SPORT
Steffen, il futuro della porta a stelle e strisce
Scritto il 2015-06-15 da Franco Spicciariello su Nazionale USA

Le sue parate al Mondiale U20 in nuova Zelanda sono state fondamentali nella corsa degli USA terminata sfortunatamente ai quarti contro la Serbia, andata in semifinale solo grazie ai calci di rigore. E proprio un calcio di rigore da lui parato nel finale contro la Colombia era stato decisivo negli ottavi.

Parliamo di Zackary Steffen, classe 1995, attaccante per un anno in high school e ora portiere formatosi alla University of Maryland - lasciata dopo soli due anni - sotto l'egida di coach Sasho Cirovski, e dal gennaio 2015 in forza ai tedeschi del Friburgo, retrocessi in Bundesliga II nel campionato terminato poche settimane fa. Fisico impressionante, ottima tecnica, Steffen è al suo secondo Mondiale Under 20 dopo aver occupato il ruolo di terzo nel 2013 a soli 18 anni dietro Cody Cropper (appena svincolatosi dal Southampton e nel giro della Nazionale) e Kendall McIntosh (Burlingame Dragons, nella PDL Div. IV, ma prodotto dell'accademia dei San Jose Earthquakes).

Miglior portiere NCAA nel 2013, arrivando coi Terrapins sino alla finale di College Cup, nel 2014 è stato di nuovo tra i protagonisti della Division I, e secondo molti osservatori sembra essere l'erede designato di una scuola di portieri che da Tony Meola è passata per Brad Friedel (reduce dalla sua ultima stagione al Tottenham a 43 anni!), Kasey Keller, Tim Howard e ora - momentaneamente, nell'attesa del rientro del portiere dell'Everton - Brad Guzan (Aston Villa).

"Ha tutto il potenziale per difventare un portiere speciale"; ha spiegato l'allenatore dei portieri del New York City FC Rob Vartughian, che lo ha osservato da vicino quando Steffen si allenava nell'academy della Philadelphia Union. "Ci sono altri portieri avanti a lui al momento, ma se trova l'ambiente giusto, e gioca con continuità, ha la possibilità di diventare un portiere speciale".

Lo stesso CT dell'Under 20 Tab Ramos vede somiglianze tra Steffen e Tim Howard, con cui Ramos ha giocato nella fase finale della proprio carriera mentre questi era agli esordi con i NY MetroStars: "Ricordo Timmy al suo ingresso nella lega, era giovane e grezzo, ma me lo ricordo capace di fare cose speciali già allora, come saltare da un palo all'altro in un flash. Zack ha lo stesso livello di athleticism e potenziale".

Steffen anche contro la Serbia ha messo in mostra le sua grandi qualità, con interventi decisivi durante il match e parando due rigori della serie finale. Dopo aver rifiutato le offerte della Philadelphia Union, a luglio è probabile per lui una promozione dalle riserve del Friburgo alla prima squadra. Intanto però su di lui si sarebbe acceso - secondo Calciomercato.com - l'interesse di Inter e Roma, in cerca di un portiere di prospettiva.

Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Da un punto di vista puramente tecnico, la finale del campionato CONCACAF U20 giocata ieri sera tra USA e Honduras rappresentava poco più di una passerella. Entrambe le Nazionali si sono infatti qualificate per il Mondiale U20 che si giocherà in Corea del Sud (20 maggio - 11 giugno 2017) già alcuni giorni fa, e il risultato di ieri non aveva conseguenze al di là della soddisfazione. Il vero obiettivo del torneo U20 era infatti la qualificazione mondiale. Ma vista l'esultanza dei giocatori americani dopo aver vinto ai rigori, il match di ieri non era poi proprio solamente una passerella. Infatti, per la prima volta in 55 anni di partecipazioni, gli USA sono stati incoronati campioni continentali. Dopo un match a reti  bianche, i ragazzi a stelle strisce sono stati bravi ad insaccare tutti e cinque i rigori (niente supplementari), cui sono corrisposti i due errori finali degli honduregni, con l'americano del Real Salt Lake Danny Acosta a chiudere la serie vittoriosa e dare il via alla festa. Non era iniziata così bene per gli americani nel torneo, sconfitti 1-0 da Panama all'esordio, cui però sono seguite cinque vittorie consecutive, inclusa la prima assoluta - dopo 31 anni di confronti - contro il Messico nella fase a gironi. E adesso il CT Tab Ramos (ex Nazionale USA e centrocampista di Betis Siviglia e NY MetroStars) avrà tutto il tempo per concentrarsi a costruire la rosa più adeguata a giocarsi il mondiale di categoria. L'ultima volta che gli USA erano arrivati era il 2009, e allora fu 0-3 col Costarica in quel di Trinidad & Tobago. Stavolta è andata diversamente. [youyube]jx9ni-zK8lM[/youtube] Il match. Lo 0-0 è apparso giusto, anche se gli USA hanno avuto le loro chance. Possesso continuo, bravi sulle ali con Brooks Lennon (classe 1997 di proprietà Liverpool in prestito al RSL) e Luca de la Torre (centrocampista 1998 del Fulham), ma la robusta difesa dell'Honduras ha retto senza troppo penare. Più pericolosi gli honduregni, più cinici e duri, con qualche fallo di troppo, di cui ha fatto le spese il centrocampista della University of Maryland Eryk Williamson (1997), l'eroe della semifinale che è valsa la qualificazione mondiale. Infortunato anche il capitano Erik Palmer-Brown, difensore ventenne dello Sporting KC già cercato fortemente dalla Juventus. Ma a reggere l'impatto in mezzo ci ha pensato il difensore dell'Orlando City Tommy Redding insieme al collega di reparto Auston Trusty (1998, Philadelphia Union), protetti da un Tyler Adams (1999, NY Red Bulls) instancabile, il migliore degli USA nel torneo, bravo a supplire all'assenza di Palmer-Brown. In porta, ottima la prova del figlio d'arte Jonathan Klinsmann (1997, UCLA) sempre sicuro. I primi tre rigori di Brooks Lennon, Coy Craft e Emmanuel Sabbivengono pareggiati dai coetanei honduregni. Al quarto segna de la Torre, ma Flores spara alto dopo una lunghissima rincorsa. Ecco quindi Acosta che fa 5 e porta a casa la coppa CONCACAF per la prima volta. L'ultima volta degli USA ai Mondiali l'avventura è terminata ai quarti (miglior risultato di sempre) dopo i rigori contro la Serbia del CT Veljko Paunović (oggi coach del Chicago Fire) e di gente quali l'oggi laziale Sergej Milinković-Savić andata dritta a vincere quel Mondiale. Cosa riusciranno a fare i ragazzi americani stavolta. La gioia!

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