SPORT
In MLS arriva il Los Angeles FC. E c'è anche un po' di AS Roma
Scritto il 2014-10-30 da Franco Spicciariello su MLS

Neanche il tempo di elaborare il lutto per la "dipartita" del Chivas USA che la MLS ha deciso di lanciare oggi il nuovo club di LA che lo sostituirà a partire dal 2017 (più probabile 2018, visti i tempi per lo stadio), che si chiamerà Los Angeles FC e avrà i colori rosso, nero e argento.

La curiosità, per il pubblico nostrano, è emersa nel corso della conferenza stampa di presentazione, affollata di stelle. C'è infatti anche un pizzico di AS Roma nella cordata che ha deciso di investire circa $250 milioni (100 per la franchigia e 150 circa per uno stadio da 25.000 posti) in un nuovo club a Los Angeles. Con una nota diffusa sul proprio sito ufficiale, la Major League Soccer ha infatti da un lato comunicato che un "nuovo team e' stato assegnato a un gruppo di proprieta' guidato dall'imprenditore di origine vietnamita Henry Nguyen e da Peter Guber, produttore di Hollywood (tra i maggiori successi: Rain Man, Batman con Jack Nicholson e Il colore viola) già proprietario della franchigia Nba dei Golden State Warriors e di quella di baseball dei Los Angeles Dodgers" che sarà il Chairman del club, dall'altro ha fornito l'elenco dei tanti investitori coinvolti nel progetto che prevede anche uno stadio di proprieta' costruito appositamente per la squadra.

Tra i nomi presenti nella lista (un totale di 22 investitori, e altri ne seguiranno) ecco quindi quello dell'ex stella del soccer a stelle e strisce Mia Hamm, fresca di nomina nel Cda della AS Roma, ma soprattutto spiccano quelli di due uomini d'affari finora rimasti nell'ombra nelle vicende giallorosse e operanti nel settore dei fondi di private equity: Larry Berg (Senior Partner del fondo di private equity Apollo Global Management, che gestice circa $167 miliardi) e Bennett Rosenthal (co-fondatore e Chairman del fondo Ares). Entrambi sono stati presentati durante la conferenza stampa e nel comunicato della MLS quali "co-proprietari della As Roma", ma verosimilmente dovrebbero essere soci del presidente giallorosso James Pallotta in virtu' di una quota nella 'AS Roma SPV, LLC', veicolo societario degli azionisti americani della AS Roma dal valore di $75 milioni, nella quale per entrare bastano $100mila (ecco il documento depositato alla SEC, la Consob americana).

Tra gli altri personaggi coinvolti nell'operazione figurano anche Earvin 'Magic' Johnson, ex stella dei Los Angeles Lakers, e due rappresentanti di club inglesi, Ruben Gnanalingam (CEO della Westports Holdings e membro del board del Queens Park Rangers) e Vincent Tan (presidente del Cardiff City - dove non è proprio popolare tra i tifosi - e proprietario del FK Sarajevo).

Molto diretto il commissione Don Garber durante la presentazione della proprietà del LAFC: “Questo è un gruppo con i soldi. E' un gruppo che ci aiuterà a realizzare la nostra strategia".

Il LAFC, o comunque si chiamerà (non è infatti escluso un cambio), sarà il team numero 22, affiancando la prima squadra della città, i Los Angeles Galaxy. Con l'ingresso dell'Orlando City e del New York City FC (e l'uscita del Chivas USA) la MLS avrà una stagione con 20 squadre nel 2015. Nel 2017 toccherà invece ad Atlanta, mentre per l'annunciata Miami di David Beckham non c'è ancora una data certa a causa dei problemi nell'individuare un'area per lo stadio. Il posto numero 24 è al momento conteso da Sacramento e Minneapolis, sempre che i ritardi di Miami non aprano ad entrambe entro il 2020.

Articoli Correlati
La MLS 2019 è arrivata alla metà della Regular Season, ma guarda già al futuro. Dalla prossima stagione, le franchigie che partecipano al campionato passeranno da 24 a 26, con il debutto dell’Inter Miami di David Beckham e del Nashville SC, poi dal 2021 il numero dovrebbe salire fino a 27 (con l’ingresso di un club di Austin, Texas). L’obiettivo per i prossimi anni è arrivare a 30 squadre iscritte, ma il commissioner Don Garber ha spiegato che l’espansione potrebbe andare oltre i confini degli Stati Uniti. «Solo pochi anni fa», ha spiegato Garber, «la comunità calcistica internazionale riconosceva a stento l’esistenza della Mls. Ora portiamo 22mila persone allo stadio in media per ogni partita, l’ultima nuovo stadio, il Providence Park di Portland, è un fantastico esempio di ciò che la MLS può offrire. Il nostro viaggio continuerà, e dobbiamo essere pronti a cambiare per restare competitivi nel calcio professionistico. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere più stretto il rapporto con la Liga MX, il campionato professionistico del Messico. Se fossimo in grado di creare un torneo che metta insieme le due leghe, una sorta di versione nordamericana della Premier League su scala continentale, sarebbe davvero bello». Al di là degli aspetti politici della possibile fusione (quale sarebbe l’eventuale posizione di Trump su questo campionato transnazionale?), l’idea di alimentare il legame tra MLS e lega messicana è già in stadio avanzato: pochi giorni fa, è stata annunciata la creazione della Leagues Cup, una nuova competizione che (a luglio) metterà di fronte quattro squadre della MLS e altrettante della Liga MX in un tabellone tennistico a eliminazione diretta. La prima edizione è stata concepita ad invito, dall’anno prossimo l’accesso sarà stabilito attraverso criteri di merito sportivo. La Leagues Cup è un’evoluzione di un’altra manifestazione che si tiene annualmente, la Campeones Cup, che vede affrontarsi nel mese di settembre i campioni della precedente stagione della Major League Soccer e il vincitore del Campeón de Campeones della Liga MX. Da non dimenticare poi la SuperLiga, torneo andato avanti dal 2007 al 2011 e poi cancellato. In passato, c’è stato un ulteriore - fallimentare - esperimento : il Chivas di Guadalajara aveva iscritto alla MLS il Chivas Usa, “succursale” statunitense del club, con sede a Los Angeles. La squadra si sciolse nel 2014, dopo 10 anni di attività nella MLS e pessimi risultati in campo e sugli spalti.

Calcio - Socceritalia

Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense. Secondo i dati pubblicati dalla associazione dei giocatori della MLS, l’ingaggio base del bomber svedese dei Los Angeles Galaxy è pari a circa 6,3 milioni di euro, ovverosia 7,2 milioni di dollari senza altri bonus. Sul podio sale l’ex Roma Michael Bradley, oggi ai Toronto Fc, con uno stipendio base di 5,3 milioni di euro (6 milioni di dollari) che sale a 5,7 milioni di euro (6,5 miloni di dollari) grazie ai bonus garantiti (se ad esempio ha un bonus di 10mila euro alla firma, questo, nel calcolo, viene spalmato sugli anni di contratto). Soldi garantiti dalla stessa MLS, visto che i contratti in questione sono firmati con la Lega e non direttamente con le squadre come avviene in Europa. Tanto che sul terzino gradino del podio c’è Giovani dos Santos, attualmente svincolato dopo l’addio ai LA Galaxy, ma con uno stipendio garantito dalla MLS per 5,7 milioni di euro (6,5 milioni di dollari). Nelle prime cinque posizioi anche Jozy Altidore (Toronto Fc, 5,6 milioni di euro) e Carlos Vela (LAFC, 5,5 milioni di euro). Completano la top 10 Bastian Schweinsteiger (Chicago Fire, 4,9 milioni di euro), Alejandro Pozuelo Merelo (Toronto Fc, 3,3 milioni), Wayne Rooney (DC United, 3,1 milioni), Josef Martinez (Atlanta United, 2,7 milioni) e Nani (Orlando City, 2,1 milioni). Dopo l’addio di Sebastian Giovinco, l’unico italiano nella MLS è ora Vito Mannone: l’ex portiere di Atalanta e Arsenal è infatti in prestito al Minnesota dal Reading, con uno stipendio garantito di circa 525mila euro. Lo stipendio medio per i giocatori non designati è salito a 345.867 dollari nel 2019, in crescita del 13,3% rispetto al 2018 e del 150% rispetto al 2014. Right place. Right time. @Ibra_official scores goal No. 1 for the season ???? pic.twitter.com/QE3KYjs7pf— ESPN FC (@ESPNFC) March 3, 2019 Fonte: Calcio & Finanza

Calcio - Socceritalia

Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

Calcio - Comunicablog

SOCCERITALIA
SPORT