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Sciopero rientrato. Domani parte la MLS a caccia del boom (Gazzetta dello Sport)
Scritto il 2015-03-06 da Massimo Lopes Pegna su MLS

Lo sciopero sarebbe stato un colpo basso per la Major League Soccer, che da vent’anni sta cercando di inculcare il calcio a chi lo considerava lo sport degli emigranti. Una trattativa iniziata allo scadere del contratto collettivo lo scorso 31 gennaio e protrattasi con successo fino alla tarda serata di mercoledì. L’ultima dead line per evitare lo slittamento della prima giornata e danni ingenti alla popolarità di un campionato in crescita.

SHOW AL VIA

Così, ora, lo show può cominciare con i piatti forti che la Lega da settimane sta spacciando come succulenti manicaretti. Stasera si apre con i campioni in carica dei Los Angeles Galaxy contro i Chicago Fire. E fra sabato e domenica sono previste le altre gare fra cui spicca la sfida fra le due debuttanti: Orlando City vs. New York City. Insomma, Kakà contro David Villa, in attesa dell’arrivo a luglio di Frank Lampard, e come spera qualcuno, anche di Xavi: le nuove stelle di un firmamento in forte espansione. Ci sarà l’esaurito, più di 60 mila spettatori. Non giocare avrebbe fatto infuriare le tv che hanno appena siglato un accordo di otto anni - faraonico per gli standard del pallone negli Usa – da 90 milioni di dollari a stagione. Per l’Europa, notizia di ieri, i diritti sono stati acquisiti da Eurosport.

ACCORDO IN EXTREMIS

Ma c’è mancato davvero poco che tutto andasse in fumo. Perché il sindacato giocatori si è presentato a Washington pronto a vendere cara la pelle sul tema della Free-Agency, insomma lo svincolo. Un argomento che la Mls ha sempre rispedito al mittente. Non stavolta, perché di fronte alla reale possibilità del primo sciopero, su qualcosa ha ceduto. Adesso un calciatore che abbia compiuto i 28 anni e con almeno otto stagioni di militanza nella Lega (non molti) potrà aver diritto, alla fine del contratto, di scegliere il proprio destino. Sembra preistoria per il nostro football che deve ringraziare la sentenza Bosman. Fino a oggi un giocatore tesserato dalla MLS rimaneva vincolato alla Lega anche dopo la scadenza  dell’accordo. Il suo nome rimesso nel calderone del draft a disposizione di una nuova squadra, senza possibilità di decidere dove andare e costretto a rifirmare per la cifra del vecchio contratto. Unica forma di libertà era quella di accasarsi all’estero, ma in caso di rientro negli Usa il cartellino tornava di proprietà dell’ultima società. Una sorta di «schiavismo» non prevista da nessuna delle altre leghe professionistiche Usa. Mlb (baseball), Nfl (football), Nba (basket) e Nhl (hockey) hanno tutte da tempo conquistato nel corso degli anni, a suon di scioperi, il diritto alla free-agency. È solo un primo passo verso un diritto sacrosanto che la MLS giudica, però, pericoloso per la sua esistenza. Il sindacato ha ottenuto anche di aumentare il minimo salariale da 36.500 dollari lordi a 60 mila. Cifre che stridono con gli stipendi milionari delle stelle appena arrivate dall’estero. Un gap che potrebbe produrre presto ulteriori problemi.

Al via 20 squadre. Subito al 1° turno il derby canadese

Al via della Mls 2015 ci sono 20 squadre, divise in due Conference, la Eastern (Chicago, Columbus, D.C. United, Montreal, New England, NY City, NY Red Bulls, Orlando, Philadelphia, Toronto) e la Western (Colorado, Dallas, Houston, LA Galaxy, Portland, Salt Lake, San Josè, Seattle, Kansas City, Vancouver).

LA FORMULA

La regular season promuove ai playoff le prime 6 squadre (12 in totale). Ogni Conference esprimerà una finalista.

PRIMA GIORNATA.

Domani: Los Angeles Galaxy-Chicago (ore 4); D.C. United-Montreal Impact (21); Philadelphia-Colorado (22); Vancouver-Toronto FC (24).
Domenica: Houston-Columbus (2.30); Dallas-San Josè (2,30); Portland Timbers-Real Salt Lake (4,30); Orlando City-NY City (22); Sporting Kansas City-NY Red Bulls (24). Lunedì: Seattle Sounders-N.E. Revolution (2,30).
Fonte: Massimo Lopes Pegna - Gazzetta dello Sport

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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