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MLS, lo State of the League 2014 del Commissioner Don Garber
Scritto il 2014-12-03 da Franco Spicciariello su MLS

Il commissioner della MLS, Don Garber, ha presentato ieri l'annuale State of the League in quel di New York, in un format diverso dal solito però, con suoi interventi e una tavola rotonda con dei giornalisti, a differenza del classico "comizio".

I principali punti dell'intervento di Don Garber, visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=-fPq2KfzhaQ

@thesoccerdon - il suo nickname su Twitter - ha innanzitutto presentato l'MLS Best XI votato da dirigenti, giocatori e media. Un undici privo di terzini e carico di difensori centrali, registi e cannonieri.

P Bill Hamid, D.C. United (USA)
D Chad Marshall, Seattle Sounders (USA); Bobby Boswell, D.C. United (USA); Omar Gonzalez, Los Angeles Galaxy (USA)
C Lee Nguyen, New England Revolution (USA), Diego Valeri, Portland Timbers (Argentina) Landon Donovan, Los Angeles Galaxy (USA), Thierry Henry, New York Red Bulls (Francia)
A Robbie Keane, Los Angeles Galaxy (Irlanda), Obafemi Martins, Seattle Sounders (Nigeria), Bradley Wright-Phillips, New York Red Bulls (Inghilterra)

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Rinnovo contratto collettivo giocatori. La MLS sta attualmente portando avanti le negoziazioni con la MLS Players Association. L'attuale accordo scade il 31 gennaio, e anche se dovvessero esserci problemi, il camp della Nazionale è assicurato. Nella pratica la lega ha sino a marzo, all'inizio del campionato, per risolvere la questione, come già avvenuto nel 2010.

Il procedimento è alle fasi iniziali. Stiamo cercando di comprendere le nostre priorità. Avremo un'altro meeting a dicembre, e a quel punto avvieremo le negoziazioni sulle rispettive priorità. Ma sono sicuro troveremo una soluzione valida per la lega e per i giocatori. Vedo una dinamica positiva. Uno sciopero? In questo momento nessuno ci sta pensando, come nessuno ha tutte le risposte. I giocatori devono però capire come siamo organizzati, ma stiamo entrando in una nuova era. Ciò che è importante per tutti che lo stato attuale della Major League Soccer sia migliore oggi rispetto a 20 o a 10 anni fa".

Forse proprio l'avvicinarsi delle negoziazioni ha però portato Garber a dire che dal punto di vista finanziaro le franchigie al momento perdono complessivamente oltre $100 milioni annui a causa delle spese per giocatori, stadi [ma sono investimenti, Ndr], e infrastrutture della lega. ''Posso dire con certezza che i nostri azionisti non si aspettavano di doversi trovare ad investire ancora a questo livello, ma è lo stato attuale del business di oggi", ha spiegato separatamente Garber all'Associated Press.

Garber covered a range of topics during a ''State of the League'' event Tuesday and later expanded when talking with the AP. The labor contract with players expires at the end of Jan. 31 and the sides needed assistance from the Federal Mediation and Conciliation Service in 2010, when they reached an agreement five days before the season opener.

Garber was optimistic a deal will be reached before would be reached before the 2015 season is scheduled to start in early March.

''You go into these discussions with an open mind and a desire to reach an agreement, and be as open as can, and be as transparent as can be,'' Garber said.

Espansione e stadi. Garber ha spiegato come sia possibile che una decisione possa arrivare in sei mesi. A quel punto la MLS dovrebbe identidicare i mercati pronti. Andare oltre i 24 teams previsti? "Non ho una risposta E' questo rende chiaro quanto non siamo ancora un business maturo, una lega matura".

Al riguardo, la franchigia di Miami di David Beckham, pur essendo già stata annunciata, è a rischio se non dovesse risolvere la questione stadio. “We love Miami,” ha detto Garber. “Ci sono già stati problemi con gli sport professionistici lì, e quindi sono in molti a questionare se Miami possa supportare un team MLS. Credo sia possibile, ma solo col giusto stadio. Se non abbiamo lo stadio giusto a MIami non adremo, come non andremo in nessuna città in cui non ci sia il giusto piano per uno stadio. Fino a che non ci sarà un piano finalizzato per un nuovo impianto non possiamo prendere impegni per Miami. Conosciamo quella città, e se non giochi al centro di tutto succede a livello culturale, non ce la puoi fare ad avere successo. Non possiamo rischiare dopo il fallimento passato. Eravamo nel posto sbagliato [al Lockhart Stadium di Ft. Lauderdale, Ndr] e abbiamo dovuto chiudere il team!”".

E allora perché la MLS ha approvato l'ingresso nella lega del NYCFC, che giocherà allo Yankee Stadium, e di un secondo club a L.A., che non ha ancora un piano?

Crediamo di avere una soluzione per lo stadio a L.A. e siamo fiduciosi di poter risolvere la situazione”. All'epoca in cui il NYCFC fu ammesso “eravamo convinti di avere un accordo per un'area. E' saltato. Questa non è una scienza esatta. Non ci sono situazioni in cui puoi guardare e dire 'La decisione che hai preso deve diventare un precedente'. Avremo uno stadio a New York City, hanno preso un impegno. Una soluzione temporanea allo Yankee Stadium va bene. Penso abbiamo venduto già 20.000 abbonamenti, che è più di quanto la magggior parte dei team abbia fatto [Greg Lalas, Editor in Chief di , è poi intervenuto a correggere il dato: sono 11.000].

Garber poi rimane speranzoso che DC United e New England Revolution - come NY - possano presto trovare una soluzione per lo stadio. ''Quello che vogliamo è creare nel Northeast una rivalità simile a quella così importante nel Northwest".

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Il futuro dei NY Red Bulls. Dopo un incontro avuto al quartier generale della Red Bull in Austria col proprietario, Dieter Mateschitz, Garber ha ribadito l'impegno della società austriaca, nonostante i report che vorrebbero un disimpegno. "I Red Bulls sono 'committed' alla Major League Soccer. Non capisco da dove siano uscite certe cose. Parliamo della franchigia che ha speso più di tutti sino ad ora. Hanno costruito uno stadio, il più costoso della MLS, interamente finanziato privatamente. Operano in un mercato dove i costi di marketing e personale sono più alti che altrove, e hanno investito in percentuale più di chiunque altro nella Major League Soccer. Il punto è che si parla di un qualcuno [Mateschitz] che non viene regolarmente alle partite. Beh, fa lo stesso con la Formula 1 o con gli sport estremi che la Red Bull gestisce. Abbiamo molti proprietari che non vanno a tutti i match di NFL, NBA o Major League Baseball, ma il punto è che questa storia del disimpegno è sbagliata".

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Playoff. Commentando sull'espansione a 12 posti dei playoff anticipata dai media, Garber conferma il piano, che dovrebbe essere deciso dal Board of Governors nel meeting di sabato a Los Angeles.

Il pensiero dietro questa scelta è orientato alla crescita a 24 suqadte prevista entro il 2020. "Invece che cambiare continuamente, abbiamo deciso di cambiare il sistema subito e tenerlo in piedi finché avremo 24 squadre. E' una percentuale di qualificate simile a quella di NBA e NHL, che è intorno al 50%. Alcuni dei nostri tifosi non apprezzano [in quanto la regular season perderebbe ancor più di senso, Ndr], ma non si può dire che i playoff di quest'anno non siano stati eccitanti”.

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Calendario invernale. Inutile aspettarsi un passaggio ad un calendario di stile europeo, tipo Agosto-Maggio, almeno per un bel po'.

Il problema del clima per noi è insormontabile fin quando non costruiremo stadi indoor e riscaldati. E' una realtà sfortunata che dobbiamo gestire”, facendo riferimento al freddo che già c'è uin questi giorni negli USA, e al gelo ed alla neve di gennaio e febbraio.

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Regole MLS e trasparenza. Il meccanismo di acquisizione dei giocatori continua creare confusione tra i tifosi, come anche l'indisponibilità di informazioni finanziarie. “Comprendiamo come non le regole non siano facili come dovrebbero" ha spiegato Garber, facendo riferimento al surreale sistema che ha portato Jermaine Jones al New England. Ma "non c'era altro modo di gestire la cosa, sulla base delle regole che abbiamo. Ma il pubblico non comprende le nostre regole, e spesso nemmeno i media” [il riferimento è al sistema di single entity su cui è basata la MLS, che impedisce di fatto una reale concorrenza tra franchigie, Ndr].

La trasparenza è per noi una priorità per il 2015, e cominceremo dal rendere noto l'ordine di priorità che porta i giocatori a sbarcare nella lega. posso solo impegnarmi a rendere più trasparente la MLS di quanto sia oggi”.

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“Decision Day”. La MLS punta a mettere insieme una giornata, l'ultima della regular season, in cui far giocare tutte le squadre in contemporanea, sul modello della Premier League. Se i fusi orari dovessero creare problemi, si accorperanno i match di Conference. La MLS sta anche lavorando su una certa flessibilità di calendario per i match di fine stagione. In pratica la lega vorrebbe aiutare le TV a scegliere di trasmettere i match più importanti scegliendoli man mano.

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Promozioni e retrocessioni. "Non posso dire che non accadrà mai, perché mai è un tempo molto lungo, e non so cosa accadrà quando mi cacceranno via di qui. Ma non succederà a breve”.

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Top players. Garber è convinto che molti giocatori stiano arrivando in MLS quando sono ancora al top, e in qualche modo ha attaccato di nuovo il CT USA Jürgen Klinsmann, che ha dichiarato di aver visto in calo i vari Clint Dempsey e Michael Bradley a causa del loro ritorno in MLS. "Non penso che Clint sia tornato perché non ce la poteva fare in Europa. Voleva invece fare della MLS la sua scelta".

Un altro giocatore top in MLS è sicuramente Erick “Cubo” Torres, il cui status lo vede senza club dopo la chiusura del Chivas USA. “Cubo ha giocato alla grane in campionato e merita di essere in un club di livello in posizione da poter trascinare quel club. Per questo lo abbiamo tenuto dal processo di dispersal draft che ha assegnato alcuni ex giocatori del Chivas USA”.

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La questione canadese. Con tre team con base in Canada, Garber ha enfatizzato la necessità della crescita della Nazionale canadese. "Non penso che avremo raggiunto l'obiettivo fin quando il Canada non tornerà a qualificarsi per i Mondiali. Se non ce l'avrà fatta per quando lascerò questo posto, sarà per me un grande rimpianto”.

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Settori giovanili. Garber ha spiegato che la MLS sta mettendo notevole enfasi sullo sviluppo dei settori giovanili, puntando a farne crescere il livello, e cercando di avere sempre più giovani che poi sbarchino in prima squadra. "Dobbiamo essere in grado di avere le migliori academies del mondo. E' solo questione di risorse e allenamento".

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Gli addii di Donovan ed Henry. La lega sta pianificando un evento speciale per onorare Landon Donovan in occasione del MLS draft del prossimo 15 gennaio a Philadelphia.garber comunque non è preoccupato,, visti anche gli arrivi di Kakà, Frank lampard e David Villa per la prossima stagione. ''Non ci basiamo solo su uno o due giocatori. Questa non è più 'la lega in cui gioca David Beckham'. E' oggi il campionato in cui gioca Obafemi Martins, in cui c'è Bradley Wright-Phillips o DeAndre Yedlin [ancora per poco, NdR]. E' in coso una dinamica che porta sempre più giocatori a diventare stelle della MLS".

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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