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Scandalo FIFA, il Canada vuole i Mondiali
Scritto il 2015-06-09 da Americo Costi su Concacaf

Se i Mondiali 2018 e 2022 dovessero essere tolti alla Russia e al Qatar, la FIFA riceverà la richiesta di portare un'edizione in Canada.

“Non vorrei altro che ottenere i Mondiale o un pezzo dei Mondiali maschili nel prossimo futuro", ha dichiarato il presidente della Canadian Soccer Association Victor Montagliani.

Le scene impressionanti di domenica dello stadio di Edmonton tutto esaurito o per quello di Ottawa, e per Winnipeg ieri (con gli USA in campo) in occasione dell'apertura dei Mondiali femminili, hanno improvvisamente spinto il Canada in una posizione tale da rendere possibile ogni ipotesi.

Le scene di entusiasmo per il calcio in Canada stridono con quanto visto nelle scorse settimane nel quartier generale della FIFA a Zurigo, con i dirigenti arrestati e le successive dimissioni (non immediate) del presidente Sepp Blatter.

“Penso che molte cose siano cambiate nel nostro mondo nelle ultime due settimane", ha spiegato Montagliani, 49enne originario di Vancouver. “Se le indagini sull'assegnazione delle edizioni 2018 e 2022 dovessero individuare comportamenti impropri, è possibile per i membri rivisitare le scelte fatte", ha aggiunto. “Se ciò dovesse accadere, vorrebbe dire che tutto cambierà nel calcio per i prose tre e sette anni, e il Canada sarebbe nella posizione di potersi proporre per ospitare una di quelle edizioni. Francamente penso che lo meritiamo".

“Tutto quello che stiamo facendo accresce la nostra credibilità. Abbiamo iniziato proprio ad Edmonton nel 2002 col Mondiale U19. E' stato il primo colpo per noi. Poi è toccato al Mondiale maschile U20 nel 2007 e a quello femminile U20 l'anno scorso, fino a quello in corso oggi. E' credibilità per nostri desideri e sogni".

Sabato a Edmonton la Nazionale canadese femminile ha battuto il record assoluto di spettatori per un match calcistico di una Nazionale in Canada, con 53.058 persone sugli spalti. Uno spettacolo capace di attirare l'interesse di molti in giro per il mondo.

“Sapevamo che per noi è una grande occasione, non solo per il calcio femminile ma per il calcio in generale. Penso che quanto stiamo facendo ci posizioni ora diversamente nell'arena internazionale", spiega Montagliani. “Il modo in cui gestiamo il business, gli eventi, particolarmente dopo quanto accaduto negli ultimi 10 giorni, penso che rappresenti una luce in questo gioco. Questo torneo è un raggio di sole"

Da un punto di vista puramente tecnico, la finale del campionato CONCACAF U20 giocata ieri sera tra USA e Honduras rappresentava poco più di una passerella. Entrambe le Nazionali si sono infatti qualificate per il Mondiale U20 che si giocherà in Corea del Sud (20 maggio - 11 giugno 2017) già alcuni giorni fa, e il risultato di ieri non aveva conseguenze al di là della soddisfazione. Il vero obiettivo del torneo U20 era infatti la qualificazione mondiale. Ma vista l'esultanza dei giocatori americani dopo aver vinto ai rigori, il match di ieri non era poi proprio solamente una passerella. Infatti, per la prima volta in 55 anni di partecipazioni, gli USA sono stati incoronati campioni continentali. Dopo un match a reti  bianche, i ragazzi a stelle strisce sono stati bravi ad insaccare tutti e cinque i rigori (niente supplementari), cui sono corrisposti i due errori finali degli honduregni, con l'americano del Real Salt Lake Danny Acosta a chiudere la serie vittoriosa e dare il via alla festa. Non era iniziata così bene per gli americani nel torneo, sconfitti 1-0 da Panama all'esordio, cui però sono seguite cinque vittorie consecutive, inclusa la prima assoluta - dopo 31 anni di confronti - contro il Messico nella fase a gironi. E adesso il CT Tab Ramos (ex Nazionale USA e centrocampista di Betis Siviglia e NY MetroStars) avrà tutto il tempo per concentrarsi a costruire la rosa più adeguata a giocarsi il mondiale di categoria. L'ultima volta che gli USA erano arrivati era il 2009, e allora fu 0-3 col Costarica in quel di Trinidad & Tobago. Stavolta è andata diversamente. [youyube]jx9ni-zK8lM[/youtube] Il match. Lo 0-0 è apparso giusto, anche se gli USA hanno avuto le loro chance. Possesso continuo, bravi sulle ali con Brooks Lennon (classe 1997 di proprietà Liverpool in prestito al RSL) e Luca de la Torre (centrocampista 1998 del Fulham), ma la robusta difesa dell'Honduras ha retto senza troppo penare. Più pericolosi gli honduregni, più cinici e duri, con qualche fallo di troppo, di cui ha fatto le spese il centrocampista della University of Maryland Eryk Williamson (1997), l'eroe della semifinale che è valsa la qualificazione mondiale. Infortunato anche il capitano Erik Palmer-Brown, difensore ventenne dello Sporting KC già cercato fortemente dalla Juventus. Ma a reggere l'impatto in mezzo ci ha pensato il difensore dell'Orlando City Tommy Redding insieme al collega di reparto Auston Trusty (1998, Philadelphia Union), protetti da un Tyler Adams (1999, NY Red Bulls) instancabile, il migliore degli USA nel torneo, bravo a supplire all'assenza di Palmer-Brown. In porta, ottima la prova del figlio d'arte Jonathan Klinsmann (1997, UCLA) sempre sicuro. I primi tre rigori di Brooks Lennon, Coy Craft e Emmanuel Sabbivengono pareggiati dai coetanei honduregni. Al quarto segna de la Torre, ma Flores spara alto dopo una lunghissima rincorsa. Ecco quindi Acosta che fa 5 e porta a casa la coppa CONCACAF per la prima volta. L'ultima volta degli USA ai Mondiali l'avventura è terminata ai quarti (miglior risultato di sempre) dopo i rigori contro la Serbia del CT Veljko Paunović (oggi coach del Chicago Fire) e di gente quali l'oggi laziale Sergej Milinković-Savić andata dritta a vincere quel Mondiale. Cosa riusciranno a fare i ragazzi americani stavolta. La gioia!

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Le sue parate al Mondiale U20 in nuova Zelanda sono state fondamentali nella corsa degli USA terminata sfortunatamente ai quarti contro la Serbia, andata in semifinale solo grazie ai calci di rigore. E proprio un calcio di rigore da lui parato nel finale contro la Colombia era stato decisivo negli ottavi. Parliamo di Zackary Steffen, classe 1995, attaccante per un anno in high school e ora portiere formatosi alla University of Maryland - lasciata dopo soli due anni - sotto l'egida di coach Sasho Cirovski, e dal gennaio 2015 in forza ai tedeschi del Friburgo, retrocessi in Bundesliga II nel campionato terminato poche settimane fa. Fisico impressionante, ottima tecnica, Steffen è al suo secondo Mondiale Under 20 dopo aver occupato il ruolo di terzo nel 2013 a soli 18 anni dietro Cody Cropper (appena svincolatosi dal Southampton e nel giro della Nazionale) e Kendall McIntosh (Burlingame Dragons, nella PDL Div. IV, ma prodotto dell'accademia dei San Jose Earthquakes). Miglior portiere NCAA nel 2013, arrivando coi Terrapins sino alla finale di College Cup, nel 2014 è stato di nuovo tra i protagonisti della Division I, e secondo molti osservatori sembra essere l'erede designato di una scuola di portieri che da Tony Meola è passata per Brad Friedel (reduce dalla sua ultima stagione al Tottenham a 43 anni!), Kasey Keller, Tim Howard e ora - momentaneamente, nell'attesa del rientro del portiere dell'Everton - Brad Guzan (Aston Villa). "Ha tutto il potenziale per difventare un portiere speciale"; ha spiegato l'allenatore dei portieri del New York City FC Rob Vartughian, che lo ha osservato da vicino quando Steffen si allenava nell'academy della Philadelphia Union. "Ci sono altri portieri avanti a lui al momento, ma se trova l'ambiente giusto, e gioca con continuità, ha la possibilità di diventare un portiere speciale". Lo stesso CT dell'Under 20 Tab Ramos vede somiglianze tra Steffen e Tim Howard, con cui Ramos ha giocato nella fase finale della proprio carriera mentre questi era agli esordi con i NY MetroStars: "Ricordo Timmy al suo ingresso nella lega, era giovane e grezzo, ma me lo ricordo capace di fare cose speciali già allora, come saltare da un palo all'altro in un flash. Zack ha lo stesso livello di athleticism e potenziale". Steffen anche contro la Serbia ha messo in mostra le sua grandi qualità, con interventi decisivi durante il match e parando due rigori della serie finale. Dopo aver rifiutato le offerte della Philadelphia Union, a luglio è probabile per lui una promozione dalle riserve del Friburgo alla prima squadra. Intanto però su di lui si sarebbe acceso - secondo Calciomercato.com - l'interesse di Inter e Roma, in cerca di un portiere di prospettiva.

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Il calcio è uno sport ma anche "un enorme business" che ha bisogno di integrità: con queste parole Barack Obama è intervenuto sullo scandalo corruzione nella Fifa al termine del vertice del G7 in Baviera. Il presidente americano non è voluto entrare nel merito dell'inchiesta Fifa ma ha sottolineato che è "importante" che la federazione calcistica mondiale funzioni nella "trasparenza". Il calcio è "una fonte incredibile di orgoglio nazionale e la gente vuole essere certa che sia gestito con integrita'", ha osservato Obama. "Come gli Stati Uniti giocano meglio mondiale dopo mondiale, vogliamo fare in modo che uno sport che guadagna popolarità sia gestito in modo appropriato", ha dichiarato.

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