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Federico e Gonzalo Higuain, fratelli diversi ma non troppo
Scritto il 2014-11-02 da Franco Spicciariello su MLS

Sabato sono forse per la prima volta andati in gol nello stesso giorno, seppur con risultati assai diversi. Mentre infatti il gol di Gonzalo Higuaín contro la AS Roma sembra aver dato il via alla riscossa del Napoli, quello di Gonzalo contro il New England Revolution difficilmente basterà al Columbus Crew per superare la semifinale di Eastern Conference dopo la sconfitta casalinga per 2-4.

Situazioni diverse, come peraltro molto diverse sono le vite dei fratelli Higuain, che certo non riescono spesso a sedersi intorno ad un tavolo come fanno molte famiglie, essendo separati da un oceano ormai da molto tempo. Diverse ovviamente anche le carriere.

Uno, Gonzalo Higuaín, è una stella della Nazionale argentina e del Napoli, come prima lo era al Real Madrid. E' uno dei nomi più famosi del calcio mondiale, e da anni gioca a livelli top, fino a sfiorare la vittoria ai Mondiali la scorsa estate. L'altro è Federico Higuaín, trequartista o attaccante nella piccola Columbus, Ohio, in MLS. Non è una stella come il fratello, e di certo nessuno ha mai confuso lo "hard working team" di Columbus con le Merengues o con gli azzurri di Napoli. Ma in questi tre anni in Ohio Federico si è messo in mostra come uno dei migliori giocatori della MLS, vincendo il premio di MLS’ newcomer of the year al suo arrivo, e trascinando quest'anno Columbus ai playoff.

I due Higuain sono cresciuti insieme nel River Plate, ma al momento del debutto di Gonzalo nel maggio 2005, Federico – di tre anni più grande e di qualche centimetro più basso - poco dopo ha iniziato a girovagare. L'anno successivo si sono ritrovati da avversari con Federico autore di un gol col Nueva Chicago nella vittoria per 2-1 al Monumental, per poi rivedersi solo nelle occasioni di famiglia.

Nel frattempo Gonzalo è salito ai massimi livelli del calcio europeo e mondiale, trasferendosi al Real Madrid a soli 19 anni, nel 2007, mentre Federico è andato ad indossare le maglie di Besiktas (Turchia) e Club América (Messico) nel 2007 e 2008, prima di ritornare in Argentina e giocare per tre club diversi in quattro anni.

Ma i due fratelli sono sempre rimasti vicini, anche se più via web e telefono che dal vivo. Nulla di nuovo. Vengono infatti da una famiglia di calciatori. Loro padre, Jorge Higuain, giocò per River Plate e Boca Juniors, passando anche per una stagione al Brest, in Francia, nel 1988/89. Jorge ha quattro figli – Nicolas, Federico, Gonzalo e Lautaro – due dei quali hanno seguito i passi del padre.

Siamo una famiglia molto unita" ha raccontato in passato Federico Higuaín a Fox News Latino. “Cerchiamo di rimanere in contatto il più possibile. Negli ultimi sei anni ci siamo visti due o tre volte l'anno. Ma non è facile visti i posti dove ci hanno portato le nostre carriere. Una delle cose dure dell'essere professionisti nel calcio è che ti porta lontano dai tuoi fratelli e genitori”.

Federico Higuain - 30 anni appena compiuti - è cresciuto nell'academy del River Plate, con unica esperienza europea nel Besiktas, dove però è durato solo nove partite prima di essere spedito in prestito al Club America. Per lui anche le maglie di Nueva Chicago, Independiente e Godoy Cruz in Argentina.

La decisione di volare a Columbus è del 2012, pescato nel Colón dal direttore tecnico Brian Bliss e dall'allora coach Robert Warzycha. Il duo era convinto che potesse portare al club giallonero quella tecnica scomparsa con l'addio del connazionale Guillermo Barros Schelotto a fine 2010. E gli exploits degli ultimi due anni e mezzo (71 presenze, 27 gol e 23 assist) hanno confermato l'intuizione dei due, nonostante qualche infortunio del giocatore e una squadra spesso non apparsa al suo livello. Ma la qualificazione ai playoff di quest'anno, con un grande finale, hanno rilanciato Columbus, che con la nuova proprietà punta a crescere ancora, puntando proprio su Higuain.

Nel frattempo il fratello Gonzalo si è trasferito a Napoli, dove è diventato la stella riconosciuta dei partenopei a fianco di Marek Hamsik e sotto la guida di Rafa Benitez, anche se la delusione del Mondiale e la mancata qualificazione in Champions League alla fine della scorsa stagione sembrano aver lasciato il segno, con un campionato iniziato sotto tono, come quello del Napoli. E presto potrebbero esserci cambiamenti. Deluso dall'avvio di stagione dei partenopei, starebbe meditando l'addio anche perché, dall'Inghilterra, Arsenal e Liverpool - alla ricerca di un bomber affidabile - sarebbero pronti ad accontentare Wenger e Rodgers e a far partire l'assalto già a gennaio a De Laurentiis. Il Napoli questa volta sarebbe disposto a lasciarlo partire ma per una cifra non inferiore a 45 milioni, e al suo posto potrebbe arrivare Mario Balotelli

Fratelli sempre diversi.

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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