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Amerindo Gazzini

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I miei ultimi articoli
L'Atlanta United che ha distrutto il Minnseota United per 6-1 è chiaramente la squadra più rappresentata di questo Week 2 MLS Team of the Week. Sono infatti tre i rappresentanti dell'ATLUTD nel top 11 della settimana, a partire dall'ex torinista Josef Martinez autore di una tripletta, seguito dal regista Miguel Almiron e dal terzino sinistro della Nazionale USA Greg Garza, cui si aggiunge "Tata" Martino in panchina. Due invece i calciatori del Chicago Fire, vittorioso sabato sul Real Salt Lake, e sono: Dax McCarty e Johan Kappelhof. Riassumendo: il rientrante Tim Howard (Colorado Rapids) in porta. Linea di difesa a tre con Garza, Johan Kappelhof e Matt Hedges (FC Dallas, cresciuto nel Reading in Inghilterra). Centrocampo con Ignacio Piatti a costruire e Dax McCarty a distruggere, Anibal Godoy e Miguel Almiron (autore anche di una doppietta contro MInnesota). Attacco a tre con lo spagnolo David Villa - doppietta per lui contro il D.C. United - Martinez, e il messicano della Houston Dynamo Erick "Cubo" Torres, al secondo gol stagionale in due partite. In panchina: Jake Gleeson, POR; Nick Lima, SJ; Alex, HOU; Felipe, NY; Sebastian Lletget, LA; Maxi Moralez, NYC; Alberth Elis, HOU. Allenatore: Gerardo "Tata" Martino (ATL)

MLS

Da un punto di vista puramente tecnico, la finale del campionato CONCACAF U20 giocata ieri sera tra USA e Honduras rappresentava poco più di una passerella. Entrambe le Nazionali si sono infatti qualificate per il Mondiale U20 che si giocherà in Corea del Sud (20 maggio - 11 giugno 2017) già alcuni giorni fa, e il risultato di ieri non aveva conseguenze al di là della soddisfazione. Il vero obiettivo del torneo U20 era infatti la qualificazione mondiale. Ma vista l'esultanza dei giocatori americani dopo aver vinto ai rigori, il match di ieri non era poi proprio solamente una passerella. Infatti, per la prima volta in 55 anni di partecipazioni, gli USA sono stati incoronati campioni continentali. Dopo un match a reti  bianche, i ragazzi a stelle strisce sono stati bravi ad insaccare tutti e cinque i rigori (niente supplementari), cui sono corrisposti i due errori finali degli honduregni, con l'americano del Real Salt Lake Danny Acosta a chiudere la serie vittoriosa e dare il via alla festa. Non era iniziata così bene per gli americani nel torneo, sconfitti 1-0 da Panama all'esordio, cui però sono seguite cinque vittorie consecutive, inclusa la prima assoluta - dopo 31 anni di confronti - contro il Messico nella fase a gironi. E adesso il CT Tab Ramos (ex Nazionale USA e centrocampista di Betis Siviglia e NY MetroStars) avrà tutto il tempo per concentrarsi a costruire la rosa più adeguata a giocarsi il mondiale di categoria. L'ultima volta che gli USA erano arrivati era il 2009, e allora fu 0-3 col Costarica in quel di Trinidad & Tobago. Stavolta è andata diversamente. [youyube]jx9ni-zK8lM[/youtube] Il match. Lo 0-0 è apparso giusto, anche se gli USA hanno avuto le loro chance. Possesso continuo, bravi sulle ali con Brooks Lennon (classe 1997 di proprietà Liverpool in prestito al RSL) e Luca de la Torre (centrocampista 1998 del Fulham), ma la robusta difesa dell'Honduras ha retto senza troppo penare. Più pericolosi gli honduregni, più cinici e duri, con qualche fallo di troppo, di cui ha fatto le spese il centrocampista della University of Maryland Eryk Williamson (1997), l'eroe della semifinale che è valsa la qualificazione mondiale. Infortunato anche il capitano Erik Palmer-Brown, difensore ventenne dello Sporting KC già cercato fortemente dalla Juventus. Ma a reggere l'impatto in mezzo ci ha pensato il difensore dell'Orlando City Tommy Redding insieme al collega di reparto Auston Trusty (1998, Philadelphia Union), protetti da un Tyler Adams (1999, NY Red Bulls) instancabile, il migliore degli USA nel torneo, bravo a supplire all'assenza di Palmer-Brown. In porta, ottima la prova del figlio d'arte Jonathan Klinsmann (1997, UCLA) sempre sicuro. I primi tre rigori di Brooks Lennon, Coy Craft e Emmanuel Sabbivengono pareggiati dai coetanei honduregni. Al quarto segna de la Torre, ma Flores spara alto dopo una lunghissima rincorsa. Ecco quindi Acosta che fa 5 e porta a casa la coppa CONCACAF per la prima volta. L'ultima volta degli USA ai Mondiali l'avventura è terminata ai quarti (miglior risultato di sempre) dopo i rigori contro la Serbia del CT Veljko Paunović (oggi coach del Chicago Fire) e di gente quali l'oggi laziale Sergej Milinković-Savić andata dritta a vincere quel Mondiale. Cosa riusciranno a fare i ragazzi americani stavolta. La gioia! 🏆🎉 @ussoccer La Nazionale USA U-20 🇺🇸#USMNT alza la coppa del torneo @CONCACAF per la prima volta pic.twitter.com/Lp4Iah0O6P — Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 6, 2017 - U.S. Under-20 Men’s National Team Match Report - Match: U.S. U-20 Men’s National Team vs. Honduras Data: March 5, 2017 Torneo: 2017 CONCACAF U-20 Championship – Final Stadio: Estadio Nacional; San José, Costa Rica Kickoff: 4 p.m. ET Spettatori: TBD Tabellino:   1          2          F          PK USA                             0          0          0          5 HON                            0          0          0          3 Rigori: USA: Brooks Lennon (goal), Coy Craft (goal), Emmanuel Sabbi (goal), Luca De La Torre (goal), Danny Acosta (goal) HON: Jorge Álvarez (goal), Douglas Martínez (goal), Foslyn Grant (goal), Rembrandt Flores (miss) Formazioni: USA: 1-Jonathan Klinsmann; 2-Marlon Fossey, 4-Tommy Redding, 6-Justen Glad (13-Auston Trusty, 47), 3-Danny Acosta; 8-Tyler Adams, 5-Erik Palmer-Brown (Capt.), 7-Eryk Williamson (Emmanuel Sabbi, 26); 17-Brooks Lennon, 9-Jeremy Ebobisse (19-Coy Craft, 79), 10-Luca De La Torre Subs not used: 12-JT Marcinkowski, 14-Aaron Herrera, 15-Jonathan González, 16-Jeremiah Gutjahr, 18-Emmanuel Sabbi Not eligible: 20-Jonathan Lewis Head coach: Tab Ramos HON: 1-Javier Delgado; 2-Denil Maldonado, 3-Wesley Decas, 5-Dylan Andrade (Capt.), 16-Jose García; 8-Carlos Pineda, 9-Foslyn Grant, 18-Darixon Vuelto, 20-Jorge Álvarez; 17-Byron Rodríguez (10-Rembrandt Flores, 72), 19-Douglas Martínez Subs not used: 12-Michael Perello, 4-Kenneth Hernández, 6-Riky Zapata, 7-Jose Reyes, 11-Jose Pinto, 13-Jose Quiroz, 14-Sendel Cruz, 15-Jalex Sanchez Head coach: Carlos Tabora Stats : USA / HON Shots: 12 / 11 Shots on Goal: 3 / 3 Saves: 3 / 3 Corner Kicks: 8 / 2 Fouls: 12 / 22 Offside: 0 / 4 Misconduct Summary: none Officials: Arbitro: Henry Bejarano (CRC) Assistente Referee 1: Hermenerito Leal (GUA) Assistente Referee 2: Leonardo Sanchez (CUB) 4° uomo: Kevin Morrisson (JAM) ussoccer.com Man of the Match: Danny Acosta

Concacaf

Come qualità siamo ancora ben lontani, ma nella stagione appena chiusasi con la vittoria dei Seattle Sounders nella finale di MLS Cup contro Toronto, la MLS oltre ad aver superato la Serie A per media spettatori è balzata in testa anche per numero di milionari in campo. Del totale dei giocatori sotto contratto con la MLS , il 5% guadagna un salario lordo di almeno €100,000 ($107,000) per settimana, contro il 3% in Italia. Le cifre sono il risultato di uno studio condotto da Verve Search, società londinese di marketing, e Axo Finans, società norvegese di consulenza finanziaria. Kaká ($135,000 a settimana) è il più pagato della lega davanti a Sebastian Giovinco ($134,000), ma nella speciale classifica la coppia si piazza immediatamente dietro all'attaccante Juventus Gonzalo Higuaín ($159,000 a settimana). Gli altri due giocatori della Serie A che guadagnano oltre  €100,000 la settimana in Serie A sono l'altro juventino Miralem Pjanic e il centrocampista della AS Roma Daniele De Rossi. Militano invece in MLS sono Michael Bradley (Toronto FC), Andrea Pirlo (NYCFC), Steven Gerrard (LA Galaxy) e Frank Lampard (NYCFC), questi ultimi due alla loro ultima stagione in campo. A livello globale, il maggior numero di milionari gioca però in Premier League (ben il 49%), davanti alla Liga ed alla Chinese Super League, entrambi al 15%. Certi numeri possono dare l'idea di una MLS da cimitero degli elefanti, a ciò che forse lo studio mette in mostra è il declino subito dalla Serie A negli ultimi anni. Il nostro campionato, dopo aver dominato tra gli anni '80 e l'inizio dei 2000, ha subito negli ultimi 10 anni una serie di contraccolpi pesantissimi tra corruzione (vedi Calciopoli calci-scommesse) e violenza. A ciò si è aggiunta una notevole mancanza di concorrenza, con la Juventus vincitrice degli ultimi 5 Scudetti e l'Inter dei cinque precedenti (anche se quello del 2005/06 fu assegnato causa Calciopoli e tuttora contestato). Secondo lo studio, proprio quest'assenza di concorrenza vera per la conquista del titolo ha causa un calo di interesse anche nel pubblico televisivo, riducendo le possibilità di incasso delle società.

MLS

Seattle ha vinto per la prima volta nella sua storia il campionato nordamericano di calcio (MLS) battendo in finale di MLS Cup il  Toronto FC. Il successo dei Sounders in casa degli avversari è arrivato ai rigori per 5-4, dopo che i 90' regolamentari così come i supplementari si erano chiusi sullo 0-0. Grande protagonista dell'incontro disputato in un freddo glaciale (-5°C) è stato il portiere elvetico Stefan Frei, che ha fermato ogni iniziativa dei canadesi, che sono stati più pericolosi ma che non hanno saputo trasformare in gol la loro supremazia. Seattle succede a Portland, ed è l'11° franchigia a vincere la MLS. Fondamentale Frei è stato su un colpo di testa di Altidore nei supplementari e poi sul rigore parato a Bradley nella serie finale. Il 30enne estremo difensore rossocrociato, nato nel Canton San Gallo, a 15 anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha studiato presso un liceo in California prima di entrare nella prestigiosa università di Berkeley, difendendo la porta della locale squadra nel campionato universitario così come quella dei San Francisco Seals e dei San José Frogs in leghe minori. La sua carriera è poi esplosa con l'ingaggio di Toronto nel 2009, prima di trasferirsi a Seattle (in cambio di una scelta al Draft solo eventuale!) quattro anni più tardi, per lui quindi anche una rivincita dopo essere stato scaricato senza tanti complimenti. Frei fu infatti il numero 1 del Toronto FC nelle sue prime 3 stagioni da pro, a cominciare dall'anno da rookie nel 2009 appena uscito da Berkeley. Ma furono tre stagioni pessime, con sole 20 vittorie in 81 match, rimanendo sempre fuori dai playoff. Per lui poi, nel 2012 e 2013 solo un match coi Reds a causa di una frattura, una lacerazione ai legamenti e infine il naso rotto. Di quel gruppo nel match di sabato notte il solo Jonathan Osorio ancora indossa la maglia del Toronto FC. La fortuna per Frei ha girato col suo trasferimento a Seattle, dove si è presto conquistato un posto da titolare. Nel 2014 è stato il migliore dei suoi, in una stagione chiusasi con la vittoria del Supporters' Shield e della US Open Cup, dimostrandosi poi decisivo nella rimonta e nella vittoria finale di quest'anno con le parate su Altidore e Bradley. In carriera vanta anche una convocazione nella Svizzera U15 al fianco tra gli altri di Tranquillo Barnetta (finito anche lui in MLS alla Philadelphia Union) e Reto Ziegler. E chissà che ora il CT svizzero, l'ex laziale Vladimir Petković, non decida di dargli un'occhiata? Is this real life? #MLSCup pic.twitter.com/JVfmsCvXpz — Seattle Sounders FC (@SoundersFC) 11 dicembre 2016

MLS

La 19enne ala inglese Jack Harrison è stata la prima scelta del MLS SuperDraft 2016. Jack Harrison non è un nome noto in Inghilterra, o almeno non lo era affatto fino a qualche giorno fa, visto che tra poche settimane l'ex allievo dell'Academy del Manchester United inizierà ad allenarsi e giocare al New York City FC con gente del calibro di Frank Lampard, David Villa e Andrea Pirlo, sotto la guida di coach Patrick Vieira, essendo stato chiamato quale prima scelta nel MLS Super Draft 2016. In realtà la prima scelta è stata del Chicago Fire, ma il 19enne Harrison - nato a Bolton e da tempo cercato dal NYCFC che aveva anche provato a ingaggiarlo come homegrown ricevendo il no della lega - è stato immediatamente ceduto al NYCFC in cambio della quarta scelta assoluta più soldi. After a "massive whirlwind" of a #SuperDraft. #1 pick Harrison "excited" to join @NYCFC. https://t.co/0fHqQ1BhZx pic.twitter.com/KhlnbWhv83 — Major League Soccer (@MLS) January 15, 2016 Lo sbarco di Harrison in MLS arriva a seguito di un percorso ben studiato, iniziato all'età di 14 anni col trasferimento alla Berkshire School di Sheffield, in Massachusetts, voluto dalla madre e concordata col Man Utd. Alla high school Harrison si è messo subito in mostra vincendo il premio Gatorade National Player of the Year, conquistando un posto prima nel Manhattan Soccer Club - dove il NYCFC lo ha notato per la prima volta - e poi alla Wake Forest University, uno dei migliori programmi calcistici universitari degli USA, da cui sono ad esempio usciti Sam Cronin (scelta n.2 di Toronto FC nel 2009) e Ike Opara (scelta n.3 di San Jose nel 2010). Ma l'università ha deciso di lasciarla alla fine del primo semestre per un contratto Generation Adidas con la MLS garantito per 4 anni, e un'eventuale borsa di studio qualora decidesse di tornare al college, cosa che che ha già deciso di fare in futuro. “Voglio continuare a studiare, e laurearmi. E' molto importante per me e lo devo a mia madre”, ha dichiarato prima del Draft. Di lì prima scelta, che ha fatto notizia anche nella sua città natale, Bolton, dove già quando il ragazzo aveva 8 anni la mamma single stava lavorando per trovargli spazio e una borsa di studio in una scuola americana. Prima l'istruzione, e non deve certo essere stato facile mollare il Manchester Utd all'età di 13 anni, né per una madre lasciare andare un figlio a quell'età. Parlando al sito del club, Vieira si è mostrato molto contento della scelta. “E' un'ala moderna, bravo ad inserirsi o ad andare sulla fascia, può far gol ed è molto bravo nell'uno contro uno. E' il tipo di ala moderna che vuoi nella tua squadra. E' giovane, ma sono sicuro che avrà un ruolo importante nella squadra. Ha entusiasmo ed energia, ed è questo ciò che vogliamo” Reduce da un piccolo infortunio, che lo ha molto limitato nella MLS Players Combine, Harrison potrà presto mettere in mostra velocità, assist (11 nel 2015, più 8 gol) e tiro potente (di sinistro) nel ritiro del NYCFC che prenderà il via il prossimo 22 gennaio in Florida, dove troverà anche la concorrenza della sopresa del 2015, il velocissimo ghanese Kwadwo Poku.  Bobby Muuss, coach da appena un anno del Wake Forest, ha avuto a disposizione Harrison per tutta la stagione NCAA 2015, potento osservare l'impatto del ragazzo sulla squadra. “Sono convinto che Jake avrà un'incredibile carriera professionistica". E lo sono anche i dirigenti del NYCFC, con Claudio Reyna in prima fila.

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