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USA e Mondiali: 1998, delusione francese
Scritto il 2014-06-14 da Dario Torrente su History

La Coppa del Mondo 1994 era stata un successo sotto tutti i punti di vista. Dopo il mondiale del '94 altri giocatori avevano lasciato la madrepatria quali Claudio Reyna e Alexi Lalas, quest'ultimo approdato addirttura in Italia tra le file del neopromosso Padova. Bora Milutinovic e la macchina organizzativa americana avevano centrato i risultati prefissi, ma Milutinovic una volta terminato il contratto come suo solito fece le valigie in cerca di una nuova elettrizzante sfida impossibile, mentre la USSF peccò un'altra volta di scarsa esperienza e mancanza di vedute a lungo raggio promuovendo a coach della Nazionale a stelle e strisce Steve Sampson, secondo di Milutinovic dal 1993 e che prima di allora aveva ben poca esperienza alle spalle. Nel suo povero curriculum figuravano esperienze di allenatore presso la Mountain View High School, allenatore in seconda di Foothill College e UCLA, e prima di essere nominato assistant coach di Milutinovic allenava la squadra universitaria dell'Università  di Santa Clara, dove nel 1989 aveva vinto un campionato N.C.A.A., un po poco per poter allenare una nazionale per giunta con mire abbastanza ambiziose…

Dopo i Mondiali la prima arriva allo Wembley Stadium il 7 settembre 1994, pcontro la decaduta Inghilterra che cerca di risalire la china sotto la guida del neo allenatore Terry Venables, e in cerca di rinvincita dopo la sconfitta dell'anno prima. Che arriva: 2-0

L'EXPLOIT IN COPA AMERICA

Nel giugno 1995 a Foxboro va in scena la US Cup '95, con debutto dell'organizzazione di supporters, chiamata Sam's Army, al seguito della nazionale Usa. Gli USA battono NIgeria (2-1), Messico (4-0) e pareggiano 0-0 con la Colombia, vincendo il torneo. Preparazione ideale per la Copa America, dove questa volta gli Usa partecipano con la prima squadra.

L'esordio nella competizione avviene a Paysandu in Uruguay l'8 Luglio '95 e sorprendentemente gli Usa hanno ragione del Cile per 2-1 con doppietta di Eric Wynalda al 15' ed al 29'. La notizia fa il giro del mondo, ma le cose sembrano tornare alla normalità  quando sempre a Paysandu la Bolivia si impone di misura sugli Stati Uniti tre giorni dopo. Il prossimo avversario sono i temibili argentini, al tempo numero otto nella classifica FIFA, e si suppone che con certezza quasi matematica gli americani faranno le valigie, ma ancora una volta il mondo viene zittito di fronte al clamoroso risultato che vede gli Usa prevalere sull'Argentina per ben 3 reti a 0, con reti di Frank Klopas al 21', Alexi Lalas dieci minuti dopo, ed Eric Wynalda al 58'. Il 17 Luglio 1995 è il turno del Messico, e dopo una partita terminata 0-0 gli Usa avanzano ai calci di rigore per 4-1, avanzando così alle semifinali dove però nel piccolo stadio di Maldonado il Brasile, imminente vincitore del torneo, si impone di misura il 20 Luglio 1995. Due giorni dopo, sempre a Maldonado la Colombia sbaraglia gli Usa per 4-1 con goal della bandiera di Joe-Max Moore al 52'. Nonostante l'epigologo a coda di pesce gli Usa chiudono al quarto posto in Copa America, un altro importante passo per il soccer Usa anche in vista dell'imminente nascita della MLS.

BATTUTO IL BRASILE IN GOLD CUP

Nel 1996 c'è la Gold Cup, ma il Brasile, ospite con la suia Under 23, mette fuori gli USA in semifinale. Ma intanto il 6 aprile 1996 nasce ufficialmente la MLS, per cui da questo momento la nazionale Usa non sarà  più trattata come un club come era invece successo per quasi un decennio e gli Usa avranno finalmente un campionato nazionale degno di tale nome, dodici anni dopo la fine della NASL, da molti considerato il punto di non ritorno.

La qualificazione ai Mondiali viene ottenuta dagli americani senza troppi problemi, e in un'edizione della Gold Cup stranamente tenuta a febbraio, gli USa fanno la storia battendo a Los Angeles in semifinale il Brasile di Romario per 1-0. La storica rete ò di Preki (ex Everton, due volte MLS MVP) al 76', con tiro dai venticinque metri dopo aver scartato un difensore brasiliano, con eroe della serata il portiere Kasey Keller, un muro insuperabile per la Seleçao. La notizia fa il giro del mondo ma non c'è tempo per cullarsi sugli allori perchè cinque giorni dopo gli Stati Uniti devono affrontare in finale il Messico che fino a quel momento si è dimostrata la squadra migliore del torneo. In un Rose Bowl brulicante di 91255 spettatori il Messico, grazie ad una rete di Hernandez allo scadere del primo tempo vince la sua terza Gold Cup consecutiva con grande frustrazione degli americani.

I MONDIALI DI FRANCIA

Nel percorso verso i Mondiali la novità  più importante è tra i convocati. Rimane infatti fuori dai 23 John Harkes, allora lo yank Abroad di maggior sucesso tra gli americani. Motivo ufficiale: “leadership issues”. Solo nel 2010 si viene a sapere che il CT Sampson decise la sua esclusione a causa di una relazione tra Harkes e la moglie del compagno di Nazionale Eric Wynalda. un caso simile a quello tra John Terry e Wayne Bridge 12 anni prima, solo che allora la scelta del CT fu netta. Altra sorpresa fu l'inclusione in dirittura d'arrivo pre convocazioni del terzino sinistro naturalizzato (di origine francese, della Martinica) David Regis , scoperto da Sampson durante la tournée del 1997, che però pur ben figurando, tolse il posto al veterano Marcelo Balboa e all'inizio la squadra lo visse come un corpo estraneo.

Il 15 giugno 1998 a Parigi gli Usa esordiscono al Mondiale di Francia affrontando la Germania, che ha ragione degli americani per 2-0 con gol di Andreas Moeller e Jurgen Klinsmann. Sampson puntava su Claudio Reyna quale faro della squadra, ma i tedeschi furono bravi ad ingabbiarlo, e tutta la squadra soffrì molto l'esordio, dando sensazione di estrema debolezza. La sconfitta comunque era preventivata, visto il dislivello tra le due squadre, erestavano comunque da giocare le partite contro Iran e Jugoslavia, che nonostante fosse stata ridotta dalla guerra alla sola Serbia e Montenegro era ancora una nazionale di una certa caratura.

Il 21 giugno la squadra Usa affronta gli iraniani in una partita alla quale è stata data una valenza più politica che non sportiva viste le crisi diplomatiche tra i due paesi dal 1979 in poi, e in Iran la propaganda degli ayatollah segue con grande attenzione il match contro quello che loro chiamano “il grande Satana”. L'atmosfera è calda e gli Usa devono assolutamente vincere se vogliono passare il turno, ma per la gioia degli ayatollah e la delusione degli americani l'Iran si impone sugli Usa per 2-1 con reti di Hamid Estili di testa al 40' e di Mehdi Mahdavikia all'84', con in mezzo ben 4 pali degli americani all'attacco alla disperata. Inutile infine la rete di Brian McBride all' 87' che rende meno pesante il passivo ma non toglie l'umiliazione di essere stati eliminati dalla Coppa del Mondo peraltro da un avversario calcisticamente parlando assai modesto.

Il 25 giugno a Nantes, senza più nulla da chiedere gli Usa affrontano la Jugoslavia dalla quale vengono sconfitti di misura, 1-0, gol di Slobodan Komljenovic su punizione di Sinisa Mihajlovic. Nell'occasione – assai calda per il coinvolgimento americano nelle guerre balcaniche – gli USA mettono in campo la miglior prestazione del loro torneo, non abbastanza però.

Si conclude mestamente l'era Sampson al quale resta comunque l'onore di aver portato gli Usa al quarto posto della Copa America, di aver battuto il Brasile e di aver qualificato gli Usa a Francia '98, e non è poco per un allenatore che fino a quel momento aveva allenato solo a livello di college, mostrando spesso però dei limiti nella gestione del team). Resta però l'amarezza per le varie Gold Cup sfiorate ma non vinte ed un Mondiale che forse poteva andare meglio. Ironia della sorte, il suo successore sarà  quel Bruce Arena al quale nel 1985 aveva soffiato il campionato NCAA.

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