SPORT
San Jose, l'Avaya Stadium sarà il primo interamente cloud-based
Scritto il 2014-11-24 da Franco Spicciariello su MLS

I San Jose Earthquakes hanno trovato un accordo per la cessione dei naming rights del nuovo stadio con una delle più importanti società di tecnologia, anche se non della Silicon Valley, Avaya, che darà quindi il proprio nome all'impianto che aprirà nella prossima stagione.

L'Avaya Stadium sta sorgendo vicino al San Jose International Airport e sarà inaugurato a marzo 2015, e la compagnia pagherà una cifra di $20 milioni in 10 anni, oltre a fornire tutta la tecnologia che renderà lo stadio il più avanzato della Major League Soccer.

Il nuovo stadio dei Quakes è attualment nelle fasi finali, pur avendo subito notevoli aumenti di costo a causa degli investimenti extra (tabelloni top, pannelli solari, e altri particolari) passando dai $60 originali a circa $100 milioni, con gli extra costi finanziati dal proprietario, Lew Wolff, titolare anche del Oakland A's.

L'accordo con Avaya è il terzo per cifre di tutta la MLS, su base annuale, addirittura superiore a quello dell' O.Co Coliseum degli Oakland Raiders, allo stesso livello di quanto l'AT&T dà ai San Francisco Giants, e di poco inferiore all'investimento della SAP sui San Jose Sharks. Lontana invece la cifra pagata dalla Levi's per il nuovo stadio dei San Francisco 49ers: $220 milioni. Ma è la NFL, appunto.

Secondo il presidente del club di San Jose, Dave Kaval, circa 50 società erano interessate a sponsorizzare lo stadio.

Oltre ai soldi, Avaya fornira la tecnologia di cui è capace, rendendo lo stadio dei Quakes il primo interamente appoggiato a sistemi cloud, con la possibilità per i tifosi di navigare durante i match e di usare app realizzate ad hoc per utilizzare servizi dello stadio.  "Volevamo uno stadio hi-tech. E la cosa bella è che la tecnologia evolverà costantemente".

Lo stadio avrà 18.000 posti, e sarà completato a fine dicembre. Presenterà il più grande bar all'aperto di tutto il Nordamerica, tabelloni digitali enormi, e suite a livello campo.

Avaya Inc. è una società di sistemi di comunicazione con sede centrale a Basking Ridge, New Jersey, specializzata in tecnologia per la telefonia, call center e data networking. Avaya ha oltre 14.000 impiegati globalmente. E' poco conosciuta al pubblico in quanto vende non ai consumatori ma alle aziende.

"Per noi è un modo di diventare una parte importante della comunità", ha dichiarato Joe Manuele, VP per i cloud services di Avaya. "Per noi è anche uno showcase, potremo mettere in mostra la nostra tecnologia per i clienti".

La maggior parte dei team MLS ha ormai accordi per i naming rights, tutti in unr ange tra 1 e 2 milioni l'anno. Sino ad oggi il più importante è quello dei Los Angeles Galaxy, che incassano $7 milioni l'anno per lo StubHub Center, mentre il Toronto FC ha un accordo con Bank of Montreal (BMO Field il nome dello stadio) a $2.4 milioni, secondo lo Sports Business Journal.

I $100 milioni spesi per lo stadio opongono il nuovo impianto al settimo posto tra quelli in MLS, anche se alcuni di quelli costati di più presentavano anche una serie di campi da calcio supplementari a contornare lo stadio.

I soldi extra garantiti dal nuovo stadio, che i club possono gestire liberamente (i diritti TV invece vanno alla MLS quale entità) consentiranno agli Earthquakes di investire per migliorare una squadra che ha chiuso l'ultima stagione all'ultimo posto, affiancando magari Designated Player di livello all'unica stella del club, Chris Wondolowski, MLS MVP 2012.

Articoli Correlati
La MLS 2019 è arrivata alla metà della Regular Season, ma guarda già al futuro. Dalla prossima stagione, le franchigie che partecipano al campionato passeranno da 24 a 26, con il debutto dell’Inter Miami di David Beckham e del Nashville SC, poi dal 2021 il numero dovrebbe salire fino a 27 (con l’ingresso di un club di Austin, Texas). L’obiettivo per i prossimi anni è arrivare a 30 squadre iscritte, ma il commissioner Don Garber ha spiegato che l’espansione potrebbe andare oltre i confini degli Stati Uniti. «Solo pochi anni fa», ha spiegato Garber, «la comunità calcistica internazionale riconosceva a stento l’esistenza della Mls. Ora portiamo 22mila persone allo stadio in media per ogni partita, l’ultima nuovo stadio, il Providence Park di Portland, è un fantastico esempio di ciò che la MLS può offrire. Il nostro viaggio continuerà, e dobbiamo essere pronti a cambiare per restare competitivi nel calcio professionistico. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere più stretto il rapporto con la Liga MX, il campionato professionistico del Messico. Se fossimo in grado di creare un torneo che metta insieme le due leghe, una sorta di versione nordamericana della Premier League su scala continentale, sarebbe davvero bello». Al di là degli aspetti politici della possibile fusione (quale sarebbe l’eventuale posizione di Trump su questo campionato transnazionale?), l’idea di alimentare il legame tra MLS e lega messicana è già in stadio avanzato: pochi giorni fa, è stata annunciata la creazione della Leagues Cup, una nuova competizione che (a luglio) metterà di fronte quattro squadre della MLS e altrettante della Liga MX in un tabellone tennistico a eliminazione diretta. La prima edizione è stata concepita ad invito, dall’anno prossimo l’accesso sarà stabilito attraverso criteri di merito sportivo. La Leagues Cup è un’evoluzione di un’altra manifestazione che si tiene annualmente, la Campeones Cup, che vede affrontarsi nel mese di settembre i campioni della precedente stagione della Major League Soccer e il vincitore del Campeón de Campeones della Liga MX. Da non dimenticare poi la SuperLiga, torneo andato avanti dal 2007 al 2011 e poi cancellato. In passato, c’è stato un ulteriore - fallimentare - esperimento : il Chivas di Guadalajara aveva iscritto alla MLS il Chivas Usa, “succursale” statunitense del club, con sede a Los Angeles. La squadra si sciolse nel 2014, dopo 10 anni di attività nella MLS e pessimi risultati in campo e sugli spalti.

Calcio - Socceritalia

Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense. Secondo i dati pubblicati dalla associazione dei giocatori della MLS, l’ingaggio base del bomber svedese dei Los Angeles Galaxy è pari a circa 6,3 milioni di euro, ovverosia 7,2 milioni di dollari senza altri bonus. Sul podio sale l’ex Roma Michael Bradley, oggi ai Toronto Fc, con uno stipendio base di 5,3 milioni di euro (6 milioni di dollari) che sale a 5,7 milioni di euro (6,5 miloni di dollari) grazie ai bonus garantiti (se ad esempio ha un bonus di 10mila euro alla firma, questo, nel calcolo, viene spalmato sugli anni di contratto). Soldi garantiti dalla stessa MLS, visto che i contratti in questione sono firmati con la Lega e non direttamente con le squadre come avviene in Europa. Tanto che sul terzino gradino del podio c’è Giovani dos Santos, attualmente svincolato dopo l’addio ai LA Galaxy, ma con uno stipendio garantito dalla MLS per 5,7 milioni di euro (6,5 milioni di dollari). Nelle prime cinque posizioi anche Jozy Altidore (Toronto Fc, 5,6 milioni di euro) e Carlos Vela (LAFC, 5,5 milioni di euro). Completano la top 10 Bastian Schweinsteiger (Chicago Fire, 4,9 milioni di euro), Alejandro Pozuelo Merelo (Toronto Fc, 3,3 milioni), Wayne Rooney (DC United, 3,1 milioni), Josef Martinez (Atlanta United, 2,7 milioni) e Nani (Orlando City, 2,1 milioni). Dopo l’addio di Sebastian Giovinco, l’unico italiano nella MLS è ora Vito Mannone: l’ex portiere di Atalanta e Arsenal è infatti in prestito al Minnesota dal Reading, con uno stipendio garantito di circa 525mila euro. Lo stipendio medio per i giocatori non designati è salito a 345.867 dollari nel 2019, in crescita del 13,3% rispetto al 2018 e del 150% rispetto al 2014. Right place. Right time. @Ibra_official scores goal No. 1 for the season ???? pic.twitter.com/QE3KYjs7pf— ESPN FC (@ESPNFC) March 3, 2019 Fonte: Calcio & Finanza

Calcio - Socceritalia

Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

Calcio - Comunicablog

SOCCERITALIA
SPORT