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NY Cosmos, transizione continua. Serve Raul
Scritto il 2014-08-11 da Dario Torrente su NASL USL NCAA

(Dario Torrente) Il 2014 avrebbe dovuto essere per i New York Cosmos l’anno della riconferma della squadra schiacciasassi che aveva fatto il vuoto nel girone durante la Fall Season della Nasl la passata stagione vincendo il Soccer Bowl 2013 in quel di Atlanta a spese dei Silverbacks, e i pronostici davano comunque i Cosmos come la compagine da battere.

La squadra non aveva subito stravolgimenti ed a parte la dipartita del portiere Kyle Reinish e dell’attaccante Henry Lopez si era addirittura rinforzata portando a se l’attaccante olandese Hans Denissen, il norvegese Mads Stokkelien, il quale fatte le debite proporzioni sarebbe dovuto essere un nuovo Roberto Cabanas, ed il difensore in prestito da Seattle Jimmy Ockford, che aveva fatto vedere cose buone nel tour mediorientale.

La Spring Season aveva visto la squadra di Savarese stravincere contro gli Atlanta Silverbacks in casa per ben 4-0 facendo presagire che la squadra avrebbe fatto il vuoto nel girone, ma dopo la vittoria esterna contro Edmonton sono arrivate le sconfitte contro San Antonio e Carolina. La squadra ha subito dopo ripreso il passo che l’aveva contraddistinta durante la passata stagione ma purtroppo, per via di un pareggio casalingo contro la cenerentola Indy Eleven ed una stagione ridotta ad appena nove giornate per un solo punto i Cosmos si sono visti sfilare davanti i Minnesota United che si sono così laureati campioni primaverili.

Certamente l’amarezza in casa O’ Brien si tagliava a fette ma il ritmo e lo spettacolo in campo lasciavano pensare che durante la Fall Season la squadra di New York sarebbe tornata quel rullo schiacciasassi che tutti erano abituati a vedere, tutto questo coadiuvato dalle ottime prestazioni in Us Open Cup, dove dopo un agevole 2-0 ai Brooklin Italians militanti in NPSL, i Cosmos avevano spazzato via i concittadini Red Bulls con un sonoro 3-0 e successivamente al PPL Park di Philadelphia aveva tenuto testa agli Union fino ai tempi supplementari, perdendo per via di un rigore molto sospetto ed un arbitraggio a dir poco discutibile.

Nel frattempo tutti aspettavano l’arrivo dello spagnolo Raùl, il quale però ha deciso di rimanere in Qatar fino a quando l’Al Sadd andrà avanti nella coppa dei campioni d’Asia, e in più il Real Madrid gli ha offerto un posto di direttore tecnico, per cui l’arrivo della stella merengue è tutt’altro che sicuro anche se le trattative non sono ancora chiuse come fa intendere durante le interviste l’allenatore Joe Savarese, pur senza fare alcun nome.

Nel frattempo le cose però sono andate a sfavore dei Cosmos, l’infortunio di Diomar Diaz, capocannoniere sociale assieme a Marcos Senna si è protratto più del previsto e dopo aver giocato ancora qualche scampolo di partita il suo stato di salute è peggiorato. Stessa cosa è successa al brasiliano naturalizzato spagnolo Senna, che per via di uno strappo all’inguine è stato fuori dai campi di gioco per più di un mese e non ha ancora recuperato la forma fisica ideale tanto da sbagliare il rigore che avebbe dato ai Cosmos una vittoria di misura su Edmonton.

Nel frattempo è stato tagliato il bosniaco Peri Marosevic, Jimmy Ockford si è infortunato, Jemal Johnson, il quale era stato via durante la precedente stagione pur facendo vedere buone cose ha avuto ancora qualche piccolo problema, il brasiliano Roversio, uno dei perni della difesa, è stato fermato da problemi col visto che finalmente sembrano essersi risolti, Hans Denissen è tornato a giocare ma ancora deve trovare la piena forma fisica nonché l’intesa con Stokkelien che sembrava intendersi molto bene con l’italiano Alessandro Noselli. Purtroppo, a causa di problemi familiari l’ex bomber del Sassuolo, che proprio ora sembrava essere tornato in forma ed aveva fatto vedere cose molto interessanti durante il finale della Spring Season ed in Us Open Cup, ma causa seri problemi di salute del padre ha chiesto ed ottenuto di lasciare New York e strappare il contratto per la Fall Season e tornare nella sua natia Italia. Anche il brasiliano Paulo Mendes ha lasciato New York sebbene in prestito, dirottato ai venezuelani del Metropolitanos.

Nel frattempo sono arrivati il difensore/centrocampista Connor Lade in prestito dai New York Red Bulls ed il salvadoregno Andre Flores. Entrambi hanno già esordito in campionato durante la sconfitta in casa contro i Carolina Railhawks, e per via di un infortunio alla spalla l’ex Red Bull ha dovuto saltare la sfida tra gli homegrown players ed i Portland Timbers Under23, ma a parte questo verebbe da chiedersi se ci sono problemi nella preparazione atletica della squadra e del perché di questi infortuni a catena, certamente il calcio è un gioco a volte duro ed alcuni giocatori come Senna, per quanto ben conservati cominciano a sentire le ingiurie del tempo, ma oltre questo la squadra sembra aver perso quel tocco magico, l’attacco dei Cosmos sembra imbolsito, debole, rinunciatario, la squadra sembra lenta e prevedibile, il clima di euforia della passata stagione sembra essersi volatilizzato in campo e sugli spalti dove l’emorragia di spettatori continua, adesso giustificata dal pessimo andamento della squadra unito all’apatia degli sportivi di Long Island per tutti gli sport che non siano il baseball.

Dalla sua esperienza di giocatore Savarese sa che anche nelle migliori squadre questi momenti sono ciclici e che ripetersi è tra le cose più difficili nel calcio, e come dice un vecchio adagio le disgrazie non vengono mai sole, tra sopraccitati infortuni, recuperi più lunghi del previsto, abbandoni ed altro. In più quando il leone è ferito gli avvoltoi sono tutti lì aspettando di poter sbranare la carcassa, e così succede ai Cosmos, le squadre avversarie sapendo del momento di difficoltà di New York diventano più audaci perché sanno che se vogliono avere la chance di poter portare tre punti in cascina questo è il giusto momento per approfittarne.

Nel frattempo la squadra sta reagendo cercando sul mercato rinforzi adeguati che possano ovviare alla penuria di goal del reparto offensivo. A dire il vero il problema è annoso, ma lo scorso anno il centrocampo aveva spesso ovviato mettendoci una pezza grazie alle prodezze di Marcos Senna, match winnder del Soccer Bowl tra le altre cose, ma quest’anno si pensava che grazie ai rinforzi al reparto offensivo si sarebbe trovata la quadratura del cerchio, cosa che sembra invece ben lungi dall’essere vicina. Allenatore e addetti ai lavori cercano di mantenere la calma e di portare per quanto possibile un clima positivo tra i giocatori, perché in ogni caso la situazione non è irreparabile ed i Cosmos con la nuova formula di accesso al Soccer Bowl sono ancora in corsa per i play-off. La stagione è ancora lunga,  e con la vittoria esterna di Atlanta, dove nonostante la pioggia che sembrava facesse sospendere l’incontro e lo svantaggio per 1-0, i Cosmos salgono al terzo posto in classifica. Per la cronaca le reti son state segnate dal neo acquisto Flores e dal solito Marcos Senna con una delle sue punizioni magistrali, ma come già detto più volte non ci si può aspettare che sia sempre lui a cavare le castagne dal fuoco.

Resurrezione della fenice o effimero fuoco di paglia? E’ presto per dirlo. Comunque, come spesso è consuetudine  nello sport americano, proprio le squadre che non hanno brillato in campionato sono quelle che poi stupiscono sconfiggendo le favorite ed aggiudicandosi i titoli nazionali tra lo stupore generale e la frustrazione di tifosi avversari e scommettitori, San Antonio, Carolina e Minnesota stiano comunque in guardia.

In più, guardando indietro nella storia dei Cosmos, è d’obbligo ricordare che la memorabile stagione del 1977, l’ultima di Pelé e che vide l’arrivo di Beckenbauer e Carlos Alberto cominciò nel peggiore dei modi con la squadra demotivata e disunita in campo ed allenatori e dirigenti silurati dalla sera alla mattina. Certamente ci auguriamo che Savarese resti al suo posto visti i meriti della passata stagione e la carica che infonde ai giocatori, ma il de profundis dei newyorkesi è ben lungi dall’essere scritto, lo tengano a mente avversari e menagramo.

Nel frattempo, aspettando Raùl e sperando che non si faccia incantare dalla proposta indecente della sua ex squadra alcuni trialists si stanno allenando a New York, alcuni dei quali non si conosce nome e provenienza, ma tra loro sbuca la faccia conosciuta dell’italo-brasiliano Caetano Calil, l’anno scorso in forza al Varese con 23 presenze in campo e 2 goal, un po poco per impressionare forse, e bisogna dire che nonostante le promesse ai tempi dell’Under 19 e il brutto infortunio avvenuto quando militava nell’Atletico Paranense non sembra aver più ripreso il lustro che lo contraddistingueva ed ha sempre segnato pochi goal ad eccezione del biennio 2011/2013 quando in forza al Crotone nella serie B italiana portò a casa un bottino di 20 reti in 78 presenze e non sono comunque moltissime. Un'operazione simile a quellla, grazie a dio vinta, di voler riportare al soccer professionista l’ex enfant prodige Dennis Szetela dopo un brutto infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi di gioco per due anni.

Comunque vada, anche se l’aria di Long Island dovesse rigenerare il giocatore e fargli ritrovare il fiuto del goal non è questo ciò di cui hanno bisogno la squadra ed i tifosi, non si può in una situazione così delicata ingaggiare un carneade dall’oscuro passato, i Cosmos meritano una certezza ed un grande nome degno della loro storia che doni l’entusiamo ai tifosi e infonda adrenalina, porti popolarità e aumenti di presenze sugli spalti, anche se è vero che è difficile trovare giocatori di tale portata durante il mercato di riparazione, ma negli Usa si gioca ad agosto mentre in Europa e Sudamerica i campionati sono fermi, e specie per contrastare l’attacco, per ora solo mediatico, della nuova franchigia MLS nata grazie agli sceicchi del Manchester City che ha portato a New York David Villa e Frank Lampard (e sta corteggiando Xavi), ci vuole il grosso nome, ci vuole un Raùl.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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