SPORT
Matteo Ferrari, addio amaro al Montreal Impact: "Ma continuerò a giocare"
Scritto il 2014-11-02 da SoccerItalia su Calciomercato

Con molta classe Matteo Ferrari ha detto arrivederci ai tifosi dell’Impact, e si sottolinea con classe, perché lo scarno comunicato stampa del club non fa certo onore ai tre anni che il difensore italiano ha passato a Montreal.

Ferrari ha preso l’iniziativa personale di convocare i media locali per esprimere il suo stato d’animo in seguito alla decisione del club di non esercitare l’opzione che il giocatore aveva per la stagione 2015, ma ci sarebbe magari voluto un po’ più di tatto per questo annuncio che ha scatenato i tifosi su Twitter, che si sono dimostrati nettamente in disaccordo con questa mossa del direttore del personale tecnico (nonché allenatore), Frank Klopas.

Addio. “Ho chiesto molte volte un incontro col club, e mi hanno detto che non sapevano come sarebbe stata la prossima stagione". Venerdì Klopas ha incontrato Ferrari per informarlo che il club ha deciso di lasciarlo andare. "Non ho controllato l'orologio, ma non credo sia durata più di 10 minuti". E amaramente ha sottolineato il fatto che forse avrebbe meritato un addio migliore.

Storia. “Sono qui dall'inizio. Tre anni sono tanti. Mi sento parte di questa squadra e di aver fatto un po' di storia, anche se tra alti e bassi. Il mio non è un addio facile. Non posso colpevolizzare Klopas, anche perché già tre mesi fa avevo  espresso i miei dubbi. A 35 anni non posso aspettare troppo che il club cresca. Durante la stagione mi ero informato e avevo chiesto di andare in una squadra che lottava per i playoff, ma l'allenatore non mi ha lasciato andare".

Scelta strana quella di Klopas, visto che avrebbe potuto con la cessione di Ferari avviare il rinnovamento ottenendo qualcuno in cambio, oltretutto per un giocatore cui non è stato rinnovato il contratto citando proprio problemi di salary cap.

Leadership. "Problemi di leadership? Non credo. Ho visto grande attaccamento ed esempio da parte dei più anziani della squadra. Non credo sia stata la causa principale del tracollo. Abbiamo iniziato male, e cambiare tanti giocatori a stagione iniziata non è servito. Non hanno coperto i buchi che si erano creati in offseason".

Va detto che durante la conferenza stampa Ferrari ha sottolineato una difficoltà: "Nel calcio o giochi per vincere o per evitare la retrocessione. In MLS invece succede che ti ritrovi a giocare sei mesi per il nulla", mettendo in risalto uno dei problemi principali della lega nordamericana, che non presenta un sistema di promozioni e retrocessioni.

Futuro. "Fisicamente penso di poter giocare ancora. Non so cosa sarà domani e non ho fretta. Se ci sarà una bella situazione con una squadra che lotta per vincere sarà bello farne parte, ma non posso entrare in un progetto di lungo termine, vista la mia età. Ma Montreal rimarrà nel mio cuore. Ho tanti amici qui e spero di essere sempre il benvenuto".

Di fatto, si mette praticamente la parola fine a quell’accento italiano che la squadra aveva preso sin dal suo debutto in MLS e che aveva dato buoni risultati soprattutto nella prima parte dello scorso campionato, sotto la guida di Marco Schallibaum.

Durante questi 3 anni si sono avvicendati tra gli altri: Corradi, Pisanu, Paponi lo stesso Ferrari e naturalmente Alessandro Nesta e Marco Di Vaio. La prossima stagione dovrebbe essere schierato a centrocampo Marco Donadel che si sta allenando a Bologna, ma di certo con questi presupposti i tifosi si aspettano anni di vacche magre e la fiducia nei mezzi della squadra di ben figurare nei quarti di Champions League a febbraio è praticamente ridotta i minimi termini. Ci vorrà una campagna acquisti per lo meno sontuosa per cercare di rimediare al pessimismo che pervade l’ambiente. Anche se l'impegno del proprietario Joey Saputo col Bologna potrebbe lasciare pensare che il Montreal Impact stia diventano secondario nelle strategie.

Si ringrazia Gianni Cristiano e suo blog CalcioMLSMontreal.com

Articoli Correlati
Direttamente dall’Argentina arriva un’indiscrezione di mercato sul futuro di Mauro Icardi. Secondo l’agenzia di stampa Telam, David Beckham avrebbe contattato l’attaccante argentino per un trasferimento nella sua nuova squadra, l’Inter Miami, che entrerà a far parte ufficialmente della MLS nella stagione 2020. Un’operazione che si preannuncia piuttosto complicata, anche perché la volontà di Icardi ad oggi è quella di non lasciare l’Italia. La società della Florida, che per un incredibile scherzo del destino ha “Inter” nel nome,vuole costruire un 11 pieno di stelle in vista dell’anno prossimo. Oltre a Icardi, infatti, pare che i calciatori puntati siano l'attaccante uruguayano del Barcellona Luis Suarez, il colombiano del Bayern Monaco James Rodriguez ed il terzino ecuadoregno del Manchester United Antonio Valencia. Icardi, 26 anni, è stato all'Inter dal 2013 ed è stato capitano della squadra, ma è stato messo sul mercato quest'estate dopo una deludente stagione e un cambio di allenatore. Antonio Conte non ama troppo Icardi, che è appaiato a Christian Vieri cal numero 8 nella classifica dei marcatori di tutti i tempi dell'Inter con 123 gol. Icardi è stato spogliato della fascia da capitano a febbraio, dopo che la moglie, la modella argentina Wanda Nara (che è anche la sua manager) ha rilasciato diversi commenti sulle relazioni del giocatore con compagni e società. Nara ha apertamente discusso i colloqui di contratto del marito in uno show televisivo, cosa che ha irritato molto l'Inter, che peraltro ha recentemente citato in giudizio l'Inter Miami per questioni relative ai marchi. Per quanto riguarda Luis Suarez, secondo Radio Catalunya, l'Inter Miami avrebbe offerto un quadriennale. Suarez, 33 anni nel 2020, è uno dei marcatori più prolifici al mondo con oltre 400 gol tra club e nazionale. Ha vinto la Scarpa d'Oro due volte, nel 2013-14 e 2015-16, ed è stato capocannoniere della Premier League mentre giocava per il Liverpool.  

Calciomercato - Socceritalia

L'esperienza dell'attaccante della Nazionale USA, nato in Alabama ma di origini islandesi (ha anche giocato un match con l'U21), Aron Johannsson, con la maglia del Werder Briema non è stata delle migliori sin dall'inizio, motivo per il cui il giocatore si starebbe guardando intorno. "E 'stato l'anno più difficile della mia carriera fino ad ora, molto difficile con molte esperienze spiacevoli", aveva dichiarato poco tempo fa. Secondo la ESPN, Johannsson potrebbe lasciare il club della Bundesliga già in estate, se le cose non dovessero cambiare. L'ex AZ è infatti sceso in campo solo 8 volte da inizio stagione, anche a causa del tempo di recupero necessario per un infortunio subito in estate, stando anche spesso in Islanda lontano quindi dal Werder, e rimanendo fuori negli ultimi quattro match consecutivi (tre vittorie per i biancoverdi) . Lunedì l'allenatore del Werder Alexander Nouri ha dichiarato che Johannsson “deve lavorare per avere un'altra chance" nelle prossime settimane, fondamentali per il team in lotta per non retrocedere. Sbarcato in Germania nel 2015 con un quadriennale, Johannsson è rimasto spesso fuori per infortunio, con la prima stagione al Werder chiusa con sole 6 partite giocate. In totale sono quindi 14 le sue apparizioni a Brema, con tre gol. Una discontinuità che ad oggi gli è anche costata il posto con la Nazionale USA dopo le 19 partite giocate nell'era di Jurgen Klinsmann CT.

Calciomercato - Socceritalia

I Los Angeles Galaxy vogliono Zlatan Ibrahimović, e per convincerlo a trasferirsi negli USA sono pronti a ricoprirlo di dollari. Per lui infatti sarebbe pronta un'offerta da €17 milioni (quasi tre volte l'attuale stipendio di Kakà), che lo renderebbe il calciatore più pagato di sempre della storia della MLS. La notizia è emersa a seguito di un'intervista rilasciata dall'ex GM dei Galaxy e oggi giornalista, Alexi Lalas, che ricordiamo 25 anni fa con la maglia del Padova. Lalas, parlando a BBC Radio 5 Live, ha riportato di trattative in corso da lungo tempo tra Ibra e i LA Galaxy, che avrebbero pronti "un certo numero di incentivi" per convincere Zlatan a trasferirsi negli Usa: "Credo che abbiano una possibilità. E se sarà quest'estate, o forse fra un anno, penso che comunque accadrà". Un'ipotesi cui crede anche l'ex attaccante della Scozia, Charlie Nicholas: "Andando via adesso lascerebbe alla grande, potendo dire: 'Mi avete messo in dubbio, ma ho fatto il mio in Inghilterra. Ora posso andare in America ed essere il nuovo Beckham, l'immagine della MLS". Ibra, ha aggiunto Nicholas, "potrebbe giocare lì ancora tre anni, e questo è probabilmente ciò che ha in mente". Ibrahimović , centravanti di 35 anni ma ancora in grande forma (già 26 i gol totali in questa stagione), permetterebbe di certo ai LA Galaxy di fare un salto enorme in termini sia tecnici che di marketing, in particolare dopo che al termine dell'ultima stagione sono terminati i contratti con Robbie Keane e Steven Gerrard. Due partenze che, insieme a quella di Bruce Arena per la panchina della Nazionale USA, sostituito da Curt Onalfo, hanno spinto LA verso un inusuale anonimato in MLS, almeno sulla carta. "È una buona opportunità per lui di entrare in questo mercato e introdurre quel brand 'Zlatan' che molte persone al di fuori del calcio non conoscono", ha aggiunto Lalas. Il contratto dello svedese da £11 milioni con i Red Devils scade a giugno 2017 (lo United fa solo contratti annuali ai giocatori ultratrentenni, anche se Ibra un'opzione per il prossimo), e la stella svedese sarebbe pronta a fare l'ennesimo salto di carriera grazie agli uffici di Mino Raiola, che da quasi 15 anni lo rappresenta permettendogli di guadagnare cifre sempre crescenti. Hollywood, welcome to Zlatan?

Calciomercato - Socceritalia

SOCCERITALIA
SPORT