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Graham Zusi, la stella inattesa della Nazionale USA
Scritto il 2014-07-01 da Franco Spicciariello su Nazionale USA

Graham Zusi è una delle stelle del nuovo calcio USA. Solo cinque anni fa era costretto a vivere a casa dei genitori del suo compagno di squadra e di Nazionale, Matt Besler, sì da risparmiare soldi nell'attesa che lo Sporting KC trasformasse il suo contratto semestrale in qualcosa di più solido. Cosa regolarmente avvenuta, e coronata dalla US Open Cup 2012, dalla MLS Cup 2013 e dall'essere diventato l'arma segreta della Nazionale di Jurgen Klinsmann in questi Mondiali.

Dopo aver iniziato il torneo in panchina, è stato lui a fornire gli assist per i due gol che hanno portato gli USA fino agli ottavi, provocando negli States una soccer fever senza precedenti. Naturalmente, Klinsmann è deliziato dalle prove del centrocampista di lontane origini albanesi ma nativo di Orlando (FL), riconoscibile per i suoi lunghi capelli scuri e dal soprannome: Zeus. "Ha raggiunto un livello alto", spiega Klinsmann. "E' cresciuto, ha fatto quel passo in più, acquistato fiducia, ed è bello da vedere". Al West Ham forse dovrebbero chiedersi perché non lo hanno trattenuto dopo il periodo di allenamentoad Upton Park di Zusi nel gennaio 2013.

Il nome di Zusi non era certo tra i più noti della rosa americana prima di questo mondiale [tranne per chi segue le conache USA su SoccerItalia e sul Guerin Sportivo, NdR], ma di sicuro il CT belga Marc Wilmots avrà fatto le sue ricerche sulle capacità del 26enne assist man.

La storia personale di Zusi è quella tipica della nuova generazione di giocatori americani che sta portando il calcio ad un pubblico che fino a qualche anno fa forse nemmeno c'era.  Agli inizi è stata dura. I giocatori in uscita dal college possono ritrovarsi in MLS con contratti intorno ai 36mila euro, e per farcela  - oltre alle qualità tecniche e fisiche - ci vuole anche grande volontà e spirito di sacrificio.

Nel MLS SuperDraft 2009 Zusi fu solo la scelta numero 23 per gli allora Kansas City Wizards, e nei primi mesi non poteva nemmeno permettersi un appartamento, finendo per cambiare spesso appoggio, sino a quando Besler non lo accolse a casa dei suoi. E insieme hanno vinto con lo Sporting KC e sono arrivati in Nazionale.

In MLS Zusi è cresciuto gradualmente, esplodendo nel tra il 2011 e il 2012, periodo in cui ha piazzato 15 assist e una punizione da 40 metri di grande successo su YouTube con tanto di commento del telecronista: “Il Pizza Hut Park è diventato il field of dreams per Graham Zusi”.

Ma quando è saltata la possibilità di trasferirsi in INghilterra nel 2013, per lui è arrivato un rinnovo quadriennale con lo Sporting KC, con tanto di nuove regole settate dalla MLS per consentire proprio rinnovi importanti come il suo e quello di Besler, finalizzati cioè a giovani talenti americani, importanti per la lega e il pubblico.

Klinsmann lo ha preso in considerazione sin dal suo arrivo sulla panchina USA, e Zusi si è dimostrato fondamentale nelle qualificazioni Mondiali, specie in assenza di Landon Donovan, all'epoca in preda al suo periodo sabbatico tra California e Cambogia. E iun suo gol nelle qualificazioni contro Panama lo ha reso un eroe anche in Messicom visto che quella sconfitta eliminò i panamensi, permettendo ai messicani di andarsi a giocare lo spareggio (poi vinto) contro la Nuova Zelanda.

In Brasile Zusi ha confermato tutte le aspettative, sino ad ora. Entrato nel secondo tempo, è stato suo il cross per il gol vincente di John Brooks nel match d'apertura vinto contro il Ghana. Infortunatosi Jozy Altidore, Klinsmann lo ha promosso titolare nel centrocampo a cinque di supporto a Clint Dempsey, e proprio Dempsey ha infilato di pancia (!) contro il Portogallo un pennellato assist da dentro l'area di Zusi

Nonostante il Belgio si siia presentato a questo Mondiale con la miglior generazione in 30 anni (ma contro gli USA mancheranno Benteke, rimasto a casa, Vandenborre, Kompany e forse Fellaini, infortunati), da più parti c'è la convinzione che gli USA possano passare ai quarti per la seconda volta nella loro storia. Una qualificazione che porterebbe Zusi e compagni una popolarità senza precedenti, e di questo passo rischierebbero di superare in poco tempo el star di baseball e basket.

Il vivere questa avventura insieme al suo vecchio amico Besler rende poi tutto più speciale per Zusi. "Abbiamo vissuto tante cose insieme. Non potevo immaginare di vivere una tale esperienza con nessun altro".

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Dopo le indiscrezioni degli scorso giorni, è arrivato l’annuncio ufficiale: Walter Sabatini, da tempo accostato al Bologna e già da qualche giorno operativo, sarà il nuovo direttore tecnico del club rossoblù. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale che delinea il perimetro del lavoro di Sabatini come “responsabile della supervisione e del coordinamento delle operazioni calcistiche” sia del Bologna che del Montreal Impact. La presentazione è stata indetta per la giornata di oggi alle 14. Sabatini, 64 anni, aveva lasciato il 20 aprile l’incarico di responsabile dell’area tecnica della Sampdoria dopo meno di un anno di lavoro a Genova. Avviata la carriera dirigenziale nel 1992 alla Lazio, dove era responsabile del settore giovanile, ha poi lavorato alla Triestina, all’Arezzo, a Perugia, di nuovo alla Lazio dal 2004 al 2008, poi al Palermo e dal 2011 al 2016 alla AS Roma, prima di un’esperienza di dieci mesi con Suning, con un ruolo simile a quello di adesso a Bologna, come coordinatore dell’area tecnica di Inter e Jiangsu Suning. Nel corso degli anni, Sabatini ha scoperto e valorizzato talenti quali Aleksandar Kolarov, il portiere uruguayano Fernando Muslera, il terzino svizzero Stephan Lichtsteiner, gli argentini Javier Pastore, Erik Lamela e il difensore brasiliano Marquinhos, scoperto all'età di 18 anni, oltre a molti altri. In Canada trova un Montreal Impact che ha avuto un buon inizio, secondo nella Eastern Conference, nonostante un avvio pesante fatto di 9 trasferte nei primi 10 match, e l'assenza prolungata per infortunio del talentuoso argentino Ignacio Piatti - ex Lecce e stella della squadra quebçois. In rossoblù verrà affiancato dal ds Bigon e da Marco Di Vaio (ex attaccante a Montreal), nello staff capeggiato dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, a riporto del presidente Joey Saputo. A Montreal invece troverà una squadra allenata dall'ex Lione e Aston Villa il francese Rémi Garde, mentre a livello dirigenziale dfovrà attivarsi insieme al nuovo CEO Kevin Gilmore per mettere insieme una dirigenza adeguata per portare l'Impact a vincere la MLS Cup portata in Canada per la prima volta nel 2017 dagli storici rivali del Toronto FC. Walter Sabatini nommé coordonnateur technique des départements sportifs du @BfcOfficialPage et de l'Impact.Détails ????#IMFC #WeAreOne https://t.co/kmJudb7Fzf— Impact de Montréal (@impactmontreal) June 17, 2019

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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