Gotta a Panorama: "Il calcio negli USA stavolta ce la farà"
Scritto il 2015-01-21 da Amerindo Gazzini su MLS

Su Panorama, Dario Pelizzari ha intervistato Roberto Gotta, giornalista di Sky che ben conosce gli sport americani. Gotta fornisce così un quadro che ben spiega la scelta di Giovinco.

"[...] quella corrisposta a Giovinco è una cifra molto alta anche per la MLS. Ma il giocatore è nel pieno della sua carriera, ecco perché hanno deciso di pagarlo così tanto. In questo momento negli Stati Uniti si parla più di lui che di Kakà, che invece ha deciso di giocare nella MLS quando il meglio l'aveva già dato altrove. Dove nascono ingaggi così ricchi? Possono permettersi di pagare stipendi così alti grazie alla tv, che elargisce montagne di quattrini.  [...] ".

La Serie A in calo

"Dietro al suo trasferimento, ci sono [...] anche elementi non calcistici [...] per un atleta europeo lo sport americano è una vera e propria rivelazione. Perché negli Stati Uniti si vive meglio. Certo, la logisitica è massacrante, ma questo vale soprattutto per i giocatori di pallacanestro. Da quelle parti è diverso l'approccio: ti lasciano in pace, non devi guardarti le spalle per strada, se sbagli un rigore non ti tagliano le ruote della macchina e gli ultras non ti chiedono un colloquio chirificatore se le cose non vanno bene. Insomma, tutto un altro modo di intendere lo sport e i suoi protagonisti".

MLS e soldi

"Gli stipendi dei calciatori della Major League Soccer sono assicurati dalla Lega, che coordina tutto nei minimi dettagli e definisce le regole d'ingaggio anche per chi gestisce le squadre. Sì, perché nella Mls non esistono quelli che da noi vengono chiamati proprietari. Sono più degli investitori, che decidono di aderire alle proposte della Lega e accettano di seguire procedure molto severe in tema di bilancio. E' un controllo centralizzato. Le decisioni importanti vengono prese dai vertici della Lega, non dai boss delle società. Nel caso di Giovinco poi, a Toronto c'è una grande comunità di italiani, che certo non vedono l'ora di seguire le partite del fenomeno di casa con la maglia della loro squadra del cuore. E' un ambiente ideale per un giocatore come lui, ancora nel pieno della carriera, al contrario di molti altri giocatori che sono arrivati negli States dopo aver superato i trenta".

Non è più una retirement league

"E' proprio così, le cose stanno cambiando. Dico di più, un ragazzo europeo potrebbe già pensare di giocare a pallone negli States prima ancora di provare ad trovare spazio nel calcio professionistico italiano. Perché negli Usa le opportunità per fare strada sono tante. Qualche giorno fa ho raccolto l'esperienza di un giovane di casa nostra che ha deciso di andare da quelle parti per studiare e giocare a calcio. Grazie alle sue qualità da calciatore, ha vinto una borsa di studio per frequentare un college prestigioso. Se non dovesse riuscire a diventare un professionista potrebbe comunque trovare il modo di sfruttare il suo titolo di studio. E' una carriera che una volta non esisteva e che oggi merita di essere considerata. Considerando come vanno le cose nel nostro Paese e come è probabile che possano andare nei prossimi anni, c'è da andare di corsa in un posto del genere".

Il boom del calcio

"I segnali sono chiari. Nel 2006 fui costretto a seguire la partita della Champions League tra Juventus e Arsenal al ristorante della Espn a New York, vicino a Times Square. Non c'erano altre possibilità, o la vedevo lì, oppure nulla, difficile trovarla altrove. Ora se sei in una qualunque stanza d'albergo made in Usa nel fine settimana, accendi la tv e puoi vedere le partite della Premier League e della Liga spagnola. Negli ultimi anni, moltissimi canali nazionali hanno deciso di trasmettere il calcio europeo e non solo. Ecco cosa è cambiato. Una rivoluzione epocale. L'anno scorso ho visto nel Bronx un autista di autobus con la sciarpa del Manchester United. Non sarebbe mai successo nel 1994 e nemmeno nel 2004. Oggi moltissimi americani sanno chi è Pirlo. Chi l'avrebbe mai detto? Fino a pochissimo tempo fa la popolarità del Superbowl non aveva rivali, era l'evento in assoluto più seguito negli Usa. Eppure, ormai da qualche tempo la finale della Champions League sta crescendo in modo esponenziale. Tutti elementi che mi portano a pensare che sì, questa volta andrà diversamente".

La MLS come la NFL e la MLB

"[...] In Serie A [...] ci sono al massimo 4 squadre che possono vincere lo scudetto, eppure gli appassionati sono sempre tantissimi. Invero, negli Stati Uniti, i tifosi di tutte le squadre professionistiche sanno che mantenendo la calma presto o tardi capiterà a loro di fare festa. Perché tutte le società partono da una base di partenza, anche economica, molto simile [...]".

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