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NY Cosmos, "magic moment" finito?
Scritto il 2015-07-08 da Dario Torrente su NASL USL NCAA

Il momento magico dei New York Cosmos sembra essere finito il 1 Luglio alla Red Bull Arena, casa dei rivali cittadini New York Red Bulls, i quali memori della figuraccia dell'anno prima hanno schierato la formazione titolare e sono entrati in campo motivati vista l'importanza della partita non sono a livello di avanzamento in Us Open Cup ma soprattutto a livello emotivo e morale visto che tra le altre cose i Cosmos avevano eliminato ai rigori i parvenu dello sceicco Mansour, vale a dire il New York City F.C. sul quale non è necessario dilungarsi.

Tra le altre cose i Red Bulls hanno affrontato e sbaragliato sia il NYCFC che i Cosmos, guadagnandosi gli onori di squadra più forte della città contro ogni pronostico, proprio vero che tra i due litiganti il terzo gode, come recita un detto popolare. I Red Bulls si trovavano in un momento cruciale della stagione mentre i Cosmos stavano godendosi la pausa estiva e gloriandosi dell'impresa dell'eliminazione degli odiati cugini del Manchester Light, e forse memori della scoppola inflitta lo scorso anno ai tori rossi e reputando la squadra rivale più indebolita rispetto lo scorso anno almeno sulla carta hanno forse preso sottogamba la partita o semplicemente si sono trovati fisicamente meno preparati rispetto ai Red Bulls e in più contavano molto sul rientro a centrocampo della stella ibero-brasiliana Marcos Senna.

La squadra di casa parte subito con l'acceleratore ed al 5' minuto passa subito in vantaggio con l'italo-americano Sal Zizzo, ma i Cosmos non si danno per vinti ed al 16' Mkosana è bravo ad approfittare di un errore della difesa e riporta il risultato in parità, ma i Red Bulls al 42' passano ancora in vantaggio grazie ad una rete di Anatole Abang, e pochi minuti dopo l'arbitro fischia la fine del primo tempo. La partita fino a quel momento è stata abbastanza equilibrata e nel secondo tempo i Cosmos fanno entrare in campo Raul che sbaglia di poco il goal del pareggio a pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo, ma da quel momento in poi i Red Bulls prendono saldamente in mano il controllo della partita vincendo quasi tutti i contrasti contro un centrocampo dei Cosmos che di colpo sembra essersi perso e con Marcos Senna quasi assente.

I tori rossi ingranano la quinta e si presentano sempre più spesso e pericolosamente davanti alla difesa dei Cosmos che fa quello che può ma che non ha molti mezzi per fermare la valanga biancorossa e al 54' minuto per via di un fallo in area del rude difensore Hunter Gorskie la squadra di casa guadagna un rigore che trasforma con Sasha Kljestan. I Cosmos meno di dieci minuti dopo hanno un'altra occasione per accorciare il passivo ma Raul prima e Mkosana poi centrano il palo, e questa sequenza incarna in pieno la giornata no dei ragazzi allenati da Savarese.

La partita continua con continui attacchi da parte della squadra di casa ed i Cosmos costretti a giocare di rimessa rendendosi raramente pericolosi, una di queste poche occasioni è la punizione di Marcos Senna quando mancano circa quindici minuti alla fine della partita salvata da una parata magistrale del portiere dei tori rossi, e allo scadere un altro italo americano che tra le altre cose era stato dato vicino ai Cosmos lo scorso inverno fissa il risultato su un perentorio 4-1. L'avventura dei ragazzi di Savarese come lo scorso anno termina agli ottavi di finale e le ambizioni di vittoria della prestigiosa Us Open Cup e consequenziale partecipazione alla Champions' League nordamericana sono rimandate al prossimo anno, mentre i Red Bulls affronteranno in casa i Philadelphia Union ai quarti. Certamente i derby sono sempre partite speciali ed i Cosmos hanno avuto le loro occasioni ma un 4-1 lascia spazio a poche recriminazioni. I fattori di questa sconfitta possono essere svariati e molteplici e certamente la sfortuna è una di questi ma forse i Cosmos avrebbero dovuto prendere meno sottogamba l'impegno e cercare di capire perché il centrocampo, che di fatto è il gioiello della squadra si è liquefatto come neve al sole e nel secondo tempo ha praticamente perso ogni contrasto contro i Red Bulls, sembrava quasi che nel secondo tempo fossero scesi in campo i Long Island Rough Riders, altra squadra minore della grande mela.

Al via la NASL Fall Season

Medicate le ferite i Cosmos sono scesi in campo per l'esordio casalingo in Fall Season contro gli Indy Eleven (nella foto, Sebastian Guenzatti), che sembrano realmente la bestia nera dei ragazzi in casacca verde. Nonostante il dominio dei Cosmos la squadra avversaria è passata in vantaggio al 26' del primo tempo grazie a un goal di Wojciech Wojcik. I Cosmos non si perdono d'animo e nei minuti successivi Stokkelien, Senna e Mulligan si presentano davanti al portiere Kristian Nicht ma senza riuscire a trovare il goal. Comincia il secondo tempo e Stojkov si presenta davanti alla porta dei Cosmos, Restrepo entra per Fernandes, gli Indy Eleven prendono in mano il controllo anche se per breve tempo, al 69' Bover entra per Stokkelien, il nervosismo in campo aumenta e nel giro di pochi minuti sia Danny Szetela che Stojkov vengono ammoniti. Al 76' entra in campo Raul e due minuti dopo Restrepo riporta il risultato in parità e da quel momento i Cosmos assaltano letteralmente la porta degli Indy Eleven ma Kristian Nicht riesce a salvare la partita, Restrepo si presenta ancora in area all' 83' pochi minuti dopo ci provano senza fortuna Marcos Senna e Ruben Bover, al 90' Cory Miller fa in tempo a farsi ammonire e la partita termina poco dopo. Sicuramente un pareggio in casa contro gli Indy Eleven non è il modo migliore per cominciare la Fall Season, ma lo scorso anno andò molto peggio, sconfitta casalinga contro i futuri vincitori del titolo Nasl San Antonio Scorpions, ma oggi come allora ci si chiede ancora una volta perché il pubblico di Long Island è così apatico riguardo i New York Cosmos

Pubblico in calo

Quest'anno un pubblico così basso si era registrato solamente il giorno dopo il derby tra Red Bulls e NYCFC e in ogni caso ci si aspettava un caloroso bentornato da parte dei tifosi ai propri beniamini vista la vittoria del titolo primaverile e la bella avventura in Us Open Cup nonostante l'epilogo amaro, e davanti a questi numeri così striminziti ci si chiede se sia veramente il caso di proseguire con il voler costruire il nuovo stadio a Belmont o emigrare altrove ove i Cosmos tra le altre cose sono stati richiesti da figure istituzionali quali Mike Spano, sindaco di Yonkers, cittadina sita nello stato di New York, ma anche a Brooklin, dove il presidente locale ha espressamente rivelato il suo interesse per i Cosmos e fatto trapelare che a Brooklin ci sarebbe lo spazio per costruire un soccer specific stadium. A questo si aggiunge il silenzio snervante delle autorità locali ed i comitati del no con le loro ridicole motivazioni dettate solo dalla paura del cambiamento senza tenere contro del rilancio dell'area, del consequenziale apprezzamento degli immobili e dei posti di lavoro che il nuovo stadio e l'indotto porterebbero senza contare il potenziamento della stazione locale e tutto questo senza levare un centesimo dalla tasca dei contribuenti locali.

A fronte di medie così anemiche nonostante un prodotto certamente di qualità ma che rappresenta tra le altre cose l'anima calcistica di New York quando non dell'America intera, perché non dimentichiamoci che l'interesse degli americani verso il soccer cominciò proprio grazie ai Cosmos, ed anche nel presente la squadra, tornata a giocare dopo un sonno durato quasi trent'anni è tornata a vincere in una lega in espansione che nonostante i tentativi della MLS e della consociata USL di stritolarla in una morsa è riuscita comunque ad aumentare il numero delle squadre, da appena sette nella spring season 2013 alle tredici della prossima stagione tra cui la nuova squadra di Miami laddove la MLS non è riuscita a tornare nonostante la figura di David Beckham come testimonial. Certamente non è facile eccellere ma anche solo sopravvivere in un mercato saturo come quello di New York, ma viene spontaneo chiedersi se gli abitanti di Long Island meritino o meno i Cosmos, perché il tutto esaurito all'esordio, le buone ed in alcuni casi ottime affluenze come quella durante la chiusura della Spring Season contro Jacksonville e lo scontro in Us Open Cup contro il New York City F.C. fanno pensare ad una comunità non seriamente intenzionata a supportare i Cosmos composta prevalentemente non da appassionati bensì da tifosotti occasionali pronti ad abbandonare la nave al minimo segno di cedimento.

Certamente un nuovo stadio da 25000 posti vorrebbe dire maggiori entrate e quindi la possibilità di scritturare le migliori stelle internazionali anche se magari avanti con l'età e americani titolari in MLS fino all'anno prima ma è questo il pubblico di cui hanno bisogno i Cosmos? E' questo quello che cerca la Nasl?. L'errore di attirare il cosiddetto casual fan è stato già commesso sia dalla prima NASL che dalla MLS nei primi anni di vita, e di questo dovrebbero farne tesoro sia la nuova Nasl in generale che i Cosmos, i quali vista la saturazione del mercato locale per i motivi che già conosciamo che per la particolarità della città di New York, capitale mondiale dell'intrattenimento sia dal punto di vista dei pro sports che per tutto il resto.

Ci si chiede ancora una volta cosa stia facendo l'ufficio marketing della squadra di proprietà della Sela Sport per costruire dalle fondamenta una comunità di tifosi appassionata e numerosa che garantisca sempre anche durante il derby tra Red Bulls e NYCFC ma anche partite chiave di NBA, NFL, NHL e MLB almeno 5000 spettatori tra le mura (per ora) dell'Hofstra Stadium.

Roma non venne costruita in un solo giorno ma ci auguriamo che queste medie anemiche siano presto solo un brutto ricordo o che avvengano in rari casi, se così non fosse verrebbe spontaneo chiedersi se non sia veramente il caso di lasciare Long Island e trasferirsi altrove, magari dividendo il campo coi Cyclones, team di baseball del borgo di Brooklin, in attesa di costruire lì il proprio stadio.

Tornando al calcio giocato si spera che i Cosmos dopo la brutta sconfitta in New Jersey tornino a essere la squadra vista durante la Spring Season e portino a casa un altro soccer bowl vinto stavolta tra le mura amiche. Da New York per ora è tutto

THIS IS COSMOS COUNTRY

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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