SPORT
Bologna FC: proprietà "Made in North America" con Tacopina, Saputo e Nestor
Scritto il 2014-10-14 da Franco Spicciariello su Soccer Business

La storia della complicata trattativa che ha portato una delle squadre più note nel calcio italiano, da tempo in grandi difficoltà, a essere acquisita da un gruppo di imprenditori nordamericani

Nella serata di lunedì 13 ottobre il Bologna Football Club, la società della più importante squadra di calcio di Bologna, è stata acquisita dall’avvocato statunitense Joe Tacopina, al termine di una trattativa per la cessione della squadra che prosegue da mesi. Tacopina rappresenta una cordata di imprenditori statunitensi e canadesi, tra cui uno dei maggiori finanziatori è l’imprenditore Joey Saputo. Il presidente uscente è Albano Guaraldi, in carica dal 2011. È una lunga storia, piena di ribaltamenti e colpi di scena, che è stata molto seguita dai tifosi del Bologna e comprensibilmente anche dalla stampa sportiva nazionale.

Il Bologna è stato fondato nel 1909, nella sua storia ha vinto 7 scudetti – tutti fra il 1924 e il 1964 – e si trova attualmente in Serie B, dopo aver giocato in Serie A nelle ultime sette stagioni. Da tempo ha una situazione economica molto difficile: negli ultimi dieci anni ha cambiato sette presidenti, nessuno dei quali è riuscito a trovare una gestione economica e sportiva efficace. Da diversi mesi i tifosi si lamentavano del sostanziale disimpegno della cordata che possiede la società. La recente decisione di cedere la proprietà è stato solo l’ultimo di una serie di colpi di scena avvenuti negli ultimi tempi, che hanno coinvolto fra gli altri anche il sindaco di Bologna, un noto cantante italiano e il proprietario di un’azienda canadese che vende latticini.

Da capo
Da settimane i giornali locali raccontavano che il consiglio di amministrazione della squadra – fin qui di proprietà di una cordata con a capo l’imprenditore Albano Guaraldi – doveva decidere tra due opzioni: accettare l’offerta di ricapitalizzazione di Massimo Zanetti, il presidente di Segafredo che originariamente era il socio di maggioranza dell’attuale cordata e che è già stato presidente della squadra fra il 2010 e il 2011; oppure cedere la squadra alla cordata con a capo l’avvocato Tacopina, che ha fra i soci di maggioranza l’imprenditore canadese Joseph “Joey” Saputo. L’interesse di Tacopina – che già nel 2008 aveva tentato di comprare la squadra e fino a un mese fa era il vicepresidente della Roma – circolava già da alcune settimane. L’offerta di ricapitalizzazione di Zanetti, invece, è arrivata solo di recente, a fine settembre.

Zanetti – con l’aiuto, nelle fasi iniziali, dell’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte – aveva già guidato la cordata che aveva acquistato il Bologna dopo la fallimentare gestione dell’imprenditore sardo Sergio Porcedda (che ebbe diversi problemi finanziari ed è tuttora sotto processo perché accusato di aver trasferito tre milioni di euro dal Bologna a una società da lui controllata, debito poi ripianato con il trasferimento di un albergo fra le proprietà del Bologna). Zanetti si era poi allontanato dalla società, salvo poi essere “richiamato” di recente dal resto dei soci del consiglio di amministrazione, allarmati dalla situazione economica del Bologna.

Proprio a fine settembre sembrava che l’ipotesi più fattibile fosse quella proposta da Zanetti, che si era impegnato a versare alla società 12-13 milioni di euro entro Natale (il Corriere di Bologna ha stimato che alla squadra, che ha definito «prossima al default», servono «tra i 16 e i 18 milioni per arrivare al 30 giugno 2015»). Il famoso cantautore italiano Gianni Morandi, presidente onorario della squadra, aveva definito Zanetti «l’interlocutore principale» con cui discutere il destino della società.

Zanetti, con la sua offerta di ricapitalizzazione, prometteva di mettere a posto la situazione economica della squadra senza però sbilanciarsi troppo su progetti e ambizioni futuri: un impegno “prudente” e circoscritto, insomma. Nella società nel frattempo era stato nuovamente introdotto Luca Baraldi, uomo molto vicino a Zanetti che il 26 settembre aveva avvertito: «questa gestione deve continuare a risanare e, fino all’approvazione del bilancio a fine anno, saremo osservatori attenti per tutelare gli interessi di Zanetti». Sabato 4 ottobre Zanetti – a quel punto considerato dalla stampa presidente in pectore della società – si era anche recato allo stadio per assistere alla partita di Serie B fra Bologna e Vicenza.

tacopina

La mattina dell’8 ottobre, però, Tacopina e i suoi soci hanno presentato una nuova offerta, più alta delle precedenti: 6 milioni per acquisire il 99 per cento delle quote in possesso dei soci dell’attuale CDA (l’1 per cento rimarrebbe in mano a un’associazione di tifosi), un nuovo aumento di capitale di 12 milioni di euro – di cui 6 da versare subito per ripagare alcuni debiti – e la promessa di investire «decine e decine e decine di milioni di euro per mettere a posto lo stadio, per fare una grande squadra, per riportare lo scudetto», come già aveva detto Morandi alcune settimane prima. Il consiglio di amministrazione ha deciso di accettare l’offerta di Tacopina.

Tacopina e il suo gruppo di azionisti, dopo aver saputo della decisione del cda di accettare la propria offerta, avevano fatto sapere con un comunicato di essere «molto onorati di diventare i prossimi proprietari di questo storico club», facendo intuire di essere certi del buon esito della trattativa. Tacopina – che rappresenta anche la soluzione preferita dei tifosi – aveva aggiunto che avrebbe continuato a lavorare assieme al cda per «chiudere ufficialmente» la vendita entro il 15 ottobre, scadenza entro la quale il Bologna è tenuto a rimborsare una parte del suo debito: circa sei milioni di euro.

Ma chi è Tacopina?
Bologna FC v AS Roma  - Serie A

Joseph Tacopina (soprannominato “Joe”) è un avvocato statunitense di origini italiane. Ha 48 anni, è sposato, ha cinque figli ed è membro fondatore dello studio di avvocati Tacopina Seigel & Turano, che ha sede a Manhattan e si occupa di «diritto penale, civile e processi finanziari». È uno degli avvocati più noti a New York e appare spesso come esperto legale in molte trasmissioni americane (ha collaborato con canali televisivi MSNBC, CNN, Fox News, e NBC). La biografia sul suo sito internet sottolinea che «Tacopina si è guadagnato dai media l’appellativo di “avvocato difensore nel diritto penale più fico” di New York». Il tabloid New York Post, in un’intervista del 2011, lo descriveva così: «Indossa un vestito a quadri e un orologio Panerai da 6.500 dollari. Ama il calcio italiano. Guida una Maserati. Possiede e conduce il suo yacht da 15 metri». Il suo sito personale riporta che Tacopina ha fornito l’ispirazione per un personaggio comparso nella serie televisiva americana di ambito legale The Guardian, andata in onda dal 2001 al 2004.

Tacopina, come ha raccontato un articolo di Carlo Bonini pubblicato da Repubblica il 3 luglio del 2008, all’epoca era già andato vicinissimo ad acquistare il Bologna – ne parlava come di un affare già concluso: più o meno come sta facendo negli ultimi tempi. Poi, nel 2011, fece parte della cordata americana che acquistò la Roma – il New York Times scrisse che aveva sviluppato «un’ossessione lunga una vita» per la Roma, a cui era andato vicino anche qualche anno prima – diventandone inoltre vicepresidente. Nei tre anni in cui rimase in carica Tacopina si è spesso fatto vedere allo stadio, e ha spiegato di sentirsi «prima un tifoso e poi il vicepresidente». Si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Roma l’8 settembre 2014.

Dietro Tacopina
MLS Announces Montreal Expansion

A fianco di Tacopina, che ha condotto personalmente le trattative con la vecchia proprietà e con il comune, c’è anche Joey Saputo, imprenditore canadese e proprietario della squadra di calcio canadese dei Montreal Impact, che il Corriere dei Bologna ha definito il «socio forte» della cordata nordamericana.

Saputo è canadese, ha 50 anni, ed è figlio di Emanuele Saputo, uno dei più ricchi imprenditori canadesi. Emanuele saputo nacque nel 1937 a Montelepre, in provincia di Palermo, e da adolescente emigrò a Montreal, in Canada. Nel 1954 suo padre, il nonno di Joey Saputo, aprì un negozio di latticini a Montreal: negli anni, il negozio si è espanso fino a diventare un’azienda che oggi ha 12 mila dipendenti e produce formaggi, prodotti a base di latticini e dolci. Nel 1993, a 29 anni, Joey Saputo – che nel frattempo era diventato presidente della Saputo – fondò la squadra di calcio dei Montreal Impact e costruì uno stadio da circa 20 mila posti, il “Saputo Stadium”. All’inizio la squadra giocava in una specie di Serie B della Major League Soccer (MLS), il principale campionato nordamericano di calcio. Nel 2012 la squadra è stata poi ammessa alla MLS (nella quale non esistono retrocessioni o promozioni: il posto nel campionato lo si compra).

Il primo grande acquisto in vista del nuovo torneo è stato l’ex attaccante della Nazionale italiana Marco di Vaio, allora 36enne: è il primo legame tracciabile fra Saputo e il Bologna. Di Vaio, cresciuto nelle giovanili della Lazio ed esploso alla fine degli anni Novanta nella Salernitana, dopo un’ottima carriera fra Parma, Juventus, Valencia e Monaco, ha passato gli ultimi anni in Italia nel Bologna, dove fra il 2008 e il 2012 – dopo alcune stagioni così così – fece un mucchio di gol: 56, nelle prime tre stagioni (Di Vaio ha recentemente detto che si ritirerà alla fine di questa stagione di MLS, ed è circolata la notizia che potrebbe avere un ruolo nella nuova proprietà del Bologna).

Negli anni successivi il Bologna ha reso più solidi i legami con la squadra di Saputo: nel novembre del 2012 i Montreal Impact hanno giocato una partita amichevole contro il Bologna, a Bologna, perdendo 1-0 con gol dell’attaccante Daniele Paponi. Pochi mesi dopo lo stesso Paponi e il centrocampista Andrea Pisanu sono stati mandati in prestito per alcuni mesi ai Montreal Impact (Paponi ha poi segnato 4 gol in 23 partite, Pisanu uno solo).

Cosa offrono Tacopina e Saputo
Prima ancora che il consiglio di amministrazione “richiamasse” Zanetti, Tacopina e Saputo avevano parlato con il sindaco di Bologna Virginio Merola per proporgli la ristrutturazione dello stadio Renato Dall’Ara – che ha 38mila posti ed è di proprietà comunale, come gran parte degli impianti italiani – e la costruzione di una nuova zona commerciale. Dopo l’incontro, Merola aveva spiegato che le proposte dei due «sono molto serie e noi abbiamo assicurato il nostro appoggio alle loro idee di ristrutturazione dello stadio». Oltre alla ristrutturazione dello stadio, i giornali locali – sulla linea di quanto detto da Morandi – riportarono che Tacopina e Saputo avevano inoltre promesso diversi milioni di euro per acquistare nuovi giocatori.

Lasciando da parte le garanzie dal punto di vista sportivo, sembra che nella decisione del cda abbia avuto una parte importante la proposta di acquistare la quasi totalità delle quote dei diversi soci del consiglio, che hanno così la possibilità di ottenere un ritorno economico immediato. Zanetti non aveva garantito questa possibilità e aveva dichiarato di essere disponibile – nell’immediato – soltanto a versare i soldi per ripianare i debiti della società (Zanetti, dopo che ha saputo che era stata accettata l’offerta di Tacopina, ha detto di aver provato «grande amarezza e forte disillusione» e di non volere più sapere nulla della squadra).

Venerdì il Corriere di Bologna ha pubblicato un lungo articolo raccontando il possibile organigramma della nuova società. Il Corriere spiega che «Tacopina sarà il presidente, mentre l’amministratore delegato dovrebbe essere Claudio Fenucci, in uscita dalla Roma», mentre per il ruolo di dirigente che si occuperà del calciomercato sono circolati i nomi di Pantaleo Corvino – uno dei più stimati dirigenti di calcio in Italia, noto soprattutto per il suo lavoro al Lecce e alla Fiorentina – Pasquale Sensibile e Giorgio Perinetti, ex dirigente di Napoli, Siena e Palermo.

Il Corriere racconta inoltre che nel consiglio di amministrazione, oltre a Saputo, ci sarà anche Nick De Santis – fino a pochi mesi fa direttore sportivo degli Impact – e Andrew Nestor, il proprietario dei Tampa Bay Rowdies, che giocano nell’equivalente della Serie B nordamericana. Il Bologna è tenuto a versare 6 milioni di euro entro mercoledì 15. Intanto, in un’intervista sull’edizione bolognese del Corriere dello Sport, Joey Saputo è apparso più prudente rispetto alle promesse accompagnate dalle «decine di milioni» citate da Morandi. Saputo ha detto che l’obiettivo è «tornare immediatamente in Serie A ma senza commettere sciocchezze ed eccessi» e che la società sarà attiva sul mercato di gennaio solo «se in ballo c’è la Serie A».

Fonte: Luca Misculin - Il Post

Nella prima foto, Joe Tacopina a Kansas City, Stati Uniti, il 17 ottobre 2011 (AP Photo/The Kansas City Star, Rich Sugg); seconda foto: uno striscione esposto dai tifosi del Bologna durante la partita contro il Cittadella, il 27 settembre scorso (Gianfilippo Oggioni/LaPresse); terza foto: Joe Tacopina (Mario Carlini/Iguana Press/Getty Images); quarta foto: Joey Saputo (Richard Wolowicz/Getty Images for MLS)

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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