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Breitner: Klinsmann ha cambiato la Germania. Bundesliga e Bayern sono il top
Scritto il 2015-01-17 da SoccerItalia su Nazionale USA

Paul Breitner, il maoista capellone dal carattere scorbutico - grande "nemico" di Franz Beckenbauer - che negli anni '70 in campo esprimeva tutta la sua potenza prima sulla fascia sinistra e poi in mezzo al campo con le maglie di Bayern Monaco, Real Madrid e Nazionale della Germania Ovest, è oggi un dirigente ultrasessantenne che porta in giro per il mondo la sua enorme esperienza calcistica e il suo carisma al servizio del Bayern, di cui è ambasciatore in giro per il mondo.

Un lavoro che in questi giorni lo ha portato alla NSCAA Convention di Philadelphia, il meeting nazionale degli allenatori universitari e non solo. Non una prima per Breitner, che per l'occasione ha rilasciato un'interessantissima intervista a Jonathan Tannewald di Philly.com, in cui spazia dalla Premier alla Bundesliga, sino all'opera di Klinsmann con la Nazionale USA. Ecco gli spunti principali:

Questa è la mia seconda convention. La prima fu a Washington nel 1989, quando venni per parlare della mia carriera internazionale. Oggi invece sono molto felice di poter parlare di cosa stiamo facendo nella nostra academy, di come istruiamo i nostri ragazzi, come li trattiamo, e di quale sia il segreto del successo del Bayern Monaco.

Bundesliga, Liga e Premier League

[...] Penso che oggi possiamo comparare la qualità solo con la Liga spagnola. Le squadre della Premier League hanno smesso di imparare e di svilupparsi cinque o sei anni fa. Hanno pensato fosse abbastanza comprare, anno dopo anno, quattro o cinque stelle, grandi giocatori, per vincere tutto. per dominare in Champions League. E hanno sbagliato. 

Il sistema di gioco che usano in Premier League, specialmente i primi quattro o cinque club, appartiene al passato. Non è abbastanza veloce, è troppo statico. Per fare un paragone, è lo stesso stile - possesso palla - che abbiamo iniziato a giocare con Louis Van Gaal [che ha allenato il Bayern dal 2009 al 2011]. Questa è la mia impressione ogni volta che guardo la Premier League. La Bundesliga, per me, insieme alla Primera Division, è la lega migliore. Non solo per il Baarcellona e il Real Madrid che giocano ai massimi livello, ma ci sono altre cinque o sei squadre che giocano uno splendido calcio.

Società di proprietà dei tifosi. Niente oligarchi o emiri. Biglietti a basso prezzo.

Ci siamo guadaganati così il rispetto dei tifosi di Spagna, Inghilterra e Italia. Siamo l'unica lega sana. Il 95% delle nostre società guadagna, e non solo per un anno.  L'esempio migliore è il Bayern Monaco [...] che ha fatto profitti negli ultimi 23 anni. Ci siamo guadagnati i soldi che abbiamo dovuto spendere per acquistare Franck Ribéry e tutti gli altri giocatori.

E abbiamo nuovi stadi perfetti per dare ai tifosi quel tipo di lusso che ci si aspetta nei nostri tempi quando vai a vedere la partita. In Inghilterra devi pagare tre volte il prezzo che paghi in Germania per un biglietto. [...] Ma c'è un altro numero importante per noi e per il futuro della Bundesliga. Il 41% dei nostri tifosi sugli spalti sono donne. E i nostri stadi sono esauriti tutte le partite. 41%! Vuol dire che portano i figli. Per questo penso che abbiamo un futuro dorato davanti.

L'Allianz Arena

Il rapporto coi tifosi e con la comunità locale.

Tutti in Germania hanno interesse a mantenere questa forma che vede il 50% più uno di proprietà dei tifosi. Il Bayern Monaco è di proprietà di 250mila persone. E questo è il sistema che piace ai tedeschi, che si sentono membri di un club. Non abbiamo bisogno di oligarchi. Nessuno li vuole. Non c'è alcuna necessità che un oligarca o la famiglia di uno sceicco di Abu Dhabi, porti i soldi in un club. Non ne abbiamo bisogno. Come detto, se vogliamo comprare un giocatore, ci siamo guadagnati i soldi. Non abbiamo bisogno di una banca, di un oligarca, né di nessun altro.

[Chiaro il riferimento alle proprietà di club quali Chelsea, Manchester City o, quando parla di banche, al Real Madrid e al Barcellona]

La nuova era del calcio tedesco e del Bayern. E il Barcellona che gioca solo per divertimento

Lo stile delle squadre dominanti non è cambiato. Almeno non molto. Siamo in una situazione in cui la Nazionale tedesca, il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund, hanno migliorato il gioco del Barcellona. Cinque anni fa con Louis van Gaal al bayern Monaco abbiamo iniziato acambiare il nostro gioco compeltamente. Lui ha portato il possesso palla al bayern, ma in posizioni fisse, statiche. E' stato Jupp Heynckes ad iniziare a muovere le posizioni dei giocatori. E adesso abbiamo fatto il terzo passo con Pep Guardiola, giocando in questo moldo ad alta velocità. Ora giochiamo lo stesso calcio che il Barcellona giocava sino a tre anni fa, ma con una differenza decisiva. Negli ultimi due o tre anni il Barcellona ha giocato solo per divertimento. Per esibizione, per dimostrare il proprio livello, senza pensare a cosa stava giocando per. Non stavano gioando per vincere. Abbiamo migliorato lo stile del BArcellona con un centravanti, con Robert Lewandoski e altri, lì a segnare.

Robben e Lewandoski

Com'è cambiata la Nazionale tedesca

La Nazionale ha adottato il gioco che Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno inizato a mettere in pratica due o tre anni fa. Tra gli 11 titolare della finale dei Mondiali 2014 avevamo 7 giocatori del Bayern Monaco e due del Borussia Dortmund. Ogni Nazionale è forte quanto sono forti i club del campionato. Il Bayern Monaco sta dominando il calcio europeo insieme al Real Madrid. Il Borussia Dortmund è in seconda fascia insieme a Barcellona, Chelsea e Man City. Joachim Löw ha solo douvto accettare il modo in cui Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno iniziato a giocare con successo. Come avete visto nella finale di Champions League 2013 a Londra, una delle più belle partite che abbia mai visto.

L'influenza di Jurgen Klinsmann sul calcio tedesco nel 2006.

Jurgen Klinsmann ha fatto un lavoro decisivo insieme a Joachim Löw, il suo assistente all'epoca, per il futuro e per il successo della Nazionale tedesca. Perché? Abbiamo iniziato nel 1990, quando abbiamo vinto i Mondiali, a pensare di essere i migliori. A pensare solo all'allenamento, dimenticando la tecnica. E non guardavamo all'estero, a come giocavano in Spagna, Italia o Inghilterra. la nostra Nazionale e la Bundesliga giocavano un calcio orribile, specie dal 1998 al 2004. A quel punto Joachim Löw e Jurgen Klinsmann hanno aprlato coi responsabili della DFB [la federazione]: "Hey, stiamo andando nella direzione sbagliata. Dobbiamo fermarci e osservare.Cos'hanno sviluppato spagnoli, ingleesi e francesi negli ultimi due anni? Giocano un calcio completamente diverso". Noi giocavamo ancora col libero e la maractura a uomo all'inizio degli anni 2000! Jurgen sapeva che la gente era stufa di vedere quel brutto calcio, così ha convnito tutti.

Klinsmann e Löw hanno inziatoa d implementare le pratiche degli alti, a cambiare la formazione dei nostri ragazzi, dei giovani calciatori. Jurgen lo ha sempre detto: "Abbiamo bisogno di sei/otto anni per tornare ad alti livelli". Abbiamo iniziato a cambiare nel 2004, e dopo sei anni, nel 2010, avevamo un'ottima squadra in Sudafrica. Anche nel 2006, ma quelle del 2010 e 2014 avevano più esperienza.

Klinsmann e Low

Klinsmann e la sua vision per la Nazionale degli Stati Uniti. Molti sono gli scettici.

La nostra impressione in Germania è che stia facendo un buon lavoro qui. quello che potrebbe fare, secondo me, è convincere la gente negli USA che il calcio non ha nulla a che fare col football americano, il basket, l'hockey su ghiaccio e il baseball. Deve convincere le persone che i giocatori di calcio non sono solo atleti. Se devo leggere Alexi Lalas dire che i calciatori americani debbono prendere idee e attitudine dagli altri sport, penso sia una pazzia. I calciatori sono un kisto di altri sport - nuoto, tennis - e l'arte. 

Klinsmann deve convincere la gente che i giovani calciatori non devono essere guidati ogni secondo, ogni minuto in cui toccano la palla. Il calcio non va a comando come il football americano. Per questo non hai bisogno dell'attitudine dei giocatori di football o baseball. Mi spiace dirlo.  E dovete accettare che si deve formare la squadra individualmente, dimenticarsi di comandare ordinare. Date loro la libertà, una posizione, un'area per produrre idee, delle responsabilità. Quando ti difendi devi essere responsabile. Devi impararlo, capirlo. La differenza con gli sport americani che il calcio è dominato dlalo spirito libero, dalle intuizioni, dalle idee. Sono quelle a fare la differenza. Ho parlato con molti allenatori qui, e ho detto loro: lasciateli produrre idee, lasciateli muovere, lasciate loro prendersi responsabilità, e avrette giocatori migliori.

Klinsmann è convinto che molti giocatori americani non siano abbastanza motivato.

Non sono in grado di rispondere. Fino ad oggi pensavo ci fosse un parallelo in termini di metalità tra USA e Germania negli sport. Noi in Germania, e penso anche in America, si fa sport per vincere. Vincere è il divertimento. E i ragazzi debbono imparare a vincere in quattro o cinque anni [di formazione].

Di conseguenza, se Jurgen ha l'impressione che non diano quello che potrebbe essere il loro massimo, forse è perché sa che alcuni di loro non hanno altre possibilità che giocare qui, e dicono "Ok, va bene così, mi diverto". Ma non voglio parlare di questo, non sarebbe giusto.

Klinsmann è uno convinto di avere sempre ragione.

Se non la pensasse così non sarebbe il CT della Nazionale. Sono sicuro che se non avesse giocato da attaccante non avrebbe quella mentalità, la stessa di un portiere: la squadra dipende più da te che da chiunque altro. Quindi senti di più le responsabilità. La mentalità dell'attaccante di successo deve essere [...] “Ok, questa è la mia partita, e il mio obiettivo è segnare, segnare, segnare”. Se uno dice "[....] basta che vinca la squadra", allora è meglio che cambi posizione.

E' importante insegnare ai giocatori che prima giocano per sé stessi e poi per la squadra. Tutti cercano di vincere per sé stess. Tutti. Facciamo sport in gruppo, ma non è la squadra a vincere. Il calciatore esperto vuole vincere, vulle diventare campione del mondo, campione americano, per sé stesso. Lavora, si allena, combatte negli anni per i risultati. La stella non è la squadta. io sono la stella, voglio vincere. Insieme ai miei colleghi, ma voglio segnare

Fonte: Jonathan Tannewald - Philly.com

Paul Breitner quando militava nel Bayern Monaco

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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