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Per caso o per bravura gli Stati Uniti alla scoperta del Belgio
Scritto il 2014-07-01 da SoccerItalia su Nazionale USA

Negli Usa conoscono i waffles e l’insalata belga, stasera assaggeranno anche la Nazionale.
La squadra di Klinsmann gioca un calcio volenteroso. Tra i rivali c’è più classe

Al breakfast i bambini americani divorano «Belgian waffles», spugnose frittelle di uova e farina, cotte su una piastra a scacchi e inondate da sciroppo d’acero o, per i più mangioni da panna montata. Nel 1988 il candidato democratico Mike Dukakis fu invece inondato da sarcasmi, per aver proposto che l’agricoltura Usa coltivasse meno grano e più insalata Belga: «L’insalata belga non la mangio», storse il naso il rivale George Bush.

Malgrado lo scrittore Georges Simenon, l’attrice Audrey Hepburn, nata a Bruxelles come Edda van Heemstra Hepburn-Ruston e la stilista Liz Claiborne, anche lei nata belga come Elizabeth Claiborne Ortenberg, gli americani non sempre prendono sul serio il serissimo paese di Fiamminghi e Valloni. Oggi però corrono il rischio, davanti a Eden Hazard e compagni, di doversi rimangiare i «Belgian waffles» dei bambini, perché a «to waffle», cioè restar imbarazzata, impantanarsi, non saper che pesci prendere, potrebbe essere la Nazionale Usa di Klinsmann.

Vero è che il Belgio finora indicato da molti, per esempio l’allenatore della Germania Löw, come una delle favorite al titolo, non incanta e ha solo 15 giocatori a disposizione, con il capitano Kompany in forse e Defour squalificato. Altrettanto vero che gli Usa giocano un calcio volenteroso al più e, se il sorteggio li avesse opposti ai tedeschi in prima giornata, sarebbero magari toccate a loro, e non a Cristiano Ronaldo, goleada ed eliminazione.

Il che porta a riflettere sull’influenza del caso, o se preferite il linguaggio da Bar Sport di un differente sinonimo del caso che pure comincia per «c» e termina per «o». È importante la fortuna nel calcio o solo il merito conta? Il pallone di Pinilla che timbra la traversa del Brasile nei tempi supplementari è «sfiga» o errore, minore nelle proporzioni della palla in tribuna ma pur sempre errore?

In un bellissimo articolo su Wired Italia l’economista Matteo Mortellini analizza «L’insostenibile scienza dei calci di rigore», con analisi che i giocatori greci e cileni avrebbero dovuto leggere per non perdere ai penalties contro Costa Rica e Brasile. Chi calcia per primo ha maggiori chances di vincere e i capitani dunque chiedono di cominciare, se vincono il sorteggio, al contrario di Buffon all’Europeo 2008 con la Spagna e infatti l’Italia fu sconfitta. Perfino esultare se si segna il proprio rigore ha un effetto statistico: gli avversari tendono poi a sbagliare di più, i compagni a segnare di più.

Il calcio è allora scienza esatta e «caso» e suo sinonimo non esistono? Non del tutto, perché gli studi del Nobel John Nash dimostrano che la realtà non è immobile, oggi la miglior strategia per tirare un rigore è «dritto per dritto» come i ragazzini alla Playstation (il portiere del videogioco si butta comunque), o il cucchiaio, ma se più rigoristi tirassero centrale o cucchiai alla Panenka-Totti, i portieri muterebbero a loro volta strategia e il gioco tornerebbe pari.

Ecco perché le partite del Mondiale a eliminazione diretta tolgono il respiro ai tifosi come ai giocatori. Nei campionati, nelle partite di Coppa con andata e ritorno, prendere un gol è poco influente o correggibile. In 90’ secchi un gol basta a esser decisivo, vedi i guai della povera Italia, di Grecia, Messico, Nigeria. Per questo, a sportellate atletiche, la Nigeria ha cercato il gol tagliagambe contro la Francia, così faranno gli Usa patria di John Nash. Perché quello che al Bar si chiama «caso» è sofisticata teoria di dati, psicologia, fisica.

Altro che «Belgian waffles». Non vi fidate? Non siete i soli, anche gli analisti di www.statsbomb. com cercano da tempo l’algoritmo della fortuna nel gol, ma – purtroppo o per fortuna non so dirvi - ancora non l’han trovato…

Fonte: Gianni Riotta - La Stampa

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Dopo le indiscrezioni degli scorso giorni, è arrivato l’annuncio ufficiale: Walter Sabatini, da tempo accostato al Bologna e già da qualche giorno operativo, sarà il nuovo direttore tecnico del club rossoblù. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale che delinea il perimetro del lavoro di Sabatini come “responsabile della supervisione e del coordinamento delle operazioni calcistiche” sia del Bologna che del Montreal Impact. La presentazione è stata indetta per la giornata di oggi alle 14. Sabatini, 64 anni, aveva lasciato il 20 aprile l’incarico di responsabile dell’area tecnica della Sampdoria dopo meno di un anno di lavoro a Genova. Avviata la carriera dirigenziale nel 1992 alla Lazio, dove era responsabile del settore giovanile, ha poi lavorato alla Triestina, all’Arezzo, a Perugia, di nuovo alla Lazio dal 2004 al 2008, poi al Palermo e dal 2011 al 2016 alla AS Roma, prima di un’esperienza di dieci mesi con Suning, con un ruolo simile a quello di adesso a Bologna, come coordinatore dell’area tecnica di Inter e Jiangsu Suning. Nel corso degli anni, Sabatini ha scoperto e valorizzato talenti quali Aleksandar Kolarov, il portiere uruguayano Fernando Muslera, il terzino svizzero Stephan Lichtsteiner, gli argentini Javier Pastore, Erik Lamela e il difensore brasiliano Marquinhos, scoperto all'età di 18 anni, oltre a molti altri. In Canada trova un Montreal Impact che ha avuto un buon inizio, secondo nella Eastern Conference, nonostante un avvio pesante fatto di 9 trasferte nei primi 10 match, e l'assenza prolungata per infortunio del talentuoso argentino Ignacio Piatti - ex Lecce e stella della squadra quebçois. In rossoblù verrà affiancato dal ds Bigon e da Marco Di Vaio (ex attaccante a Montreal), nello staff capeggiato dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, a riporto del presidente Joey Saputo. A Montreal invece troverà una squadra allenata dall'ex Lione e Aston Villa il francese Rémi Garde, mentre a livello dirigenziale dfovrà attivarsi insieme al nuovo CEO Kevin Gilmore per mettere insieme una dirigenza adeguata per portare l'Impact a vincere la MLS Cup portata in Canada per la prima volta nel 2017 dagli storici rivali del Toronto FC. Walter Sabatini nommé coordonnateur technique des départements sportifs du @BfcOfficialPage et de l'Impact.Détails ????#IMFC #WeAreOne https://t.co/kmJudb7Fzf— Impact de Montréal (@impactmontreal) June 17, 2019

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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