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MLS: i sudamericani raccontati da Andrea Bracco (calciosudamericano.it)
Scritto il 2015-04-07 da Giacomo Costa su MLS

Abbiamo chiesto ad Andrea Bracco, Redattore di calciosudamericano.it, di parlarci un po' dei calciatori sudamericani sbarcati nella Major League Soccer, un trend che è partito anni fa e che è destinato a crescere sempre più. Potete trovare Andrea anche sul suo Blog Falso Nueve e sul suo account Twitter (@FalsoNueveBlog). Vi lasciamo al pezzo!

La Major League Soccer è arrivata ormai alla sua stagione numero 20. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e ciò che più incoraggia i massimi dirigenti federali sono le cifre che ruotano oggi attorno al massimo torneo di calcio americano. Se è vero che i numeri non mentono, basta guardare l'evoluzione di incassi, sponsorizzazioni, fatturati e vendite di biglietti o merchandising per capire come questo sia un movimento in costante ascesa. Soprattutto economica. Va da sè che per aumentare la competitività del campionato sia necessario instaurare un ponte di scambio anche con il mercato estero. Per questo negli ultimi anni in America sono arrivati parecchi giocatori sudamericani, alcuni pagati strappando assegni di un certo tenore, molti ingaggiati per avere un ritorno di immagine oltre ai classici benefici tecnici in campo. Imitando un po' il Messico, dove l'asse con il Sudamerica è rinsaldato da anni di continue transazioni, anche negli USA si è deciso di puntare forte su questa tipologia di calciatore. I motivi sono molteplici; in primis, i sudamericani hanno un periodo di adattamento minore, riescono sempre a calarsi nella realtà che li circonda grazie alla loro mentalità aperta, frutto di anni passati sui campetti di strada. Come seconda considerazione subentra, come detto in precedenza, il fattore squisitamente tecnico, nel quale argentini e brasiliani (ma non solo...) eccellono. Ecco che così facendo, anno dopo anno, anche la MLS ha deciso di aprirsi ad una nuova contaminazione, seppur con dei paletti ben precisi. Ed i risultati, ad oggi, sono sotto gli occhi di tutti.

I NUOVI "AMERICANI" - Quando un anno fa Kaka decise di lasciare l'Europa per accasarsi al San Paolo già aveva preso una delle più importanti decisioni della sua vita. Bisognava solo aspettare. Cosa? Che arrivasse il 2015 e l'esordio nuovo di pacca degli Orlando City, franchigia della Florida che ancora prima di scendere in campo aveva quasi polverizzato gli abbonamenti messi in vendita dalla società. L'asso brasiliano - ultimo dei tanti - ha scelto la MLS per dare il degno coronamento ad una carriera che lo ha visto muoversi poco, ma sempre in crescendo. Dopo essere stato acquistato dal Milan nel post mondiale 2002, il fantasista paulista ha partecipato attivamente ad una notevole fetta di successi rossoneri passando poi al Real Madrid per una cifra astronomica. La parentesi al San Paolo gli ha permesso di ritrovare i minuti persi negli ultimi anni per prepararsi al meglio ad affrontare una delle tifoserie più calde degli Stati Uniti, che - nata in tempi di grassa per il soccer - gioca le proprie partite casalinghe nello splendido (e molto avvenieristico) Citrus Bowl, impianto con più di 61 mila posti. Assieme a Kaka gioca Christian Higuita, altro nuovo innesto per Orlando, interessante centrocampista colombiano classe 1994. L'altra nuova stella arrivata da poco in MLS è senza dubbio Octavio Rivero; il bomber uruguagio, dopo aver girovagato nelle serie inferiori del proprio paese, ha trovato la grande occasione in Cile dove ha letteralmente sfondato le porte con la maglia dell'O'Higgins. Oggi è stato ingaggiato dai Vancouver Whitecaps (assieme al connazionale Diego Rodriguez), una delle squadre più in forma del momento, e l'impatto è stato subito di quelli positivi con quattro gol segnati nelle prime uscite. Dall'Argentina arrivano Juan Ramirez, Lucas Pittinari ed Hernan Grana; i primi due, entrambi acquistati dai Colorado Rapids, sono entrambi giocatori con spiccate doti offensive soprattutto agendo sugli esterni, mentre Grana - dopo il fallimento al Boca Juniors - si è preso la fascia destra dei Columbus Crew. Molto importante anche l'innesto di Fernando Aristeguieta, venezuelano che con il Nantes ha conquistato una promozione ed un salvezza in Ligue 1 alternando momenti buoni ad altri sotto tono. Il classe 1992 rappresenta un'ottima alternativa per l'attacco dei Philadelphia Union, una delle tre squadre a non aver ancora mai vinto in regular season. Il centrale ecuadoregno Andrés Mendoza e il terzino destro Javier Calle, ex Independiente di Medellìn, puntellano la retroguardia dei New York City FC, società satellite del Manchester City che ha recentemente contrattualizzato anche David Villa, mentre le rivali storiche Seattle Sounders e Portland Timbers (storia vecchia, quella tra le due città, che risale ai tempi in cui in NBA i Sonics battagliavano contro i Blazers) si rinforzano rispettivamente con il terzino sinistro Andrés Correa e la punta Dairon Asprilla, entrambi colombiani.

L'ARGENTINA A PORTLAND - In Oregon, terra conosciuta principalmente per i Trail Blazers, c'è una rappresentanza argentina di tutto rispetto. Già, perchè a Portland si è puntato forte sui giocatori albicelestes, tanto che ad oggi la rosa ne conta ben quattro. Tutti, almeno sulla carta, di spessore. Norberto Paparatto, difensore ex Tigre, quest'anno ancora non ha trovato spazio ma ben presto, con la stagione lunga e piena di impegni, si ritaglierà il suo posto in squadra. Così come Diego Valeri, giocatore praticamente adottato dalla città, tanto che girando a piedi non è difficile scontrarsi con uno degli innumerevoli murales a lui dedicati. Chi invece gioca con continuità sono Maximiliano Urruti e Gaston Fernandez; il primo, lanciato nel professionismo dal Newell's, è un attaccante molto avvezzo a fallire gol facili per poi segnare quelli impossibili. Discorso diverso per la "Gata", il cui cuore pulsa ancora oggi per i colori dell'Estudiantes ma gli artigli graffiano sistematicamente per i Timbers.

MORALES, PIATTI E GLI ALTRI - Un argentino nello Utah. Fa già effetto dirlo, figuriamoci se il personaggio in questione, Javier Morales, a Salt Lake City ci vive da ormai sette anni. Il fantasista argentino, arrivato nel 2007, è ormai un simbolo del Real, squadra recentemente abituatasi a lottare per le posizioni che contano. A Montreal si coccolano invece Ignacio Piatti, altro funambolo offensivo che passò anche da Lecce, con risultati tutt'altro che eclatanti. Tra i talenti da segnalare, sicuramente una menzione la merita Nicolas Mezquida, attaccante uruguagio di 23 anni che fino a qualche anno fa sembrava un predestinato. Oggi è un giocatore maturo e completo, a tratti forse discontinuo, ma che incarna in pieno lo spirito con cui ci si deve approcciare ad un calcio innovativo come quello americano. Perchè la MLS, nonostante i cliché tipicamente europei, è un campionato in ascesa. Per svernare in pensione, rivolgersi altrove.

Andrea Bracco

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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