SPORT
NY Cosmos, "magic moment" finito?
Scritto il 2015-07-08 da Dario Torrente su NASL USL NCAA

Il momento magico dei New York Cosmos sembra essere finito il 1 Luglio alla Red Bull Arena, casa dei rivali cittadini New York Red Bulls, i quali memori della figuraccia dell'anno prima hanno schierato la formazione titolare e sono entrati in campo motivati vista l'importanza della partita non sono a livello di avanzamento in Us Open Cup ma soprattutto a livello emotivo e morale visto che tra le altre cose i Cosmos avevano eliminato ai rigori i parvenu dello sceicco Mansour, vale a dire il New York City F.C. sul quale non è necessario dilungarsi.

Tra le altre cose i Red Bulls hanno affrontato e sbaragliato sia il NYCFC che i Cosmos, guadagnandosi gli onori di squadra più forte della città contro ogni pronostico, proprio vero che tra i due litiganti il terzo gode, come recita un detto popolare. I Red Bulls si trovavano in un momento cruciale della stagione mentre i Cosmos stavano godendosi la pausa estiva e gloriandosi dell'impresa dell'eliminazione degli odiati cugini del Manchester Light, e forse memori della scoppola inflitta lo scorso anno ai tori rossi e reputando la squadra rivale più indebolita rispetto lo scorso anno almeno sulla carta hanno forse preso sottogamba la partita o semplicemente si sono trovati fisicamente meno preparati rispetto ai Red Bulls e in più contavano molto sul rientro a centrocampo della stella ibero-brasiliana Marcos Senna.

La squadra di casa parte subito con l'acceleratore ed al 5' minuto passa subito in vantaggio con l'italo-americano Sal Zizzo, ma i Cosmos non si danno per vinti ed al 16' Mkosana è bravo ad approfittare di un errore della difesa e riporta il risultato in parità, ma i Red Bulls al 42' passano ancora in vantaggio grazie ad una rete di Anatole Abang, e pochi minuti dopo l'arbitro fischia la fine del primo tempo. La partita fino a quel momento è stata abbastanza equilibrata e nel secondo tempo i Cosmos fanno entrare in campo Raul che sbaglia di poco il goal del pareggio a pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo, ma da quel momento in poi i Red Bulls prendono saldamente in mano il controllo della partita vincendo quasi tutti i contrasti contro un centrocampo dei Cosmos che di colpo sembra essersi perso e con Marcos Senna quasi assente.

I tori rossi ingranano la quinta e si presentano sempre più spesso e pericolosamente davanti alla difesa dei Cosmos che fa quello che può ma che non ha molti mezzi per fermare la valanga biancorossa e al 54' minuto per via di un fallo in area del rude difensore Hunter Gorskie la squadra di casa guadagna un rigore che trasforma con Sasha Kljestan. I Cosmos meno di dieci minuti dopo hanno un'altra occasione per accorciare il passivo ma Raul prima e Mkosana poi centrano il palo, e questa sequenza incarna in pieno la giornata no dei ragazzi allenati da Savarese.

La partita continua con continui attacchi da parte della squadra di casa ed i Cosmos costretti a giocare di rimessa rendendosi raramente pericolosi, una di queste poche occasioni è la punizione di Marcos Senna quando mancano circa quindici minuti alla fine della partita salvata da una parata magistrale del portiere dei tori rossi, e allo scadere un altro italo americano che tra le altre cose era stato dato vicino ai Cosmos lo scorso inverno fissa il risultato su un perentorio 4-1. L'avventura dei ragazzi di Savarese come lo scorso anno termina agli ottavi di finale e le ambizioni di vittoria della prestigiosa Us Open Cup e consequenziale partecipazione alla Champions' League nordamericana sono rimandate al prossimo anno, mentre i Red Bulls affronteranno in casa i Philadelphia Union ai quarti. Certamente i derby sono sempre partite speciali ed i Cosmos hanno avuto le loro occasioni ma un 4-1 lascia spazio a poche recriminazioni. I fattori di questa sconfitta possono essere svariati e molteplici e certamente la sfortuna è una di questi ma forse i Cosmos avrebbero dovuto prendere meno sottogamba l'impegno e cercare di capire perché il centrocampo, che di fatto è il gioiello della squadra si è liquefatto come neve al sole e nel secondo tempo ha praticamente perso ogni contrasto contro i Red Bulls, sembrava quasi che nel secondo tempo fossero scesi in campo i Long Island Rough Riders, altra squadra minore della grande mela.

Al via la NASL Fall Season

Medicate le ferite i Cosmos sono scesi in campo per l'esordio casalingo in Fall Season contro gli Indy Eleven (nella foto, Sebastian Guenzatti), che sembrano realmente la bestia nera dei ragazzi in casacca verde. Nonostante il dominio dei Cosmos la squadra avversaria è passata in vantaggio al 26' del primo tempo grazie a un goal di Wojciech Wojcik. I Cosmos non si perdono d'animo e nei minuti successivi Stokkelien, Senna e Mulligan si presentano davanti al portiere Kristian Nicht ma senza riuscire a trovare il goal. Comincia il secondo tempo e Stojkov si presenta davanti alla porta dei Cosmos, Restrepo entra per Fernandes, gli Indy Eleven prendono in mano il controllo anche se per breve tempo, al 69' Bover entra per Stokkelien, il nervosismo in campo aumenta e nel giro di pochi minuti sia Danny Szetela che Stojkov vengono ammoniti. Al 76' entra in campo Raul e due minuti dopo Restrepo riporta il risultato in parità e da quel momento i Cosmos assaltano letteralmente la porta degli Indy Eleven ma Kristian Nicht riesce a salvare la partita, Restrepo si presenta ancora in area all' 83' pochi minuti dopo ci provano senza fortuna Marcos Senna e Ruben Bover, al 90' Cory Miller fa in tempo a farsi ammonire e la partita termina poco dopo. Sicuramente un pareggio in casa contro gli Indy Eleven non è il modo migliore per cominciare la Fall Season, ma lo scorso anno andò molto peggio, sconfitta casalinga contro i futuri vincitori del titolo Nasl San Antonio Scorpions, ma oggi come allora ci si chiede ancora una volta perché il pubblico di Long Island è così apatico riguardo i New York Cosmos

Pubblico in calo

Quest'anno un pubblico così basso si era registrato solamente il giorno dopo il derby tra Red Bulls e NYCFC e in ogni caso ci si aspettava un caloroso bentornato da parte dei tifosi ai propri beniamini vista la vittoria del titolo primaverile e la bella avventura in Us Open Cup nonostante l'epilogo amaro, e davanti a questi numeri così striminziti ci si chiede se sia veramente il caso di proseguire con il voler costruire il nuovo stadio a Belmont o emigrare altrove ove i Cosmos tra le altre cose sono stati richiesti da figure istituzionali quali Mike Spano, sindaco di Yonkers, cittadina sita nello stato di New York, ma anche a Brooklin, dove il presidente locale ha espressamente rivelato il suo interesse per i Cosmos e fatto trapelare che a Brooklin ci sarebbe lo spazio per costruire un soccer specific stadium. A questo si aggiunge il silenzio snervante delle autorità locali ed i comitati del no con le loro ridicole motivazioni dettate solo dalla paura del cambiamento senza tenere contro del rilancio dell'area, del consequenziale apprezzamento degli immobili e dei posti di lavoro che il nuovo stadio e l'indotto porterebbero senza contare il potenziamento della stazione locale e tutto questo senza levare un centesimo dalla tasca dei contribuenti locali.

A fronte di medie così anemiche nonostante un prodotto certamente di qualità ma che rappresenta tra le altre cose l'anima calcistica di New York quando non dell'America intera, perché non dimentichiamoci che l'interesse degli americani verso il soccer cominciò proprio grazie ai Cosmos, ed anche nel presente la squadra, tornata a giocare dopo un sonno durato quasi trent'anni è tornata a vincere in una lega in espansione che nonostante i tentativi della MLS e della consociata USL di stritolarla in una morsa è riuscita comunque ad aumentare il numero delle squadre, da appena sette nella spring season 2013 alle tredici della prossima stagione tra cui la nuova squadra di Miami laddove la MLS non è riuscita a tornare nonostante la figura di David Beckham come testimonial. Certamente non è facile eccellere ma anche solo sopravvivere in un mercato saturo come quello di New York, ma viene spontaneo chiedersi se gli abitanti di Long Island meritino o meno i Cosmos, perché il tutto esaurito all'esordio, le buone ed in alcuni casi ottime affluenze come quella durante la chiusura della Spring Season contro Jacksonville e lo scontro in Us Open Cup contro il New York City F.C. fanno pensare ad una comunità non seriamente intenzionata a supportare i Cosmos composta prevalentemente non da appassionati bensì da tifosotti occasionali pronti ad abbandonare la nave al minimo segno di cedimento.

Certamente un nuovo stadio da 25000 posti vorrebbe dire maggiori entrate e quindi la possibilità di scritturare le migliori stelle internazionali anche se magari avanti con l'età e americani titolari in MLS fino all'anno prima ma è questo il pubblico di cui hanno bisogno i Cosmos? E' questo quello che cerca la Nasl?. L'errore di attirare il cosiddetto casual fan è stato già commesso sia dalla prima NASL che dalla MLS nei primi anni di vita, e di questo dovrebbero farne tesoro sia la nuova Nasl in generale che i Cosmos, i quali vista la saturazione del mercato locale per i motivi che già conosciamo che per la particolarità della città di New York, capitale mondiale dell'intrattenimento sia dal punto di vista dei pro sports che per tutto il resto.

Ci si chiede ancora una volta cosa stia facendo l'ufficio marketing della squadra di proprietà della Sela Sport per costruire dalle fondamenta una comunità di tifosi appassionata e numerosa che garantisca sempre anche durante il derby tra Red Bulls e NYCFC ma anche partite chiave di NBA, NFL, NHL e MLB almeno 5000 spettatori tra le mura (per ora) dell'Hofstra Stadium.

Roma non venne costruita in un solo giorno ma ci auguriamo che queste medie anemiche siano presto solo un brutto ricordo o che avvengano in rari casi, se così non fosse verrebbe spontaneo chiedersi se non sia veramente il caso di lasciare Long Island e trasferirsi altrove, magari dividendo il campo coi Cyclones, team di baseball del borgo di Brooklin, in attesa di costruire lì il proprio stadio.

Tornando al calcio giocato si spera che i Cosmos dopo la brutta sconfitta in New Jersey tornino a essere la squadra vista durante la Spring Season e portino a casa un altro soccer bowl vinto stavolta tra le mura amiche. Da New York per ora è tutto

THIS IS COSMOS COUNTRY

Tags : -
Il periodo difficile dei New York Cosmos sembra essere finito, esorcizzato da due vittorie casalinghe contro gli storici rivali dei Fort Lauderdale Strikers  ed i Minnesota United, una delle compagini più competitive della lega. Riguardo agli Strikers bisogna anche ricordare che sono la squadra che recentemente è stata comprata da una cordata brasiliana che può annoverare tra i propri investitori l'ex stella di Barcellona, Inter e Real Madrid Ronaldo, segno che la Nasl cresce quotidinamente in termini di redditività e credibilità, senza contare il livello di competitività e spettacolo in campo, tanto più che oltre il contratto televisivo con la celebre rete ESPN ora tutti i club della lega hanno un contratto con un'emittente locale, e dopo la dipartita della multinazionale brasiliana Traffic Sport dovuto al coinvolgimento della compagnia negli scandali FIFA che hanno portato alle dimissioni dell'apparentemente inamovibile Joseph Blatter, la celebre ONE, network sportivo che trasmette tra le altre cose le partite dei New York Cosmos ne ha preso il posto come investitore, dimostrando così ancora una volta che il progetto è solido e che la Nasl venderà cara la pelle, gli stati maggiori di MLS e USL sono avvertiti. Il Minnesota United invece nel 2018 lascerà la Nasl per la MLS prima di allora dovranno disputare oltre la stagione in corso altri due campionati in questa lega comunque molto competitiva, vedremo se prima di migrare verso più verdi pascoli riusciranno a mietere trofei magari strappandoli proprio ai Cosmos come già accadde lo scorso anno con il titolo primaverile. Tornando a parlare della partita i Cosmos hanno quasi sempre dominato in campo sebbene fino al goal di Hunter Freeman, talmente bello da sembrare casuale e fortunoso, Flores Meija, Freitas e Sanfilippo avevano cercato di andare a segno ma solamente Sanfilippo era riuscito a rendersi pericoloso al 24', ma dopo tre minuti è arrivato il goal di Freeman, che ha recentemente rinnovato il contratto con la squadra diretta da Savarese, a schiodare il risultato. Dopo il goal di New York Ayoze cerca il raddoppio ma fino alla fine del primo tempo sono gli Strikers che cercano di rendersi pericolosi coi tiri di PC, Gabriel, Stefano Pinho e James Marcelin, ma la dura legge del goal si palesa al 43' con il raddoppio del brasiliano Leo Fernandes, una delle piacevoli sorprese del mercato dei Cosmos per la stagione in corso,arrivato in prestito dai Philadelphia Union. Nel secondo tempo le squadre effettuano alcune sostituzioni ma la solfa non cambia anzi i tentativi degli Strikers di andare a segno si fanno più velleitari e dopo qualche cartellino giallo la partita finisce col risultato di 2-0 per la squadra di casa, che si stacca dall'immeritato ultimo posto della classifica Nasl della Fall Season  Mercoledì sera invece sempre tra le mura dell’Hofstra Stadium è andata in scena la singolar tenzone tra Cosmos e Minnesota, che  passa in vantaggio all’ 8’ del primo tempo grazie a un goal di Christian Ramirez. New York non si perde d’animo e al 13’ l’ex San Antonio Walter Restrepo riporta il risultato in parità. Da quel momento la partita è quasi a senso unico per i Cosmos  con Jimmy Maurer impegnato solo una volta al 36’. Il secondo tempo vede continui cambi di fronte ed una partita combattuta e spettacolare fino al goal spettacolare di Hunter Freeman dalla distanza. Freeman è stato giudicato dallo sponsor Fly Emirates man of the match. Unica nota stonata a parte la mancanza in campo di Marcos Senna, al momento bloccato per via di problemi col visto, è stata ancora una volta la scarsa presenza di spettatori sugli spalti, appena 4503 presenze per una partita di cartello,e 3607 paganti durante uno scontro di vertice sebbene di mercoledì sera. Forse sarebbe realmente il caso che i Cosmos abbandonino Long Island e si dirigano verso aree più ricettive. E' da dire che la brutta sconfitta in Us Open Cup con i Red Bulls aveva dato un brutto colpo al morale dei tifosi e la Fall Season non era cominciata nel migliore dei modi, doppio pareggio in casa e trasferta contro gli Indy Eleven - squadra che sembra essere diventata la bestia nera dei Cosmos visto che in due anni la squadra di Savarese non è riuscita mai ad andare oltre il pareggio contro la squadra di Indianapolis – ed una brutta sconfitta in Florida ad opera degli esordienti Jacksonville Armada, con risultato finale dal sapore amaro e beffardo visto che New York aveva dominato la partita e Jacksonville ha vinto grazie all'unico tiro in porta con marcatura messa a segno da Tommy Krizanovic al 54'...come si era detto in precedenza citando gli 883, è la dura legge del goal…..in ogni caso il campionato è ancora lungo e dopo un momento di sbandamento la squadra di Savarese sembra essersi rimessa in corsa – al momento occupa il primo posto nella classifica combinata -  e senza sconvolgimenti nell'organico come era invece accaduto nella scorsa stagione funestata da infortuni, squalifiche e defezioni. L'allenatore si è detto soddisfatto della rosa anche se la società si è messa in moto per reperire altri pezzi pregiati sul mercato, non si sa se si tratterebbe di innesti nel parco giocatori a campionato in corso o se gli atleti nel mirino dei Cosmos arriverebbero a New York per la prossima stagione. In passato la squadra di Savarese aveva cercato di aggiungere ai propri ranghi Di Natale ed Hercules Gomez ma le trattative, che sembravano a un buon punto, si sono ad un certo punto improvvisamente ed inesorabilmente interrotte. Attualmente i dirigenti e gli addetti ai lavori ne avrebbero intavolate altre con il centrocampista difensivo Daniele Conti e l'ex under 21 attualmente in forza al Palermo Enzo Maresca, già di Juventus e Siviglia. Altri nomi che stanno circolando sono quelli dell'italo-argentino Ledesma, già della Lazio e dell'attaccante greco Georgios Samaras, già di West Bromwich Albion. L'urgenza di trovare un nuovo attaccante è stata accellerata dalla recente intervista rilasciata da Raul dove l'ex stella del Real Madrid ha annunciato che, complice anche il turf dell'Hofstra Stadium, a fine stagione potrebbe ritirarsi dal calcio giocato, il che, assieme alla già annunciata dipartita dell'ibero-brasiliano Marcos Senna – che rimarrebbe comunque in seno alla società come direttore sportivo – e il pressante corteggiamento di molti club della MLS alla scommessa vinta contro tutti i pronostici Dennis Sztela, farebbe si che i Cosmos debbano ancora una volta rivoluzionare gli organici. Guardando i giocatori che la società avrebbe preso di mira per il futuro prossimo  emerge ancora la tendenza, forse dovuta anche al nome della lega Nasl, di essere una retirement league, un cimitero degli elefanti dove strappare gli ultimi ingaggi milionari prima di smettere col calcio giocato. Maresca e Ledesma sicuramente potrebbero deliziare i tifosi e gli appassionati del soccer in generale con quello che è rimasto in loro della loro classe internazionale indiscussa e cristallina ma forse l'attaccante Samaras sarebbe, per via della sua età, più utile alla squadra vista la maggior energia fisica considerando che a 30 anni un calciatore arriva alla maturazione, un investimento più a lungo termine ed un beniamino per i tifosi al quale affezionarsi più che ad una fugace meteora, senza contare che la comunità greca a New York è molto numerosa, ed essendo pochi i calciatori ellenici con una classe tale da essere chiamati nei più prestigiosi campionati internazionali, la presenza di Samaras potrebbe essere un magnete per far si che la comunità greco-americana si senta rappresentata dai Cosmos. L'arrivo di fuoriclasse internazionali è fondamentale per il blasone ma anche per la sopravvivenza del club stesso vista anche la spietata concorrenza del New York City F.C. che schiera al momento Lampard,Villa e Pirlo e nonostante il pessimo andamento in campionato pur vantando un organico di valore e l'allenatore di esperienza – ma Jason Kreis avrà imparato sulla sua pelle che un conto è gestire e amalgamare una squadra di giovani, gregari, ed onesti pedatori come poteva essere il suo Real Salt Lake, un conto è dover gestire un organico con giocatori d'età e ben tre prime donne – può già vantare una media di 16000 spettatori a partita, numero che presto potrebbe crescere se la squadra diventasse competitiva nel breve periodo. I Cosmos nonostante la storia e il blasone a parte l'euforia della novità e il campionato vinto al primo colpo nel 2013 stanno incontrando difficoltà a totalizzare una media di 5000 presenti, il numero minimo per una buona franchigia Nasl nonostante la presenza in campo di Senna, Raul e l'ex nazionale Szetela. Certamente l'affiliazione dei Cosmos a varie squadre giovanili e amatoriali ben radicate nelle varie comunità della grande mela potrebbe portare nei prossimi anni un sensibile aumento di spettatori ma ancora una volta ci si chiede quanto possa valere la pena di restare a Long Island quando pare sempre più chiaro che la comunità locale non ha interesse nel soccer, e il lungo silenzio sulla costruzione dello stadio nella contea di Belmont la dice lunga. Meno di 4000 spettatori per l'esordio casalingo in Fall Season sono una media anemica che una squadra che vuole rivivere il blasone di quello che fu il circo itinerante della Warner Bros non può accettare per nessuna ragione. E' un insulto sia alla storia della squadra che all'attuale valore espresso in campo e gli investimenti  della Sela Sport. Sicuramente gli arabi proprietari della società non hanno problemi di soldi e probabilmente con la vendita del merchandising sia attuale che vintage, le sponsorizzazioni e i contratti televisivi riescono a non perderci e forse a guadagnare qualcosa, ma la svolta sarebbe lo stadio di proprietà senza dover pagare affitti ingenti a università che nemmeno hanno piacere di ospitare una squadra pro sport, con il campo in turf che scoraggia anche molti fuoriclasse stranieri dal firmare contratti coi Cosmos, così difficile da raggiungere e con quelle orrende righe per il lacrosse in campo che danno un po' quell'aria di arrangiato, raffazzonato, quasi dilettantistico. Allo scoraggiante e innaturale silenzio delle autorità locali di Long Island nonostante le spinte politiche bipartisan da parte di deputati e senatori sia del partito dell'asinello che del grand old party si contrappone la seconda dichiarazione pro soccer specific stadium del presidente del borough di Brooklin Eric Adams il quale in una recente intervista ha reso pubblico ancora una volta il suo pensiero con le seguenti parole: “Se siete stati al Barclays Center potete vedere che è uno dei complessi sportivi migliori del paese, tra basket, pugilato e altre attività sportive così come di intrattenimento, per questa ragione siamo quasi obbligati ad avere uno stadio per il soccer. E farò tutto ciò che è in mio potere per portare il soccer a Brooklin”. Nelle precedenti dichiarazioni Eric Adams aveva parlato di Coney Island ma più recentemente ha affermato che le aree sulle quali l'agognato stadio dei Cosmos potrebbe sorgere sono svariate, qualcosa nel frattempo sembra muoversi perché è stata ufficializzata la notizia per bocca dell'alto dirigente Erik Stover che la semifinale dei play-off per il titolo Nasl 2015, che i Cosmos hanno diritto a giocare in casa avendo vinto lo Spring Championship, non verranno disputati all'Hofstra Stadium bensì all'MCU Park di Brooklin, campo da baseball di proprietà dei Cyclones, squadra di baseball locale. Durante la Spring Season i Cosmos hanno affrontato e battuto su quel diamante gli Ottawa Fury di misura salutati con entusiasmo da una folla di 5000 persone, e sicuramente il 7 Novembre, trattandosi di una finale dei play-off e sicuramente una delle ultime occasioni per vedere giocare dal vivo Marcos Senna e forse anche Raul, è facile che i 7500 posti dello stadio dei Cyclones vengano riempiti velocemente,  i biglietti sono già in vendita. In più bisogna aggiungere che Brooklin è una delle aree più antiche della città, l'antica Breukeleen quando New York si chiamava ancora Nieuwe Amsterdam, è stata una delle mete storiche degli immigrati italiani che lo chiamavano Broccolino, ed oltre agli italo-americani ha visto nei decenni successivi agli anni '60 del XX secolo popolarsi anche di russi, ucraini, polacchi, cinesi e portoricani, tutte comunità che stravedono per il soccer e lo vedono come un forte legame con le rispettive patrie d'origine e l'arrivo di un club pro soccer sarebbe accolto con entusiasmo dagli abitanti di questo borgo che sebbene faccia geograficamente parte di Long Island tende a sottolineare la sua identità e diversità dal resto dell'isola. Se aggiungiamo poi che la squadra in questione altro non è che la squadra più blasonata d'America la risposta delle comunità non può che essere positiva, anche perché come già detto lo stadio e l'indotto non graverebbero sulle tasche dei contribuenti locali di nemmeno un centesimo visto che la Sela Sport costruirebbe tutto a proprie spese  comprese alcune infrastrutture che sarebbero utili agli abitanti della contea e creando anche duemila posti di lavoro stabili. Tutto fa pensare che Belmont verrà lasciata da parte e che i Cosmos potranno finalmente costruire il proprio stadio a Brooklin ma il CEO Erik Stover ha comunque pubblicamente affermato che la società si riserverà di decidere se insistere ancora per la contea di Belmont o guardare altrove a fine anno. Tornando a parlare ancora una volta di calcio giocato la squadra di New York è tornata a vincere anche se a parte la brutta sconfitta nel New Jersey la squadra non era sembrata particolarmente in calo, risultati a parte i ragazzi in maglia verde sembravano comunque in forma sia come rendimento fisico che come gioco espresso. Certamente ora ci sarà da recuperare e le prossime sfide non saranno facili come il rocambolesco 3-3 ottenuto la scorsa settimana in Florida contro gli Strikers assetati di rivincita e sopra di tre reti fino a venti minuti dalla fine, ma i Cosmos han dimostrato carattere e ora si vedrà se sono tornati la squadra schiacciasassi della Spring Season, aspettando le prossime sfide e notizie su stadio e nuovi acquisti qui da New York ora è tutto

Calcio - Socceritalia

Con lo sbarco a New York di Andrea Pirlo, continua la tradizione dei giocatori italiani in America, tornata negli ultimi anni ad importare nomi di livello top dopo che fino a cinque anni fa il top era rappresentato da gente quale Simone Bracalello per i NSC Minnesota Stars (USSF Div. 2), Christian Arrieta, terzino del Philadelphia Union più noto in Italia per la partecipazione al reality"Campioni" col Cervia, e Stefano Pesoli (cresciuto nella AS Roma, ex Rieti e Viterbese tra le altre) al Montreal Impact (USSF Div. 2) . Da allora le cose sono molto cambiate, e a portare il tricolore negli anni in MLS sono stati un campione del mondo come l'ex capitano della SS Lazio Alessandro Nesta insieme al concittadino Marco Di Vaio, all'ex romanista Matteo Ferrari, a Bernardo Corradi, Marco Donadel e Andrea Pisanu in quella colonia chiamata Montreal. Gli italiani del passato Molti sono stati infatti i giocatori italiani emigrati oltreoceano già agli albori del calcio USA. Il primo a venire in mente è inevitabilmente il grande Giorgio Chinaglia, che lasciò la Lazio nel pieno della carriera per seguire la moglie americana Connie Eruzione (cugina di quel Mike Eruzione eroe della medaglia d'oro olimpica nella finale vinta dagli USA contro l'URSS nella finale di Lake Placid nel 1980) e andare a giocare nei Cosmos di New York con Pelé, e dove fu raggiunto da gente come Franz Beckenbauer e Carlos Alberto. Con la maglia dei Cosmos Chinaglia vinse 4 Soccer Bowl, mettendo a segno la bellezza di 193 gol in 213 match, cifra che a tutt'oggi lo rende il calciatore che con più gol all'attivo negli USA. Prima di Chinaglia però, sono molti i nomi noti e assai meno a trasferirsi nella NASL, da cui però vanno esclusi tutti quelli che nel 1967 giocavano nel Cagliari che scese in capo con la maglia dei Chicago Stallions (ad es. Roberto Boninsegna, Giuseppe Longoni e altri) o delle Houston Stars. A seguito di varie ricerche, il primo giocatore italiano a trasferirsi negli in assoluto fu un certo Gino Gardassanich, noto come Gino Gard. Nato a Fiume ancora italiana, Gardassanich iniziò a giocare nel Građanski Zagabria nel 1940, e dopo un passaggio per alcune squadre minori fiumane, nel 1946 si trasferì al Quarnero Fiume, inserito d'ufficio nella massima serie jugoslava, in cui debuttò l'11 agosto 1946 contro l'Operaia Pola. Nel novembre dello stesso anno passò alla Fiorentina, nella Serie A italiana, in cui tuttavia non riuscì a esordire disputando solo alcune partite amichevoli. Successivamente giocò in Serie C con Marsala e Reggina, per poi nel 1949 emigrare negli Stati Uniti, dove giocò per 10 anni con il Chicago Slovak della National Soccer League of Chicago, vincendo il campionato di Chicago nel 1951, 1952 e 1954] e la Peel Cup nel 1953, oltre al Montgomery Trophy come di miglior portiere del campionato di Chicago nel 1950. Senza nemmeno avere la cittadinanza USA, (come peraltro altri compagni, all'epoca bastava averla chiesta) Gardassanich partecipò con la Nazionale statunitense ai Mondiali 1950 in Brasile, durante il quale tuttavia non scese mai in campo, assistendo dagli spalti dello stadio di belo Horizonte alla vittoria per 1-0 sui "maestri inglesi". Per lui l'unica soddisfazione fu quella di difendere la porta USA o in un'amichevole premondiale proprio contro una selezione inglese con incluso Sir Stanley Matthews. Gino Gard ha vissuto a lungo a Chicago - dove è morto nel 2010 -venendo nominato nel 1992 nell'Illinois Hall of Fame e nel 2002 nella National Soccer Hall of Fame. Nel 1967 toccò invece a Bruno Siciliano, italiano nato però a Rio de Janeiro, compagno di squadra nei New York Generals della NPSL di un certo Cesar Luis Menotti, che poco più di 10 anni dopo avrebbe vinto il Mondiale da CT con la Nazionale argentina. Luigi De Robertis, classe 1936, che aveva esordito in Serie A con la maglia del Bari nel 1958 giocando poi anche con Palermo e Modena, e finito nel 1968 ai Kansas City Spurs della neonata NASL. Nello stesso anno ai Toronto Falcons c'era in rosa un Mario Barone, di cui però non si sa nulla, e con lui l'italo-canadese, nato a Roma nel 1945, il difensore Tony Lecce (poi ai Metros dal 1971 al 1973). Gli almanacchi listano poi come italiano anche un certo Miklos Mike-Mayer, attaccante dei Washington Whips nel 1969. Infine, nei Philadelhia Spartans il portiere di riserva era un certo Franco Altieri, anche lui indicato come italiano, ma di cui non è dato sapere altro. Nel 1971 invece, al Montreal Olympique c'è il centrocampista Renzo Selmo (20 partite e un gol il primo anno, 14 e 2 nel 1972), ex Hellas Verona, e Francesco Gallina, attaccante napoletano nato nel 1945 e cresciuto nella Casertana, approdato in Serie A con il Genoa nella stagione 1963-1964. Successivamente ha disputato campionati minori tra le file di Entella e Cesena, prima di fare ritorno al Genoa passando poi per il Lanerossi Vicenza, in Serie A, prima di chiudere la carriera in Canada (20 presenze e 10 gol per lui, capocannoniere della squadra). Con loro la colonia italiana quell'anno a Montreal era completata dall'attaccante Luigi Marcon e da Sergio Settin, italiano anche lui ma cresciuto in Quebeà§. Nel 1972 a Montreal Selmo è poi raggiunto da un altro ex veronese, il difensore Luigi Mascalaito, cresciuto nell'Inter e passato anche per Catanzaro, Cesena, Livorno e Pisa, e a lungo allenatore anche dello stesso Verona. Furono molti gli italiani che negli anni della NASL volarono in Canada per allietare le masse di emigrati italiani concentrate in gran numero, oltre che a Montreal, a Toronto e dintorni. Ad esempio il povero Paolo Barison, ala di talento e di lungo corso con le maglie di Venezia, Genoa, Milan, Sampdora, Roma, Napoli, Ternana e Bellaria, finito a Toronto nel 1972,e poi tristemente morto nel 1979 in un incidente in cui rimase coinvolto anche l'allenatore del Toro Gigi Radice, che pur gravemente ferito si salvò. Come Barison sempre al Toronto Metros Croatia - nel 1974 e 1975 - volò Marino Perani, ex Bologna, che fu raggiunto da Roberto "Bob" Vieri (padre di Christian) nel '75, mentre nel 1976 toccò a Paolo Cimpiel, portiere con alle spalle - tra le altre - esperienze con le maglie di Bologna, Verona e Cesena. Sempre a metà  anni '70, un episodio curioso fu quello relativo a Eddie Firmani – ex attaccante italiano di origine sudafricana – una carriera spesa fra Inghilterra (Charlton e Southend Utd) e Italia (Sampdoria, Inter e Genoa) e 3 volte nazionale azzurro - che all'età  di 42 anni, nel 1975, scese in campo per 18 minuti con la maglia dei Tampa Bay Rowdies, di cui era l'allenatore. E ancora. Il grande Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna per una vita, di cui pochi ricordano le poche (cinque) partite giocate con la maglia di un altro club, gli Hartford Bicentennial della NASL nel 1975. Pierino Prati, ex bandiera milanista, a fine carriera scese in campo per pochi mesi con la maglia dei Rochester Lancers (anno 1979, 6 partite e 3 gol per lui), in una città  operaia piena di italiani, per poi tornare in Italia e chiudere la carriera in serie C2, giocando per tre anni nel Savona. L'anno prima,invece, nei New York Cosmos aveva giocato Giuseppe Wilson, capitano colonna della Lazio dello Scudetto 1974, chiamato in America dal suo amico ed ex compagno Chinaglia. E con la maglia dei Cosmos Wilson non smentisce il suo valore, vincendo il Super Bowl 1978 e venendo nominato MVP della finale contro i Tampa Bay Rowdies di Rodney Marsh. Ma l'esperienza americana per Wilson durò un solo anno, e a settembre tornò alla Lazio. Sempre di quella Lazio tutta "pistole e palloni" (cit. dal bellissimo libro del giornalista Guy Chiappaventi) andò a giocare per un breve periodo negli il terzino sinistro Luigi Martini, sceso in campo per sole 7 partite nel 1979 coi Chicago Sting e poi 14 con i Toronto Blizzard nel 1981, con cui chiuse la carriera prima di diventare pilota Alitalia e poi anche deputato. Anche Roberto Bettega, si trasferì nella NASL a fine carriera, indossando nel 1983 e 1984 (39 partite e 10 gol) la maglia del Toronto Blizzard, la stessa squadra in cui poco prima, nel 1980, era andato un altro bianconero, il difensore Francesco Morini e l'anno dopo il 20enne Giampaolo Boniperti, figlio del presidente Giampiero e cresciuto nella Primavera juventina senza mai esordire in Serie A. Per lui a Toronto 18 partite e un gol. Prima di loro, nel 1979, era invece toccato (ma giocò solo 3 partite) ad Alessandro Abbondanza, detto Sivorino, ex attaccante di Lazio e Napoli, a conferma di Toronto come meta preferita dei giocatori italiani di quegli anni. Nel 1983, ai Cosmos sbarcò invece un vecchio "nemico" calcistico di Chinaglia,Giuseppe "Flipper" Damiani, reduce da un'esperienza fallimentare col Milan e ormai agli sgoccioli di una carriera chiusa con la maglia della Lazio (dove lo volle ancora Chinaglia, allora presidente) nel 1985. Italiano è anche Ferdinando DeMatthais, classe 1961, ex calciatore di Lucera (che ha anche allenato), Foggia in campo una sola partita coi Cosmos nella loro ultima stagione (1984) e oggi coach giovanile con la IMG Academy. Italoamericani a parte, molti gli sconosciuti con passaporto italiano che in quegli anni scesero in campo nella NASL listati unicamente come italiani. Da Enzo Giani, centrocampista dei Toronto Metros nel 1971, a Paolo Baldin (difensore in campo una sola volta con Toronto nel 1972) e a Peter Greco, portiere dei Vancouver Whitecaps nel 1975, passando per l'attaccante Gino Pennachia, che nel 1977 giocava (anzi, stava in panchina o in tribuna) a Dallas, fino ad Antonio Cestarollo, attaccante dei San Jose Earthquakes nel 1979 e persino citato in un libro sull'emigrazione nel pallone, "Moving with the Ball: The Migration of Professional Footballers" di P. Lanfranchi. Inoltre c'è chi, pur essendo italiano è diventato poi una colonna della nazionale canadese, come è accaduto a Tino Lettieri. Nato a Bari nel 1957, inizia la propria carriera nel 1977 tra le file del Minnesota Kicks della NASL, dove gioca fino al 1981. Trasferitosi nel 1982 al Vancouver Whitecaps, durante la sua militanza con il club canadese vince il premio di miglior calciatore nordamericano dell'anno 1982, venendo inserito nella squadra All-Stars della NASL nel 1982 e nel 1983. Nel 1984, ultima stagione della NASL, milita neiMinnesota Strikers, e dopo fallimento della Lega rimane a Minneapolis disputando i tornei indoor organizzati dalla MISL. Nel 1986 è lui il portiere della nazionale canadese nella unica partecipazione ai Mondiali. L'anno dopo si ritira dopo aver disputato una stagione con gli Hamilton Steelers della Canadian Soccer League (CSL). A onorare la sua carriera arriva nel 2001 l'elezione nella Soccer Hall of Fame canadese. Come lui Silvano "Sam" Lenarduzzi, nato a Udine nel dicembre del 1949 ma cresciuto a Vancouver, difensore diventato una bandiera dei Whitecaps insieme al fratello più giovane, Bob Lenarduzzi(nato invece in Canada). L'arrivo della Major League Soccer Con la scomparsa del calcio professionistico nel 1984, a seguito del fallimento della NASL, l'emigrazione si interruppe, ma riprese nel 1996, quando venne lanciata la MLS. I primi a partire furono l'ex portiere della Nazionale, di Inter e Samp Walter Zenga (New England Revolution come anche come giocatore/allenatore) seguito a Boston da Giuseppe Nanu' Galderisi (passato poi anche per Tampa Bay) e, ai New York Metrostars, il difensore Nicola Caricola (Bari, Juventus e poi Genoa) e Roberto Donadoni, che fece la spola col Milan. New York dove nel 2002 stava per finire anche Billy Costacurta, richiamato poi in tutta fretta a Milano da Ancelotti e Galliani. Meno famoso, ma da ricordare, anche Giovanni Savarese, attaccante classe '70 nato in Venezuela e quindi con doppio passaporto, sbarcato in MLS alla sua fondazione e diventato bandiera dei New York MetroStars passato per New England e poi e San Jose Clash (oggi Earthquakes) con in mezzo esperienze in Italia a Perugia e Viterbese (entrambe all'epoca della gestione Gaucci), e Torres, passando anche per il Regno Unito (Swansea City e Millwall). Oggi è l'allenatore dei nuovi New York Cosmos della NASL. Solo 3 partite invece in MLS nel 2008, con la maglia dei San Jose Earthquakes (che lo hanno poi tagliato nel maggio 2009), per Davide Somma, attaccante italo-sudafricano cresciuto nel Perugia e che ha militato con Pro Vasto e Olbia, per poi volare in Inghilterra (Leeds, dove ancora gioca dopo essere andato in prestito a Chesterfield e Lincoln City) dopo l'esperienza americana. In sintesi una storia, quella che vede i giocatori italiani sulla rotta transoceanica, che dura ormai da 60 anni, e che ha visto periodi di up & down, con grandi campioni e carneadi scendere in campo sul turf o sull'erba americana di fronte a milioni di appassionati di ogni nazionalità . Una storia che con l'arrivo del campione del mondo Andrea Pirlo riparte dai massimi livelli.

Calcio - Socceritalia

Ritiratosi dal mondo del basket qualche mese fa, con 41 anni e due titoli da MVP alle spalle, Steve Nash è pronto a tornare in campo. Ma la novità è che è pronto a farlo nel calcio. Sul sito ufficiale della NPSL, Division IV del soccer USA in cui milita la squadra riserve dei New York Cosmos, è apparso nella lista giocatori di questi ultimi proprio il nome di Nash. Il giocatore si è allenato con i New York Cosmos B nelle ultime settimane, e c'è la possibilità che lo si possa vedere in campo domenica contro i Rhode Island Reds al Mitchel Field di Uniondale, secondo quanto scrive il NY Daily News. Il due volte MVP della NBA è da sempre un appassionato di calcio (due estati fa si è anche allenato con l'Inter a NY) , e ogni anno organizza una partitella con campioni di sport diversi denominato Showdown in Chinatown. Suo fratello Martin Nash è un ex nazionale canadese che in passato ha militato anche coi Vancouver Whitecaps (di cui Steve è co-proprietario) ed oggi allena l'Ottawa Fury della NASL. I New York Cosmos B sono attualmente imbattuti in NPSL (8 vittorie e un pari).

Calcio - Socceritalia

SOCCERITALIA
SPORT