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Stefan Frei, il portiere svizzero MVP della finale
Scritto il 2016-12-11 da Amerindo Gazzini su MLS

Seattle ha vinto per la prima volta nella sua storia il campionato nordamericano di calcio (MLS) battendo in finale di MLS Cup il  Toronto FC. Il successo dei Sounders in casa degli avversari è arrivato ai rigori per 5-4, dopo che i 90' regolamentari così come i supplementari si erano chiusi sullo 0-0.

Grande protagonista dell'incontro disputato in un freddo glaciale (-5°C) è stato il portiere elvetico Stefan Frei, che ha fermato ogni iniziativa dei canadesi, che sono stati più pericolosi ma che non hanno saputo trasformare in gol la loro supremazia. Seattle succede a Portland, ed è l'11° franchigia a vincere la MLS. Fondamentale Frei è stato su un colpo di testa di Altidore nei supplementari e poi sul rigore parato a Bradley nella serie finale.

Il 30enne estremo difensore rossocrociato, nato nel Canton San Gallo, a 15 anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha studiato presso un liceo in California prima di entrare nella prestigiosa università di Berkeley, difendendo la porta della locale squadra nel campionato universitario così come quella dei San Francisco Seals e dei San José Frogs in leghe minori.

La sua carriera è poi esplosa con l'ingaggio di Toronto nel 2009, prima di trasferirsi a Seattle (in cambio di una scelta al Draft solo eventuale!) quattro anni più tardi, per lui quindi anche una rivincita dopo essere stato scaricato senza tanti complimenti.

Frei fu infatti il numero 1 del Toronto FC nelle sue prime 3 stagioni da pro, a cominciare dall'anno da rookie nel 2009 appena uscito da Berkeley. Ma furono tre stagioni pessime, con sole 20 vittorie in 81 match, rimanendo sempre fuori dai playoff. Per lui poi, nel 2012 e 2013 solo un match coi Reds a causa di una frattura, una lacerazione ai legamenti e infine il naso rotto. Di quel gruppo nel match di sabato notte il solo Jonathan Osorio ancora indossa la maglia del Toronto FC.

La fortuna per Frei ha girato col suo trasferimento a Seattle, dove si è presto conquistato un posto da titolare. Nel 2014 è stato il migliore dei suoi, in una stagione chiusasi con la vittoria del Supporters' Shield e della US Open Cup, dimostrandosi poi decisivo nella rimonta e nella vittoria finale di quest'anno con le parate su Altidore e Bradley.

In carriera vanta anche una convocazione nella Svizzera U15 al fianco tra gli altri di Tranquillo Barnetta (finito anche lui in MLS alla Philadelphia Union) e Reto Ziegler. E chissà che ora il CT svizzero, l'ex laziale Vladimir Petković, non decida di dargli un'occhiata?

Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Battuto ai rigori il Toronto FC di Sebastian Giovinco. Il portiere svizzero Stefan Frei eroe della serata Dopo le delusioni, ancora vive nei ricordi dei tifosi più agée, dei NASL Soccer Bowl del 1977 e 1982 persi contro i New York Cosmos, finalmente i Seattle Sounders vengono incoronati campioni degli USA. Nella finale di MLS Cup giocata nella notte hanno infatti battuto 5-4 ai calci di rigore il Toronto FC di Sebastian Giovinco. I ragazzi della leggenda locale Brian Schmetzer, subentrato la scorsa estate dal ruolo di secondo a quello di allenatore al posto dell'esonerato Sigi Schmid, hanno portato a termine una infredibile rimonta, partita dall'ultimo posto nella Western Conference in cui si trovavano lo scorso 9 luglio (e perdendo l'asso Clint Dempsey, fermato da un problema al cuore), fino ad alzare la tanto agognata MLS Cup alle 5 del mattino italiane. Dopo le tre US Open Cup consecutive e il Supporters Shield, la coppa è maggior trionfo per la squadra del presidente Garth Lagerwey, ma di proprietà del milionario dell'hi-tech Adrian Hanauer, che garantirà ai verde-blu la partecipazione alla prossima Concacaf Champion’s League. La gara, disputatasi al BMO Field (36mila sugli spalti, con 1.500 tifosi di Seattle al seguito) di Toronto su un terreno ghiacciato  ma riscaldato artificialmente, e con una temperatura di -5 gradi, ha visto i Sounders poco propositivi (eufemismo) ma più compatti e attenti tatticamente per cercare di contrastare le avanzate dei canadesi, che a vincere ci provano, guidati da Giovinco, Altidore e Jonathan Osorio. Questi ultimi due in particolare hanno più volte impegnato il portiere dei Sounders, Frei. Fino ai supplementari le squadre ferme sullo 0-0. I canadesi hanno colpito anche un palo con Justin Morrow nel primo tempo, ma è Seattle a portarsi a casa il titolo senza aver mai tirato in porta nei 120 minuti. L'ex juventino Sebastian Giovinco, che aveva anche ricevuto gli auguri dei bianconeri prima del match, è andato anche vicino al gol con un tiro che ha sfiorato il primo palo a inizio ripresa. MVP e scarpa d’oro della scorsa stagione, la finale è stata però una delle sue peggiori partite dal suo arrivo in MLS. Mai capace di incidere e di saltare l'uomo creando superiorità numerica, è stato sostituito al 103’ minuto supplementare (e non l'ha presa bene, ma coach Greg Vanney ha dichiarato che il giocatore aveva i crampi) per far spazio Antony Ricketts che ha immediatamente reso il TFC più pericoloso. L'attaccante canadese ha infatti prima sfiorato il palo, ed è poi suo l'assist per il colpo di testa del centravanti della Nazionale USA Jozy Altidore, salvato sotto il set dal portiere svizzero Stefan Frei - MVP della finale - con un volo che ha ricordato Gordon Banks su Pelé ai Mondiali '66. Si va quindi ai calci di rigore, e a sbagliare per i Reds è il capitano e migliore in campo della serata Michael Bradley - che rivive così un nuovo 26 maggio 2013, data in cui perse la finale di Coppa Italia con la AS Roma contro la Lazio - e poi Morrow, che spara sulla traversa. Fa un errore in meno Seattle, e Torres chiude la serie consegnando ai Sounders la loro prima MLS Cup, alzata dal capitano il cubano Osvaldo Alonso, oltre ad un posto nella CONCACAF Champions League 2017/18, cui invece non parteciperà il New York City FC. Oltre al Toronto FC infatti, qualificato in realtà grazie alla vittoria nel Canadian Tournament, oltre a Seattle parteciperanno al torneo continentale FC Dallas (vincitore del Supporters’ Shield), New York Red Bulls (Eastern Conference) e Colorado Rapids, che avendo vinto FC Dallas il Supporters’ Shield oltre alla US Open Cup, si qualificano quali finalisti della stessa US Open Cup.

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