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Adrian Heath e il sogno americano con l'Orlando City
Scritto il 2014-11-03 da SoccerItalia su MLS

Intervista dell?independent con l'allenatore dell'Orlando City SC, Adrian Heath, ex attaccante dell'Everton 

E' divertente. Il mio telefono si accende e vedo ‘Ricky’ lampeggiare. Sette anni dopo essere arrivato in America con un sogno , Kakà, ex Pallone d'Oro, mi scrive via sms; "Coach, come va?’”, racconta coach Heath.

L'ultima esperienza inglese di Adrian Heath risale al 2007, quando allenava il Coventry City. Oggi invece è l'allenatore dell'Orlando City, club che si sta preparando per l'esordio in MLS nel 2015 con un pizzi co di polvere di stelle fornito dall'arrivo di Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio noto come Kakà.

Orlando sbarcherà in MLS il prossimo marzo in compagnia del New York City FC, ma a differenza della franchigia della Grande Mela di proprietà dello Sheikh Mansour, la città della Florida arriva a questo punto con alle spalle una storia da calcio romantico, e non perché il club ha giocato la sua ultima stagione in USL PRO a Disney World, ma perché è essenzialmente il risultato del sogno americano di due tipi di Stoke. Una storia iniziata per Heath, oggi 53enne, davanti ad un drink natalizio al Mainwaring Arms, in quel di Newcastle under Lyme.

Heath, attaccante del grande Everton di Howard Kendall a metà degli anni '80, si sedette con Phil Rawlins, all'epoca amministratore dello Stoke City e self-made man milionario che si era appena venduto l'azienda di consulenza per provare a fare il salto fondando un club calcistico negli States. E in quel momento Rawlins aveva bisogno di un manager.

Heath ricorda: “Tornai a casa e dissi a mia moglie: ‘Che ne pensi dell'America?’ E lei: "Beh, se pensi sia la cosa giusta... ma come si chiama la squadra?' Io risposi: 'Non abbiamo un nome, ancora'".

Sono un vero tradizionalista quando si parla di calcio, ma mi stavo trasferendo in un posto in cui il club nemmeno aveva un nome, un campo o uno stadio. Ma è stata una delle cose belle essere solo io e il proprietario ed avere oggi 60 persone a tempo pieno al lavoro nel front office. Uno dei nostri ragazzi ha venduto abbonamenti per oltre un milione di dollari. Folle, e tutto in meno di sette anni”.

Kakà

Kakà, primo Designated Player dell'Orlando City

La rampa di lancio fu in Texas, dove Rawlins mise in piedi gli Austin Aztex nel 2008, nella USSF D2 Pro League, prima di capire di essere nello Stato sbagliato. Di lì la relocation a Orlando con la sua vasta popolazione ispanica e uno dei mercati più giovani d'America. "Phil è stato intelligente - spiega Heath - ha guardato a sei o sette città potenziali quando ha realizzato che con Austin non saremmo mai entrati in MLS, e siamo finiti a Orlando".

I progressi fatti in tre stagioni a Austin hanno poi consentito a Orlando di andare veloce. "Abbiamo vinto tre volte la regular season e due volte il campionato", in USL PRO, la terza divisione. E il sogno MLS si è realizzato poi lo scorso novembre 2013 con l'arrivo del milionario brasiliano Flavio Augusto da Silva, oggi chairman del club e azionista di maggioranza, capace di coprire i $75 milioni necessari per l'ingresso in MLS e lanciare la franchigia. “Una volta arrivato Flavio la partita è cambiata” dice Heath. “Servivano un sacco di soldi, e lui ce li ha, Ha fatto i soldi con le scuole di lingua, ha iniziato con 20mila dollari 20 anni fa e oggi è probabilmente miliardario”.

E' stato Da Silva a portare Kaka quale primo “designated player” della squadra. “Ce lo aveva detto: se avessimo ottenuto la MLS Kakà sarebbe stato il primo ingaggio", racconta Heath. "Alcuni di noi alzarono il sopracciglio, ma Kakà è arrivato. E' stato un grande, miglior giocatore al mondo, parla tre lingue, è un ragazzo cristiano, un esempio di professionista. Si accendono le telecamere e lui sorride".

Se l'arrivo di Kakà - che guadagnerà $7,2 milioni annui, il più pagato della lega  - è stato un lampo, la campagna acquisti che deve gestire Heath sarà molto meno glamour. "Ho girato tutti i Caraibi in cerca di giocatori. Haiti è stata un'esperienza. Sono stato lì 6 giorni prima del terremoto. Sono andato ad un match dei playoff e c'è stata un'invasione di campo, con l'arbitro chiuso negli spogliatoi. Ma abbiamo individuato un giocatore, e ne è valsa la pena".

Dopo aver creato un network di scout e un settore giovanile tutto da zero, respingendo le proposte del Toronto FC lungo la strada, ora Heath deve costruire una squadra da MLS. Finoad ora i giocatori confermati sono solo 9, incluso suo figlio giovane centrocampista che nel 2013 ha vinto la FA Youth Cup col Norwich, ma non vede problemi nel trovare giocatori. Orlando, come il NY City, potrà scegliere fino a 10 giocatori dagli altri team MLS attraverso l'expansion draft di dicembre. Può inoltre cercare all'estero. “Sareste impressionati dal calibro dei giocatori che ci hanno contattato attraverso i propri agenti per venire a giocare da noi come DP, come Frank Lampard e David Villa al NY City,” spiega Heath. "E alcuni hanno 27 o 28 anni".

Heath ha avuto un ruolo anche nel progetto del nuovo stadio di Orlando da 20mila posti e dal valore di 110 milioni di dollari, che sarà pronto nel 2016, che costringerà il club a giocare la stagione 2015 al ristrutturato Citrus Bowl. “Volevamo recuperare l'atmosfera inglese. Io e  Phil abbiamo messo mano al design, chiedendo che le tribune fossero più ripide per ricatturare l'atmosfera, e avremo il primo settore con posti in piedi d'America".

Adrian Heath : News Photo

28 marzo, 1984 - Adrian Heath in azione contro il Liverpool

E Heath è convinto che lo stadio si riempirà. “Seattle ne fa più di 40.000 a partita", dice, per sottolineare la crescente popolarità del calcio, e spera che presto possa arrivare anche la franchigia di Miami di David Beckham. “Vogliamo davvero che David ci sia. A sole tre ore di macchina sarà un derby".

Gli Stati Uniti hanno fatto davvero bene ad un uomo conosciuto col soprannome di Inchy all'Everton,che è andato a vedere nel weekend per applaudire Roberto Martinez per come “ha abbracciato la storia del club" dove Heath ha vinto due campionati e la FA Cup 1984. 30 anni fa Heath stava giocando il suo calcio migliore e Bobby Robson gli promise la convocazione, ma un entrata di Brian Marwood in un match contro lo Sheffield Wednesday gli fece saltare i legamenti, e quell'opportunità non si ripresentò.

Attaccante piccolo in un'era di duri, oggi riflette come sia "un sogno per gli attaccanti" protetti dalla brutalità che subivano quelli come lui negli anni '80. "Rischiavi ogni sabato. Ricordo giocare contro Terry Butcher, che con un'entrata mi lasciò un segno dal polpaccio alla caviglia, e l'arbitro dire 'Questa è l'ultima Terry'". Ma non tutto è meglio oggi, sottolinea Heath. “Una delle garndi cose dello sport americano è che col salary cap c'è più competizione. Prima di ogni stagione NFL ci sono 10 team che pensano 'Quest'anno vinceremo il Super Bowl. Lo scorso anno il DC United è arrivato ultimo in MLS, quest'anno è al top. Una delle cose che mi distrugge invece è che non sono sicuro che vedrà mai più l'Everton vincere un titolo. E non sono sicuro rivedrò mai Newcastle, Aston Villa, Spurs o forse persino il Liverpool vincere ancora". nella terra delle opportunità invece, Heath può ancora pensare in grande.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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