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Friedel nominato CT degli USA U18
Scritto il 2016-01-05 da Arnaldo Selmosson su Nazionale USA

La US Soccer Federation ha nominato l'ex portiere della Nazionale USA Brad Friedel della squadra nazionale U-19, mentre Omid Namazi, già assistente di Tab Ramos all'U-20 è stato alla guida dell'U-18 in sostituzione di Javier Perez, che ha lasciato i ranghi federali per diventare vice di Patrick Vieira al New York City FC.

La squadra nazionale U-19 è per i giocatori nati dal 1998 in poi che saliti dall'U17 che ha partecipato ai Mondiali di categoria in Cile nel mese di ottobre. L'esordio arriverà sarà a Las Palmas nelle Isole Canarie nel torneo a quattro Copa del Atlantico con partite contro la Spagna, la Francia e le Isole Canarie, tra il 27 gennaio e il 6 febbraio.

"Brad Friedel giocato ai livelli più alti per quasi due decenni, e la sua esperienza sarà un enorme vantaggio per i nostri giovani giocatori. Omid Namazi non è stato solo un giocatore professionista a tutti i livelli negli Stati Uniti, ha lavorato come allenatore sia qui e all'estero, il che aggiunge importante prospettiva. Il loro ingaggio è importante nel collegare le varie squadre nazionali", ha dichiarato il CT della Nazionale maggiore Jurgen Klinsmann.

Namazi è stato a lungo allenatore nella Major Indoor Soccer League e nella National Professional Soccer League (IV Div.) e CT in seconda dell'Iran nel 2011-2014, aiutando la squadra qualificarsi per i Mondiali 2014 in Brasile. Nato nello Utah, Namazi ha giocato al college per la West Virginia University e professionalmente in campionati  ASL, AISA, APSL, NPSL e CISL, tutte leghe semi-pro precedenti alla MLS. Per lui anche una partita per i NY MetroStars della MLS nel 1996, in prestito dai Delaware Wizards della USISL.

Friedel è stato il portiere della Nazionale USA ai Mondiali USA 1994, 1998 e 2002, in cui è stato fondamentale nel raggiungere i quarti di finale, e ha giocato a livello di club per 20 anni tra MLS (Columbus Crew), Turchia, Danimarca e con le inglesi Liverpool, Blackburn, Aston Villa e Tottenham Hotspur, curando nel frattempo la sua acadaemy in Ohio, per poi entrare nello staff tecnico della Nazionale già nel dicembre 2014, prima dell'addio al calcio dello scorso maggio.

"Non vedo l'ora l'opportunità di contribuire a sviluppare i nostri giovani giocatori in professionisti completi", ha detto Friedel in un comunicato stampa. "Negli ultimi quattro anni ho focalizzato la mia attività di allenatore a livello settore giovanile, e sono entusiasta di lavorare con un gruppo di giovani così per far crescere il nostro calcio".

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Per Jurgen Klinsmann la Gold Cup 2015 era la priorità, ma gli USA sono andati malissimo La Gold Cup 2015 verrà ricordata come un vero e proprio fallimento per la Nazionale USA. Reduci da un Mondiale da cui è stata eliminata solo ai supplementari dal Belgio, gli Stati Uniti hanno invece messo in campo nel torneo continentale una serie di prove nettamente al di sotto delle possibilità del gruppo di giocatori a disposizione del CT tedesco. LEGGI: Gold Cup, USA eliminati dalla Giamaica Le recenti vittorie su Germania, Olanda e Messico avevano lasciato sperare in una crescita post Mondiale, dimostrandosi invece di aver unicamente nascosto una serie di problemi che gli USA si sono portati dietro nei 12 mesi post Mondiali. Un periodo fatto di ben 13 amichevoli, durante il quale gli uomini di Klinsmann poche volte hanno fatto vedere buone cose, a parte i flash europei e in Messico, sino alla meritata eliminazione in semifinale di Gold Cup contro la Giamaica, rafforzata dalla partecipazione alla Copa America. Nel torneo CONCACAF la Nazionale USA è apparsa assolutamente non pronta, iniziando ogni partita fin troppo lentamente (Cuba a parte, ma non fa testo), e di questo Klinsmann delle colpe le ha di certo, anche se difficilmente lo si sentirà fare autocritica. Autocritica che invece sarebbe utile anche per togliere un po' di pressioni dalle spalle dei giocatori. La "Pantegana" aveva dichiarato che il suo primo ciclo Mondiali avrebbe messo giù le fondamenta del suo programma, mentre in questo secondo avrebbe costruito. Oggi, più di un anno nel secondo ciclo, qualche dubbio invece inizia a sorgere, specie per alcune scelte del CT. DIFESA SBAGLIATA. A parte la porta, copertissima con Brad Guzan (Aston Villa) e il rientrante Tim Howard (Everton), la difesa è il problema. Klinsmann aveva chiarito prima del torneo che la coppia centrale in difesa sarebbe stata composta dal "tedesco" John Brooks e dal "messicano" Ventura Alvarado. Perché? Alvarado ha alle spalle un totale di 1.317 minuti nella Liga MX. Dopo aver esordito a marzo con gli USA, è stato spesso scostante nel rendimento, a parte la vittoria di aprile in Messico,  casa sua. Giocatore con potenziale, ma forse il suo lancio nel ruolo da titolare è stato troppo veloce, e la ragione non è affatto chiara. Il suo compagno Brooks, reduce da una Bundesliga con qualche ottima prova con la maglia dell'Hertha Berlino, anche lui in Nazionale è apparso spesso incerto, spaventando compagni e tifosi nei match ad esempio contro Danimarca, Olanda e Svizzera. Inoltre Brooks aveva alle spalle un solo match ufficiale da titolare, negli scorsi Mondiali, in cui era anche andato in gol. Alvarado non ne aveva nessuno, e anche a livello di club poca roba. Una coppia decisamente inesperta e probabilmente non del livello adeguato. Una scommessa persa per JK. A questo punto rimane l'interrogativo del perché Klinsmann proprio non creda nei centrali di casa, gli esperti Matt Besler (Sporting KC) e Omar Gonzalez (LA Galaxy), che bene avevano fatto ai Mondiali e in passato in CONCACAF, o anche Tim Ream del Bolton. CENTROCAMPO STANCO. A centrocampo il problema è stato un Kyle Beckerman apparso a 33 anni in netto calo. Da oltre un decennio leale guerriero al servizio dei CT USA, in Gold Cup si è trovato spesso in difficoltà contro avversari più giovani e veloci. A questo punto Klnsmann deve trovare un sostituto all'altezza, più atletico: Danny Williams o Perry Kitchen del DC United sono due dei nomi in cima alla lista. Per fortuna Michael Bradley continua a reggere a grandi livelli, mentre si spera che Jermaine Jones possa riprendersi dall'infortunio, anche se l'età non lo aiuterà di certo. ATTACCO ANEMICO. A parte i sei gol contro la povera Cuba, l'attacco americano si appoggiato totalmente sulle spalle di Clint Dempsey. Punto. L'attaccante dei Seattle Sounders ha segnato tutte le reti della squadra, a parte quella di Michael Bradley contro Panama, peraltro proprio su assist di Dempsey. Notevole la delusione per le prestazioni del centravanti Jozy Altidore, fuori forma e rispedito a Toronto prima del tempo. Meglio è andato l'avanti dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson, che ha messo in mostra qualche flash, ma che non è riuscito ad infilare le reti necessarie nei momenti cruciali. Il problema è che Dempsey ha già 32 anni, e che in Russia ne avrà 35, con i due dietro che al momento non sembrano in grado di sostituirlo al meglio (si spera più in Johannsson che in Altidore ormai, troppo spesso deludente), e alle loro spalle a parte il 19enne Rubio Rubin dell'Utrecht sembra esserci poco altro.   POCO GIOCO. Nel fallimento complessivo è finito inevitabilmente anche il gioco. Mancano le ali. In Gold Cup Klinsmann ha cercato di supplire con Alejandro Bedoya (che gioca in mezzo al Nantes), Gyasi Zardes (attaccante nei LA Galaxy) e DeAndre Yedlin (terzino destro al Tottenham). Non sorprende che il risultato non sia stato un granché. Si spera nel rientro di Graham Zusi dello Sporting KC, ad oggi - almeno dal punto di vista tecnico-tattico - unico possibile erede di Landon Donovan. Rimane un mistero poi l'insistere sul terzino del Norimberga, Timothy Chandler. Fuori con la Giamaica per infortunio, è ancora lui il titolare a destra. Giocatore ormai esperto con 124 match in Bundesliga sulle spalle, in Nazionale non ha mai convinto pienamente, mentre gente quale Eric Lichaj (Nottingham Forest) non viene nemmeno messa alla prova. Ma ciò che preoccupa più in generale è l'assoluta mancanza di progressi dal Mondiale, sotto tutti gli aspetti, considerando che JK è anche direttore tecnico e pure le giovanili dei problemi li hanno messi in evidenza. IL FUTURO E' ADESSO. Klinsmann certamente non si muove dalla panchina, come confermato ufficialmente - e senza alcun dubbio - da parte del presidente della USSF, Sunil Gulati. La figura di JK è centrale ormai nella struttura del calcio americano. Del resto Gulati lo avrebbe voluto già nel 2006 (e forse anche prima), e in lui crede tantissimo per lanciare la Nazionale USA nell'empireo del calcio mondiale. Ad ottobre però arriverà un momento cruciale per Klinsmann e gli USA, che ad ottobre affronteranno il Messico vincitore della Gold Cup per conquistare il posto CONCACAF nella 2017 Confederations Cup in Russia; nello stesso mese l'U23 parteciperà alle Qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, dopo aver saltato Londra 2012. Dovessero portare a casa il risultato, allora la Giamaica sarà solo un brutto ricordo. Ma avendo considerato priorità top queste due competizioni, per Klinsmann la vera valutazione arriverà su queste. Un fallimento sarebbe pesante anche in ottica Mondiali, avendo molte meno possibilità di misurarsi al top nei prossimi anni, visto anche che la Copa America Centenario sembra ancora a rischio.

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Nella testa di Jurgen Klinsmann c'è da sempre la giusta idea che gli USA debbano confrontarsi con continuità con le potenze calcistiche mondiali per consentire a i propri giocatori di crescere e fare esperienza internazionale. Un esempio perfetto di ciò è rappresentanto dalla doppia amichevole con Olanda il 5 giugno ad Amsterdam e la Germania campione del Mondo a Colonia il 10. Peccato che JK non potesse prevedere di trovarsi a giocare contro due dei top team mondiali senza alcuni dei suoi migliori uomini, e a poche settimane dal via della Gold Cup, previsto per il 7 luglio contro l'Honduras. Non ci sarà infatti la stella del team, Clint Dempsey, che resterà a Seattle in vista della nascita del suo quarto figlio. E mancheranno anche gli infortunati l'attaccante del Toronto FC Jozy Altidore (stirato) e il centrocampista del Nantes Alejandro Bedoya, che ha problemi ad un ginocchio. Il gruppo chiamato dal CT tedesco è molto giovane, con ben 8 giocatori con 10 o meno presenze in Nazionale. "E' una grande opportunità giocare contro Nazionali come queste per vedere le cose che vuoi dai tuoi giocatori", ha detto Klinsmann. "In un certo senso voglio vedere un paio di ragazzi come si comportano una volta gettati in acqua fredda, vedere se nuotano e a che punto sono. Questo è quello che voglio vedere da Ventura Alvarado o John Brooks in partite come questa. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey i ragazzi che giocheranno avranno qualcosa da provare, e per loro sono opportunità che a volte non capitano nella vita e non vanno sprecate" Dempsey, Altidore, Alejandro Bedoya, Geoff Cameron - che dopo il disastro contro l'Irlanda B a dicembre sembra fuori dai giochi - , Omar Gonzalez, Matt Besler e Graham Zusi erano tutti titolari ai Mondiali e sono tutti in lizza per la Gold Cup, ma salteranno questa importante settimana di match. Alla lista degli assenti vanno aggiunti il terzino sinistro Greg Garza, infortunato, e Jermaine Jones, malconcio dopo il match di domenica tra New England e LA. In pratica gra parte dei titolari sarà fuori. Al loro posto JK ha chiamato molti ragazzi con un'età adeguata nell'ottica Mondiali 2018 in Russia, sì da iniziare a formare un gruppo nuovo pronto a subentrare ai veterani, con il più vecchi o ed esperto in campo ad Amsterdam che sarà il 27enne ex romanista Michael Bradley. Certo Klinsmann potrebbe anche mettere in campo il veterano Kyle Beckerman, ma probabilmente vorrà provare prima i ragazzi. Un ruolo di importante a fianco di Bradley lo avrà il centrocampista difensivo Danny Williams, che a 26 anni ha giocato la milgiore stagione della carriera col Borussia Moenchenglandbach qualificatosi per la Champions. Potrebbe poi essere giunto finalmente il momento di Alfredo Morales, che dopo il poco spazio all'Hertha berlino e qualche prova deludente in Nazionale, è stato uno dei protagonisti della promozione in Bundesliga dell'Ingolstadt. E con Jones e Beckermann ormai 33enne JK ha davvero bisogno di nuovo sangue in mezzo. Ancora più importante del centrocampo sarà il problema difesa per le prossime amichevoli. In pprta si rivede Brad Guzan per la prima volta nel 2015 dopo aver lasciato spazio a Nick Rimando a marzo causa paternità. Per Guzan sarà anche l'occasione per mettersi in mostra dopo che all'Aston Villa il manager Tim Sherwood gli ha preferito Shay Given nelle ultime giornate di Premier League. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua. Almeno per un anno Lasciati a casa Gonzalez e Besler, impegnati in MLS (ma da più parti si dice che il CT vorrebbe gente nuova), con l'esperimento Jones centrale finalmente finito, ecco la necessità di sperimentare la linea. "Jones tornerà a centrocampo perché abbiamo molti difensori di qualità. Con la scoperta di Ventura Alvarado, che ha vinto la CONCACAF Champions League col Club America, penso che abbiamo messo insieme una linea forte e stabile, e non c'è bisogno di Jermaine dietro". John Brooks è un caso interessante. Mentre in Bundesliga fa vedere buone cose con l'Hertha Berlino, in Nazionale le cose non sono andate altrettanto bene nel post Mondiali. Di certo nessuno dimentica il suo ottimo Mondiale e il gol vittoria col Ghana, e inoltre a 22 anni ha certamente più potenziale di Besler, che ne ha 28 e gioca in MLS. LEGGI: Brooks e l'America "tedesca" voluta da Klinsmann Anche Alvarado - sangue misto americano e messicano - ha 22 anni, e si sta facendo le ossa in Liga MX, e ha già ben figurato lo scorso aprile contro El Tri, mostrando di essere un'ottima alternativa centrale in termini di tecnica. orse per lui è un po' presto per affrontare a viso aperto gente com Robin Van Persie o Mario Goetze, ma come dice Klinsmann è bene vedere questi ragazzi a che punto siano. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey, la scelta è inevitabile con l'"islandese" Aron Johannsson, il miglior giocatore dell'AZ Alkmaar quest'anno subito dopo il neolaziale Hoedt, e il cavallo di ritorno Juan Agudelo, che coi Revs sembra aver trovato la sua dimensione e la continuità che invece in Europa aveva perso. LEGGI: New England: torna Agudelo, dopo aver rifiutato diversi contratti in Europa Klinsmann is going to need several of his U.S. national team novices to step up to the upcoming challenges, and if they don't, things could get ugly for the Americans. If they do, we just might see this shorthanded U.S. team accomplish what few thought possible by beating Netherlands and/or Germany, which would be good practice for a team Klinsmann is hoping can reach the World Cup semifinals in 2018. Per quanto i riguarda i match in arrivo, le statistiche dicono che gli USA hanno perso quattro volte su quattro con l'Olanda, segnando un solo gol. Con la Germania invece l'ultimo confronto rilsale proprio al Mondiali, ed è le prima volta che le due Nazionali si affrontano in Germania dalla vittoria per 4-1 dei tedeschi a Dortmund nel 2006 in preparazione ai Mondiali poi vinti dagli Azzurri. I convocati USA: Portieri: Brad Guzan (Aston Villa), Nick Rimando (Real Salt Lake), William Yarbrough (Club Leon) Difensori: Ventura Alvarado (Club America), John Brooks (Hertha Berlin), Timmy Chandler (Eintracht Frankfurt), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Michael Orozco (Puebla), Brek Shea (Orlando City SC), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti: Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Alfredo Morales (Ingolstadt), Jordan Morris (Stanford University), Danny Williams (Reading) Attaccante: Juan Agudelo (New England Revolution), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Bobby Wood (1860 Munich), Gyasi Zardes (LA Galaxy) Olanda Portieri: Jasper Cillessen (Ajax), Tim Krul (Newcastle United), Kenneth Vermeer (Feyenoord). Difensori: Jeffrey Bruma (PSV), Daryl Janmaat (Newcastle United) , Bruno Martins Indi (FC Porto), Karim Rekik (PSV), Joel Veltman (Ajax), Ron Vlaar (Aston Villa), Stefan de Vrij (SS Lazio), Gregory van der Wiel (Paris Saint Germain), Jetro Willems (PSV). Centrocampisti: Daley Blind (Manchester United), Tjaronn Chery (FC Groningen), Jordy Clasie (Feyenoord), Davy Propper (Vitesse), Wesley Sneijder (Galatasaray), Georginio Wijnaldum (PSV). Attaccanti: Steven Berghuis (AZ), Memphis Depay (PSV), Klaas Jan Huntelaar (Schalke 04), Luuk de Jong (PSV), Jeremain Lens (Dynamo Kiev), Luciano Narsingh (PSV), Robin van Persie (Manchester United) , Quincy Promes (Spartak Moscow). Germania Portieri: Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund), Ron-Robert Zieler (Hannover). Difensori: Jerome Boateng (Bayern Monaco), Erik Durm (Borussia Dortmund), Jonas Hector (Colonia), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Shkodran Mustafi (Valencia), Sebastian Rudy (Hoffenheim), Antonio Rudiger (Stoccarda). Centrocampisti: Karim Bellarabi (Bayer Leverkusen), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund), Patrick Herrmann (Borussia Moenchengladbach), Sami Khedira (Real Madrid), Christoph Kramer (Borussia Moenchengladbach), Mesut Ozil (Arsenal), Andre Schürrle (Wolfsburg), Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco). Attaccanti: Mario Goetze (Bayern Monaco), Max Kruse (Borussia Moenchengladbach), Lukas Podolski (Inter).

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