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Colpo della AS Roma: preso DeAndre Yedlin
Scritto il 2014-07-06 da Franco Spicciariello su Calciomercato

La AS Roma ha bruciato tutti sul tempo e si è assicurata il terzino destro della nazionale Usa, DeAndre Yedlin, consigliato da Michael Bradley, che lo ha preceduto in maglia giallorossa, e richiesto da Rudi Garcia, che lo aveva notato in occasione del MLS All-Star Game dell'agosto 2013. In quel match Yedlin, pur giocando solo 24 minuti, si mise in luce creando un paio di occasioni da gol per l stelle della MLS contro la AS Roma.

Fisico e velocità da centometrista, Yedlin ha saputo cogliere la sua occasione l'altro giorno nell'ottavo di finale dei Mondiali perso ai supplementari dagli USA contro il Belgio. Yedlin ha iniziato in panchina, venendo poi spedito in campo nel secondo tempo al posto dell'infortunato Fabian Johnson. Ma, pur avendo di fronte un tipetto non facile come Eden Hazard, ha giocato benissimo, correndo come un forsennato lungo fascia e mettendo in mezzo ottimi cross, che però non hanno mai trovato nessuno a raccogliere vista l'assenza dell'infortunato Jozy Altidore.

Walter Sabatini, al momento il miglior "scout" del calcio italiano, ha fiutato l'affare e ha quindi anticipato tutti, incluso il Liverpool, che secondo la stampa inglese aveva invitato Yedlin per un periodo di allenamento alla fine della stagione MLS (con susseguente smentita del suo agente).

Yedlin - seguito dagli agenti Lyle YorksChris Megaloudis del James Grant Group - dovrebbe comunque rimanere in prestito ai Seattle Sounders sino al termine del 2014 - anche per volere della MLS, altrimenti il giocatore sarebbe arrivato subito - per poi andare in prestito ad un club italiano a gennaio. Un'operazione del genere (con "acquisto" da parte di un'altra squadra e poi cessione ai giallorossi) permetterebbe infatti alla AS Roma di prendere il giocatore nel 2015/16 senza dover occupare uno slot da extracomunitario.

Meno contenta dell'acquisto potrebbe essere la Nike, nuovo sponsor tecnico della AS Roma, visto che DeAndre Yedlin è marchiato Adidas (vedi foto), e che magari avrebbe preferito un uomo immagine diverso da "vendere" negli USA.

Il ruolo di Brian Klein

L'AS Roma ha chiuso velocemente l'operazione con Seattle e la MLS anche sfruttando una corsia preferenziale per arrivare al giocatore. Nel board giallorosso siede infatti Brian Klein [vedi il profilo a cura di SoccerItalia], uomo della US Soccer Foundation (dove siede insieme a Don Garber, commissioner MLS), businessman di Seattle e grande amico di Adrian Hanauer, presidente dei Sounders, di cui Klein assiste spesso alle partite al CenturyLink Field.

AGGIORNAMENTO

Secondo alcune fonti americane (si veda quiqui e qui), DeAndre Yedlin è per metà lettone (oltre che di origini nativo-americane, afro-americane e dominicane, un melting pot vivente), e ovviamente se riuscisse ad ottenere un passaporto comunitario semplificherebbe molto l'operazione della AS Roma, che secondo le norme federali può aggiungere solo un giocatore extracomunitario ogni anno.
Riporta il sito del Governo lettone che ogni figlio di un cittadino lettone può ottenere la doppia cittadinanza, il tutto con una procedura che potrebbe durare anche solo un mese. Yedlin ha ascendenze lettoni da parte di madre, ed è stato cresciuto dai nonni, secondo l'articolo del New York Times citato sopra. Visto però che Yedlin arriverà a Roma solo il prossimo anno, c'è tutto il tempo per sistemare la questione.
Forse è la volta buona per rivedere Freddy Adu negli Stati Uniti. Dopo un tour che lo ha portato in Portogallo, Francia, Grecia, Turchia e poi, dopo un breve passaggio alla Philadelphia Union, Brasile, Serbia (allo Jagodina, dove in 6 mesi gioca 14 minuti) e Finlandia, l'ex centrocampista della Nazionale USA ha trovato un accordo coi Tampa Bay Rowdies della NASL (North American Soccer League), la Division II, secondo quanto riporta Ives Galarcep su Goal.com. Adu attualmente milita col KuPS, club della prima divisione finlandese, dove da marzo è sceso in campo solo 5 volte, venendo anche spesso schierato nella squadra riserve. Di lui si è parlato poco tempo fa per uno splendido calcio di punizione, ma certo il salto da giocatore del futuro degli USA a un club finlandese di secondo piano è notevole. Esploso all'attenzione dei media di tutto il mondo con l'esordio a 14 anni in MLS con la maglia del DC United, Adu divenne una celebrità in tutti gli Stati Uniti, contribuendo anche con 5 reti nella sua prima stagione da pro e vincendo la MLS Cup 2005. Nel 2007 poi, alcune grandi prestazioni ai Mondiali U20 sembrarono il suo lancio definitivo nel grande calcio. Ma le aspettative non si sono mai realizzate, facendo di lui un secondo Niil Lamptey (un'ipotesi fatta dal Guardian addirittura all'esordio di Adu). Colpa forse anche della sfortuna (fu ad esempio Camacho a volerlo al Benfica, ma fu esonerato immediatamente) ma molto anche del giocatore, su cui da più parti si sono addensate nubi di critiche relative ad una certa supponenza e poca voglia di allenarsi. Dopo il suo trasferimento in Europa, nel 2012 la sua carriera sembrava essersi ripresa a Philadelphia (24 match e 5 gol), ma a fine stagione la rottura col club e il passaggio al Bahia (una sola presenza in campionato) hanno riavviato il percorso discendente. A soli 26 anni però Adu ha ancora molto da dare al calcio, e a Tampa Bay troverà un suo mentore, l'ex CT dell'Under 20 Thomas Rongen, uno dei migliori allenatori di sempre nella storia del calcio statunitense, che ha recentemente anche guidato le Samoa Americane alla loro prima vittoria in un match di qualificazione mondiale. E la NASL sembra il trampolino ideale per rilanciarsi. Reduce da un ottima Spring Season 2015 chiusa al secondo posto, Tampa punta sul fantasista di origini ghanesi per aggiungere quel pizzico di fantasia ai gol di Stefano Pinho e Jose Angulo, puntando a sfidare i NY Cosmos.  Le attese ci sono, ma stavolta su di lui non c'è certo il peso di dover diventare il salvatore del soccer USA. Ma certo se riuscisse a portare Tampa a battere i Cosmos per il titolo NASL, vendicando la sconfitta nel Soccer Bowl 1978, ai tempi delle sfide acerrime tra Rodney Marsh e Giorgio Chinaglia, potrebbe finalmente riprendere la via per comunque diventare un giocatore a tutti gli effetti. AGGIORNAMENTO 15/7 OFFICIAL: The Rowdies have signed MF/F @FreddyAdu! Welcome to Tampa Bay, Freddy! READ MORE --> http://t.co/iiTDLQrT0P pic.twitter.com/QELTEm7raT— Tampa Bay Rowdies (@TampaBayRowdies) July 14, 2015

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"Capitan America". Titola così questa mattina il Corriere dello Sport. Sembra infatti sempre più in dirittura d'arrivo la storia ventennale che lega Daniele De Rossi, il cd. Capitan Futuro, e la AS Roma, dove ormai troppo spesso è additato ai tifosi come "il problema" in relazione alle ultimi vicissitudini negative della squadra giallorossa, preda di una pareggite che sembra non vedere soluzioni di continuità. Un'attenzione, quella per De Rossi, forse inevitabile quando sei il giocatore più pagato della Serie A, con un contratto dal €6 milioni netti (12 lordi) di cui forse alla AS Roma non sarebbero così scontenti di liberarsi. LEGGI: De Rossi, destinazione New York City FC a fine stagione? A 31 anni, ancora integro non avendo mai subito infortuni gravi (a parte i problemi al polpaccio di quest'anno), in questi anni De Rossi ha subito una evidente involuzione, iniziata col ruolo affibiatogli qualche anno fa da Luis Enrique. A fianco di David Pizarro nella AS Roma o di Andrea Pirlo in Nazionale aveva libertà di movimento e trovandosi spesso in zona gol (27 gol nelle 4 stagioni pre Luis Enrique), mentre l'asturiano lo ha piazzato davanti alla difesa - se non sulla linea - facendogli perdere quelle caratteristiche che lo avevano reso tra i top centrocampisti  al mondo. Con Rudi Garcia, De Rossi rinasce, forse anche grazie alla vicinanza dell'olandese Kevin Strootman, che infatti una volta fuori vede l'azzurro di nuovo in calo, specie con accanto Seydou Keita, uno molto più abituato a giocare di prima, mentre De Rossi è accusato (non ufficialmente) da Garcia di tenere troppo palla e di far allungare la squadra. La sua stagione, nonostante una AS Roma seconda in classifica, è stata a dir poco altalenante. 8 match fuori per per infortunio, 5 in panchina, l'espulsione col Sassuolo, sette sostituzioni subite e spesso invocate dal pubblico, che lo ha accompagnato coi fischi. Vista la situazione, inevitabile la ripartenza di una ridda di voci, in particolare riguardo un suo possibile trasferimento negli States, dove già in passato ha dichiarato di voler andare a chiudere la carriera. Per lui si parla ora di Toronto, da dove Sebastian Giovinco stesso lo avrebbe contattato (inutilmente però, visto che il TFC ha già i tre Designated Player consentiti, a meno di un'improbabile cessione di Michael Bradley), e dell'Orlando di Kaka, mentre il Manchester City lo vorrebbe per ripetere l'operazione Lampard: tenerlo per alcuni mesi o una stagione intera e poi girarlo al New York City FC, e al riguardo - riporta Repubblica - ci sarebbe già stato qualche contatto, ma poco soddisfacente. "L'America può attendere", la convinzione di Daniele. Sembra infatti che la tentazione di De Rossi sarebbe il Boca Juniors dell'amico Dani Osvaldo, dove potrebbe vivere l'emozione della Bombonera e del derby col River Plate. Ma è assai improbabile che in argentina possano permettersi il suo stipendio. Non è la prima volta che De Rossi rischia di lasciare Roma. Già nel 2009 era dato per certo al Real Madrid, con «Marca» che pubblicò un fotomontaggio gigante con la camiseta blanca, quando poco prima Rosella Sensi aveva rifiutato 70 milioni (!) dal Chelsea. Nel 2011 sembrava toccare al Manchester City e nel 2013 infine al Manchester United. Ma un po' le pressioni della piazza, seguite dalle voglia del giocatore di rimanere a fianco della figlia piccola, e infine un contratto monstre, hanno significato la sua permanenza in città. Ora però le cose sembrano cambiate, e la AS Roma sarebbe pronta a monetizzare la cessione di un giocatore che, a 31 anni e in calo da temp, secondo molti non vale certo più l'ingaggio che prende, ma che ha ancora un'immagine internazionale di alto livello, essendo anche campione del mondo 2006. Sulla decisione finale di De Rossi pesera comunque anche il pensiero del CT Antonio Conte. Un'eventuale esclusione del giocatore in vista degli Europei 2016 potrebbe infatti far slittare la scelta di trasferirsi negli USA di una stagione.  

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Poco dopo quello di Vayrynen, sempre da casa LA Galaxy è arrivato l'annuncio di un ritorno a casa. Il team di Bruce Arena ha infatto ingaggiato l'attaccante 33enne Edson Buddle. Veterano con alle spalle 13 stagioni in MLS, Buddle è uno dei soli 8 giocatori nella storia della lega con 100 gol in carriera. Chiamato da Columbus al Draft 2011, Buddle ha già indossato la maglia dei Galaxy nel epriodo 2008/2012 segnando anche 42 reti, volando poi in Germania per una breve esperienza con l'FC Ingolstadt. Buddle ha anche alle spalle un passato con la Nazionale USA, con la quale ha preso parte ai Mondiali 2010 in Sudafrica. Doppio acquisto per il New York City FC, che si rinforza con un veterano e una giovane promessa. Il primo è il 34enne centrocampista spagnolo Pablo Alvarez Nunez, in arrivo dal Langreo, ma che prima ha militato per cinque anni con lo Sporting Gijon (160 partite, 25 gol) con David Villa. Alvarez ha indossato anche le maglie di Deportivo La Coruna, Lugo e Racing Santander. Dal Manchester City, squadra sorella, arriva invece in prestito - per ora sino al 30 giugno - il 21enne difensore Shay Facey, nazionale inglese U21, che già da un po' si allenava col team MLS. Facey può giocare da centrale o terzino, e con la "primavera" del City nel 2013-14 è stato nominato Young Player of the Year del club debuttando anche in prima squadra in amichevole in Sudafrica nel 2013. Su un giovane punta anche il DC United, D.C. United, che ha annunciato l'ingaggio del difensore Luke Mishu, ex capitano della University of Notre Dame. “Luke ha fatto un ottimo pre-campionato con noi, e si è guadagnato il posto". Movimenti anche ai Colorado Rapids, che hanno contrattualizzato il 32enne difensore James Riley (ex Revolution, San Jose Earthquakes, Seattle Sounders FC, Chivas USA, D.C. United e LA Galaxy), neo vincitore della MLS Cup con LA. Per lui possibile l'esordio immediato. Il team di Pablo Mastroeni ha allo stesso tempo tagliato i difensori John Neeskens (erroneamente da molti creduto il figlio del grande campione olandese Johan) - ex UE Sant Andreu e CF Badalona in Spagna - e Grant Van De Casteele. Entrambi lasciano dopo una sola stagione coi Rapids.

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