli azzurri che meno ha demeritato) si dimostra preoccupato per la sconfitta perché ottenuta contro "gli Stati Uniti, una squadra che occupa il 31° posto del ranking mondiale; ci sta perdere contro i campioni del Sudamerica (sconfitta contro l'Uruguay a Roma 3 mesi fa, ndr), ma contro gli USA come si fa?". Intelligente la risposta di Chiellini, che si dimostra molto più cauto e rispettoso del giornalista, facendo notare come "di squadre facili non ne esistono, e comunque i giocatori USA arrivano quasi tutti da campionati europei, e sono tutti giocatori di buon livello". Archiviamo comunque questa vittoria per la nazionale a stelle e strisce, attendendo i prossimi collaudi internazionali, il 26 maggio contro la Scozia e il 30 dello stesso mese contro il Brasile.

Nazionale USA

Mancano ancora un paio di settimane alla fine della MISL Regular Season 2011/12, ma i risultati delle ultime partite ci  consegnano gli accoppiamenti delle Division Finals, che si terranno il 9 e 11 marzo (Central Division) e il 10 e 12 marzo (Eastern Division). Ovviamente a vincere le rispettive division sono state le 2 squadre dominatrici dell'intera stagione, Milwaukee Wave e Baltimore Blast; i Wave hanno però offerto un'impressione di maggiore solidità e coesione e, in caso di una Finale tra queste 2 squadre (che appare, se non scontata, molto probabile), propendiamo per una vittoria da parte di Milwaukee. Ad affrontare Wave e Blast nelle Division Finals saranno rispettivamente Missouri Comets (che avevano già da una settimana ipotecato il 2° posto nella Division) e Rochester Lancers, che lottavano con i Syracuse Silver Knights; anche se Syracuse dovesse eguagliare il record di Rochester, passerebbero i Lancers in virtù degli scontri diretti (in cui sono in vantaggio per 4-2). Questo il programma delle gare: DIVISION FINALS FIRST LEG Central Division March, 9 - Independence Events Center, KC -- Missouri Comets vs Milwaukee Wave Eastern Division March, 10 - First Mariner Arena, Baltimore -- Baltimore Blast vs Rochester Lancers DIVISION FINALS SECOND LEG Central Division March, 11 - US Cellular Arena, Milwaukee -- Milwaukee Wave vs Missouri Comets Eastern Division March, 12 - Blue Cross Arena, Rochester -- Rochester Lancers vs Baltimore Blast In caso di parità alla fine di Gara-2, verrà giocato un Mini-Game di 15 minuti subito dopo il termine di Gara-2. Le Championship Finals verranno giocate, con lo stesso formato, venerdì 16 e domenica 18 marzo 2012. Intanto, un'ottima notizia accompagna la fine della regular season: quando mancano 9 partite alla fine il totale degli spettatori si attesta a 294.242, e si tratta di un incremento di ben 95.000 persone rispetto alla stagione 2010-11. Come sempre la parte del leone la fa Baltimore, che registra una punta stagionale di 9.500 persone nella gara contro Milwaukee; ma molto bene si comporta anche Rochester, che fa registrare un totale di 45.000 spettatori alle proprie gare interne. Questi numeri fanno molto ben sperare per la prossima stagione, in cui speriamo di vedere scendere in campo la nuova franchigia di Chicago e, magari, di apprendere che la MISL, sotto l'egida della USL, si espanda verso ovest.

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Premessa: in questo articolo parliamo delle stagioni 1988/89 e 1989/90, che sono virtualmente l’inizio della fine per la  MISL, ma occupano un posto speciale nella mia memoria e nel mio cuore, poiché fu proprio all’inizio dell’estate 1989, facendo zapping televisivo durante il pomeriggio, che approdai su TeleMonteCarlo (l’odierna La7, per chi è troppo giovane per ricordarselo) e mi imbattei in questo sport, curioso ma galvanizzante ed entusiasmante. TMC aveva acquistato i diritti per trasmettere la serie Finale, e fu così che molti di noi, malati del soccer USA, vennero a conoscenza dell’esistenza della MISL, di Steve Zungul, di Domenic Mobilio, di Victor Nogueira e di tutti gli altri giocatori.  La Finale quell’anno venne giocata tra Baltimore Blast e San Diego Sockers, e fu automatico scegliere subito da che parte schierarsi. Per quanto riguarda il sottoscritto, decisi subito che i miei favoriti erano i Baltimore Blast. Riuscii a vedere quasi tutta la serie, escluse gara-1 e gara-2 che mancai per ignoranza dell’esistenza della MISL. Ma allora Internet non c’era, i quotidiani non si occupavano del calcio negli USA e così, una volta finita la stagione, calò il sipario e non ci fu più modo di avere notizie su quella Lega che tanto aveva colpito la mia fantasia. L’anno dopo, però, TMC riacquistò i diritti per trasmettere la Finale (un altro scontro Blast – Sockers) e stavolta mi preparai in anticipo, controllando il giornalino dei programmi TV; dopo vennero i Mondiali di Calcio di Italia ‘90, e l’estate successiva TMC non trasmise più la MISL, che in Italia cadde nell’oblio e l’anno seguente fallì definitivamente.  La stagione 1988/89 Una enormemente indebolita Major Indoor Soccer League si apprestava a iniziare la stagione 1988/89 con solo 7 squadre, ed una di esse tra le altre cose erano i “nuovi” Tacoma Stars: una nuova società con nuovi investitori che avevano acquistato i diritti sul nome. Ma come si era arrivati a questo punto? Molta della responsabilità gravava sulla “Guerra dei Salari” che la MISL aveva intrapreso qualche anno prima con l’AISA, la nuova lega indoor; e questo scontro chiedeva un prezzo sempre più alto, che non poteva non tradursi in finanze ballerine e precarie per tutte le squadre. A dispetto delle dichiarazioni di facciata, si iniziava a capire che era solo questione di tempo prima che la Lega chiudesse. Ma anche la politica miope della Lega in fatto di organizzazione aveva il suo peso: sarebbe bastato organizzare la MISL come un “raccoglitore” di leghe minori (statali, o “regionali”) con play-off finali, e forse il disastro si sarebbe potuto evitare.  Ma per ora la Major Indoor Soccer League sopravviveva e anche se la gloria sembrava ormai lontana gli spettatori continuavano a presenziare alle partite (la media era di circa 7.500 persone). La lega organizzò anche una tournée della Lokomotiv Mosca, tournée che ebbe un successo clamoroso. Sul campo le cose andarono bene dal punto di vista della competitività e dello spettacolo: pur solo in 7 squadre (organizzate in un girone unico) ci furono frequenti momenti di bel gioco e vennero a galla anche degli elementi interessanti, che qualche anno dopo avrebbero evoluito anche nella MLS (pensiamo a Preki, ma anche a Fernando Clavijo, ex-allenatore dei Colorado Rapids); in questo senso impossibile non citare Domenic Mobilio, punta dei Baltimore Blast che speravano in lui per vincere un altro titolo, o almeno per tornare in Finale; Mobilio era una punta non particolarmente prolifica, ma aveva la capacità (non da tutti) di segnare quei gol che alla fine risultavano decisivi.  Un’altra figura carismatica era il portiere dei San Diego Sockers Victor Nogueira, un’autentica istituzione del soccer statunitense: altamente spettacolare, ma anche solido e concreto (le sue parate avevano più o meno lo stesso valore dei gol segnati dalle punte), e soprattutto con un record di longevità sportiva invidiabile: Nogueira è nato in Mozambico il 17 luglio 1959 e si è ritirato dal calcio giocato il 5 gennaio 2005, dopo il fallimento dei nuovi San Diego Sockers.  Tatu continuava regolarmente a segnare le sue valanghe di reti, mentre chi mancava all’appello era l’ormai anziano Steve Zungul: il “Lord of All Indoors” era ormai logoro e dopo molte battaglie sui campi di gioco stava pagando il suo debito alla carta d’identità; inoltre un infortunio lo costrinse a saltare gran parte della stagione. Ma come vedremo tra poco, qualche cartuccia ancora da sparare l’aveva…  La regular season vide il perpetuarsi di performances ottime da parte di quelle che erano stabilmente delle contenders: ma il 1° posto della stagione regolare fu appannaggio dei Baltimore Blast, con i San Diego Sockers secondi per 2 sconfitte in più. Nessuna delle 7 squadre vinse meno di 21 partite su 48 previste (la riduzione era necessaria visto l’esiguo numero di squadre coinvolte). Le squadre giocavano tutte a viso aperto, e non era infrequente vedere risultati molto vicini nel punteggio; moltissime partite andavano ai supplementari. Non ci furono neppure sorprese particolari: ci volle però una “coda” di regular season, una serie-spareggio tra Wichita Wings e Tacoma Stars per decidere la 4ª semifinalista; le 2 squadre avevano terminato con l’identico record e all’epoca la differenza-reti non era un criterio preso in considerazione. Vinsero i Wings 3-1 e si aggiudicarono il diritto di sfidare i Blast nella prima semifinale: la serie fu appannaggio di Baltimore per 4-2, ma il passaggio del turno non fu così scontato; i Blast portarono a casa gara-1 solo dopo un supplementare, e dopo aver vinto gara-2 e gara-3 si rilassarono e concessero ai Wings lo spazio per una rimonta; Wichita si rifece in gara-4 e gara-5. La serie era andata da 3-0 a 3-2, e gara-6 diventava decisiva anche in chiave psicologica. Ma i Blast decisero che non potevano attendere oltre e asfaltarono i Wings (11-1), approdando così alla loro 4ª Finale, la 1ª dal 1985. Un po’ diverso fu il cammino dei Sockers: opposti ai Dallas Sidekicks (che cercavano un 2° titolo dopo quello vinto 2 anni prima), andarono 2 volte in vantaggio nella serie e vennero raggiunti per 2 volte, poi Dallas vinse gara-5, solitamente cruciale: nel 70% dei casi chi vince gara-5 risulta il vincitore della serie. Così San Diego era con le spalle al muro; se voleva riconfermarsi campione doveva vincere per forza la serie. Si impose in gara-6 con una certa facilità, e l’ultima, decisiva gara-7 fu un trattato difensivo da parte di entrambe le squadre: la paura di perdere fu più forte della voglia di vincere, e alla fine fu decisivo l’unico gol della partita, un gol di rapina da parte di Branko Segota, alla sua maniera. Così in finale si trovarono di nuovo i Blast contro i Sockers: era già accaduto nel 1983 e nel 1985, ed in entrambe le occasioni aveva prevalso San Diego. I Blast volevano mettere fine a quella maledizione e partirono forte per approfittare della stanchezza dei Sockers, reduci dalla battaglia contro Dallas, e si aggiudicarono gara-1 dopo un supplementare; ma i Sockers rintuzzarono l’onda-Blast pareggiando la serie in gara-2 (anche questa dopo un supplementare). Poi i Blast sparirono dal campo in gara-3 e in gara-4: la serie, sul 3-1 per i Sockers, sembrava segnata e tutti credevano che gara-5 sarebbe stata la gara dell’apoteosi. Ma Baltimore non era finita e l’avrebbe dimostrato: in gara-5 e gara-6 asfaltò dei Sockers irriconoscibili e forse intimamente convinti di aver già vinto. Ma come nel 1983 i Blast riuscirono a pareggiare una serie già persa e a forzare la gara decisiva. Gara-7 della Finale 1989 verrà ricordata come la partita-simbolo della MISL degli anni ’80; non solo perché fu continuo testa-a-testa, non solo perché si affrontavano in Finale le 2 squadre-simbolo della Lega stessa, ma soprattutto perché in quella partita furono presenti tutte le caratteristiche che avevano fatto innamorare il pubblico americano dell’indoor soccer. Il ritmo fu indiavolato, i Blast segnarono per primi ma i Sockers pareggiarono e poi si portarono in vantaggio 3-1 e si andò avanti così fino al 5-5. A 7’’ dalla sirena, che avrebbe decretato l’overtime, Domenic Mobilio colpì di testa verso la porta dei Sockers; il portiere di San Diego Victor Nogueira respinse la palla, ma dal campo e dalle tribune (e anche i commentatori italiani lo ribadirono) si ebbe l’impressione che la palla avesse varcato la linea; sarebbe stato il 6-5 per i Blast, che avrebbe quasi certamente decretato la vittoria per la squadra di Baltimore. Ma gli arbitri non videro la palla entrare, e lasciarono continuare il gioco; i giocatori dei Blast protestarono, Steve Zungul invece partì in contropiede, con un gioco di sponda aggirò l’ultimo difensore Bruce Savage e il portiere Scott Manning e depositò la palla in rete proprio mentre suonava la sirena; the “Lord of all Indoors”, ebbro di gioia, infilò direttamente la porta in plexiglass che divideva il campo dalle tribune e si precipitò a festeggiare con i tifosi, mentre i giocatori dei Blast, scioccati, si aggiravano sul campo incapaci di realizzare: avevano perso un titolo per un gol-fantasma e non si capacitavano di quello che era successo; e ciò che più gli rodeva, nelle parole di Scott Manning, era che “come al solito contro San Diego ci andiamo vicini ma alla fine vincono sempre loro”. 1988-89 MISL Standings  G   W   L   GF  GA   %   GB Baltimore Blast           48  29  19  215 208 .604  -- San Diego Sockers     48  27  21  218 168 .563   2 Dallas Sidekicks          48  24  24  185 206 .500   5 Tacoma Stars               48  23  25  208 207 .479   6 Wichita Wings              48  23  25  213 208 .479   6 Los Angeles Lazers    48  21  27  218 222 .438   8 Kansas City Comets   48  21  27  194 233 .438   8 Wild Card Series:  Wichita batte Tacoma 3-1 (4-1, 7-4, 4-5, 6-2) Play-off Semifinals:        San Diego batte Dallas 4-3 (7-4, 4-5, 5-4(OT), 3-7, 1-4, 7-2, 1-0) Baltimore batte Wichita 4-2 (5-4(OT), 6-4, 6-4, 3-6, 5-7, 11-1) CHAMPIONSHIP:      San Diego batte Baltimore 4-3 (3-4(OT), 5-4(OT), 5-2, 4-3, 3-6, 0-7, 6-5) Classifica Cannonieri                  GP   G   A   TP Preki, Tacoma                          48  51  53  104 Chico Borja, Wichita                  45  34  53   87 Dale Mitchell, Kansas City          47  46  36   82 Erik Rasmussen, Wichita           48  42  36   78 Hector Marinaro, Los Angeles    44  47  28   75 Gary Heale, Los Angeles           48  37  29   66 Tatu, Dallas                              43  35  29   64 Branko Segota, San Diego          31  29  34   63 Peter Ward, Tacoma                 47  41  19   60 Carl Valentine, Baltimore           48  31  26   57 David Byrne, Baltimore              46  27  29   56 Jan Goossens, Kansas City         37  31  24   55 Godfrey Ingram, Tacoma           46  34  20   54 Domenic Mobilio, Baltimore        44  36  17   53 Michael Collins, Los Angeles       47  25  28   53 Zoran Karic, San Diego              38  37  16   53 Mark Karpun, Dallas                  48  35  15   50 Most Valuable Player: Preki, Tacoma Stars Coach of the Year: Kenny Cooper, Baltimore Blast MISL Scoring Champion: Preki, Tacoma Stars MISL Pass Master (most Assists): Chico Borja, Wichita wings, Preki, Tacoma Stars Defender of the Year:  Kevin Crow, San Diego Sockers Goalkeeper of the Year:  Victor Nogueira, San Diego Sockers Rookie of the Year:  Rusty Troy, Baltimore Blast Newcomer of the Year:  Domenic Mobilio, Baltimore Blast Championship Series Player of the Year:  Victor Nogueira, San Diego Sockers Championship Series Unsung Hero:  Paul Dougherty, San Diego Sockers  I San Diego Sockers erano dunque campioni MISL per la 5ª volta. Ma se una parte della California festeggiava, ce n’era un’altra che piangeva: i Los Angeles Lazers, stritolati dai debiti e lasciati al loro destino da un patron, Jerry Buss, che pensava solo ai Lakers, chiusero i battenti al termine della stagione; a L.A. l’indoor soccer tornerà solo qualche anno dopo, nella CISL, con i Los Angeles United (che poi cambieranno nome in Anaheim Splash), ma il nome del soccer in California è uno solo: San Diego Sockers.  La stagione 1989/90 Nonostante la splendida stagione appena conclusa, alla MISL era chiaro che le cose andavano male: per dare una ventata di novità e aumentare la spettacolarità del gioco venne deciso il cambiamento di 3 regole: -1) possibilità per il portiere di rinviare al volo; -2) eliminazione della regola del 6° fallo (dopo il quale il giocatore era espulso definitivamente); -3) concessione dello shootout al posto del calcio di rigore.  D’altro canto la MISL provò ad espandersi ancora, per ovviare alla perdita dei Lazers; così St. Louis, che non aveva più gli Steamers, si consolò facendo il tifo per gli Storm, che persero al debutto contro i rivali di sempre Kansas City Comets davanti a 14.752 persone; anche Cleveland, dopo la scomparsa dei Force, non aveva più una franchigia, e allora vennero creati i Crunch. Ma era evidente che si trattava solo di palliativi di facciata. Sul campo però non si ebbe alcun sentore del momento difficile che attraversava la Lega, e le presenze alle arene continuavano ad essere alte, mantenendo una media di 7.765 persone a gara per la regular season: le 8 squadre vennero suddivise in 2 division (Eastern e Western) e il calendario venne espanso nuovamente a 52 partite; il formato dei play-off prevedeva che la 1ª di ogni division saltasse il 1° turno, mentre la 2ª e la 3ª avrebbero giocato un turno tra loro. A Est la lotta fu tutta tra gli agguerritissimi Baltimore Blast e i Kansas City Comets, con i primi a prevalere grazie a solo 2 vittorie in più; a Ovest invece i Dallas Sidekicks non ebbero particolari problemi a dominare la regular season; i Sockers erano indietro di ben 6 vittorie e si dovettero guardare le spalle dai St. Louis Storm, che dovettero passare dal turno preliminare. Tatu continuava a segnare vagonate di gol (quell’anno furono 64); San Diego continuava ad annoverare Steve Zungul tra le sue file, ma era chiaro che ormai il simbolo dell’indoor soccer degli anni ’80 era giunto alla fine della sua gloriosa carriera; poche le sue apparizioni in campo quell’anno, e ancora meno furono i gol. I play-off furono quanto di più scontato si potesse verificare: nel turno preliminare a Est Kansas City sconfisse Wichita per 3-1, e con l’identico risultato a Ovest San Diego si sbarazzò di St. Louis. Nelle Finali di Division a Ovest San Diego si impose su Dallas per 4-2, ma i Sidekicks non impensierirono mai i Sockers, al contrario di quanto avvenuto l’anno prima. A Est Baltimore vinse per 4-2 la serie contro Kansas City, ma sul 3-0 commisero ancora una volta l’errore di rilassarsi e permettere alla franchigia del Missouri di mettere in atto una rimonta che avrebbe potuto essere dolorosa. E per la 4ª volta negli ultimi 8 anni si ritrovarono di fronte Blast contro Sockers: 1 solo titolo contro 5, ma soprattutto la maledizione che vedeva i Blast sempre sconfitti in Finale; le 2 squadre promettevano spettacolo e una lotta serrata come l’anno precedente, e quando in gara-1 i Blast portarono a casa la vittoria tutti pensarono che stavolta la Dea bendata avrebbe guardato al Maryland; non fu così.  I Sockes vinsero le successive 3 gare portandosi sul 3-1 nella serie e Baltimore non riuscì mai a spezzare quello che in campo era un dominio assoluto; solo in gara-5 i Blast ebbero un sussulto d’orgoglio e portarono la serie sul 3-2, ma aspettarsi che riuscissero a forzare una nuova gara-7 era francamente troppo: Mobilio e compagni avevano condotto una stagione bellissima, ma logorante e alla fine stavano pagando dazio sotto forma di infortuni. Gara-6 fu senza storia e i Sockers vinsero il loro 6° titolo, il 3° consecutivo. 1989-1990 MISL Standings                                                 G   W   L   GF  GA   %   GB Eastern Division Baltimore Blast              52  32  20  231 191 .615  -- Kansas City Comets     52  30  22  208 205 .577   2 Wichita Wings                52  26  26  210 229 .490   6.5 Cleveland Crunch         52  20  32  201 237 .392  11.5 Western Division Dallas Sidekicks              52  31  21  217 190 .596  -- San Diego Sockers         52  25  27  217 204 .481   6 St. Louis Storm               52  24  28  202 205 .462   7 Tacoma Stars                   52  20  32  191 217 .385  11 Division Semi-finals:  Kansas City batte Wichita 3-1 (5-4, 4-3, 3-4, 5-4) San Diego batte St. Louis 3-1 (3-2, 3-4 (OT), 4-1, 5-4) Division Finals:       San Diego batte Dallas 4-2 (4-2, 1-6, 1-4, 4-2, 4-0, 3-1) Baltimore batte Kansas City 4-2 (6-4, 4-2, 2-1(OT), 2-3(OT), 2-3(OT), 7-2) CHAMPIONSHIP:      San Diego batte Baltimore 4-2 (4-7, 4-3, 5-2, 4-1, 2-3, 6-4) Classifica Cannonieri:     GP   G   A  Pts Tatu, Dallas                              52  64  42  113 Jan Goossens, Kansas City         51  41  55   96 Preki, Tacoma                          44  33  39   72 Michael King, Cleveland             52  45  26   71 Dale Mitchell, Kansas City          48  47  23   70 Dale Ervine, Wichita                  47  47  20   68 Hector Marinaro, Cleveland        45  40  23   63 Zorin Karic, Cleveland                47  34  28   62 Branko Segota, San Diego          44  27  34   61 Domenic Mobilio, Baltimore        48  41  20   61 Chico Borja, Wichita                  43  24  35   59 Carl Valentine, Baltimore           52  24  34   58 Most Valuable player:  Tatu, Dallas Sidekicks Coach of the Year:  Billy Phillips, Dallas MISL Scoring Champion:  Tatu, Dallas Sidekicks MISL Pass Master (most Assists):  Jan Goossens, Kansas City Comets Defender of the Year: Wes McLeod, Dallas Goalkeeper of the Year:  Joe Papaleo, Dallas Sidekicks Rookie of the Year:  Terry Brown, St. Louis Storm Newcomer of the Year:  Claudio DeOliviera, St. Louis Storm Championship Series Player of the Year:  Brian Quinn, San Diego Sockers Championship Series Unsung Hero:  Paul Wright, San Diego Sockers  Alla fine della stagione, la MISL raggiunse un accordo con la ESPN per trasmettere 9 partite per la stagione 1990/91. Inoltre la Lega annunciò il rinnovo dell’accordo con l’Intercollegiate Soccer Association of America per la presentazione (e relativo draft) dei migliori giocatori del college.  Ma a ridosso dell’annuncio del calendario per la stagione successiva arrivò una notizia che all’inizio disorientò i tifosi della MISL; la lega cambiava nome e diventava Major Soccer League (MSL). Questo perché la ex-MISL era la Lega prescelta dalla FIFA per rappresentare il calcio a livello professionistico sul suolo americano (sia indoor che outdoor) e il cambio di nome si rese, se non necessario, quantomeno logico. Ma ai tifosi la cosa non piacque: sentivano vicina la fine e il cambio di nome non era di buon auspicio. Non potevano sapere quanto avevano ragione. (10 – continua)

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Continua la regular season della MISL 2011/12, e continua anche il dominio delle 2 squadre più "storiche" oggi presenti  nella lega: infatti Baltimore Blast e Milwaukee Wave sono saldamente in testa alle rispettive division. Ma, se Milwaukee assomiglia ad una corazzata che travolge tutto (un record di 12 W e  2 L la dice lunga), i Blast sembrano più "umani", possono vincere contro chiunque ma anche perdere contro chiunque. In classifica, comunque, la parte della Cenerentola di turno la fanno i Norfolk SharX, che con un record di 3-13 possono già da adesso dire addio alla post-season; si tratta di un expansion team, perciò l'inesperienza gioca un ruolo fondamentale; i tifosi però vanno regolarmente all'arena (l'ultima gara contro Missouri è stata vista da 3.422 spettatori paganti), e se durante l'off-season il front-office opererà con giudizio la prossima stagione Norfolk potrebbe diventare una bella realtà (magari non una contender). E ora le classifiche: Central Division 1- Milwaukee Wave 85,7% (12W - 2L) 2- Missouri Comets 55,5% (10W - 8L) 3- Wichita Wings 40% (6W - 9L) Eastern Division 1- Baltimore Blast 73,3% (11W - 4L) 2- Rochester Lancers 43,7% (7W - 9L) 3- Syracuse Silver Knights 37,5% (6W - 10L) 4- Norfolk SharX 18,7% (3W - 13L) Intanto arriva la notizia che i Comets hanno firmato l'attaccante montenegrino Bato Radoncic, negli USA dal 2001, prima ai Rockford Rampage e ultimamente ai Chicago Riot; elemento da 20 gol e 49 punti di media a stagione, Radoncic potrà dare ai Comets quella spinta finale per raggiungere la post-season e magari avanzare alla serie finale.

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È finito il 2011  e il 2012 è appena iniziato anche per la MISL, ma per ora non cambiano le gerarchie della lega indoor: Baltimore Blast e Milwaukee Wave dominano la classifica delle rispettive division, e rimangono le principali candidate al titolo MISL 2012. Alle loro spalle le più autorevoli antagoniste sono Missouri (nella Central Division) e Syracuse (nella Eastern). Fanalino di coda dell'intera lega sono i Norfolk SharX, che di questo passo rischiano di battere il record negativo di sconfitte in un'unica stagione. Classifiche Central Division 1- Milwaukee Wave 88,89% (8 W - 1 L) 2- Missouri Comets 57,14% (8 W - 6 L) 3- Wichita Wings 36,36% (4 W - 7 L) Eastern Division 1- Baltimore Blast 72,73% (8 W - 3 L) 2- Syracuse Silver Knights 50% (6 W - 6 L) 3- Rochester Lancers 46,15% (6 W - 7 L) 4- Norfolk SharX 8,33% (1 W - 11 L) Questa sera la MISL torna in campo con le partite tra Blast e Syracuse (a Baltimore) e tra Wave e Comets (a Milwaukee). Intanto arriva la notizia che i Rochester Lancers hanno firmato Carlos "Chile" Farias, una delle figure più rappresentative di questo sport, con oltre 150 partite di indoor soccer (tra CISL e NPSL) e oltre 100 gol segnati. Farias era stato scelto al draft 1996 della MLS, dagli allora San Jose Clash, ma ha sempre giocato nelle leghe indoor. Vedremo se con questa addizione i Lancers diventeranno una squadra più competitiva. Stay Tuned!

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