SPORT
MLS 2015 al via domani. Trovato l'accordo
Scritto il 2015-03-05 da Franco Spicciariello su MLS

La notizia è arrivata ieri notte verso l'1.30, quando il portiere del Real Salt Lake Nick Rimando ha detto ad uno dei giornalisti appostati su K-Street a Washington, sede dei negoziati, "The deal is done".

Major League Soccer (MLS) e Major League Soccer Players Union hanno infatti raggiunto l'accordo di principio sui termini del nuovo contratto collettivo (CBA) dei calciatori MLS - il precedente era scaduto lo scorso 31 gennaio - che durerà sino al termine della stagione 2019.

Non è stato un accordo facile, arrivato solo al termine di trattative estenuanti e dopo un voto unanime dei rappresentati delle squadre MLS in favore di uno sciopero, col necessario supporto del Federal Mediation and Conciliation Service Deputy Director of Mediation Services and Field Operations Scot Beckenbaugh e del mediatore Peter Donatello.

Entusiasta il commissioner della MLS, Don Garber. “Possiamo avviare la nostra 20° stagione alla grande, grazie alle nuove partnership televisive, nuove stelle, due expansion team a New York City e Orlando che esordiranno davanti a 60mila persone al Citrus Bowl. Questo accordo ci darà una piattaforma per aiutarci a rendere la Major League Soccer una delle leghe di maggior successo al mondo”.

Nonostante l'entusasmo di Garber, non tutto però è andato così liscio. Vasto è infatti il malcontento tra i giocatori a causa dei contenuti dell'accordo (via Paul Tenorio, Orlando Sentinel):

  • Lo svincolo sarà concesso a fine contratto ai soli giocatori di almeno 28 anni e con alle spalle almeno 8 anni
  • In ogni caso, il free agent che cambia squadra in MLS non potrà ottenere un aumento superiore ad una cifra tra il 15% e il 25% sulla base dell'ultimo ingaggio.
  • L'ingaggio minimo dei calciatori viene alzato da $36.500 a $60.000 annui, con aumenti previsti per ogni anno.

I proprietari hanno vinto

La MLS ottiene essenzialmente ciò che voleva, e cioè un sistema che le permetta di contenere i costi per altri cinque anni. Il nuovo sistema di free agency infatti, modificherà ben poco l'attuale situazione. I piccoli aumenti previsti infatti, impediranno ai club di fare delle aste per i free agent.

Nessuna modifica è stata poi discussa sul sistema di entrata in MLS, che sia dall'estero (ad esempio per i designated players, o su complesse regole quali discovery claims, allocation orders, diritti, ecc.) o dal college (rimangono sia il SuperDraft che il modello Homegrown per i ragazzi cresciuti nelle Academy).

Ancor più importante, la MLS ha ottenuto di evitare ciò di cui aveva paura davvero: uno sciopero, che sarebbe stato una mossa deflagrante in termini d'immagini. Si pensi alle dirette televisive che saltano o ai 60mila di Orlando delusi dal non poter andare allo stadio per vedere il debutto di Kakà. Il rischio era quello di una "botta" al calcio negli USA che si sarebbe sentita per anni. Basti pensare che la NHL non si è ancora davvero ripresa dalla chiusura di qualche anno fa e persino la Major League Baseball (MLB) ne ha subito le conseguenze nefaste per anni.

La trattativa

I rappresentati della MLS hanno insistito in ogni dove che il tema free agency fosse incompatibile col modello single-entity su cui è strutturata la lega, e su cui gli attuali investitori hanno puntato i loro soldi, considerato che garantisce un equilibrio finanziario notevole. Non per niente il proprietario del Real Salt Lake, Dell Loy Hansen (nella foto sotto), era arrivato a dichiarare che la richiesta del sindacato sullo svincolo fosse "una conversazione destinata a non andare da nessuna parte", beccandosi anche una multa da $150mila, la più alta mai comminata dalla MLS.

Secondo quanto fuoriuscito dalle trattative, la proposta originale della MLS era un ok alla free agency per i giocatori di 32 anni con 10 anni nello stesso team MLS. Un sistema che si sarebbe potuto applicare ad oggi al solo Brad Davis, ala della Houston Dynamo! (nella foto sotto). Passo successivo è stato il 28/8, che certamente è almeno una crepa nel granitico sistema MLS anti free agency, che rende la lega più simile a quelle degli altri sport USA, rispetto alle quali però la differenza sui salari resta enorme. Inoltre, tra 5 anni il punto di partenza delle negoziazioni sarà ben diverso da oggi.

Cos'hanno ottenuto i giocatori

Il sindacato è stato bravo ad usare contro Garber la sua frase sulla MLS che deve diventare la "lega di scelta" dei giocatori. Sono così riusciti ad ottenere quello spazio di movimento, almeno per quei giocatori che hanno dedicato la loro carriera alla MLS. Un qualcosa che ricorda molto la Jugoslavia anni '80, che permetteva l'espatrio dei propri calciatori migliori solo dopo i 28 anni. Un ulteriore tassello sull'accusa di "socialismo" che molti osservatori USA fanno alla MLS.

La crescita degli ingaggi sarà minima, ma almeno a guadagnarci di più saranno proprio i calciatori che ad oggi prendono meno. L'ingaggio minimo è stato infatti portato a $60.000 l'anno. Poca roba, se confrontato al salario minimo da $507.000 della MLB o da $435.000 della NFL, ma almeno è un salto in avanti da $36.500 attuali, e ancor di più dai $975 al mese che alcuni giocatori guadagnavano a seguito del contratto collettivo 2004.

Importante poi il successo d'immagine dei calciatori, che spesso dalla pubblica opinione ricevono accuse di vario genere. In questo caso sono invece a far trasparire come i proprietari MLS abbiano una doppia faccia, piangendo miseria da un lato per poi gettare milioni su Designated Players spesso non all'altezza.

Le polemiche

Secondo quanto riporta Ives Galarcep di Goal.com, i rappresentanti di sette squadre hanno votato contro l'accordo finale, mentre SI.com - citando un giocatore presente al tavolo - dice che i calciatori solo 24h prima avevano votato 18-1 (mancava il rappresentante di Montreal, impegnata nei quarti di CCL) in favore di uno sciopero, per poi vederesi accettare un accordo al ribasso. “Non solo questo accordo distruggge il futuro dei giocatori americani, ma aiuta a malapena quelli che già oggi sono in MLS". Saranno infatti ben pochi a poter usufruire della regola 28/8 che consentirà la free agency, ad oggi solo il 13% (29) di quelli in rosa secondo Soccer America.

Ciò che pereoccupa è il tetto di età, considerando che un Homegrown cresciuto nel settore giovanile e magari contrattualizzato a 18 anni dovrà aspettare 10 anni prima di essere "libero".

Il problema, secondo alcuni, è che non scioperando il sindacato a deposto la sua arma più forte, e a questo punto sarà da vedere se la prossima volta potrà sventolarla ancora in maniera credibile. Ciò che però che da molti non è consierato è che i giocatori sono in questo caos il lato debole, visto che per molti in sciopero sarebbe un problema addirittura arrivare a fine mese. Una situazione non destinata a cambiare del tutto nemmeno tra cinque anni.

Si parte

Comunque l'accordo alla fine è stato trovato e la stagione numero 20 della Major League Soccer prenderà il via domani, venerdì 6 marzo, col match tra i campioni in carica LA Galaxy e il Chicago Fire (si gioca alle 4 del mattino italiane). Gli altri 18 club saranno invece in campo i 7 e l'8 marzo, con una super “MLS Soccer Sunday” che vedrà l'Orlando City SC e il New York City FC darsi battaglia davanti a 60.000 fans al Citrus Bowl (diretta dalle 22 su Eurosport), lo Sporting Kansas City ospitare i New York Red Bulls (alla mezzanotte italiana) e i Seattle Sounders FC dare il benvenuto ai finalist 2014 del New England Revolution (alle 2:30 del mattino in Italia).

Alcune partite andranno anche in diretta in Italia su Eurosport (canale 212 di Sky, 384 su LCN pacchetto Mediaset Premium):

  • sabato 7 marzo: 04,00, Los Angeles Galaxy - Chicago Fire
  • sabato 7 marzo: 21, DC United - Montréal Impact. Eurosport
  • domenica 8 marzo: 22, Orlando City - New York City FC.
  • domenica 8 marzo: a mezzanotte, Sporting Kansas City - New York Red Bulls
Articoli Correlati
L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

Calcio - Socceritalia

Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

Calcio - Socceritalia

Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

Calcio - Comunicablog

SOCCERITALIA
SPORT