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NASL 2015 Fall Championship: il punto sui New York Cosmos
Scritto il 2015-09-02 da Giacomo Costa su NASL USL NCAA

DARIO TORRENTE

Dopo un leggero sbandamento dovuto forse alla brutta sconfitta di Us Open Cup contro i cugini Red Bulls i Cosmos sembrano essere tornati il rullo schiacciasassi che tutti si aspettano. Certamente oramai le altre squadre conoscono il potenziale di New York e quando giocano contro la squadra allenata da Savarese danno il meglio di loro sia per avere speranze di poter disputare i play-off sia per avere notorietà visto che una sconfitta dei Cosmos fa sempre notizia. Dopo aver pareggiato due volte sia in casa che in trasferta contro gli Indy Eleven e perso in Florida sebbene immeritatamente contro la matricola Jacksonville, i ragazzi in casacca verde hanno ottenuto due vittorie casalinghe contro Fort Lauderdale e Minnesota si ritrovano ancora in Florida al Lockhart Stadium, casa degli Strikers battuti 2-0 tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium ed assetati di rivincita sia per l'onore che per la classifica. Sotto una pioggia fastidiosa gli Strikers partono a razzo e già nei primi minuti Jimmy Maurer deve faticare non poco contro i tiri pericolosi di PC, Thomas, Freitas e Gabriel. Al 23' gli Strikers passano in vantaggio grazie ad un calcio di rigore trasformato da Gabriel. Fino alla fine del primo tempo i Cosmos sembrano non esistere e il portiere dei newyorkesi fa miracoli contro gli attaccanti di Fort Lauderdale. Tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo la squadra di casa raddoppia grazie a Walter Ramirez. Pochi minuti dopo i Cosmos fanno entrare Mkosana e Moffat per Sztela e Wright ma la solfa sembra non cambiare, dopo dieci minuti gli Strikers segnano la terza rete sempre grazie a Walter Ramirez. La partita sembra decisa ma quando si parla dei Cosmos bisogna aspettarsi di tutto e gli avversari dovrebbero saperlo, così al 62' appena tre minuti dopo il terzo goal di Fort Lauderdale i Cosmos segnano accorciando le distanze grazie al brasiliano cresciuto a Long Island Leo Fernandes, il quale sfrutta un assist di Hunter Freeman. Quattro minuti dopo lo scozzese Moffat grazie a un potente tiro riduce ulteriormente lo svantaggio dei Cosmos. Da quel momento vi è un vero e proprio capovolgimento di fronte col portiere degli Strikers costretto a fare buona guardia sui tiri di Moffat e Raul, che riesce persino a farsi ammonire. Nel frattempo l'italo-uruguaiano Sebastian Guenzatti ha sostituito a centrocampo Walter Restrepo e il giocatore ringrazia l'allenatore Giovanni Savarese che lo ha fatto entrare in campo con una rete segnata all'ultimo minuti che gela i 5667 spettatori oramai sicuri di assistere a una vittoria della squadra di casa. Ancora una volta i “Cardiac Cosmos” si dimostrano all'altezza della propria fama, a dimostrazione che contrariamente al parere di giornalisti come Jim Rome e la sua pletora di epigoni
frustrati come Ann Coulter e Dan Shaughnessy il soccer è uno sport pieno di suspence e adrenalina proprio come gli sport più genuinamente americani a dispetto del basso numero di punti segnati rispetto ai “Big Four”. Questo preziosissimo punto fa si che i Cosmos restino in carreggiata per il trofeo estivo e per la Woosnam Cup, equivalente del Supporters Shield della MLS. Il giorno di ferragosto invece i Cosmos hanno affrontato e battuto quello che lo scorso anno è stata la loro nemesi ovvero i San Antonio Scorpions, quest'anno l'ombra del team vincente e temibile dello scorso anno anche se in ripresa. L'unica nota negativa della giornata è stata ancora una volta la scarsa affluenza di pubblico, appena 4000 spettatori assiepati sugli spalti dell'Hofstra Stadium, ma dello scarso attaccamento degli sportivi di Long Island al soccer e di tutto ciò che ne consegue se ne è già abbondantemente parlato. Tornando a parlare di calcio giocato fino al 45' la partita è molto combattuta con un botta e risposta tra le due squadre con Jimmy Maurer che deve rendersi operoso per parare i tiri dell'ex Joseph Nane e di Khari Stephenson mentre Daniel Fernandes fa altrettanto contro lo spagnolo Raul e Lucky Mkosana. Il risultato a reti bianche viene schiodato negli ultimissimi minuti del primo tempo quando il solito Leo Fernandes sblocca il risultato, ma non c'è nemmeno il tempo di battere a centrocampo che San Antonio pareggia grazie ad una rete di Milton Palacios scaturito da un assist di Billy Forbes. Il tempo per Raul di tirare ancora una volta in porta e l'arbitro manda le squadre negli spogliatoi, ma pochissimi minuti dopo l'inizio del secondo tempo Brad Rusin con un maldestro autogoal ridà il vantaggio alla squadra di casa. Entrambe le squadre effettuano alcune sostituzioni, Giuseppe Gentile sostituisce Khari Stephenson per San Antonio e Marcos Senna entra in campo sostituendo Andre Flores. L'italo-americano Gentile si rende pericoloso e i Cosmos effettuano un'altra sostituzione facendo entrare Restrepo per Guenzatti. Sul finire della partita il francese Eric Hassli, già dei canadesi Vancouver Whitecaps, entra per sostiuire lo sfrortunato Brad Rusin mentre Josue Soto prende il posto di Cèsar Elisondo. Adam Moffat e Milton Palacio fanno ancora una volta botta e risposta, Joseph Nane riesce a farsi espellere, Raul tira ancora una volta in porta ma senza fortuna e viene sostituito proprio allo scadere da Dennis Sztela. Il tempo per Leo Ferandes di un ultimo tiro e l'arbitro decreta la fine della partita. Sabato 22 Agosto i Cosmos hanno affrontato in trasferta i Carolina Railhawks, squadra che per New York è stata spesso ostica, e sono riusciti a vincere per 3-1 dopo il vantaggio iniziale della squadra di casa scaturito al 16' del primo tempo dai piedi di Daniel Scott su assist del pericoloso Ty Shipalane. Nel secondo tempo però subito al 46' i Cosmos grazie al brasiliano Leo Fernandes hanno riportato il risultato in parità, ma non pago di questo ha confezionato al 54' l'assist per il goal di Luckymore Mkosana che torna a segnare dopo un periodo di magra. Tre minuti dopo New York segna il 3-1 grazie allo scozzese Adam Moffat su assist del salvadoregno Flores, e a nulla servono gli assalti all'Ok Corral di Nacho Novo, Daniel Scott e Jaime Dell, entrato nella metà del secondo tempo. Grazie a questa vittoria ottenuta peraltro su un campo difficile salgono al secondo posto a due punti dalla volpe Ottawa Fury . A classifiche congiunte invece i Cosmos balzano al primo posto, valevole per la Woosnam Cup, con ben sette lunghezze dai capitolini canadese, quest'anno sembra che le squadre del paese della foglia d'acero vogliano dire la loro, e lo scorso mercoledì New York ha pareggiato sul difficile campo dei Fury con un risultato ad occhiali mantenendo la situazione immutata, però domenica pomeriggio la squadra della grande mela ha vinto contro i Carolina Railhawks in maniera rocambolesca nel classico stile cardiac Cosmos. La squadra di casa era passata in vantaggio già al secondo minuto grazie a un goal del salvadoregno Flores su assist di Raul, vero deus ex machina della squadra, ma al 23' e al 42' su assist di Ty Shipalane Nazmi Albadawi porta in vantaggio gli ospiti, ma nel secondo tempo i Cosmos attaccano senza sosta e al 62' Raul riporta il risultato in parità. Ma la squadra di Savarese non è appagata e riesce all'85' a portarsi in vantaggio grazie a un goal di Lucky Mkosana grazie ad un assist del giovanissimo Haji Wright entrato solo quattro minuti prima. Grande prova di carattere della squadra salutata da 5257 spettatori. Intanto nello spogliatoio qualcosa si muove. I Cosmos hanno ufficialmente promosso in prima squadra la veloce ala spagnola Ruben Bover, che già si era messo in mostra nella squadra B ed ha contribuito non poco alla vittoria del titolo NPSL ed è stato anche nominato MVP della lega. In passato il ragazzo aveva militato in squadre minori inglesi e spagnole ed aveva fatto parte anche della seconda squadra dei New York Red Bulls. Vedremo se Bover diventerà col tempo un titolare inamovibile e se i Red Bulls si pentiranno della loro scelta di lasciarlo libero per giunta ad un'altra squadra della stessa città per giunta. Lascia invece New York il norvegese Mads Stokkelien, l'anno scorso capocannoniere sociale con 8 centri più la doppietta in Us Open Cup contro i New York Red Bulls, una delle poche note intonate durante lo scorso anno di stecche. Quest'anno però l'ex under 21 anche per via dell'arrivo di Mkosana ma soprattutto per via di Raul aveva perso il posto da titolare e veniva utilizzato per brevi scampoli di partita, da qui la decisione del giocatore accettata e compresa dalla società di migrare verso più verdi pascoli. Già alcune voci lo danno vicino a due squadre norvegesi, l'Ik Start ed il Viking FK, speriamo per lui che il ritorno in patria vero o presunto faccia si che Stokkelien riesca a guadagnarsi la maglia della nazionale maggiore e recuperare il terreno perso a causa di un brutto infortunio. Sicuramente i Cosmos resteranno una tappa fondamentale della sua carriera. La squadra di Seamus O' Brien però non è rimasta con le mani in mano, ed in tempi rapidissimi ha colmato la lacuna formatasi con la dipartita del norvegese ed ha portato alla corte di Savarese l'argentino Gaston Cellerino, cannoniere precedentemente in forza ai cileni del Santiago Wanderers e con esperienze passate, purtroppo non tutte andate a buon fine con Racing, Celta Vigo, Livorno e U. La Calera. Al momento il giocatore non è ancora disponibile per via di lungaggini burocratiche inerenti al visto et similia ma presto Savarese potrà contare su un nuovo attaccante. Onestamente viene da pensare che la montagna ha partorito il topolino dopo i nomi che erano stati fatti quali Hercules Gomez, che purtroppo ha scelto la via di Toronto, Enzo Maresca, l'ex laziale Ledesma ed il greco, peraltro free agent George Samaras. L'acquisto di Gaston Cellerino suona di ripiego, come un acquisto fatto per urgenza ma la notizia ha un che di delusione ed amarezza. Non è detto che l'argentino non porti un vistoso contributo all'attacco dei Cosmos ed al livello della lega in generale, ma visto il blasone della squadra e la recente difficoltà di portare gente allo stadio persino con Senna e Raul in campo, forse un nome più altisonante avrebbe fatto in modo ai aumentare le presenze all'Hofstra Stadium, in più c'è da dire che il campionato cileno non è tra quelli più titolati in America Latina, e le sue esperienze in Europa sono state deludenti, per cui ancora una volta i Cosmos hanno deciso di fare una scommessa, decisione che a volte ha portato a buoni frutti quali il ritorno ad alti livelli in campo per l'ex nazionale ed ex Brescia Dennis Sztela ma che altre volte ha portato ad amare delusioni come l'attaccante olandese prelevato dai San Antonio Scorpions Hans Denissen, acquistato ancora infortunato e che una volta tornato in campo non ha fornito il contributo che ci si aspettava. Vedremo se una volta disponibile l'argentino ex Livorno sarà in grado di fugare i dubbi di cui sopra e diventare un idolo dei tifosi nonché quel cannoniere che i Cosmos aspettano da troppo tempo. Speriamo di vedere presto Gaston Cellerino diventare un incubo per le difese avversarie ed un idolo dei tifosi, specie per gli ultras del gruppo denominato “La banda del Cosmos” composto per la quasi totalità da tifosi di origine latino-americana. Comunque con la dipartita di Stokkelien si è liberato un altro slot utilizzabile per tesserare un giocatore straniero e fonti autorevoli dicono che i Cosmos siano ancora sulla pista del greco Samaras, conteso anche dalla Sampdoria, vedremo chi la spunterà stavolta tra le due squadre. Un'ultima notizia molto dal sapore di vecchia NASL è quella che giovedì 22 Settembre, prima dello scontro cruciale contro i canadesi dell'Ottawa Fury, scenderanno in campo le vecchie glorie di Messico e Colombia per celebrare il legame sportivo e storico dei Cosmos con l'America Latina. Per la Colombia molto probabilmente scenderanno in campo Faustino Asprilla, già del Parma nei suoi anni d'oro, Adolfo Valencia soprannominato “El Tren” e il Gullit biondo Carlos Valderrama, che militò in MLS nei primissimi anni della lega. Per i messicani è quasi sicura la presenza di Luis Herandez, Jared Borghetti e il portiere Jorge Campos, anche lui non nuovo negli Usa. Per la modica somma di venticinque presidenti morti si potrà assistere a questa partita amichevole tra vecchie glorie e successivamente ad uno scontro di cartello per la testa della classifica Nasl. Ci si domanda però se queste mosse di marketing si rivelino poi veramente efficaci per attirare l'interesse dei latinos presenti a Long Island e poter aumentare così le presenze allo stadio, ai posteri l'ardua sentenza, intanto trapela la notizia che lo sconcertante silenzio sull'approvazione del nuovo stadio in quel di Belmont ha allarmato persino la confederazione sindacale dello stato di New York, tanto che Mario Cilento, presidente dell'AFL-CIO si è rivolto all'ESDC l'ente preposto, in questo tono: “Con rispetto vi chiedo che vi adoperiate in modo che questo progetto venga approvato, assicurando così alla comunità locale, ma anche alla squadra che New York tiene ai Cosmos”. L'interesse dei sindacati, che sebbene non siano così influenti come in Europa hanno comunque il loro peso, specie negli stati tradizionalmente democratici, è per via dei posti di lavoro che la costruzione del nuovo stadio porterebbe e dell'indotto che si verrebbe a creare una volta ultimato in una zona dello stato di New York povera di opportunità. Vedremo se questo aiuto inaspettato smuoverà l'ESDC dal torpore o se i Cosmos dovranno abbandonare i loro piani e ripiegare su un piano B, per ora da New York è tutto.
Con lo sbarco a New York di Andrea Pirlo, continua la tradizione dei giocatori italiani in America, tornata negli ultimi anni ad importare nomi di livello top dopo che fino a cinque anni fa il top era rappresentato da gente quale Simone Bracalello per i NSC Minnesota Stars (USSF Div. 2), Christian Arrieta, terzino del Philadelphia Union più noto in Italia per la partecipazione al reality"Campioni" col Cervia, e Stefano Pesoli (cresciuto nella AS Roma, ex Rieti e Viterbese tra le altre) al Montreal Impact (USSF Div. 2) . Da allora le cose sono molto cambiate, e a portare il tricolore negli anni in MLS sono stati un campione del mondo come l'ex capitano della SS Lazio Alessandro Nesta insieme al concittadino Marco Di Vaio, all'ex romanista Matteo Ferrari, a Bernardo Corradi, Marco Donadel e Andrea Pisanu in quella colonia chiamata Montreal. Gli italiani del passato Molti sono stati infatti i giocatori italiani emigrati oltreoceano già agli albori del calcio USA. Il primo a venire in mente è inevitabilmente il grande Giorgio Chinaglia, che lasciò la Lazio nel pieno della carriera per seguire la moglie americana Connie Eruzione (cugina di quel Mike Eruzione eroe della medaglia d'oro olimpica nella finale vinta dagli USA contro l'URSS nella finale di Lake Placid nel 1980) e andare a giocare nei Cosmos di New York con Pelé, e dove fu raggiunto da gente come Franz Beckenbauer e Carlos Alberto. Con la maglia dei Cosmos Chinaglia vinse 4 Soccer Bowl, mettendo a segno la bellezza di 193 gol in 213 match, cifra che a tutt'oggi lo rende il calciatore che con più gol all'attivo negli USA. Prima di Chinaglia però, sono molti i nomi noti e assai meno a trasferirsi nella NASL, da cui però vanno esclusi tutti quelli che nel 1967 giocavano nel Cagliari che scese in capo con la maglia dei Chicago Stallions (ad es. Roberto Boninsegna, Giuseppe Longoni e altri) o delle Houston Stars. A seguito di varie ricerche, il primo giocatore italiano a trasferirsi negli in assoluto fu un certo Gino Gardassanich, noto come Gino Gard. Nato a Fiume ancora italiana, Gardassanich iniziò a giocare nel Građanski Zagabria nel 1940, e dopo un passaggio per alcune squadre minori fiumane, nel 1946 si trasferì al Quarnero Fiume, inserito d'ufficio nella massima serie jugoslava, in cui debuttò l'11 agosto 1946 contro l'Operaia Pola. Nel novembre dello stesso anno passò alla Fiorentina, nella Serie A italiana, in cui tuttavia non riuscì a esordire disputando solo alcune partite amichevoli. Successivamente giocò in Serie C con Marsala e Reggina, per poi nel 1949 emigrare negli Stati Uniti, dove giocò per 10 anni con il Chicago Slovak della National Soccer League of Chicago, vincendo il campionato di Chicago nel 1951, 1952 e 1954] e la Peel Cup nel 1953, oltre al Montgomery Trophy come di miglior portiere del campionato di Chicago nel 1950. Senza nemmeno avere la cittadinanza USA, (come peraltro altri compagni, all'epoca bastava averla chiesta) Gardassanich partecipò con la Nazionale statunitense ai Mondiali 1950 in Brasile, durante il quale tuttavia non scese mai in campo, assistendo dagli spalti dello stadio di belo Horizonte alla vittoria per 1-0 sui "maestri inglesi". Per lui l'unica soddisfazione fu quella di difendere la porta USA o in un'amichevole premondiale proprio contro una selezione inglese con incluso Sir Stanley Matthews. Gino Gard ha vissuto a lungo a Chicago - dove è morto nel 2010 -venendo nominato nel 1992 nell'Illinois Hall of Fame e nel 2002 nella National Soccer Hall of Fame. Nel 1967 toccò invece a Bruno Siciliano, italiano nato però a Rio de Janeiro, compagno di squadra nei New York Generals della NPSL di un certo Cesar Luis Menotti, che poco più di 10 anni dopo avrebbe vinto il Mondiale da CT con la Nazionale argentina. Luigi De Robertis, classe 1936, che aveva esordito in Serie A con la maglia del Bari nel 1958 giocando poi anche con Palermo e Modena, e finito nel 1968 ai Kansas City Spurs della neonata NASL. Nello stesso anno ai Toronto Falcons c'era in rosa un Mario Barone, di cui però non si sa nulla, e con lui l'italo-canadese, nato a Roma nel 1945, il difensore Tony Lecce (poi ai Metros dal 1971 al 1973). Gli almanacchi listano poi come italiano anche un certo Miklos Mike-Mayer, attaccante dei Washington Whips nel 1969. Infine, nei Philadelhia Spartans il portiere di riserva era un certo Franco Altieri, anche lui indicato come italiano, ma di cui non è dato sapere altro. Nel 1971 invece, al Montreal Olympique c'è il centrocampista Renzo Selmo (20 partite e un gol il primo anno, 14 e 2 nel 1972), ex Hellas Verona, e Francesco Gallina, attaccante napoletano nato nel 1945 e cresciuto nella Casertana, approdato in Serie A con il Genoa nella stagione 1963-1964. Successivamente ha disputato campionati minori tra le file di Entella e Cesena, prima di fare ritorno al Genoa passando poi per il Lanerossi Vicenza, in Serie A, prima di chiudere la carriera in Canada (20 presenze e 10 gol per lui, capocannoniere della squadra). Con loro la colonia italiana quell'anno a Montreal era completata dall'attaccante Luigi Marcon e da Sergio Settin, italiano anche lui ma cresciuto in Quebeà§. Nel 1972 a Montreal Selmo è poi raggiunto da un altro ex veronese, il difensore Luigi Mascalaito, cresciuto nell'Inter e passato anche per Catanzaro, Cesena, Livorno e Pisa, e a lungo allenatore anche dello stesso Verona. Furono molti gli italiani che negli anni della NASL volarono in Canada per allietare le masse di emigrati italiani concentrate in gran numero, oltre che a Montreal, a Toronto e dintorni. Ad esempio il povero Paolo Barison, ala di talento e di lungo corso con le maglie di Venezia, Genoa, Milan, Sampdora, Roma, Napoli, Ternana e Bellaria, finito a Toronto nel 1972,e poi tristemente morto nel 1979 in un incidente in cui rimase coinvolto anche l'allenatore del Toro Gigi Radice, che pur gravemente ferito si salvò. Come Barison sempre al Toronto Metros Croatia - nel 1974 e 1975 - volò Marino Perani, ex Bologna, che fu raggiunto da Roberto "Bob" Vieri (padre di Christian) nel '75, mentre nel 1976 toccò a Paolo Cimpiel, portiere con alle spalle - tra le altre - esperienze con le maglie di Bologna, Verona e Cesena. Sempre a metà  anni '70, un episodio curioso fu quello relativo a Eddie Firmani – ex attaccante italiano di origine sudafricana – una carriera spesa fra Inghilterra (Charlton e Southend Utd) e Italia (Sampdoria, Inter e Genoa) e 3 volte nazionale azzurro - che all'età  di 42 anni, nel 1975, scese in campo per 18 minuti con la maglia dei Tampa Bay Rowdies, di cui era l'allenatore. E ancora. Il grande Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna per una vita, di cui pochi ricordano le poche (cinque) partite giocate con la maglia di un altro club, gli Hartford Bicentennial della NASL nel 1975. Pierino Prati, ex bandiera milanista, a fine carriera scese in campo per pochi mesi con la maglia dei Rochester Lancers (anno 1979, 6 partite e 3 gol per lui), in una città  operaia piena di italiani, per poi tornare in Italia e chiudere la carriera in serie C2, giocando per tre anni nel Savona. L'anno prima,invece, nei New York Cosmos aveva giocato Giuseppe Wilson, capitano colonna della Lazio dello Scudetto 1974, chiamato in America dal suo amico ed ex compagno Chinaglia. E con la maglia dei Cosmos Wilson non smentisce il suo valore, vincendo il Super Bowl 1978 e venendo nominato MVP della finale contro i Tampa Bay Rowdies di Rodney Marsh. Ma l'esperienza americana per Wilson durò un solo anno, e a settembre tornò alla Lazio. Sempre di quella Lazio tutta "pistole e palloni" (cit. dal bellissimo libro del giornalista Guy Chiappaventi) andò a giocare per un breve periodo negli il terzino sinistro Luigi Martini, sceso in campo per sole 7 partite nel 1979 coi Chicago Sting e poi 14 con i Toronto Blizzard nel 1981, con cui chiuse la carriera prima di diventare pilota Alitalia e poi anche deputato. Anche Roberto Bettega, si trasferì nella NASL a fine carriera, indossando nel 1983 e 1984 (39 partite e 10 gol) la maglia del Toronto Blizzard, la stessa squadra in cui poco prima, nel 1980, era andato un altro bianconero, il difensore Francesco Morini e l'anno dopo il 20enne Giampaolo Boniperti, figlio del presidente Giampiero e cresciuto nella Primavera juventina senza mai esordire in Serie A. Per lui a Toronto 18 partite e un gol. Prima di loro, nel 1979, era invece toccato (ma giocò solo 3 partite) ad Alessandro Abbondanza, detto Sivorino, ex attaccante di Lazio e Napoli, a conferma di Toronto come meta preferita dei giocatori italiani di quegli anni. Nel 1983, ai Cosmos sbarcò invece un vecchio "nemico" calcistico di Chinaglia,Giuseppe "Flipper" Damiani, reduce da un'esperienza fallimentare col Milan e ormai agli sgoccioli di una carriera chiusa con la maglia della Lazio (dove lo volle ancora Chinaglia, allora presidente) nel 1985. Italiano è anche Ferdinando DeMatthais, classe 1961, ex calciatore di Lucera (che ha anche allenato), Foggia in campo una sola partita coi Cosmos nella loro ultima stagione (1984) e oggi coach giovanile con la IMG Academy. Italoamericani a parte, molti gli sconosciuti con passaporto italiano che in quegli anni scesero in campo nella NASL listati unicamente come italiani. Da Enzo Giani, centrocampista dei Toronto Metros nel 1971, a Paolo Baldin (difensore in campo una sola volta con Toronto nel 1972) e a Peter Greco, portiere dei Vancouver Whitecaps nel 1975, passando per l'attaccante Gino Pennachia, che nel 1977 giocava (anzi, stava in panchina o in tribuna) a Dallas, fino ad Antonio Cestarollo, attaccante dei San Jose Earthquakes nel 1979 e persino citato in un libro sull'emigrazione nel pallone, "Moving with the Ball: The Migration of Professional Footballers" di P. Lanfranchi. Inoltre c'è chi, pur essendo italiano è diventato poi una colonna della nazionale canadese, come è accaduto a Tino Lettieri. Nato a Bari nel 1957, inizia la propria carriera nel 1977 tra le file del Minnesota Kicks della NASL, dove gioca fino al 1981. Trasferitosi nel 1982 al Vancouver Whitecaps, durante la sua militanza con il club canadese vince il premio di miglior calciatore nordamericano dell'anno 1982, venendo inserito nella squadra All-Stars della NASL nel 1982 e nel 1983. Nel 1984, ultima stagione della NASL, milita neiMinnesota Strikers, e dopo fallimento della Lega rimane a Minneapolis disputando i tornei indoor organizzati dalla MISL. Nel 1986 è lui il portiere della nazionale canadese nella unica partecipazione ai Mondiali. L'anno dopo si ritira dopo aver disputato una stagione con gli Hamilton Steelers della Canadian Soccer League (CSL). A onorare la sua carriera arriva nel 2001 l'elezione nella Soccer Hall of Fame canadese. Come lui Silvano "Sam" Lenarduzzi, nato a Udine nel dicembre del 1949 ma cresciuto a Vancouver, difensore diventato una bandiera dei Whitecaps insieme al fratello più giovane, Bob Lenarduzzi(nato invece in Canada). L'arrivo della Major League Soccer Con la scomparsa del calcio professionistico nel 1984, a seguito del fallimento della NASL, l'emigrazione si interruppe, ma riprese nel 1996, quando venne lanciata la MLS. I primi a partire furono l'ex portiere della Nazionale, di Inter e Samp Walter Zenga (New England Revolution come anche come giocatore/allenatore) seguito a Boston da Giuseppe Nanu' Galderisi (passato poi anche per Tampa Bay) e, ai New York Metrostars, il difensore Nicola Caricola (Bari, Juventus e poi Genoa) e Roberto Donadoni, che fece la spola col Milan. New York dove nel 2002 stava per finire anche Billy Costacurta, richiamato poi in tutta fretta a Milano da Ancelotti e Galliani. Meno famoso, ma da ricordare, anche Giovanni Savarese, attaccante classe '70 nato in Venezuela e quindi con doppio passaporto, sbarcato in MLS alla sua fondazione e diventato bandiera dei New York MetroStars passato per New England e poi e San Jose Clash (oggi Earthquakes) con in mezzo esperienze in Italia a Perugia e Viterbese (entrambe all'epoca della gestione Gaucci), e Torres, passando anche per il Regno Unito (Swansea City e Millwall). Oggi è l'allenatore dei nuovi New York Cosmos della NASL. Solo 3 partite invece in MLS nel 2008, con la maglia dei San Jose Earthquakes (che lo hanno poi tagliato nel maggio 2009), per Davide Somma, attaccante italo-sudafricano cresciuto nel Perugia e che ha militato con Pro Vasto e Olbia, per poi volare in Inghilterra (Leeds, dove ancora gioca dopo essere andato in prestito a Chesterfield e Lincoln City) dopo l'esperienza americana. In sintesi una storia, quella che vede i giocatori italiani sulla rotta transoceanica, che dura ormai da 60 anni, e che ha visto periodi di up & down, con grandi campioni e carneadi scendere in campo sul turf o sull'erba americana di fronte a milioni di appassionati di ogni nazionalità . Una storia che con l'arrivo del campione del mondo Andrea Pirlo riparte dai massimi livelli.

Calcio - Socceritalia

Il momento di grazia dei New York Cosmos sembra essere ben lungi dal finire, e dopo aver sbaragliato per 3-0 la modesta compagine dei Jersey Express in U.S. Open Cup il 27 maggio sono usciti indenni dal difficile campo dell' N.S.C. Stadium nel Minnesota contro una delle concorrenti al titolo Nasl più temute, i Minnesota United di Miguel Ibarra ora passato in forza al Leon, squadra storica della Liga MX, ma questa è un'altra storia. Lo stadio dello United era gremito in ogni ordine di posti da appassionati tifosi della squadra locale speranzosi di poter vedere il team del Minnesota, che passerà in MLS nel 2018, battere i New York Cosmos ma le loro speranze maturate grazie ad un goal di Pablo Campos all' 8' minuto del primo tempo hanno subito allo scadere una doccia gelata nello stile oramai tipico dei Cosmos della gestione Savarese, sempre pericolosi in zona Cesarini. Ed è stato così che al 90', dopo una partita che aveva visto le due squadre equvalersi è arrivato il goal dello spagnolo Raul, ex stella del Real Madrid che non ha certo bisogno di presentazioni. Il match avrebbe potuto finire meglio per i Cosmos se il tiro di Guenzatti al 93' fosse finito in rete ma tanto è bastato a New York per poter mantenere il suo primato ed avvicinarsi al trofeo primaverile che da diritto ad un posto nei play-off per il Soccer Bowl dopo la fine della regular season. Sebbene lo Spring Championship sia da considerare un trofeo minore visto l'esiguo numero di partite disputate, appena una decina, sulla carta ha lo stesso valore del più lungo e difficile Fall Championship, e per i ragazzi di Savarese vale il detto chi ben comincia è a metà dell'opera, ma vedremo se ora i Cosmos durante la stagione estiva rimarranno la volpe da cacciare oppure soffriranno della sindrome del gatto grasso come accadde agli Atlanta Silverbacks nel 2013 poi battuti dagli stessi Cosmos in finale. Considerando la fame di trofei che normalmente accompagna i Cosmos odierni, preceduti dalla loro fama e schiacciati in una seconda divisione con ambizioni di crescita e per giunta in una città dove esistono non uno ma addirittura due sodalizi MLS, la squadra di Raul e Marcos Senna, - che ha ufficialmente dichiarato dopo aver rinnovato il contratto per la Fall Season 2015 il suo ritiro dal calcio giocato al termine del campionato 2015 – farà di tutto per conquistare sia il campionato estivo che la Woosnam Cup, equivalente del Supporters Shield della MLS e che porta il nome del commissioner storico della prima NASL Phil Woosnam, già giocatore ed allenatore degli Atlanta Chiefs scomparso pochi anni fa. Sicuramente un'affermazione dei Cosmos nel panorama calcistico della grande mela procurerebbe non pochi mal di pancia sia alla MLS che ai due sodalizi della città, New York Red Bulls e New York City F.C. i quali stanno entrambi stentando anche se per i primi sembra trattarsi di una battuta d'arresto temporanea mentre per gli altri è sicuramente dovuto ai problemi d'assestamento visto che la squadra è al suo primo anno di vita in un campionato che è cresciuto a dismisura a livello di competitività negli ultimi anni. Tornando a parlare di calcio giocato i New York Cosmos hanno rispettato il turno di riposo durante la penultima giornata del campionato primaverile, però il 2 Giugno si è svolta nella capitale cubana la storica amichevole tra la nazionale cubana e la punta di diamante della Nasl, partita che ha un significato che trascende di molto lo sport ed ha grandi significati politici ed economici, in quanto sancisce il disgelo tra gli Usa e l'ex nemico isolano, un evento che ha ricevuto una copertura mediatica mondiale così che il nome dei Cosmos tornasse agli antichi fasti della Warner Bros e finisse ancora su tutti i giornali americani ed internazionali ripercorrendo la politica diplomatica dell'ex presidente Clive Toye, che grazie alla sua lungimiranza portò nel '77 i Cosmos in Cina e progettò l'amichevole con la nazionale cubana, ma venendo estromesso dalla squadra assieme all'allenatore Gordon Bradley per volere di Chinaglia, divenuto nel frattempo il beniamino del patron Steve Ross, riuscì comunque a portare una squadra americana, ovvero i defunti Chicago Sting (anche se si vocifera di un loro possibile ritorno nella Nasl – ndr - ) dei quali era nel frattempo divenuto presidente nel 1978. Al tempo l'amichevole tra Cuba e Chicago Sting sebbene venga ricordata negli annali del soccer Usa fu presa in considerazione solo da qualche giornale locale, e complice la guerra fredda di allora passò quasi in sordina, ma ora il clima è cambiato sia sportivamente che politicamente, la guerra fredda è finita da tempo, le relazioni tra Usa e il regime cubano, già profondamente riformato dalla politica di Raul Castro, vanno a normalizzarsi per la gioia degli esuli cubani di Little Havana a Miami e qualche lacrima per i politicanti soprattutto repubblicani che non potranno più usare la questione cubana e quindi sfruttare a loro favore il bacino elettorale cubano presente a Miami e un po in tutto lo stato della Florida. LEGGI: Vittoria dei NY Cosmos nello storico match a Cuba I Cosmos, grazie anche alla presenza del presidente onorario Pélé sono stati accolti sull'isola ribelle come degli eroi e nonostante la pioggia torrenziale ben 18000 persone si sono presentate allo stadio Pedro Marrero, interamente tappezzato di immagini del Che Guevara, guerrigliero ed eroe nazionale sebbene di origine argentina. Tornando a parlare di calcio, mentre i Chicago Sting di allora dovettero soccombere per 2-0, vittoria sfruttata moltissimo al tempo dal dittatore Fidel Castro, gli attuali New York Cosmos si sono imposti per 4-1, con goal della bandiera per la nazionale di casa segnato nel secondo tempo. E' anche da dire che i cubani impazziscono per il baseball ma anche il futébol è in larga ascesa. Molta gente sugli spalti era accorsa per vedere Raul e Marcos Senna che purtroppo per via di problemi fisici non ha giocato ma lo spagnolo già stella del Real Madrid pur non segnando ha confezionato gli assist per i goal di Mkosana e Guenzatti, mentre le altre due reti sono state marcate da Chirishian e ancora una volta l'africano Mkosana forse la più piacevole sorpresa insieme a Leo Fernandes, acquisti passati quasi in sordina per via dell'arrivo della stella Raul Gonzales Blanco. Oltre al risultato nettamente favorevole ai newyorkesi tutte le più importanti testate giornalistiche e network televisivi internazionali hanno dato ampio risalto alla notizia terminando quell'oblio dei Cosmos da parte dei media iniziato durante la stagione 2014, interrotto sporadicamente davanti a notizie impossibili da tralasciare prima su tutte l'arrivo di Raul a New York accolto però da alcuni giornali con titoli sarcastici quali “Ma Raul sa che i Cosmos giocano nella Nasl e non nella MLS?”. Ora nessuno potrà ignorare l'esistenza dei redivivi Cosmos che tra le altre cose hanno portato sul loro volo come ospite d'onore il popolare cestista dei New York Knicks Carmelo Antony, nativo di Brooklin ma portoricano per metà, il quale ha annunciato la prossima apertura di una franchigia nella terra dove ebbe i natali la madre e dove fino a pochi anni fa militavano i Puerto Rico Islanders, creando una nuova squadra denominata Puerto Rico F.C. (ma basta scimmiottare i nomi europei!) che dovrebbe cominciare a muovere i primi passi già durante il prossimo campionato, rendendo ancora più credibile la Nasl. Alla lega originaria omonima e a Clive Toye va il nostro pensiero con due massime di saggezza popolare, ovverosia il tempo è galantuomo e Dio non paga il sabato. Tornando a parlare di regular season la partita conclusiva contro gli esordienti Jacksonville Armada dell'ex Jemal Johnson, il risultato finale è stato uno spettacolare 3-3 anche se in parte favorito da errori della difesa e dei portieri di ambo le squadre ma ciò non ha impedito che i 7353 spettatori presenti all'Hofstra Stadium potessero assistere, oltre a una partita comunque spettacolare, al conseguimento del titolo primaverile da parte dei Cosmos. Per la cronaca le danze si sono aperte dopo sei soli minuti con Raul bravo a sfruttare la posizione fuori dal pali del portiere Miguel Gallardo anche se la rete non è stata attribuita al fuoriclasse spagnolo ma catalogata come autorete del portiere degli Armada. Venti minuti dopo è il turno del centrocampista Hagop Chirishan su assist dell'ex nazionale Usa ed ex Brescia Dennis Szetela. Il risultato del primo tempo si chiude sul 2-0 per la squadra di casa ma gli Armada non si danno per vinti e una doppietta di Pascal Millien, rispettivamente al 59' e al 73' per via di un colossale malinteso della difesa gela l'Hofstra Stadium. Ai Cosmos basterebbe un pareggio ma gli Armada si presentano più volte pericolosamente davanti alla porta difesa da Jimmy Maurer, e lo spettro della scorsa stagione sembra ripresentarsi tra gli umori dei tifosi, ma all' 86' il neo entrato David Diosa, subentrato a Raul confeziona l'assist per Luckymore Mkosana il quale riporta i Cosmos in vantaggio ma la festa del goal non è ancora finita perché dopo tre soli minuti un assist del solito Pascal Millien manda in goal Joseph Toby. La tensione non è ancora finita perché un minuto dopo Jaime Castrillon si presenta ancora davanti alla porta dei Cosmos ma il suo tiro viene parato da Jimmy Maurer. LEGGI: 4° turno US Open Cup: colpaccio Cosmos, ma è dominio MLS Il triplice fischio libera la squadra di Savarese e i propri tifosi dalla paura di perdere in casa e vedersi così sfilare il titolo dai Tampa Bay Rowdies, rivali storici, e trasforma la giornata in festa con un occhio all'imminente e più impegnativa Fall Season, al brasiliano naturalizzato iberico Marcos Senna alla sua ultima stagione ma soprattutto alla sfida in Us Open Cup vinta ai rigori per 4-3 grazie anche alle parate di Jimmy Maurer dopo i tempi supplementari contro la nuova franchigia di proprietà dello sceicco Mansour, vale a dire il New York City F.C. chiamato sprezzantemente dai detrattori Manchester Light. Dopo un avvio stentato dovuto all'assestamento la squadra sembrava in netta ripresa e le due vittorie consecutive, la prima in trasferta contro i Philadelphia Union e l'ultima in casa contro i Montreal Impact lo testimoniano ampiamente anche se per ora occupano ancora il basamento della Eastern Conference alla pari con Montreal e Chicago. Due vittorie consecutive sono comunque ossigeno per New York ma bisognerà poi vedere se si tratta solo di un fuoco di paglia vista la modestia degli avversari o se Jason Kreis ha saputo trasformare il New York City nella macchina da guerra e goal che tutti si aspettavano. In ogni caso Villa e soci sapevano che la sfida in Us Open Cup contro i Cosmos non era per nulla da prendere sotto gamba per varie motivazioni e sono scesi in campo motivati passando anche in vantaggio per due reti a zero salvo poi essere recuperati sul finale e battuti alla lotteria dei rigori. L'organico dei Cosmos potrebbe tranquillamente ben figurare in MLS, la Us Open Cup è l'unica possibilità per la franchigia Nasl di realizzare i propri ambiziosi piani di partecipare alla Concacaf Champions' League potendosi così finalmente cimentare in competizioni internazionali ufficiali e non solo amichevoli di lusso, in più in questo derby più che mai si è concretizzata sia la lotta interna tra la MLS e la Nasl che la supremazia calcistica a livello cittadino in un derby che si preannunciava infuocato quanto uno scontro quasi ideologico, la guerra tra le due leghe, il primato newyorkese, la tradizione dei Cosmos finalmente non più solo storia contro la squadra satellite del Manchester City, vista da molti come una squadra di plastica. In più è proprio il New York City F.C. che ha scippato il posto in MLS ai Cosmos, anche se è da dire che la colpa è in parte di Don Garber, il quale essendo strenuo sostenitore del modello MLS basato su entità unica e stretto salary cap non poteva certo vedere di buon occhio la squadra che nella storia americana ha rappresentato l'antitesi di tutto ciò, ma una parte della colpa è anche di Seamus O' Brien, attuale presidente della squadra storica newyorkese di proprietà degli arabi della Sela Sport, il quale non ha voluto accettare di dividere i proventi dello storico marchio dei Cosmos con la MLS. Per queste ragioni l'imminente stracittadina si prevedeva molto più combattuta ed infuocata del passato derby contro i New York Red Bulls, tranciati per 3-0 tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium, ma se in quell'occasione lo scontro tra le due squadre poteva essere catalogato semplicemente come rivalità sportiva questa volta la partita ha avuto molto più l'aria di una guerra calcistica. La squadra di Kreis sapeva bene che i Cosmos avrebbero col sangue agli occhi e che una brutta figura da parte del suo City sarebbe stato un pessimo ritorno di immagine ed una gogna mediatica ed una brutta figura difficilmente cancellabile. In più i Cosmos hanno sfruttato al meglio il vantaggio del fattore campo e sebbene gli sportivi di Long Island siano stati spesso dipinti come apatici per qualsiasi sport eccetto il baseball questo scontro tra titani e due modi differenti di intendere il soccer a New York è stato recepito come un grande evento che ha quasi generato il tutto esaurito sugli spalti con oltre 11000 spettatori. Lo scorso anno, con i Cosmos in difficoltà in classifica e l'emorragia di presenze allo stadio rispetto l'anno precedente, ben 9000 tifosi accorsero al derby tra la squadra di Savarese ed i Red Bulls. La vittoria dello Spring Championship e la vetrina internazionale a Cuba ha sicuramente contribuito ad incrementare il numero di persone che si sono presentate alla partita. Infine i Cosmos hanno prevalso sul Manchester Light, risultato sul quale ogni previsione sarebbe stata azzardata, e i New York Red Bulls hanno avuto facilmente la meglio sugli Atlanta Silverbacks, di certo non una compagine Nasl di punta, per cui si prospetta un altro infuocato derby cittadino, ma lasciando stare il futuro la sfida tra Cosmos e City sicuramente ha dato lustro ad una delle competizioni più antiche al mondo ma che viene troppo spesso ancora snobbata. Forse perché per decenni il torneo è stato esclusivo appannaggio delle squadre amatoriali e dilettantistiche, addirittura la NASL snobbò completamente la competizione. Una ragione più recente riguardo alla scarsa copertura mediatica della coppa è perché la gestione del torneo non è in mano alla Soccer United Marketing, macchina organizzativa della MLS creata durante la gestione Garber al fine di promuovere sia la MLS che altri appuntamenti internazionali creati ad hoc, ma è gestita direttamente dalla U.S.S.F., la federcalcio a stelle e strisce che sebbene migliorata esponenzialmente rispetto al passato non è mai stata un esempio di organizzazione ed è stata per decenni più un freno allo sviluppo del soccer che altro. Nel 1995 la competizione ha finalmente visto il rientro dopo gli anni d'oro del soccer Usa, terminati con la partecipazione ai mondiali del 1930, di squadre professionistiche allora appartenenti alla A.P.S.L. , ma da quando l'anno seguente cominciò ad esistere la MLS soltanto una volta il trofeo è stato vinto da una compagine di una lega inferiore, accadde nel 1998 e a strappare la coppa di mano ai Colorado Rapids furono i Rochester Ragin' Rhinos, al tempo appartenenti alla A-League. In quegli anni la competizione, sponsorizzata dalla American Airlines, non offriva nessun lasciapassare per l'allora Champions' Cup ma ora con la possibilità di riscattare un'annata infausta e di potersi scontrare contro le temibili compagini messicane e costaricensi tra le altre qualcosa sta cambiando e le masse oceaniche viste negli anni recenti a Seattle e Kansas City ne sono un esempio. Tornando a parlare del derby cittadino i New York City F.C. nonostante un prevalente possesso di palla da parte dei Cosmos e due tiri nello specchio della porta del City da parte di Raul e Guenzatti sono passati in vantaggio grazie al goal di Kwadwo Poku, ex Atlanta Silverbacks al 24'. La partita vede ancora il possesso di palla dei Cosmos che però non si concretizza in rete e l'ammonizione di Hunter Gorskie pochi minuti prima della fine del primo tempo. Il secondo tempo vede ancora i Cosmos rendersi pericolosi davanti alla porta del City ma è ancora la squadra satellite del più celebre Manchester City ad andare in goal, segnando il raddoppio ancora con Kwadwo Poku al 57'. I Cosmos non si perdono d'animo e continuano ad attaccare ma la svolta della partita arriva al 63' quando Savarese sostituisce Guenzatti con Fernandes che lo ripaga con un goal appena due minuti dopo. Fino a dieci minuti prima della fine del secondo tempo sono i Cosmos ad attaccare ma nel finale il City si rende più volte pericoloso costringendo Jimmy Maurer a non pochi interventi, ma i Cosmos sono come al solito pericolosissimi in zona Cesarini, e Lukymore Mkosana grazie ad un assist di Hunter Freeman riporta allo scadere il risultato in parità prorogando il verdetto ai tempi supplementari. Al 98' il City getta alle ortiche un'occasione d'oro per archiviare la pratica con il rigore assegnato a Pablo Alvarez che si schianta sulla traversa. Dopo vari capovolgimenti di fronte ed un finale un po acceso dove vengono ammoniti Ned Grabavoy per il City e Ayoze e Freeman per i Cosmos comincia la lotteria dei rigori. Al goal di Wingert risponde Stokkelien e all'errore di Grabavoy replica allo stesso modo Freeman. Con il goal di Ballouchy e l'errore di Fernandes le cose sembrano mettersi male per i Cosmos, appesi a un filo e tenuti in vita da Mkosana che replica alla marcatura di Mix Dikserud, ma quando il de profundis sta per essere intonato accade il colpo di scena, Jimmy Maurer para un rigore a Patrick Mullins riaprendo così i giochi. Lo scozzese Adam Moffat va a segno per i Cosmos e Jimmy Maurer ancora una volta fa saracinesca impedendo la marcatura a Shay Facey, ed è Hunter Gorskie a regalare il passaggio del turno alla franchigia Nasl. Non è stata una partita facile ma un match allo stesso tempo spettacolare e muscolare, e per i Cosmos il sogno continua e per via del sorteggio il 1 Luglio saranno presenti per la prima volta nella loro storia alla Red Bull Arena, la casa dei cugini Red Bulls già affrontati la scorsa stagione, ma i paragoni con lo scorso anno non hanno molta importanza. I Red Bulls avranno questa volta il fattore campo dalla loro, e complice la figuraccia rimediata lo scorso anno questa volta giocheranno sicuramente con molto più impegno. Le carte a favore dei New York Cosmos saranno il fatto che in quel periodo i Red Bulls saranno in un punto cruciale dell'anno nel quale dovranno giocare molte partite in pochi giorni e con le rose limitate imposte dagli stretti vincoli della MLS questo potrebbe diventare un problema, mentre i Cosmos saranno molto più riposati complice la pausa del campionato Nasl, in più per allora la squadra di Savarese potrà schierare ancora in campo la stella Marcos Senna, ma come per tutti i derby che si rispettino ogni previsione lascia il tempo che trova, da New York per ora è tutto   THIS IS COSMOS CONTRY

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A New York, nonostante la gran pubblicità intorno alla nuova franchigia di proprietà dello sceicco Mansour e la presenza oramai quasi ventennale dei New York Red Bulls, Metrostars fino al 2006, sembra che calcisticamente parlando chi veramente incarna l'anima del soccer nella grande mela siano i New York Cosmos, che dopo un sonno quasi trentennale sono tornati ad essere realtà e non solo storia, e sebbene militino in una lega (per ora) minore che sebbene abbia grandi ambizioni a cominciare dal nome è classificata come una seconda divisione, hanno già vinto il titolo nazionale nel 2013 e l'anno seguente, sebbene la stagione sia stata deludente per i propri standard è comunque arrivata in semifinale ed ha ben figurato in Us Open Cup falciando i cugini New York Red Bulls per 3-0 ed uscendo a testa a alta in quel di Philadelphia per 2-1 ai supplementari complice anche un aribitraggio per usare un eufemismo non all'altezza della situazione. Quest'anno, complice l'arrivo del fuoriclasse ex nazionale spagnolo Raul, coadiuvato dai nuovi arrivi Restrepo, Fernandes, Mkosana e Moffat, la squadra di Savarese sembra essere tornata lo spauracchio degli avversari e la più accreditata per vincere la Spring Season della Nasl, titolo che permetterebbe così a New York di disputare i play-off, anche se ancora non è una certezza e dobbiamo ricordare che lo scorso anno il titolo primaverile fu perso per un soffio complici la doppia sconfitta casalinga contro San Antonio, l'anno scorso la bestia nera dei Cosmos, e Carolina, unite ad un pareggio galeotto contro la matricola Indianapolis, e a nulla valse la vittoria all'ultima giornata contro Ottawa. Per la cronaca segnò Noselli che di lì a poco stracciò il contratto e tornò in Italia per ragioni familiari. Quest'anno New York sembra rigenerata e dopo il pareggio in Carolina ottenuto in modo rocambolesco negli ultimi minuti come è oramai nello stile dei ragazzi di Savarese con la squadra sotto di due goal in uno WakeMed Park gremito in ogni ordine di posti (non dimentichiamo che fino ad ora i Cosmos avevano sempre perso in quel campo) e la vittoria casalinga per 3-0 contro San Antonio di fronte a 5000 spettatori ha onorato i propri impegni in Open Cup sbaragliando per 3-0 la compagine locale dei Jersey Express, militante nella PDL. Nel piccolo Belson Stadium, già casa del fallimentare F.C. New York, dove lo scorso anno avevano avuto ragione per 2-0 dei Brooklin Italians, I Cosmos hanno presentato in campo una squadra mista tra titolari e riserve che spesso sgomitano per poter giocare nella squadra B, militante in NPSL, una quarta serie a stelle e strisce equiparata alla PDL ma con meno vincoli su età e provenienza dei giocatori. Lo spagnolo Raul non è stato impiegato nonostante avesse espresso pubblicamente la voglia di essere in campo, ma visti gli impegni imminenti il coach Savarese ha preferito risparmiarlo, mentre si è visto in campo il brasiliano naturalizzato spagnolo Marcos Senna, reduce da un lieve infortunio che gli aveva fatto saltare la partita casalinga contro i San Antonio Scorpions, ed ha subito dimostrato in campo di essersi pienamente ripreso e che nonostante gli anni, ora trentanove primavere, ha ancora classe e forza fisica da vendere. Il primo goal è stato siglato dopo appena un quarto d'ora dal brasiliano in prestito dai Philadelphia Union Leo Fernandes, prodotto di un college locale di Long Island, su punizione come nel miglior stile carioca, ed è sempre Fernandes a fabbricare la palla goal per l'italo-uruguagio Sebastian Guenzatti al 40', che dopo aver eluso due difensori degli Express ha tirato in porta un siluro imparabile per il portiere Matthew Turner. Da segnalare sempre per dover di cronaca la presenza del difensore reduce da un lungo infortunio Hunter Freeman e l'esordio assoluto del diciassettenne nazionale Usa under 18 Haji Wright, partito da titolare e sostituito al '79 dal redivivo Stokkelien, quest'anno relegato in panchina. Il norvegese non si è fatto certo pregare ed all' 81 si è procurato un calcio di rigore, accompagnato dall'espulsione del difensore Sylvain N’guessan, e trasformato da Stokkelien stesso che ha così dimostrato a Savarese che nonostante tutto è presente. La scorsa stagione l'ex under 21 della nazionale norvegese era stato il capocannoniere sociale andando a segno otto volte più altre due in Open Cup, ed era stata una delle poche cose positive della stagione, ma quest'anno, complice forse l'arrivo di Raul e Mkosana il promettente giocatore sembra non rientrare più nei piani di Savarese, ma è ancora presto per parlare, perché la Spring Season non è ancora finita e la Fall Season che comincerà in Agosto sarà molto più lunga ed irta di ostacoli. Raul compierà presto 38 anni e in un campionato fisico come quello della Nasl, giocato per giunta in buona parte su campi di turf, il sintetico utilizzato negli Usa per i campi di baseball e football e spesso ancora in uso per le partite di soccer, gli infortuni sono frequenti. Ovviamente ci auguriamo che questo non avvenga ma in ogni caso Stokkelien rimane per la squadra di New York un'importante risorsa. Rimanendo in tema Us Open Cup, da un po di anni oramai ribattezzata Lamar Hunt U.S. Open Cup in memoria dello scomparso magnate texano che tanto si spese per il soccer negli anni difficili della NASL, allora proprietario dei Dallas Tornado, e che volle crederci ancora quando nacque la MLS, bisogna dire ancora una volta che questa competizione è ancora spesso snobbata dalle compagini della MLS, ed è molte volte vista più come una seccatura che non un'opportunità per riempire la bacheca di un ulteriore prestigioso trofeo oramai centenario che garantisce tra le altre cose un accesso diretto in Concacaf Champions' League e che può salvare una stagione balorda come accadde al Washington D.C. durante il primo anno della gestione Tohir, attuale patron dell'Inter. Per i New York Cosmos invece la Us Open Cup è l'unica opportunità per poter entrare in Champions' League e poter competere con le temibili compagini messicane e costaricensi, nonché con le squadre americane della MLS ridando così lustro internazionale al proprio blasone in una competizione finalmente ufficiale e dando così un sonoro schiaffo alla MLS ed al commissioner Don Garber e sconfessando tutti coloro che prendono con bonaria ilarità le parole del commissioner della Nasl Bill Peterson quando afferma che la squadre della propria lega potrebbero ben figurare nella Champions' League centro-nord americana. Se i Cosmos dovessero centrare questo difficilissimo ma non impossibile obbiettivo la storia gli darebbe ragione, ma indipendentemente da ciò bisogna ammettere che il dislivello tra Nasl ed MLS pur rimanendo evidente si è attenuato nel giro di pochi anni, e questo grazie soprattutto ai Cosmos che possono vantare un organico che non sfigurerebbe nella prima divisione Usa, ed a questo bisogna aggiungere che anche le altre franchigie, vuoi per inseguire la lepre biancoverde, vuoi per rendere più solido e credibile il progetto della Nasl di fronte allo strapotere della MLS e del suo modello di singola entità unico in tutto il mondo, hanno messo mano al portafoglio per aumentare il livello di gioco espresso sul campo. Il paradosso della Major League Soccer, pur difendendone i grandissimi meriti, è che le spese per la costituzione ed il rafforzamento della rosa di una squadra sono tra quelle meno rilevanti rispetto alla tassa di iscrizione, oramai arrivata a cento milioni di presidenti morti e l'obbligo di presentare un progetto per un soccer specific stadium (ed anche qui Don Garber ha dimostrato alcune debolezze lasciando che il N.Y.C.F.C. potesse giocare per tre anni allo Yankee Stadium mentre per lo stesso motivo, ovvero la mancanza di un soccer specific stadium o il non poterlo costruire in tempi celeri, si è lasciato che la cordata di David Beckham si arenasse in quel di Miami dove nel frattempo è arrivata la Nasl) da costruire nel minor tempo possibile, il rigido salary cap permette una spesa di poco inferiore ai tre milioni di presidenti morti, anche se la Beckham rule sui cosiddetti designated player e i retention funds, soldi sbloccati su decisione della lega per far in modo che i giocatori americani non emigrino altrove e che quelli già in Europa possano tornare, ne hanno mitigato la durezza draconiana. In ogni caso il paradosso per il quale si spenda meno per la cosa in realtà più importante rimane ed è stridente, e si spera che la concorrenza della Nasl possa cambiare in meglio le cose per il soccer Usa. D'altronde nel capitalismo la concorrenza aiuta a migliorarsi per spirito di sopravvivenza o per restare in pole position e questa regola vale più che mai nel paese del libero mercato per eccellenza, per cui una lega strutturata come la MLS è più che mai anacronistica, ovviamente per fare i dovuti cambiamenti ci vorrà tempo ma si spera che la presenza della Nasl velocizzi i tempi senza sfociare in una nuova soccer war, il vero male del soccer a stelle e strisce che si spera rimanga solo un brutto ricordo. Tornando a parlare di scontri diretti, avendo eliminato i Jersey Express i Cosmos si ritroveranno a sfidare tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium nientemeno che l'odiata squadra satellite del Manchester City, vale a dire il New York City F.C., che dopo le fanfare dell'esordio sta stentando in campionato dando non pochi grattacapi all'allenatore Jason Kreis che bene aveva fatto a Salt Lake City, segno che la lega ha oramai raggiunto livelli di competizione molto alti e che non basta comprare una lista di buoni giocatori e qualche campione aspettandosi che la loro classe possa ovviare alle carenze di amalgama che a dispetto di quanto pensasse il presidente storico del Catania Salvatore Massimino non si può comprare. In ogni caso la partita sarà molto più calda di quanto non sia stato lo scorso anno il derby tra Cosmos e Red Bulls, perché se allora salvo qualche sfottò un po sopra le righe si trattasse di una competizione sportiva, lo scontro diretto con la squadra dello sceicco Mansour ha più il sapore di una guerra, e questo per svariate ragioni, la prima in assoluto è che il Manchester Light, come viene sprezzantemente chiamata la franchigia satellite del City e non solo dai tifosi del Cosmos, ha scippato a questi ultimi il sogno di poter vedere la propria squadra in MLS anche se come sappiamo la colpa non è solo dello staff di Don Garber, la seconda è perché il N.Y.C.F.C. coi suoi grandi acquisti e la mirabolante campagna pubblicitaria vorrebbe prendere nell'immaginario del calciofilo newyorkese il posto della squadra storica di New York che fu della Warner Bros. Terzo ed ultimo motivo la nuova squadra della grande mela non ha nulla dietro se non il business ed una possibilità in più per il City di eludere il fair play finanziario e di far crescere giocatori che poi giunti a maturazione verrebbero convocati in Premier League a costo zero e sfruttare magari l'immagine di qualche campione sul viale del tramonto (Frank Lampard, David Villa) facendo guadagnare loro gli ultimi sostanziosi ingaggi. L'unica differenza tra i nuovi arrivati ed i New York Red Bulls è che una squadra è un veicolo pubblicitario di un brand calcistico internazionale e l'altra pubblicizza un soft drink, ma almeno i Red Bulls erano nati come Metrostars e sono presenti in città dall'oramai lontano 1996 per cui una reale connessione con la realtà calcistica locale, sebbene annacquata da tonnellate della terribile bevanda austriaca, mentre il N.Y.C.F.C. dà l'impressione di essere una squadra di plastica. Per queste ragioni lo scontro in campo si preannuncia molto caldo e ricco di spettacolo perché bisogna dire che nonostante i problemi dovuti all'assestamento della squadra l'organico della squadra allenata da Kreis è pregevole, in più consci della brutta figura rimediata lo scorso anno dai cugini al di là dell'Hudson, il New York City farà di tutto per evitare una simile ecatombe, e se Frank Lampard sarà già arrivato in America i valori espressi in campo, già alti, lieviterebbero ulteriormente per uno scontro a fuoco che farà parlare tv giornali ed internet per molto tempo. L'amichevole a Cuba La ciliegina sulla torta è data dal fatto che comunque vada i New York Cosmos saranno già tornati dall'amichevole sul suolo dell'ex nemico cubano, ripercorrendo a distanza di quattro decenni il disegno dell'allora presidente dei Cosmos Clive Toye, ovvero quello di inserire lo sport mondiale considerato negli Usa ancora uno sport straniero e di nicchia assieme ad eventi diplomatici di caratura mondiale così che gli americani pian piano lo sdoganassero e psicologicamente lo inserissero assieme ai tradizionali Big Four americani. Per questa ragione i Cosmos nel '77 effettuarono un tour in Cina sfruttando l'onda del disgelo tra Usa e l'impero cinese, ma a Cuba non furono i Cosmos ad andare bensì i Chicago Sting perché nel frattempo Toye, sollevato dalla carica di presidente dei Cosmos per volere di Chinaglia, si accasò a Chicago alla corte del magnate Lee Stern. Da quei tempi oramai lontani molte cose sono cambiate, e mentre l'amichevole tra la nazionale cubana e i pungiglioni di Chicago passò quasi in sordina negli Usa, quella tra Cuba e i Cosmos potrebbe essere il preludio al disgelo tra gli Stati Uniti e l'isola ribelle e in ogni caso i mass media daranno molto risalto alla partita facendo ancora una volta echeggiare il nome della squadra oggi di proprietà della Sela Sport nei quattro angoli del pianeta come ai tempi del circo mediatico-sportivo targato Warner Bros. A maggior ragione la città di New York, per quando estesa e divisa su più isole, non è abbastanza grande per due squadre, figuriamoci per tre, chi sarà il terzo incomodo? Questo lo sapremo nelle prossime puntate, da New York è tutto

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