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Kerlon finisce a fare la "Foquinha" a Miami
Scritto il 2015-03-14 da Franco Spicciariello su Calciomercato

La carriera di un calciatore passa spesso per misteriosi meandri. Ma certo quando un calciatore brasiliano cresciuto nel Cruzeiro e finito all'Inter, si ritrova a giocare prima nella terza serie giapponese e poi nella quarta americana, all'età di 27 anni, allora qualcosa di strano c'è.

Il giocatore in questione è Kerlon, in arte "Foquinha" (derivato dal suo fare la "foca" col pallone in campo, comportamento che gli è valso spesso falli durissimi), presentato ieri ufficialmente dal Miami Dade FC, squadra che disputa la National Adult League (NAL) - di cui è campione in carica - quarta divisione del calcio statunitense al pari della USL Premier Development League, e come essa partecipante alla US Open Cup.

Vera e propria “meteora” sbarcata in Italia nel 2008  all'Inter, preso da Marco Branca su indicazione di Mino Raiola. Kerlon il soprannome "Foquinha" se lo era guadagnato qualche anno prima, ai Mondiali Under 17 in Venezuela, quando con la maglia del Brasile, si incollò spesso la palla sulla testa scappando via agli avversari. In quella competizione Kerlon, trquartista, segnò 8 reti, attirando l'attenzione degli scout di Manchester United e Lione. Qualche infortunio ne frena subito la carriera al Cruzeiro, ma Raiola è il numero uno degli agenti e lo vende bene all'Inter che decide di investirci, nonostante un lungo stop per la ricostruzione dei legamenti crociati. A causa del limite agli extracomunitari viene tesserato momentaneamente dal Chievo, dove Iachini e Di Carlo lo mandano in campo solo 4 volte. L'anno successivo i nerazzurri lo spediscono all'Ajax, ma s'infortuna di nuovo al ginocchio sinistro. Nel 2010 il ritorno ad Appiano Gentile e un altro brutto infortunio lo costringe all'ennesimo intervento chirurgico.

Nel gennaio 2011 torna in Brasile, al Paranà e poi al Nacional di Minas Gerais, mentre in estate termina il suo contratto con l'Inter. Anche in patria non torna ad essere profeta, ed allora ci prova in Giappone, al Fujieda, terza divisione, dove almeno rivede un po' il campo (14 match in 18 mesi), segna (6 gol) e fa segnare, con qualche flash del passato, seppur certo in un campionato di basso livello. Lascia il Giappone a gennaio 2014, e dopo un periodo di stop eccolo alle Barbados, col Weymouth Wales, nemmeno club top di quella Premier Division.

L'estate scorsa si era allenato con gli Atlanta Silverbacks della North American Soccer League (Division II): "Ho sempre avuto il sogno di giocare negli Stati Uniti, in MLS o nella NASL", e ora quel sogno si realizza, anche se in Division IV. Ma magari a colpi di Foquinha - e insieme al 26enne romano Riccardo Pierantonio, difensore centrale - trascinerà il Miami Dade fino alla finale di US Open Cup e poi David Beckham lo chiamera per il suo Miami in MLS (se e mai ci arriverà).

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