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Mondiale per Club: Cruz Azul spazzato via dal Real Madrid
Scritto il 2014-12-17 da Franco Spicciariello su Concacaf

Ancelotti conquista la finale del Mondiale per Club e allunga la striscia positiva: coi messicani a segno Sergio Ramos, Benzema, Bale e Isco

«Le altre sono buone squadre, Il Madrid è una “maquina”» ha detto lunedì notte Fabio Capello in spagnolo alla radio onda Cero. La definizione pratica del termine abusato nella declamazione calcistica del castigliano è arrivata ieri sera a Marrakech, nella semifinale del Mundialito tra Madrid e Cruz Azul. Per il Real un primo gol su calcio piazzato al quarto d’ora, il secondo al 36’ a spegnere le interessanti velleità avversarie, poco dopo un rigore parato da Casillas, mazzata psicologica per l’avversario. Quindi la stilettata al 5’ della ripresa: contropiede, 30 e adios. Poi è finita 40, e allora ecco anche la definizione numerica di «maquina»: una squadra che arriva a 21 vittorie di fila (record mondiale a 24, del Curitiba brasiliano), con un score di 79-10. Una squadra che nel 2014 ha fatto 176 gol e vinto 50 volte, strappando ieri sera due record al Barça di Guardiola che nel 2012 era arrivato a 175 e 49.

QUALCHE PENA A LA GOLEADA Come già venerdì con l’Almeria il Madrid ha sofferto più di quanto non dica il risultato (in Liga fu 41) ma ha ottenuto ciò che voleva: la qualificazione per la finale di sabato contro la vincente di San Lorenzo vs Auckland City, in programma stasera sempre qui a Marrakech, con incredibile prova di tenuta del prato del Grand Stade, pestato da 3 gare in 24 ore dopo il polemico forfait per allagamento dello stadio di Rabat. Per il Madrid un altro bel passo verso la gran chiusura di questo 2014 mirabilis, Ancelotti a fine gara l’ha definito «indimenticabile», e la conquista dell’unico trofeo che ancora manca alla bacheca della Casa Blanca. Troppo talento in ogni reparto per non poter sopperire a un normale appannamento fisico.

ENCOMIABILE CRUZ AZUL Mettetevi nei panni del Cruz Azul: 13° in Liga, già campione uscente della Champions Concacaf, appena una vittoria nelle ultime 7. Punti tutto su questa partita, vetrina con vista sul mondo. Ti trovi in un stadio «blanco» come la neve dell’Atlas che incornicia spettacolarmente Marrakech, col pienone di marocchini invasi dal fanatismo madridista allo stadio già 3 ore prima della partita e un incitamento che nemmeno al Bernabeu: cori per tutti gli uomini di Ancelotti, calore autentico e incondizionato. La giochi bene, non sbrachi quando prendi gol subito, ci provi con qualità, palleggi e intensità. Però sprechi le tue opportunità e finisci con lo scontrarti contro un muro. E lasci agli almaracconterà tutta la storia di questa serata.

RIGORE SBAGLIATO Perché dopo l’1-0 di Ramos, testa su punizione perfetta di Kroos (uscita a vuoto del portiere Corona, 51° gol di Sergio col Madrid, 10° assist del tedesco in questa stagione), il Cruz Azul ha messo in difficoltà gli spagnoli. Soprattutto con la vivacità dell’ecuadoriano Rojas sulla destra. Ramos ha salvato la baracca tuffandosi su un tiro di Rojas e poco dopo Carvajal con una cavalcata perfetta ha servito a Benzema il 2-0 (rete numero 125 in maglia bianca per il francese, 13° nella classifica del club). I messicani hanno rialzato la testa e si sono visti omaggiare di un rigore molto dubbio (Ramos su Pavone), ma il capitano Torrado si è fatto incantare da Casillas che non ha parato un rigore per 45 mesi e ne ha presi 2 in 4 giorni. Ad inizio ripresa Ronaldo (11 assist stagionali) ha servito a Bale il 3-0 a porta vuota e per dare l’idea della serataccia messicana appena entrato Barrera ha colpito il palo. Quindi Isco ha messo a sedere un paio di avversari prima di segnare il 4-0. A fine partita hanno chiesto ad Ancelotti come si fa ad allenare uno squadrone così: «E’ molto facile – ha detto sincero Carlo –. Questi ragazzi sono incredibilmente seri e ambiziosi, è la rosa più facile da allenare che ho mai avuto». Perché questo Madrid non è una buona squadra, è una «maquina».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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Dopo le indiscrezioni degli scorso giorni, è arrivato l’annuncio ufficiale: Walter Sabatini, da tempo accostato al Bologna e già da qualche giorno operativo, sarà il nuovo direttore tecnico del club rossoblù. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale che delinea il perimetro del lavoro di Sabatini come “responsabile della supervisione e del coordinamento delle operazioni calcistiche” sia del Bologna che del Montreal Impact. La presentazione è stata indetta per la giornata di oggi alle 14. Sabatini, 64 anni, aveva lasciato il 20 aprile l’incarico di responsabile dell’area tecnica della Sampdoria dopo meno di un anno di lavoro a Genova. Avviata la carriera dirigenziale nel 1992 alla Lazio, dove era responsabile del settore giovanile, ha poi lavorato alla Triestina, all’Arezzo, a Perugia, di nuovo alla Lazio dal 2004 al 2008, poi al Palermo e dal 2011 al 2016 alla AS Roma, prima di un’esperienza di dieci mesi con Suning, con un ruolo simile a quello di adesso a Bologna, come coordinatore dell’area tecnica di Inter e Jiangsu Suning. Nel corso degli anni, Sabatini ha scoperto e valorizzato talenti quali Aleksandar Kolarov, il portiere uruguayano Fernando Muslera, il terzino svizzero Stephan Lichtsteiner, gli argentini Javier Pastore, Erik Lamela e il difensore brasiliano Marquinhos, scoperto all'età di 18 anni, oltre a molti altri. In Canada trova un Montreal Impact che ha avuto un buon inizio, secondo nella Eastern Conference, nonostante un avvio pesante fatto di 9 trasferte nei primi 10 match, e l'assenza prolungata per infortunio del talentuoso argentino Ignacio Piatti - ex Lecce e stella della squadra quebçois. In rossoblù verrà affiancato dal ds Bigon e da Marco Di Vaio (ex attaccante a Montreal), nello staff capeggiato dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, a riporto del presidente Joey Saputo. A Montreal invece troverà una squadra allenata dall'ex Lione e Aston Villa il francese Rémi Garde, mentre a livello dirigenziale dfovrà attivarsi insieme al nuovo CEO Kevin Gilmore per mettere insieme una dirigenza adeguata per portare l'Impact a vincere la MLS Cup portata in Canada per la prima volta nel 2017 dagli storici rivali del Toronto FC. Walter Sabatini nommé coordonnateur technique des départements sportifs du @BfcOfficialPage et de l'Impact.Détails ????#IMFC #WeAreOne https://t.co/kmJudb7Fzf— Impact de Montréal (@impactmontreal) June 17, 2019

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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