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Perché Giovinco ha fatto bene. Risposta al Corriere della Sera
Scritto il 2015-01-20 da Franco Spicciariello su MLS

Sul Corriere della Sera di oggi il bravo Tommaso Pellizzari scrive una "Lettera aperta a Giovinco" che se ne va a giocare a Toronto, dove guadagnerà 6 milioni l’anno per 5 anni. E giocherà sempre. Ma è un errore, secondo lui. Mentre secondo noi è Pellizzari che sbaglia (in buona fede) a causa della scarsa conoscenza della destinazione di Giovinco, in termini di città, ambiente sportivo e campionato.

Per capire gli errori di Pellizzari, abbiamo deciso di analizzare punto per punto la lettera.

Caro Sebastian Giovinco,
a quanto pare il 26 gennaio lei festeggerà il suo 28esimo compleanno spegnendo 6 milioni di candeline, collocate su una torta piuttosto grande. D’altra parte, oltre che un compleanno, c’è un record da festeggiare: il suo ingaggio al Toronto Fc da 6 milioni di euro l’anno fa di lei il secondo calciatore italiano più pagato al mondo, dopo De Rossi e davanti a Balotelli, Totti, Buffon e Pirlo.

Primo spunto: gli ultimi tre IMHO hanno un ingaggio meritatissimo ma: De Rossi ha ottenuto un ingaggio monstre solo grazie al fatto che si è ritrovato il contratto in scadenza all'arrivo alla AS Roma della proprietà americana, che certo non poteva permettersi di lasciarselo sfuggire a zero, e ora lo strapaga. Balotelli deve ringraziare Mino Raiola, genio del male degli agenti, che facendogli cambiare squadra ogni volta gli fa ottenere un aumento. Lo stesso Pirlo, genio del calcio invece, i soldi li merita tutti ogni giorno, ma quel contratto lo ha potuto avere in Italia solo perché passato alla Juventus a zero.

Complimenti, ovviamente. Ma, se lo lasci dire da uno che pensa che da tempo lei avrebbe dovuto andarsene all’estero: lei ha scelto l’estero sbagliato. Per opposte ragioni, la sua tecnica e il suo fisico sarebbero stati perfetti per il campionato inglese e per quello spagnolo. Nel primo sarebbe stato immarcabile, nel secondo un maestro del tocco e del palleggio nel Paese che negli ultimi anni ne ha fatto più che un’arte una ragione di esistenza.

Analisi tecnica impeccabile. Sicuramente la MLS non è paragonabile tecnicamente a Premier League, Liga, Bundesliga e Serie A.

Avrebbe dovuto andarsene un anno, due anni fa, quando era ormai chiaro che la panchina della Juve non sarebbe stato un episodio e non per cattiveria dei suoi allenatori. È anzi noto che Antonio Conte è uno dei suoi più grandi estimatori, in Italia, eppure neanche con lui lei giocava molto: per la semplice ragione che il calcio italiano, con i suoi spazi stretti e il suo cinismo tattico, finisce per trasformare in limiti i vantaggi che la sua struttura fisica le offre. È quello che è successo all’ex interista Coutinho, il calciatore che forse le somiglia di più in assoluto: inconsistente in Italia, buono in Spagna, ottimo nel Liverpool. E non è solo una questione di maturità raggiunta.

Perfetto.

Ora, dal Canada, le arriva la classica offerta che non si può rifiutare. O almeno, è molto facile dire da qui che si potrebbe (o addirittura dovrebbe) rifiutare, se non si vuole ridurre una carriera a una mera questione di soldi. Bisognerebbe trovarsi al suo posto, per dirlo.

Stupisce da un giornalista dell'esperienza di Pellizzari leggere una frase del genere. I calciatori di oggi (e anche di ieri, da quando c'è la Bosman almeno) sono professionisti come tutti noi, e cosa dovrebbero fare? E poi con Giovinco mica parliamo di Totti o Maldini che lasciano AS Roma e Milan! Il suo contratto con la Juventus da €2,2 milioni netti scade a giugno, e non gli sono arrivate già lo scorso anno grandi offerte di rinnovo. L'altro aspetto - e qui bravo l'agente - è che da ora in poi chiunque voglia Giovinco dovrà pagarlo così. Jermain Defoe, 32 anni, lo scorso anno è andato a Toronto ed è durato poco (causa anche esonero dell'allenatore che lo aveva voluto). Il TFC gli aveva dato un mega contratto, che ora il Sunderland gli ha confermato e prolungato. Bravo l'agente di Giovinco quindi.

Resta però un dubbio: vale la pena, a 28 anni, di lasciare il continente del calcio che conta? Non è un po’ presto per accettare un contratto da fine carriera, con tutto il rispetto per il calcio di Stati Uniti e Canada?

Qui arriva l'errore. La MLS non è la NASL degli anni '70, che arruolava (tranne Giorgio Chinaglia e forse Franz Beckenbauer, che aveva vinto il Pallone d'Oro solo 6 mesi prima di andare in America, oppure i giovani Peter Bearsdley e Trevor Francis) solo vecchie glorie. Da dieci anni è un campionato in continua crescita, come dimostrano anche i numeri. Dal 1999 al 2010 il numero dei calciatori è raddoppiato, e tra i giovani tra i 12 e i 24 anni il calcio è il secondo sport preferito dopo il football americano della NFL. E la MLS? Nel 2000 c'erano 10 squadre. Oggi sono 20. Nel 2020 saranno 24, sparse su tutti gli USA. Per l'ingresso nella lega, nel 2004 il Toronto pagò $10 milioni, negli ultimi due NYCFC, Atlanta e LAFC han pagato $100 milioni ognuna, a testimonianza di un valore in crescita esponenziale. Gli stadi: nel 2000 c'era un solo stadio per il calcio a Columbus, oggi sono 13, più Washington in arrivo e Seattle che è da football ma sempre pieno. La media spettatori è salita da 13,756 nel 2000 a 19,151 nel 2014 (+50%!). In Italia abbiamo uno stadio di proprietà, uno in arrivo (Udine) e una media in triste calo da anni... In sintesi Giovinco è la punta dell'iceberg di un movimento in cerca di tecnica. Ovvio però che portare grandi giocatori lontano dal cuore dell?Europa li si debba pagare qualcosa in più. Ma si ricordi che la Juventus Giovinco lo ha pagato €11 milioni al Parma e 4,4 milioni lordi annui. Che differenza c'è sui 5 anni con €6 milioni del TFC?

Soprattutto, non è una sconfitta, a parte il fatto che di sicuro là sarà titolare fisso? Per carità, ci sono sconfitte più disonorevoli e soprattutto meno remunerate. Però quella sensazione resta.

Può essere considerata una sconfitta diventare una stella in Nordamerica, a quelle cifre e con la capacità di essere al picco di un movimento? Aggiungiamo che forse il surreale spazio dato ad un Alex Del Piero ormai ex calciatore in campionati come quello australiano (e ok, ma in una squadra pessima come il Sydney FC) e ancor di più in campionato di pochi mesi di ultraquarantenni come quello indiano, possa aver fatto pensare a un Giovnico (ma presto altri ne seguiranno) che forse si ottiene più visibilità andando fuori, specie se si è ancora un giocatore di alto livello.

Insieme a un’altra: quella secondo la quale - esattamente come per Alessandro Diamanti, tornato dalla Cina a Firenze - la rivedremo qui più presto di quanto pensa. Scommettiamo che il calcio vero le mancherà più di quel che lei adesso immagina? Questo, quindi, non è un addio, ma un arrivederci. In Inghilterra e Spagna, però. Non in Italia, mi raccomando.

Appare inadeguato comparare il calcio cinese, privo di una Nazionale nemmeno decente, di giocatori all'estero validi, di un campionato che sia possibile definire tale, e comunque in un paese con una cultura molto lontana dalla nostra cui difficilmente i nostri giocatori si possono adeguare. Non escludo che Giovinco possa tornare in prestito tra gennaio e marzo prossimi (difficile, a meno che non gli si prefiguri la partecipazione agli Europei), ma non ci sarebbe nulla di strano. Più strano è che i nostri club non mandino negli USA i giovani (che non fanno giocare) per magari formarli anche culturalmente (che aiuta sempre) e valorizzarli su un palcoscenico che comunque avrebbe ritorno.

Intanto, un grande in bocca al lupo da

Tommaso Pellizzari (cui consigliamo la lettura di questo articolo di risposta a Repubblica) e da SoccerItalia.it

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