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Lalas, il rocker del pallone cui Maradona chiese la maglia
Scritto il 2014-08-15 da SoccerItalia su History

Oggi l'Inter presenta ufficialmente Pablo Daniel Osvaldo, sbarcato l'altro giorno con una chitarra in bella vista. Chissà magari vuole ravvivare i ritiri facendo da spalla a Javier Zanetti, nota ugola d'oro, che dà il meglio nel genere melodico di Ramazzotti. Proprio Eros è stato una colonna, insieme con Gianni Morandi, della Nazionale Cantanti che negli anni abbiamo imparato ad apprezzare non solo per le molte donazioni in beneficenza ma pure per l'abilità con i piedi dei suoi componenti: si capisce che molti musicanti hanno dei dignitosi trascorsi agonistici. Siamo meno abituati a vedere calciatori professionisti nei panni degli uomini di spettacolo, ed ecco perché la chitarra di Osvaldo ha colpito.

Può darsi che nell'incontro stampa odierno il particolare venga chiarito. Magari scopriamo di avere in casa un altro Alexi Lalas, cioè un cantante-chitarrista «serio» che riusciva pure a fare il calciatore di vertice.

Greco d'America. Arrivò a Padova nell'estate del 1994 dopo un Mondiale ben giocato con la Nazionale Usa. Difensore centrale portato ad attaccare (segnò un gol di rapina al Milan campione d'Italia), non particolarmente erudito sul piano tattico tanto da meritare ironiche frecciate di Zdenek Zeman, da lui liquidate con un pubblico vaffa, il nostro Panayotis Alexander aveva origini greche e look da cow-boy. Difatti venne accostato ai miti del west come il generale Custer o Buffalo Bill, ma pure a un personaggio dei nostri fumetti ovvero Kit Karson, il pard di Tex Willer.

Maglia e casa bianca. Il Padova allenato da Mauro Sandreani lo prelevò per mezzo miliardo, ingaggio compreso. Intanto, alla Casa Bianca, il disco «Woodland» realizzato da Lalas con la sua band Gypsies, conquistava la teen ager Chelsea Clinton, che apprezza pure gli album successivi, cioè «Far from close» del 1996 in cui suonano Antonio «Rigo» Righetti e Roby Pellati, amici di Luciano Ligabue, e «Ginger» del 1998. Segnaliamo agli appassionati del rock «So it goes» del 2010 e «Infinity spaces» uscito da poco. E così abbiamo citato tutte le pubblicazioni firmate da Lalas, che ha dedicato un suo pezzo a Bruce Springsteen e suonato col nostro Luca Barbarossa (apprezzato cantautore-centravanti).

Come Custer. Chi non lo ha mai visto in azione si chiederà: sì, ma il calciatore com'era? Beh, una forza della natura alla quale mancavano la malizia e l?addestramento dei nostri più arcigni difensori. Insomma, un corazziere generoso, irriducibile ma molto ingenuo, proprio come lo fu Custer a Little Big Horn. Il Padova riesce a salvarsi nello spareggio col Genoa.

L'anno dopo, però, le cose precipitano e Lalas perde il posto da titolare senza perdere la serenità quasi ascetica che lo caratterizzava. Ai tifosi che lo contestano mentre cena all'Osteria del Limbo replica così: «Abbiamo perso? Pazienza, non si può sempre vincere. L'importante è mettercela tutta e io mi sento a posto con la coscienza. Così, tornato a casa, ho fatto felice la mia ragazza (Jill, una californiana), poi ho suonato la chitarra e tutto è tornato com'era prima della partita».

Filosofia yankee alla quale i sanguigni patavini fanno fatica ad abituarsi. Specie dopo la retrocessione. E allora il terzo statunitense venuto da noi (ma i primi due, presi dalla Fiorentina negli anni Trenta, si chiamavano Alfonso Negro e Armando Frigo...) se ne torna in patria, dove vince subito il premio quale miglior calciatore della Major. Gioca a Boston, New York, Kansas City e Los Angeles. Sommando 96 presenze in Nazionale.

Diego e la maglia. Quando smette, diventa prima general manager e poi presidente del Galaxy, si dimette nel 2008 insieme con l'allenatore Ruud Gullit ma continua ad essere apprezzatissimo nelle vesti di commentatore della rete ESPN. E' riuscito a laurearsi in musica la scorsa primavera 26 anni dopo la prima iscrizione («la cosa più faticosa che abbia mai fatto»), ha tagliato barba e capelli ed è padre di due bambini. Racconta con orgoglio che Maradona, nella coppa America del 1995 gli chiese la maglia. Dite che apprezzava il cantante?

Fonte: Nicola Cecere - Gazzetta dello Sport, 7 agosto 2014

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